Quartu Sant'Elena. Berlusconi arriva in città

Silvio Berlusconi arriva a Quartu per presentare la candidata Daniela Noli ed è subito show. Nella prima tappa della sua due giorni in Sardegna il leader di Forza Italia ha evidenziato il particolare ruolo della Sardegna che "molto spesso, anche in passato ha anticipato situazioni che poi si sono verificate a livello nazionale". Durante il comizio Berlusconi attacca i grillini, auspicando che i sardi inizino a capire chi sono realmente. E tra le priorità per la Sardegna, indicate dall'ex premier, la continuità territoriale, la zona franca, le infrastrutture e i trasporti".

Il punto del giorno. Sardegna, la campagna elettorale regionale e le sue miserie

È la cultura politica che è divenuta flusso corrente in questi ultimi trent’anni, per cui onde poter spendere mediaticamente i risultati di millantati obiettivi raggiunti, vengono moltiplicate le conferenze stampa con lo scopo di render noti gli annunci, ma non i fatti. Ricordiamo, nei tempi passati e comunque dove l’etica politica ha avuto modo di sopravvivere, che gli effetti mediatici e di propaganda, le conferenze stampa, meglio le inaugurazioni, avvenivano alla conclusione di un progetto frutto della legislatura volta al termine, costituendo così il punto forte della imminente propaganda elettorale. Così come nel resto del Paese, la Sardegna, i suoi politici in questo specifico caso, sono perfettamente allineati al trend nazionale, incentrato sugli annunci, che tal volta i sardi superano di gran lunga. Così è al termine di questa legislatura, in cui gli annunci si moltiplicano al pari delle nomine, al pari di una intensa e mirata attività in Consiglio regionale, in cui si cerca di posizionare ed assegnare tutto ciò che è possibile, prima di perdere irrimediabilmente il controllo politico dell’istituzione regionale, con gli annessi enti e le società in house. In questa campagna, iniziata e avviata da circa un mese, un ulteriore candidato, nonché attore istituzionale, utilizza il comune di Cagliari, di cui è sindaco, per mostrare l’intensità di un agire, che nei sette anni di amministrazione passata non abbiamo rilevato, almeno nell’intensità con cui i recenti annunci sembrano voler dare. Il sindaco di Cagliari ha sì, uno strumento in più per poter compiere la sua propaganda, che non consiste nel poco che ha realizzato, per cui non riuscirebbe neppure a confermare i consensi ricevuti in passato, ma per quanto riguarda i progetti futuri che mette in cantiere, o annuncia di mettere in cantiere, la cui eventuale verifica avverrà solo dopo le elezioni. Così, e sempre in modo maldestro, fa anche l’ex assessore per tre legislature regionali Paolo Maninchedda, che annuncia la necessità di una riforma della Regione, di quella stessa Regione di cui è stato amministratore, con maggioranze e programmi differenti, per circa quindici anni. Per non parlare delle sbrigative, quanto effimere operazioni con cui si rende esacerbante il primato clientelare di questa giunta, di cui già contestammo l’insediamento, per l’assenza di un’etica nella sostituzione della candidata vincitrice alle primarie, Francesca Barracciu, ed imposto così Francesco Pigliaru. Non si può proporre in fine legislatura, ad un mese dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale e del Presidente, il reinsediamento della provincia di Olbia per recuperare voti e poltrone politiche, in un’area forte, in cui il centro sinistra è minoritario. Impegnare il Consiglio, su richiesta del Presidente della Regione Francesco Pigliaru, su questo fronte, che richiederebbe ulteriore tempo per una accettabile discussione e confronto, ha dell’incomprensibile. A Roma si dice, quando le persone devono sedersi là dove non vi sono posizioni assegnate: << a li’ meglio posti...>> scatenando così un corri corri verso i posti liberi e migliori. Questo sta accadendo oggi in Sardegna, in una Regione amministrata dal Pd e alleati, nei confronti dei quali Massimo Zedda nel tacere un eventuale disappunto, si rende erede già desueto e consunto, in una drammatica continuità di cui non era parte. Un tafferuglio politico che non potrà far altro che determinare un risultato inverso, certamente, ma con lo scopo di cristallizzare la macchina amministrativa regionale, fino a renderla ingovernabile per una qualsiasi maggioranza diversa dall’attuale. Maurizio Ciotola

Il punto del giorno. la Regione Sardegna e il "game" degli annunci. Di Maurizio Ciotola

Sono giorni di annunci, conferenze stampa, presentazione di progetti, assunzioni, firme del rinnovo del contratto regionale, stabilizzazione di aziende che lavorano per la Regione, e mancate pose delle prime pietre nei millantati cantieri. E'quanto accade in questi giorni, in combinata tra gli annunci del Sindaco di Cagliari e del Presidente della Regione Sardegna. Ad un mese e mezzo dalle elezioni regionali si scatena la bagarre elettorale fatta di annunci, sapientemente amplificati, cui il Presidente uscente insieme al Sindaco di Cagliari, candidato dalla coalizione di centro sinistra, stanno mettendo in campo, per recuperare cinque anni di declino arrogantemente pianificato. Del resto è comprensibile, chi più chi meno negli anni e nelle tornate elettorali, ha sempre utilizzato gli stessi mezzi o mezzucci, per trovare consenso o vincolare il voto in modo evidentemente clientelare. Progetti e lavori bloccati per anni, cinque nello specifico, trovano approvazione e fattibilità alla vigilia delle elezioni, con la sempre nota metodologia attraverso cui si cerca di oscurare il fallimento e purtroppo, la tragedia in cui la nostra Regione è piombata, dopo anni di inazione. Annunci, elargizioni in busta paga, riduzione della componente di premialità variabile per i dirigenti regionali ed incremento di una base economica stabile ed indipendente dalla loro efficienza, quanto il varo del progetto Lavoras, o la distruzione dell’Aias, abbandonata a se stessa per essere data in pasto ai predatori internazionali, è organico ad un mediocre progetto clientelare di vecchia concezione. Continuità territoriale, metropolitane, Rei, Iscola, e una sequela di annunci, tengono fittamente impegnate le redazioni dei giornali nel riportare, per dovere di cronaca ed informazione, le continue notizie battute sulle veline uscite da Villa Devoto, come da Palazzo Bacaredda. Ma uscendo dal “game” cui le parti giocano e in taluni casi mostrano di saper giocare, troviamo una realtà differente, che non risponde in minima parte a quello che sembra esser il castello “elettronico/digitale” (non più di carta) messo su per “ubriacare” e sviare la popolazione sarda e cittadina dalla realtà contingente. Abbanoa, difesa a spada tratta della presidenza Pigliaru, lascia ancora oggi centri urbani come Oristano, per giorni interi senza acqua potabile. La città di Cagliari, che nel 2011, data della prima elezione del Sindaco Zedda, doveva divenire una città non più congestionata dal traffico, che paventava il rinnovamento e recupero delle periferie, o un piano organico della raccolta dei rifiuti, non l’attuale arlecchinata, non sembra esser mutata in meglio. In cinque anni la giunta Pigliaru avrebbe potuto definire e dare inizio ad un preciso progetto di mutazione socio economica della Regione, ma così non è stato, perché ha voluto impegnarsi nell’aggressione della parte più consistente del bilancio regionale, la Sanità, a discapito dei suoi utenti, i cittadini sardi. Per quanto riguarda Cagliari, rinnovata nei suoi centri storici da chi ha preceduto Zedda, con lui ha visto un perenne cantiere nel Bastione di S.Remy, senza vederne ancora oggi una restituzione completa alla cittadinanza. Sicuramente Zedda ha determinato la agognata chiusura al traffico del Poetto, come la moltiplicazione esponenziale delle rotonde, ma non si è speso nel recupero di una periferia decadente, cui l’asseto urbano di pertinenza comunale è abbandonato al proprio destino. Le elezioni regionali di febbraio e quelle supplettive per la Camera, in gennaio, non saranno un “game”, ma una espressione reale cui il centro sinistra o quello che ne rimane, dovrebbe comprendere, piuttosto che aggredire senza argomentazioni di valore l’elettorato in fuga o dissenziente. Quest’illusione, questa formazione delle notizie, quanto degli annunci, sa di offensivo, fino ad irritare una popolazione allo stremo e nei fatti, certificare l’inconsistenza e l’incapacità reali dell’uscente amministrazione regionale e il tentativo di arrembaggio alla Regione da parte del sindaco di Cagliari. Maurizio Ciotola

Assemini. Arriva il ministro leghista Centinaio

In occasione del prossimo turno elettorale, sbarca ad Assemini Gian Marco Centinaio, ministro dell'Agricoltura, con prossima delega al Turismo. Arrivato per sostenere il candidato del centrodestra, l'esponente del governo gialloverde ha speso diverse parole su temi di grande attualità per la nostra isola quali le difficoltà del mondo agricolo, il problema dell'insularità, il turismo ecc. In questo senso ha affermato di voler sentire nei prossimi giorni il presidente della Regione "per capire le reali esigenze e fare un piano straordinario della Sardegna". In particolare, per quanto riguarda il tema del turismo, Centinaio ha dimostrato una certa apertura per verificare con attenzione, insieme al mondo dell'impresa e delle istituzioni, il ddl sull'urbanistica che prevede incrementi volumetrici nei 300 metri dal mare, sottolineando tuttavia il suo fermo no per costruzioni a ridosso del mare. Relativamente al tema della continuità il ministro ha ribadito quanto già noto, ovvero il problema del costo dei trasporti per chi decide di giungere nell'isola.

Il 4 marzo e la mutazione del Paese come traguardo civile. Di Maurizio Ciotola

Il 5 marzo non avremo una maggioranza definita e sufficiente a guidare il Paese, ma nei giorni successivi il Presidente della Repubblica incaricherà comunque il rappresentante del partito, che siamo certi saprà costituire una coalizione di maggioranza per il Governo del Paese. Non vi saranno improbabili alleanze destra-sinistra, populisti-destra o populisti-sinistra, secondo i cliché da propaganda elettorale propugnati per far propendere l’elettore verso un partito piuttosto che l’altro. E se nell’attuale Parlamento decaduto, il gruppo misto costituito da fuoriusciti dai partiti, è pari al 10% alla Camera e quasi altrettanto al Senato, possiamo immaginare quale ruolo potranno avere coloro che, in dissenso con il proprio partito con cui il 4 marzo giungeranno in Parlamento, garantiranno il raggiungimento di una maggioranza di Governo ad una coalizione, che potrà esser costituita dal Movimento 5 Stelle-Misto, Centrodestra-Misto o dal Centrosinistra-Misto. Non vi saranno elezioni a breve e neppure un Governo di scopo o del Presidente, questo è certo, quanto una presa di coscienza o nel peggiore dei casi, una campagna-acquisti furibonda, il cui prezzo per il Paese in termini di inettitudine, sarà allarmante. Del resto il passato non ci ha mostrato prese di coscienza degne di esser annoverate come tali, ma solo spregevoli “compere” politiche, di cui sono stati resi noti “acquirenti” ed “acquistati”. Di questo aspetto il Presidente della Repubblica è preoccupato, esso è uno degli ulteriori motivi di attenzione dell’osservatorio politico del Quirinale, che ovviamente contrasterà qualsiasi campagna acquisti, ma resterà giustamente neutrale di fronte ad inoppugnabili prese di coscienza. Questo nostro amato Paese ha la necessità di trovare un assetto democratico, in cui le scelte di campo e non la corruzione, determinino il suo esistere. Anche l’Ue, almeno i suoi Paesi principali, Germania e Francia in testa, non intendono più interloquire con Istituzioni in cui è dilagante la corruzione e l’inefficienza, permeate da un sistema clientelare con cui si sta decretando la morte dell’Italia. Nessun politico saggio ed avveduto può pensare che, le normali ingerenze dei Paesi con i quali il nostro interagisce, risultino prive di efficacia politica in questa fase cruciale. Altresì, qualsiasi osservatore e analista politico indipendente è in grado di comprendere che, la fase successiva non potrà più passare per le mani di coloro, che negli ultimi venticinque anni alternativamente alla guida del Paese, hanno partecipato o sono stati indifferenti al saccheggio e alla dilagante corruzione. Nel contempo una grande quantità di esclusi, istruiti e consapevoli, tenuti al margine o costretti all’espatrio, ha preso coscienza della falsa rivoluzione annunciata nel 1992, consacrata nel 1994, perpetuatasi nella farsa fino ad oggi. La sfida è tra coloro, che già sono proiettati nel futuro in un’ottica meritocratica, quanto solidale, e coloro i quali nel farsi scudo di nobili Istituzioni, agiscono nel perpetuare se stessi a discapito dell’intera collettività. Ciechi attori politici cui l’ingordigia ha condotto oltre il 50% della società ad essere parte esclusa o prossima ad esserlo sul piano sociale ed economico, ma non politico su cui esercitano un’azione clientelare e di ricatto. Forse il 4 marzo qualcosa cambierà per tutti, ma non fermiamoci alla prima tappa, puntiamo al traguardo affinché la mutazione e la consapevolezza interessino l’intero tessuto civile del Paese. Maurizio Ciotola

Un silente colpo di stato. Di Maurizio Ciotola

Se il Sen. Gian Piero Scanu fosse stato il presidente della Commissione d’Inchiesta sul sistema bancario, costituita in limite di legislatura, per produrre tutto ciò che le commissioni parlamentari hanno sempre prodotto, ovvero il nulla, avrebbe avuto sicuramente un Collegio garantito, similmente a quello offerto al Sen. Casini a Bologna. Ma il Sen. Scanu, tignoso e preciso, uomo che ha constato con i suoi occhi gli sfaceli determinati dai militari sulla nostra Isola e che, non pago, è andato ad interrogare i diretti responsabili, ponendoli più di una volta di fronte alle loro mendaci dichiarazioni, ha creato un precedente inaccettabile per una politica in cui tutti urlano, ma nessuno agisce. Non solo, il Sen. Scanu ha messo in luce le responsabilità militari nell’utilizzo delle munizioni all’uranio impoverito ed è riuscito a far approvare con la legge di bilancio, un emendamento grazie a cui è stato attribuito il controllo sanitario ai Comuni sui quali si compiono le esercitazioni e, quasi con “oltraggio”, trasferito ai militari l’obbligo di bonifica. In un Paese sotto scacco sul piano militare, in cui il recente governo Monti assegnò il ministero della difesa ad un alto ufficiale della Marina militare, già con ruoli di coordinamento all’interno della Nato, la politica debole fatta di parvenù e corrotti, non ha alcun ruolo se non il sottomettersi. Negli anni passati, quasi in tutti i governi esistiti dall’inizio dell’età repubblicana, tra i sottosegretari alla difesa vi è sempre stato, a rotazione, un parlamentare sardo. Sottosegretari sardi, che mai hanno garantito il rispetto delle leggi esistenti nei luoghi in cui tali esercitazioni avevan luogo, magari poco distanti dai collegi elettorali in cui sono stati eletti. Di fatto hanno sempre semmai garantito, l’immunità al corpo militare, avallando lo scempio di cui paghiamo e pagheremo nel tempo, per l’impatto sull’ambiente e la popolazione. Anche un altro senatore, Roberto Cotti del M5S, va incontro alla medesima “rottamazione” cui sembra destinato il senatore Scanu, quasi a comprova che, per quanto riguarda l’operato militare, è tassativamente vietato portare alla luce gli scempi, cui una parte degli uomini delle forze armate si rendono colpevoli nell’immunità accordata. Non è più necessario compier dei colpi di stato eclatanti, attraverso vistose e tristemente conosciute ritualità, con cui nella storia il potere si è affermato a prescindere dal consenso e dalla libertà, in barba alla democrazia. Oggi è sufficiente impedire una rappresentanza Parlamentare in grado di agire in tutela e nel rispetto delle leggi della democrazia, dalla sua Costituzione, che in un gioco trasversale, qualche mese fa parte del Parlamento, avrebbe voluto distruggere. E'altresì sufficiente togliere la voce ai giornalisti, a quelli che di fronte a questo scempio democratico operano una denuncia e avviano una inchiesta, con l’onnipresente ricatto dell’esclusione. La Sardegna, l’Italia, deve sollevarsi per divenire protagonista del proprio destino, ha il dovere di evitare di subirlo per mano di chi ci ha venduto; ha venduto la nostra salute, il nostro ambiente, il nostro futuro per elemosinare uno scranno nelle Istituzioni, che ancora, loro contribuiranno a svilire, a render vacue ed impotenti. Maurizio Ciotola
Sottoscrivi questo feed RSS

3°C

Cagliari

Partly Cloudy

Humidity: 77%

Wind: 14.48 km/h

  • 03 Jan 2019 13°C 1°C
  • 04 Jan 2019 12°C 1°C