Domusnovas. Incidente stradale, un morto e tre feriti

E' accaduto questa mattina intorno alle 11.30 all'incrocio tra via Stazione e la Provinciale 87. Una Fiat Uno, proveniente da Villamassargia, arrivata all'altezza dell'incrocio con via Stazione si è scontrata con una Citroen. A causa del violento impatto ha perso la vita un 54 enne, alla guida della Uno. Ferito lievemente il figlio che viaggiava con lui. Condizioni non gravi anche per i passeggeri della Citroen. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e le ambulanze del 118. Sequestrate le auto coinvolte nell'incidente.

Domusnovas. Diffida di Italia Nostra per l'ampliamento della Rwm

A distanza di alcuni giorni dalla presa di posizione del presidente della Giunta Regionale, Francesco Pigliaru, arriva anche la reazione di Italia Nostra. L'associazione ha infatti diffidato il Comune di Iglesias affinché non venga rilasciata alcuna autorizzazione per l'ampliamento della fabbrica di bombe di Domusnovas, Rwm. L'iniziativa di Italia Nostra, segue alla richiesta di concessione edilizia da parte dell'azienda per la realizzazione di due nuovi reparti all'interno dello stabilimento. Richiesto invece alla Regione se "la società Rwm Italia spa ha integrato la documentazione presentata nell'ambito della procedura di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale con i nuovi progetti per i quali chiede l'autorizzazione al comune di Iglesias". In base a quanto dichiarato da Italia Nostra, "sarebbe oltremodo inopportuno e di dubbia legittimità che il Comune di Iglesias rilasci autorizzazioni in questa delicata fase della procedura".

Fabbrica di bombe Domusnovas. Il Comitato Riconversione Rwm chiede un incontro urgente con il sindaco di Iglesias

Le notizie relative al possibile ampliamento della fabbrica di bombe nel territorio comunale di Iglesias hanno sucitato la reazione del Comitato Riconversione Rwm che, in una lettera rivolta la primo cittadino della città mineraria, richiede un incontro urgente "al fine di riesaminare la situazione creatasi e riflettere su quali strumenti si possano mettere in campo per evitare il programma di ampliamento". Un programma che, a detta del Comitato . "coinvolgerebbe ulteriormente la Città nel commercio degli armamenti verso paesi in guerra, compromettendone anche le basi morali". La richiesta di incontro, da parte del Comitato, segue la recente presa di posizione del Presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, volta a promuovere il rispetto integrale della Costituzione, salvaguardando i posti di lavoro. "Il ventilato investimento - si legge nel comunicato stampa del Comitato - non aumenterebbe la solidità del tessuto produttivo del territorio che invece risulterebbe inevitabilmente legato a scelte politiche e ad esiti bellici completamente estranei, con il continuo rischio della chiusura improvvisa del sito, più volte paventato dallo stesso management della RWM Italia Spa". Per questo motivo il Comitato si appella "all'umanità, l'entusiasmo e l'amore per la Città" del primo cittadino iglesiente affinché si possa parlare di "politiche di sviluppo dell'Iglesiente verso direzioni e prospettive di lavoro alternative, pacifiche e sostenibili, come quelle sulle quali il Comitato sta lavorando insieme a imprenditori, esperti e docenti dell'Università di Cagliari".

Domusnovas. No all'ampliamento della fabbrica di bombe della Rwm Italia

A pronunciarlo è il presidente della Giunta Regionale, Francesco Pigliaru che sottolinea la posizione della Regione, ben consapevole del problema occupazionale che attanaglia il Sulcis ma contraria al fatto che "la Sardegna sia identificata come terra da cui partono armamenti utilizzati in scenari di guerra nei quali si coinvolgono popolazioni civili e che nulla hanno a che fare con le esigenze di difesa del nostro Paese o dei nostri alleati occidentali". Una posizione che pone al centro i diritti umani - come sottolineato dallo stesso Pigliaru - e che rende necessaria una soluzione specifica, per la produzione di armi in Sardegna, coerente con quanto definito nella Carta Costituzionale e nelle risoluzioni adottate dal Parlamento europeo in tema di esportazioni di armamenti verso l'Arabia Saudita in particolare.

Domusnovas. Nessuna riconversione per la fabbrica di armi Rwm

A chiarirlo sono i 270 lavoratori dello Stabilimento Rwm Italia di Domusnovas e i 104 dello Stabilimento di Ghedi (Brescia), in risposta alle polemiche politiche delle settimane scorse. Gli stessi dipendenti sottolineano la loro intolleranza per i vari comitati, amministrazioni locali o personaggi politici impegnati a strumentalizzare la questione della riconversione delle attività aziendali. In questo senso sono molto chiari: "nessuno di noi è interessato ad alcuna 'riconversione'. Non vogliamo essere trascinati in vertenze che, anche in questo territorio, evocano solo scenari negativi, ma vogliamo solo continuare a lavorare onestamente e serenamente, come abbiamo sempre fatto, nel rispetto delle leggi". Nella lettera aperta inviata agli organi di stampa i lavoratori precisano: "non intendiamo assistere in silenzio alla proposta, avanzata da più parti, relativa a una riconversione del nostro stabilimento, assolutamente fantomatica, per questo del tutto inconsistente e, dunque, nient'altro che ingannevole tentativo di far credere che qualcuno abbia sinceramente a cuore noi e le nostre famiglie. Fuori da ipocrisie, la situazione reale è un'altra: è quella di tanti fra noi che provengono dalle varie realtà industriali del Sulcis-Iglesiente, del Cagliaritano e del Medio Campidano, in crisi o già chiuse, e che per anni hanno inutilmente sperato in un vero significato della parola 'riconversione', purtroppo solo abusata. Oggi, senza la possibilità di lavorare in questa azienda, molti di questi colleghi si troverebbero disoccupati. Tutti noi lavoriamo in questa azienda per libera scelta, fatta con coscienza, senza ricatti o costrizioni, perché siamo convinti di contribuire, con la nostra professionalità e dedizione, a produrre sistemi di alta tecnologia e sicurezza, al servizio (in tutti i sensi lecito) della Difesa nazionale e internazionale, un comparto che occupa in Italia migliaia di lavoratori".

Domusnovas. Nessuna riconversione per la fabbrica di armi Rwm

Mentre l'Italia cerca di esercitare un controllo sull'operato delle ONG che sfuggono a qualsiasi tipo di controllo sull'attività di trasporto dei migranti, continuano indisturbati gli sbarchi "artigianali" nelle coste del sud Sardegna. L'ultimo in ordine di tempo quello avvenuto la notte tra mercoledì e giovedì sulla spiaggia di Domus de Maria. Questa volta il barchino aveva a bordo 12 algerini, fra i quali quattro minorenni. Bloccati dai Carabinieri, i migranti sono stati trasferiti in alcuni centri di accoglienza.
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