Cagliari. I sinistri messaggi del sindaco

“Quando mio figlio è stato contagiato ho capito che dovevo rinunciare a quella spesa inutile”.

“Quando hanno intubato mio padre ho capito che dovevo rinunciare alla corsa”.

“Quando hanno portato mia madre in ospedale ho capito che dovevo rinunciare alla corsa”. Meno usciamo, prima ne usciamo.

Questi i messaggi che il nostro sindaco ci rivolge nei cartelli sparsi per la città solitaria e vuota. Non primeggiano certo per buon gusto e non tengono conto degli sforzi che noi tutti stiamo compiendo in questo periodo. Il tono è catastrofico, non certo rassicurante, in un periodo in cui per la paura aumentano le psicosi, con il rischio di arrivare persino al compimento di gesti estremi. Nel film ​"Tre manifesti a Ebbing, Missouri" - pellicola del 2017 - la protagonista, Frances McDormand, cerca di arrivare alla verità sull’omicidio della figlia attraverso la pubblicazione di messaggi polemici e controversi rivolti al capo della polizia. Il caso di Cagliari è rovesciato e diverso: è un altro film. Un film dove è l’autorità a tacciare i cittadini di essere ingenui nell'esporsi al contagio in maniera infantile mentre - crediamo - ciascuno sta facendo del proprio meglio per evitare ciò che la visione apocalittica del sindaco sottintende. Come ricorda ​La Montagna Incantata ​ di Thomas Mann “La morte è grande potenza alla cui presenza ci si leva il cappello e si cammina in punta di piedi. Essa porta la gorgiera del passato, e in suo onore l’uomo si veste severamente di nero”.

Le persone non sono impreparate, anzi seguono le regole, hanno una coscienza, hanno il senso della vita e rispetto per la morte. Infatti la risposta è virale come visto su Facebook, dove una stragrande fetta di cittadini si è sbizzarrita a “bruciare Canciofali . "S’i fossi foco arderei il Covid e certi manifesti (citazione)".

Intanto sulla rete si moltiplicano i commenti sulla strategia comunicativa del primo cittadino, dando sfogo anche a diverse iniziative ironiche (vedi foto).

Korus

Cagliari. Coronavirus: controlli con l'ausilio dei droni

Anche il Comune di Cagliari, tramite il Comando della Polizia Locale, utilizzerà i droni per verificare gli eventuali spostamenti di persone e assembramenti, in modo da contribuire a garantire il contenimento dell’emergenza epidemiologica Coronavirus, così come previsto dai D.C.P.M in vigore. In questo senso l’ENAC Ente Nazionale dell’Aviazione Civile, viste le esigenze manifestate da numerosi Comandi di Polizia Locale presenti sul territorio nazionale, ha emanato un provvedimento (n. 23/03/2020 n°.0032363-P), assicurando piena operatività agli operatori delle Polizie Locali, anche in deroga ai regolamenti A.P.R. (Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto) in vigore. Le operazioni prevedono, con cadenza quotidiana fino al termine dell’emergenza, il sorvolo dei quartieri cittadini e delle zone difficili da raggiungere se non tramite l’ausilio dei droni. L’obiettivo primario è la verifica di eventuali assembramenti di persone e di spostamenti non autorizzati. Le riprese aeree si effettueranno inizialmente ad una quota che non consentirà il riconoscimento facciale e, solo in un secondo momento, laddove si configuri una violazione al D.P.C.M in vigore, la quota verrà abbassata per poter procedere ad una eventuale identificazione. Il drone utilizzato è dotato di altoparlante, termocamera e camera e può essere impiegato anche in operazioni notturne. Si potranno inoltre registrare anche eventuali richieste di soccorso. Il drone ha una autonomia di 2 ore per ogni operazione di volo. Il Comando della Polizia Locale di Cagliari si avvarrà della collaborazione, a titolo gratuito, di Italdron Academy Base Sardegna con sede a Cagliari, in via dell’Artigianato 13/A, Centro di Addestramento Piloti A.P.R. Enac, che ha messo a disposizione del Comando di Polizia Locale tutto il supporto logistico e tecnico necessario. Il network Italdron Academy, Centro di Addestramento ENAC 004, conta ben 22 basi sparse su tutto il territorio Nazionale. La Base sarda è una base di eccellenza del Gruppo e ha formato in questi anni numerosi professionisti come Enti Istituzionali e forze dell’ordine, collaborando inoltre a numerose operazioni tramite mezzi e personale altamente qualificato e addestrato.

Olbia. Denuncia per due cittadini stranieri per mancata autodenuncia

Erano arrivati in Sardegna nei primi giorni di marzo attraversando zone a rischio. Sono stati bloccati dagli agenti del Corpo Forestale mentre passeggiavano tranquilli a Porto Istana, senza aver rispettato l’obbligo di autodenuncia. I due cittadini stranieri sono stati denunciati ed è scattata anche la denuncia con segnalazione alla Magistratura, come disposto dall’Ordinanza n. 8 del 13 marzo 2020 dal Presidente della Regione.

“Ce la faremo se…….” Di Maurizio Ciotola

Il delirio e l’instabilità che una società manifesta nei momenti di crisi, è sempre figlio di una destrutturazione culturale, in senso ampio, evidentemente esteso a esperienze e tradizioni.

La comunicazione non aiuta, seppur in parte gestita da professionisti, a causa di un’isterica emotività espressa sul web totalizzante.

Perché la comunicazione, al pare di ogni altro agire, non costituisce un “corpo” a se stante rispetto a chi la origina, ma è proiezione di una condizione culturale, specifica e non ideale.

Del resto come possiamo non renderci conto che, la pilotata inversione di tendenza, tesa a sdrammatizzare ciò che in una combine disastrosa è stato reso drammatico, costituisce una toppa peggiore del buco.

“Tutto andrà bene”, “coraggio ce la faremo”, è un po’ come dire “stai calmo” al soggetto isterico, che finisce per irritarsi ulteriormente.

Quanto sta avvenendo sul piano sociale, economico e politico a causa di questo virus, incontenibile e in taluni casi letale, non è un fatto trascurabile o minimizzabile con slogan avulsi al contesto reale.

Dobbiamo riuscire a calarci in quella realtà, cui la società per anni ci ha tenuto distante, la politica ha falsato e il sistema economico ha alterato, per un consono utilizzo carico di strascichi.

Il Covid-19, in quanto virus, mutante e incontenibile, ha il “pregio” di non poter essere ingabbiato, come invece è avvenuto nei secoli sul piano culturale per una vasta area del Pianeta.

Gabbie e modelli, protocolli e programmi lineari, si mostrano fallimentari nella gestione delle conseguenze sociali e economiche dell’epidemia in corso.

La mutabilità stessa del virus, sul piano sanitario rende inadatto qualsiasi protocollo, con cui contrastare la proliferazione delle contaminazioni.

Realisticamente dobbiamo identificare, senza riserve, tutti gli effetti economici e sociali, allo scopo di intervenire a sostegno di questo rallentamento, fino alla immobilizzazione totale, che abbiamo il dovere di ipotizzare.

I mezzi e gli strumenti da adottare, non possono essere identici a quelli utilizzati in occasione di fermate temporanee o isolate nel contesto generale.

Oltre ad un’assistenza effettiva cui la rapidità degli avvenimenti ha imposto, è necessario togliere il freno ideologico con cui si è ritardata la modernizzazione del Paese.

In Sardegna non si è in grado di avviare lezioni scolastiche e universitarie in connessione remota con gli alunni/allievi, per l’assenza dell’infrastruttura essenziale a tale scopo.

Quanto per il rifiuto delle scuole e delle università di fronte all’utilizzo di un sistema, che avrebbe potuto consentire il seguire le lezioni, prima agli impossibilitati per cause generiche, oggi per l’impedimento derivante dal contagio per coronavirus.

E’sempre la cecità quella che accompagna l’ingordigia economica e intellettuale di una società, cui altrettanto ciecamente, con un’illusione ideologica cerca di risolvere la crisi.

Abbiamo già parlato di un necessario salto di paradigma, e se prima poteva rientrare nell’ambito dell’opinabile, oggi questo “salto” non è più procrastinabile per la sopravvivenza dell’umanità.

E’il necessario adeguamento intellettuale con cui l’umanità può far fronte alla legge di selezione naturale.

Un adeguamento grazie a cui possiamo pensare di riuscire a spingere ancora in avanti l’ipotesi di una fine della storia, della nostra storia.

Farcela sarà sicuramente possibile, ma non con semplici e gratuite iniezioni di messaggi, in sé non sostanziati da un fare effettivo in grado di mutare l’agire economico e politico rispetto al passato.

Il Covid-19 costituisce un’opportunità, che non può e non deve essere contrastata esclusivamente sul piano sanitario, ma agendo su quegli stessi fattori economici e politici che hanno reso il sistema sanitario claudicante, al pari di tutte le altre attività di primaria importanza per un esistere sociale.

Maurizio Ciotola

Impianti sportivi comunali: misure per il contrasto e il contenimento del Coronavirus

In considerazione delle misure dettate per il contrasto e il contenimento del virus COVID-19, si richiama l'attenzione dei responsabili delle società sulle prescrizioni dettate dal D.P.C.M. 4 marzo 2020 e dalle federazioni sportive nazionali. L'articolo 1 lettera C del D.P.C.M. 4 marzo 2020, detta precisamente: “Sono sospesi altresì gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito, nei comuni diversi [omissis] lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive , a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi parteciperanno. omissis”. Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all'aperto ovvero all'interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione di cui all'allegato 1, lett. d) nel quale si prevede: mantenimento nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro”. Le suddette prescrizioni vengono dettagliate a livello pratico dalla Circolare CONI Sardegna 5 marzo 2020, nella quale si richiamano i comportamenti da assumere nelle attività sportive di base ed agonistiche. In sintesi vengono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della specifica raccomandazione: “mantenimento, nei contatti sociali di una distanza interpersonale di almeno un metro”. Questa indicazione è da intendersi in tutti gli ambienti, ivi compresi spogliatoi e zone attive o ricreative (riferimento D.P.C.M. 4 marzo 2020). Per tutti questi motivi si chiede a tutte le Associazioni sportive di provvedere, entro e non oltre le ore 16 di martedì 10 marzo 2020, a inviare le seguenti attestazioni :

1) attestazione, a firma dei rappresentante legale, che dichiari l'osservanza delle disposizioni dettate dal D.P.C.M. 4 marzo 2020;

2) attestazione , a firma del proprio personale medico che dichiari esplicitamente l'effettuazione dei: “controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi parteciperanno”.

Coronavirus. M5S: "moratoria dei mutui accesi dagli imprenditori del settore turustico - alberghiero"

“Il comparto turistico alberghiero sardo ha bisogno di essere sostenuto a 360 gradi. L’emergenza economica conseguente al diffondersi del coronavirus rischia di portare al fallimento certo un numero considerevole di albergatori che hanno acceso dei mutui e investito per prepararsi alla stagione turistica alle porte. Pensiamo a tutti quegli imprenditori che hanno investito nella costruzione di nuovi locali, nell’ampliamento delle strutture ricettive o nel semplice ammodernamento”.

Sono le parole del consigliere regionale del M5S, Roberto Li Gioi a proposito della situazione di criticità causata dal Covid-19.

“Considerato ciò - sottolinea Li gioi - analogamente a quanto deciso in questi giorni dal governatore della regione Piemonte per far fronte all’emergenza economica, chiedo che la giunta si attivi per concedere agli imprenditori del settore turistico e alberghiero la moratoria di un anno di tutti i mutui, sia di quelli bancari sia di quelli contratti con la Regione Sardegna. Chiedo al Presidente Solinas e all’assessore al Turismo in particolare che questa misura finanziaria straordinaria venga inclusa tra quelle già adottate e che sia rivolta nello specifico a sostenere gli imprenditori del settore turistico – alberghiero che in una regione come la nostra, a grande vocazione turistica, sono tantissimi e rischiano di pagare a caro prezzo e più di tutti l’emergenza sanitaria in corso. Si chiede pertanto – continua l'esponente pentastellato - che la Regione instauri le opportune interlocuzioni con l’ABI (Associazione bancaria italiana) affinché, in ragione dello stato di emergenza, vengo concesso lo slittamento per almeno dodici mesi delle rate dei mutui contratti con tutti gli istituti bancari”.

Lunedì lo stesso Li Gioi (insieme ai colleghi Desirè Manca, Michele Ciusa e Alessandro Solinas), presenterà una mozione urgente all’attenzione del Presidente della Regione e alla giunta impegnati in questi giorni a varare i provvedimenti a sostegno del tessuto economico e imprenditoriale della Sardegna.

“La filiera turistica ha già subito un colpo pesantissimo: agenzie di viaggi, ristoratori, organizzatori di eventi e manifestazioni stanno facendo i conti con le cancellazioni e i rimborsi dei biglietti. L’economia della Sardegna rischia di trovarsi presto affossata. Questo è il momento di lavorare uniti e senza sosta per garantire il superamento di questo periodo terribile”.

Coronavirus e Quaresima. Procedure anticontagio anche in chiesa

Nonostante le restrizioni imposte dal Governo, in Sardegna vengono confermate le celebrazioni della messa nei festivi e nei feriali e i momenti di preghiera connessi al particolare periodo di Quaresima (Via Crucis, liturgie penitenziali, adorazioni eucaristiche). Tutto questo, subordinato al rispetto di alcune regole anticontagio da rispettare, in conformità con quanto disposto dal Governo. In particolare, i fedeli riceveranno la comunione sulle mani e non sulla bocca e verrà evitata la stretta di mano per lo scambio di pace. Evitata anche l'acqua benedetta dalle acquasantiere e nelle preghiere un'attenzione particolare verrà rivolta ai malati, a chi è nel dolore, e a tutti gli operatori sanitari e responsabili del bene comune. Ulteriori indicazioni in merito ad apposite manifestazioni potranno essere definite dai singoli vescovi.

Cagliari. Coronavirus: le procedure del Comune di Cagliari e dell'INPS

Il primo cittadino cagliaritano, considerando l'evolversi dell'emergenza contagio da covid-19 ha provveduto a diffondere il seguente invito a tutti i cittadini che dovessero recarsi presso gli uffici comunali:

"Carissimi,

come sapete è stato disposto di evitare di creare assembramenti di persone in locali nei quali non sia possibile garantire la distanza di oltre un metro tra le persone. Per questo motivo, a tutela della salute dei cittadini e dei dipendenti comunali, nell'erogazione di servizi in cui è inderogabile la presenza fisica degli utenti, si seguirà il criterio dell'accesso controllato. Sarà pertanto consentito l'accesso agli utenti uno alla volta, in ordine di arrivo o di eventuale prenotazione; ove la sala d'aspetto lo consenta, sarà possibile l'accesso ad un numero di persone tale da consentire una distanza di oltre un metro tra i presenti. Pur consapevoli che l'attesa all'esterno è disagevole, essa appare il miglior sistema possibile di prevenzione allo stato attuale".

Anche gli uffici regionali dell'INPS hanno ritenuto necessario provvedere alla diffusione di un apposito comunicato sulle modalità di erogazione dei servizi, in ottemperanza alle indicazioni contenenti “Misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19”. Di seguito il comunicato dell'INPS:

"al fine di attuare gli accorgimenti ritenuti più adeguati a contenere il sovraffollamento nei locali adibiti al ricevimento del pubblico si invitano gli utenti a prenotare un appuntamento tramite uno dei seguenti canali:

• dallo smartphone, scaricando App INPS Mobile, disponibile per sistemi Android e iOS;

• dal PC, tramite il portale www.inps.it;

• tramite Contact Center (servizio automatico vocale o con operatore) - 803164 (da rete fissa) - 06164164 (da rete mobile);

• allo sportello appositamente attivato presso la Sede territoriale di competenza.

Si invitano gli utenti, inoltre, a segnalare all’atto della prenotazione il motivo della richiesta d’appuntamento. Al fine di evitare assembramenti l’accesso alle sedi verrà consentito a piccoli gruppi e solo per il tempo strettamente necessario all’erogazione del servizio. L’Istituto si adopererà per contenere eventuali disagi."

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