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Aggiornamento coronavirus del 30 ottobre: 298 nuovi contagi, sette decessi

Sale a 9.106 il numero totale dei casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza. Il dato è il risultato dell'incremento registrato dall'Unità di Crisi Regionale nel suo ultimo aggiornamento che ha fatto emergere 298 nuovi contagi. Di questi, 183 rilevati attraverso attività di screening e 115 da sospetto diagnostico. Aumenta anche il numero complessivo dei decessi. In particolare, nelle ultime 24 ore sono stati registrati sette nuove le vittime, per un totale generale di 214. Si tratta di due uomini di 73 e 83 anni residenti nel nord Sardegna, di un uomo e una donna di 63 e 82 anni della Città Metropolitana di Cagliari, di un uomo e una donna di 92 e 85 anni del sud Sardegna e di una donna di 82 anni della provincia di Oristano. In totale sono stati eseguiti 264.292 tamponi con un incremento di 3.198 test. Salgono i paziente ricoverati in ospedale: 323 (+1) nei reparti non intensivi e 40 (+1) in quelli intensivi. Le persone in isolamento domiciliare sono 5.458. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 3.031 (+32) pazienti guariti, più altri 40 guariti clinicamente. Sul territorio, dei 9.106 casi positivi complessivamente accertati, 1.796 (+51) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 1.466 (+50) nel Sud Sardegna, 776 (+44) a Oristano, 1.208 (+61) a Nuoro e 3.860 (+92) a Sassari.

Aggiornamento coronavirus del 28 ottobre: 362 nuovi positivi, sei decessi

Oltre il doppio rispetto a quanto rilevato nel precedente aggiornamento. E' quanto emerge dall'ultimo aggiornamento dell'Unità di Crisi Regionale che nelle ultime 24 ore ha registrato 362 nuovi casi di contagio. Di questi 280 ascrivibili ad attività di screening e 82 da sospetto diagnostico. Sale così a 8.526 il numero delle persone risultate positive al Covid-19 dall'inizio dell'emergenza. Purtroppo aumenta anche il numero dei decessi totali che raggiunge quota 205. Un numero alimentato dalle ultime sei vittime, tre residenti nel nord Sardegna e tre rispettivamente nelle province di Oristano, Sud Sardegna e Città Metropolitana di Cagliari. Tutto questo a fronte di 257.266 tamponi totali, con un incremento di 3.821 test. Diminuisce il dato relativo complessivo ai pazienti ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (298), ma aumenta di una unità il numero totale di quelli ricoverati in terapia intensiva (37). Le persone in isolamento domiciliare sono 5.013, mentre il dato progressivo dei casi positivi comprende 2.937 (+54) pazienti guariti, più altri 36 guariti clinicamente. A livello territoriale, dei 8.526 casi positivi complessivamente accertati, 1.676 (+133) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 1.331 (+52) nel Sud Sardegna, 699 (+33) a Oristano, 1.147 (+14) a Nuoro, 3.673 (+130) a Sassari.

Cagliari. Ambulanze bloccate 24 ore: a rischio collasso la rete dei soccorsi

A denunciarlo è Michele Ciusa, consigliere regionale del M5S e segretario della Commissione Sanità che, accolte le preoccupazioni dei soccorritori, chiede all'assessore Nieddu di intervenire per scongiurare il progressivo depauperamento del servizio.

“Le immagini delle ambulanze in colonna davanti all'ingresso dell'ospedale Santissima Trinità o in sosta per ore nel piazzale - dichiara Ciusa - se da un lato ci fanno capire quanto sia diventata drammatica e ingestibile la situazione sul fronte Covid, dall'altro ci devono far riflettere sulle conseguenze di questa semi-paralisi dei mezzi di soccorso. Penso a tutte quelle chiamate al 118 in cui il fattore tempo è determinante, ai casi di infarto, agli incidenti stradali, ai quali oggi non si può più rispondere con la stessa prontezza di prima. Ma anche ai volontari stremati da attese infinite che, loro malgrado, stanno disertando i turni di soccorso, diventati insostenibili per chi il giorno dopo deve recarsi al lavoro. Sono tanti i meccanismi sui quali è necessario intervenire con la massima urgenza, non ultimo quello legato ai rimborsi per le associazioni di volontariato che essendo legati al chilometraggio sono diventati inadeguati. Come sappiamo i mezzi di soccorso restano in sosta anche per 24 ore e le associazioni stanno investendo risorse proprie per poter garantire il servizio”.

“Ci troviamo di fronte a una bomba a orologeria – sottolinea il capogruppo del M5S Michele Ciusa – che l'assessore alla Sanità ha il dovere di disinnescare intervenendo con misure volte a tutelare i volontari, gli operatori delle associazioni in campo e i cittadini sardi. In questi giorni convulsi gli operatori delle associazioni di volontariato e delle cooperative stanno affrontando questa battaglia affiancando agli operatori sanitari con grande spirito di abnegazione, e persino rimettendoci economicamente. Oltre ad aver ridotto il numero di interventi giornalieri da cinque a uno, adesso a causa delle lunghissime soste, gli operatori del soccorso stanno lavorando senza alcun introito e in alcuni casi devono persino contribuire all'acquisto dei dispositivi di protezione personale”.

“Non supportare il lavoro degli operatori dei mezzi di soccorso – conclude Ciusa - significa far lievitare il rischio di morte per altre patologie. La mala gestione dell'emergenza Covid in Sardegna è sotto gli occhi di tutti ma non possiamo tollerare che a pagare siano ancora una volta i cittadini”.

Coronavirus. Aggiornamento del 27 ottobre: 174 nuovi casi, sette decessi

Sale a 8.164 il numero dei casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza. L'Unità di Crisi Regionale, nel suo ultimo aggiornamento, ha constatato 174 nuovi casi. Di questi, 126 rilevati attraverso attività di screening e 48 da sospetto diagnostico. Aumenta anche il numero dei decessi. Sette le nuove vittime registrate, quattro relative al 26 ottobre e tre al 27 ottobre. Si tratta di tre uomini e una donna tra gli 81 e i 93 anni, residenti nel Sud Sardegna, due uomini di 86 anni della Città Metropolitana di Cagliari e un uomo di 58 della provincia di Oristano. Il numero totale di tamponi eseguiti ha raggiunto quota 253.445, con un incremento di 2.544 test. I pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi sono 306 (+3 rispetto al dato del 26 ottobre. Aumenta di una unità (36) il numero dei pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 4.719. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 2.883 (+40) pazienti guariti, più altri 21 guariti clinicamente. Sul territorio, dei 8.164 casi positivi complessivamente accertati, 1.543 (+80) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 1.279 (+33) nel Sud Sardegna, 666 (+11) a Oristano, 1.133 a Nuoro, 3.543 (+50) a Sassari.

Unione europea e dei popoli, la loro centralità in questa emergenza. Di Maurizio Ciotola

Tra i tanti aspetti legati a questa pandemia, abbiamo certamente capito che, non solo non riusciremo a salvarci da soli, ma se riusciamo ancora a reagire è proprio perché non siamo soli.

Qualora l’Italia avesse deciso, in un modo o nell’altro, deciso di uscire dall’Ue, in questo momento non avremmo neppure le pezze per tappare i buchi di un vestito oramai lacero.

La Cina ha potuto sopportare questo stress economico e sociale, grazie alla compensazioni dalle altre aree del Paese, di quell’immenso Paese che grazie alle sue dimensioni ha reso possibile.

In misura differente e non risolutiva, per via delle diverse dinamiche sociali, organizzative e istituzionali, anche gli Stati Uniti riescono a compensare il disastro economico in corso per via della pandemia.

Per l’Europa il soccorso economico è la chiave per non uscire stravolti e mutati nelle potenzialità produttive, grazie alle quali riusciamo a tenere in piedi un sistema complesso, cui le esigenze sociali e i principi democratici concorrono positivamente.

La differente e non sempre coordinata azione degli stati europei, ha portato a inefficienze e soprattutto alla recrudescenza di una pandemia, verso cui si sono opposte opinioni di comodo, piuttosto che decisioni scientifiche.

Parimenti per quanto riguarda l’intervento finanziario, evidentemente improrogabile, i ritardi e le opposizioni alla sua erogazione, hanno reso esplicita la fragilità del sistema Europa, di fronte a eventi di simile portata e soprattutto di tale rapidità.

Non possiamo che auspicare il raggiungimento a breve di una unità politica, cui un necessario federalismo consenta di pianificare piani di azione in emergenza, sicuramente, ma sulla media e lunga durata, cui i tempi della rivoluzione tecnologica e sociale non sembrano attendere.

Per altro invece quel raffazzonato tentativo di federalismo nostrano, cui la modifica del titolo V della Costituzione ha cercato di avviare, delegando la gestione del sistema sanitario e dei trasporti a livello regionale, è palesemente fallito.

Una delega che ha consentito in questi anni di apparente normalità, un drenaggio continuo e costante di denaro dalle casse pubbliche verso operatori privati, senza benefici per la collettività, che al momento cruciale dell’emergenza si sono tradotti in drammatiche inefficienze.

Ad essere ancora più espliciti possiamo affermare che, fino a quando il gioco delle nomine e delle trasformazioni organizzative ha operato in un ambito di normale regime, le defezioni del sistema, pur evidenti, potevano essere ricondotte a casi circoscritti.

Quando la complessità cui dover far fronte, ha raggiunto in tempi brevissimi una consistenza ben al di sopra della normalità, l’incapacità organizzativa e burocratica, dettata da altrettanti dirigenti incapaci, ha portato allo stato di deflagrazione cui oggi assistiamo.

Le nomine degli incaricati in base a specifiche affiliazioni, generalmente privi di un contesto formativo ed esperienziale adeguato, in condizioni di emergenza e quindi di stress, non hanno saputo governare le gestioni loro assegnate, Sanità e trasporti in primis.

Quest’ultimo aspetto unitamente alla presenza della malavita organizzata, che su tali nomine influisce, ha probabilmente costituito il principale ostacolo al varo del Recovery fund da parte dell’Ue.

Il dirupo, intravisto anni addietro e verso cui sembrava potessimo scivolare attutendo gli effetti della mutazione di paradigma, oggi si è presentato al netto del suo abisso preannunciato, cui l’enorme velocità di accadimento ci impedisce di ricorrere a tutele efficaci.

Il Presidente del Consiglio con parole e azioni ha ingaggiato un sostegno collettivo, cui da sempre abbiamo saputo far ricorso in emergenza.

Esso potrà avere tanta più efficacia quanto più l’etica delle nostre azioni parteciperà di una forte matrice collettiva, cui non casualmente in questo momento il Santo Padre richiama i credenti e i laici con il suo “fratelli tutti”.

Marizio Ciotola

Coronavirus. Aggiornamento del 26 ottobre: 231 nuovi casi, un decesso

Sale a 7.990 il numero totale dei casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale si registrano 231 nuovi contagi, 156 dei quali rilevati attraverso attività di screening e 75 da sospetto diagnostico. Si registra un decesso, un uomo di 85 residente nel Sud Sardegna. Le vittime sono in tutto 192. In totale sono stati eseguiti 250.901 tamponi con un incremento di 2.376 test. Sono invece 303 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+4 rispetto al dato di ieri), mentre è di 35 (+1) il numero dei pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 4.584. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 2.843 (+64) pazienti guariti, più altri 35 guariti clinicamente. Sul territorio, dei 7.990 casi positivi complessivamente accertati, 1.463 (+45) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 1.246 (+24) nel Sud Sardegna, 655 (+3) a Oristano, 1.133 (+32) a Nuoro, 3.493 (+127) a Sassari.

Cagliari. Un positivo in Comune, Palazzo Civico chiuso per sanificazione

A seguito dell'attività di screening tramite test sierologici, programmati dall’Amministrazione Comunale, è stato rilevato un caso di positività tra il personale che presta servizio nel Palazzo Civico di via Roma. Gli uffici resteranno pertanto chiusi nella giornata di lunedì 26 ottobre per consentire le operazioni di sanificazione dei locali e il personale in servizio resterà a casa.

Aggiornamento coronavirus del 24 ottobre: 329 nuovi casi, tre decessi

Sale a 7.564 il numero totale dei casi di positività al Covid-19, complessivamente accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale si registrano 329 nuovi casi, 221 rilevati attraverso attività di screening e 108 da sospetto diagnostico. Si registrano tre decessi, due donne, di 93 e 82 anni, e un uomo, di 88, tutti residenti nell'area della Città Metropolitana di Cagliari. Le vittime sono in tutto 184. In totale sono stati eseguiti 246.095 tamponi con un incremento di 3.721 test. Sono invece 287 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+12 rispetto al dato di ieri), mentre resta invariato il numero dei pazienti in terapia intensiva: 36. Le persone in isolamento domiciliare sono 4.263. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 2.759 (+27) pazienti guariti, più altri 35 guariti clinicamente. Sul territorio, dei 7.564 casi positivi complessivamente accertati, 1.359 (+50) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 1.190 (+74) nel Sud Sardegna, 633 (+28) a Oristano, 1.097 (+56) a Nuoro, 3.285 (+121) a Sassari.
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