Consiglio Regionale. Online i resoconti integrali delle sedute dell’Assemblea

Il Consiglio Regionale della Sardegna diventa più trasparente. Da oggi è infatti online la raccolta completa dei resoconti integrali delle sedute dell’Assemblea regionale sarda. Sul sito del Consiglio Regionale è presente, nell’apposita sezione dedicata in home page, un portale “storico” dedicato ai resoconti, a partire dalla prima seduta consiliare del lontano 28 maggio 1949. Tutti i resoconti delle sedute d’Aula, dalla prima alla decima legislatura, sono stati digitalizzati per consentire la realizzazione del progetto, intrapreso alla fine del 2015. L'obiettivo di fondo è quello di mettere a disposizione di tutti, consiglieri regionali, operatori consiliari, tecnici, studiosi del diritto parlamentare e più in generale dell’intera collettività, tutto il patrimonio documentario sin dalle origini dell’Assemblea legislativa sarda. Soddisfazione da parte del presidente del Consiglio Regionale che ha dichiarato: "abbiamo avviato un percorso fortemente condiviso dalla struttura consiliare che consente di mettere a disposizione di tutti i sardi la storia della nostra Autonomia e con la pubblicazione di qualche mese fa degli Acta Curiarum, la Collana dedicata agli atti dei Parlamenti sardi, anche l’intera storia della nostra Regione. Un lavoro importante completamente gestito in house, grazie al lavoro del personale del Consiglio Regionale che ha consentito di digitalizzare quasi 100 mila pagine per un totale di 91 volumi».

Legge sul fine vita. Impegno del presidente del Consiglio Regionale per la petizione popolare

"Solleciterò il presidente della commissione Sanità affinché la petizione popolare, depositata in Consiglio a fine agosto e relativa alla legge sul fine vita, venga al più presto esaminata e portata in aula, attraverso un ordine del giorno che mi auguro venga largamente condiviso". Sono le parole del presidente del Consiglio Regionale, Gianfranco Ganau, che ieri pomeriggio si è così impegnato con i rappresentanti dell’associazione Walter Piludu, dell’Arci Sardegna e dei Radicali italiani - Associazione Marco Sappia. Giancarlo Ghirra, Tore Cherchi e Nicola Carboni, in rappresentanza delle associazioni promotrici anche dell’iniziativa in programma giovedì 14 settembre con Emilia De Biasi, relatrice della legge sul fine vita, hanno illustrato a Ganau la petizione popolare rivolta al Consiglio Regionale. Nel documento, sottoscritto dalle tre associazioni e da numerosi cittadini, tra i quali gli ex magistrati Giangiacomo Pisotti e Mauro Mura, i sindaci di Cagliari e Sassari, Massimo Zedda e Nicola Sanna, il segretario regionale della CGIL Michele Carrus e le giornaliste Maria Paola Masala e Francesca Mulas, si chiede che il Parlamento sardo si faccia interprete nei confronti dei Senatori della Repubblica, a partire da quelli eletti in Sardegna, dell’auspicio che la proposta di Legge “Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico”, sia definitivamente approvata entro il corso dell’attuale legislatura. La petizione richiama gli articoli 2 e 32 della Costituzione sui diritti inviolabili dell’uomo, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea sull’inviolabilità della dignità umana e sul rispetto del consenso libero e informato nei trattamenti sanitari, a sostegno dell’approvazione della legge già approvata dalla Camera il 20 aprile e ora ferma al Senato. Oggi in Italia non esistono norme che diano al paziente o a un suo fiduciario la possibilità di esprimersi sul prolungamento o sull’interruzione delle cure che lo riguardano – si legge nella petizione – la legge in discussione colmerebbe un vuoto che in passato è costato lunghe battaglie legali come quelle che hanno interessato Emanuela Englaro, Piergiorgio Welby, e in Sardegna Giovanni Nuvoli e Walter Piludu. A carenze normative e dubbi interpretativi sull’applicazione in particolare dell’art. 32 della Costituzione, si deve ovviare attraverso una legge ordinaria.

Scorie nucleari in Sardegna. No assoluto del presidente del Consiglio regionale

Il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, è intervenuto questa mattina al sit – in di protesta contro l’ipotesi del deposito unico di scorie nucleari in Sardegna, organizzato dal comitato NonucleNoscorie. Davanti alla platea di persone, radunate sotto i portici di via Roma, Ganau è stato molto fermo: "sono qui per ribadire il nostro no assoluto all’ipotesi che la Sardegna possa essere individuata come sito per il deposito unico delle scorie nucleari perché su questo si sono già espressi i sardi e si è espresso più volte e chiaramente anche il Parlamento sardo". A supporto della sua affermazione ha aggiunto: "non credo ci sia alcun dubbio sulla volontà, espressa dall’Assemblea sarda anche di recente, di respingere con forza ogni ipotesi a riguardo, al momento neanche in campo per quello che ne sappiamo. Ribadisco la massima contrarietà del Consiglio regionale ad ogni ipotesi di individuazione di siti nel nostro territorio. Se ci sarà anche solo un tentativo di portare un deposito di scorie nucleari in Sardegna – ha concluso Ganau - sarò pronto ad incatenarmi con voi. È un impegno che presi pubblicamente nel 2015 e che intendo mantenere qualora fosse necessario perché sono assolutamente convinto che la Sardegna abbia dato anche troppo in tema di servitù, e questo non può più essere consentito".

Atto intimidatorio per il Presidente della Giunta Regionale e altri tre politici regionali

Il Corona Sunsets Festival, evento musicale internazionale che celebra il momento del tramonto, arriva per la prima volta in Sardegna e, più precisamente, a Golfo Aranci. L'appuntamento, fissato per giovedì 24 agosto (a partire dalle 18), avrà come palcoscenico la spiaggia di Cala Sassari, dopo aver animato i luoghi più esclusivi di Messico, Colombia, Portorico, Cile, Sudafrica, Australia, Giappone, Corea, Regno Unito e Spagna. Tra gli artisti coinvolti, The Magician, dj e produttore belga; Matoma, dj e produttore norvegese; Jack Jaselli, cantante, chitarrista; Usai, giovane dj e produttore sassarese e, infine, la dj milanese Valentina Sartorio.

Consiglio Regionale. No alla legalizzazione della cannabis per uso terapeutico

Niente progetto pilota per la Sardegna come regione capofila per la legalizzazione, coltivazione e regolamentazione del mercato della cannabis e dei suoi derivati a fini terapeutici e ludici. Infatti la mozione sulla legalizzazione della cannabis a scopi terapeutici ma anche lucidi, proposta dal centrosinistra e appoggiata dal capogruppo del Psd'Az Angelo Carta, è stata bocciata con 23 no e 19 dal Consiglio Regionale. Un tema di grande attualità che ha visto posizioni e schieramenti diversi tra gli onorevoli favorevoli e quelli contrari. Divergenze anche all'interno del partito di maggioranza con Roberto Deriu, che considera la mozione "timida" rispetto ai temi legati alla legalizzazione e le consigliere Pinna e Forma contrarie sugli aspetti ludici della stessa legalizzazione. Ficcante il commento di Luca Pizzuto (Art.1-Sdp): "qui c'è una certa ipocrisia, almeno una volta nella vita e almeno alcuni dei consiglieri di quest'Aula hanno provato la cannabis". Neutra la posizione della Giunta Regionale, che si è rimessa alla decisione del Consiglio, anche se l'assessore della Sanità, Arru si è esposto dichiarando:"ci sono prove scientifiche dell'utilità della cannabis a fini terapeutici per quanto riguarda i trattamenti del dolore, come antiemetico nell'ambito della chemioterapia e per la spasticità di pazienti con la sclerosi multipla. Possiamo essere una Regione che vuole implementare la ricerca in questi tre ambiti, ho invece qualche perplessità per l'uso a fini ludici".

Consiglio Regionale. Approvata Finanziaria 2017

Il Consiglio Regionale ha approvato la Finanziaria 2017. Grazie a 28 voti favorevoli (21 i contrari) si pongono le basi per una manovra da oltre 7,6 miliardi di euro, che salgono a 9,3 se si tiene conto dalle partite di giro, tra le quali gli accantonamenti trattenuti dallo Stato per 684 milioni. In particolare, circa 3,3 mld di euro andranno alla Sanità, mentre 14 milioni verranno destinati per ritirare dal mercato il Pecorino romano invenduto. Una misura finalizzata a contrastare la crisi del prezzo del latte, giunto ormai sotto i 60 centesimi. Per quanto riguarda la prima infanzia, i contributi regionali a favore degli asili verranno erogati solo a condizione che siano stati assolti gli obblighi vaccinali per ciascun minore ammesso. Risorse anche per l'ampliamento della rete dei servizi connessi ai centri antiviolenza. Tra le novità, lo stanziamento di 600 mila euro per assicurare i viaggi gratis sui bus ai minori di 14 anni cui si aggiungono gli sconti sugli abbonamenti e 330 mila euro per agevolazioni nei biglietti ai sardi non residenti nelle isole minori. In merito al reddito di inclusione sociale (Reis), confermato lo stanziamento di 30 milioni. Sostanziose anche le risorse destinate al funzionamento della macchina amministrativa: in tutto 769 milioni. Di questi, 72,5 saranno destinati al Consiglio Regionale che potrà destinare un milione di euro per la manutenzione straordinaria del palazzo consiliare.

Servizi alla persona. Il malcontento degli educatori professionali approda in Consiglio Regionale

Da tempo regna il malcontento tra gli educatori professionali impegnati nei servizi erogati per conto del Comune di Cagliari e della Provincia. A farsi carico di denunciare questa situazione all'interno del Consiglio Regionale è il consigliere Edoardo Tocco, che annuncia di voler sollecitare un intervento della Giunta Regionale. In base alla denuncia di Tocco i problemi sarebbero riconducibili al precariato, all'applicazione di contratti definiti "da fame", e alla continua continua messa in discussione dei diritti. A ciò si aggiungerebbe il caos nell’organizzazione dei diversi enti. "Gli operatori del settore – sottolinea l’esponente di FI in Consiglio Regionale – lamentano la grave situazione salariale e occupazionale dei lavoratori del comparto, in particolare la totale assenza di certezza sul futuro per i precari che svolgono la loro attività nelle strutture cittadine, con orari massacranti e retribuzioni irrisorie. In realtà – evidenzia Tocco – i dipendenti sono vittime delle gare d’appalto, ovviamente al ribasso, e dei cambiamenti periodici del datore di lavoro. Il rischio quindi – continua il consigliere – è di restare senza occupazione. Si tratta di operatori che sono in trincea per l’inclusione e la discriminazione".
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