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Bitti. Alluvione: qualcosa si muove per gli indennizzi

Dopo quasi tre mesi dall’alluvione che ha devastato il piccolo centro barbaricino, finalmente qualcosa di concreto si muove per affrontare il tema degli indennizzi. Proprio nei giorni scorsi si è svolto un sopralluogo congiunto della Protezione Civile Nazionale e Regionale per valutare le segnalazioni trasmesse, sottostanti gli adempimenti che daranno il via ai ristori per i danni. In particolare, la Giunta Regionale aveva richiesto ed ottenuto dal Consiglio dei Ministri anche la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale e con la nomina del direttore generale della Protezione civile regionale, Antonio Belloi, nel ruolo di commissario delegato per fronteggiare l’emergenza era cominciato l’iter per la predisposizione del piano degli interventi urgenti, approvato dal Dipartimento nazionale lo scorso 11 febbraio.

“Tutte le strutture regionali - ha precisato il presidente della Giunta Regionale, Christian Solinas - hanno lavorato alacremente affinché i danni subiti dai cittadini di Bitti venissero quantificati e indennizzati in tempi brevissimi. Perciò, già nei prossimi giorni saranno aperti i termini per il perfezionamento delle istanze di contributo. Siamo nettamente in anticipo rispetto ai tempi previsti dagli standard nazionali in casi analoghi - sottolinea Solinas. Questo è stato possibile grazie all’immediata dichiarazione dello stato di emergenza regionale e ad una proficua collaborazione tra Stato e Regione. L’azione tempestiva della Giunta ha anche consentito, entro il 2020, di impegnare 10 milioni di euro (dei 40 milioni totali stanziati) a favore dei bittesi. Non vogliamo dimenticare nessuno e anche questa fase di ristoro sarà monitorata con massima attenzione e scrupolo”.

Olbia. Piano di mitigazione del rischio idraulico affondato con motivazioni ridicole

A dichiararlo è il consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi, che al riguardo ommenta: "a distanza di sette anni dal ciclone Cleopatra la città di Olbia non solo non è mai stata messa in sicurezza ma gli olbiesi sono e saranno ancora costretti a vivere nell’angoscia per chissà quanto tempo ancora. Con un colpo magistrale, sferrato forse non a caso l’ultimo dell’anno, la Giunta ha chiuso un capitolo della storia di Olbia diventato spinoso proprio in questi giorni, quando la magistratura ha deciso di accendere un faro sulla vicenda acquisendo la documentazione necessaria a fare chiarezza sull’iter di approvazione del Piano di mitigazione del rischio idraulico cittadino negli uffici regionali di competenza”. E così, l'esponente pentastellato ripercorre la vicenda della bocciatura del piano e denuncia:

“Il 31 dicembre, alle ore 11, la Giunta si è riunita in videoconferenza, ma l’ordine del giorno non prevedeva alcuna discussione sulle opere di mitigazione del rischio idraulico di Olbia. Il tema però è stato inaspettatamente estratto dal cilindro dall’assessore all’Ambiente e portato all’attenzione della Giunta, che hanno così potuto recepire la bocciatura da parte dello Svi, il Servizio di valutazione impatti ambientali, che dopo cinque lunghissimi anni ha detto no al Piano per la messa in sicurezza di Olbia. L’unico Piano valido finora mai esistito – sottolinea Li Gioi - oggi affossato con motivazioni ridicole, pretestuose, che arrivano dopo oltre dieci pareri positivi rilasciati da tutti gli enti competenti che si sono espressi finora. Nel parere dello Svi si fa infatti riferimento al dislocamento del materiale prodotto per realizzare le vasche di laminazione, all’assenza di autorizzazioni di alcune cave ad accoglierlo. Problemi risolvibili in corso d’opera che sicuramente non giustificano una bocciatura che porta a dover ricominciare tutto da zero”.

“Volendo essere fiduciosi – osserva il cosigliere regionale – Olbia avrà un nuovo progetto tra altri cinque anni. Perché, ricordiamo che il Piano Technital tanto sponsorizzato dal sindaco Nizzi non è affatto un progetto ma soltanto uno studio di fattibilità, ovvero soltanto una semplice idea progettuale. Sarà soddisfatto il sindaco Nizzi di aver ottenuto quanto desiderava: il Piano da lui osteggiato, diventato leitmotiv delle sue campagne elettorali è stato infine bloccato, addirittura in assenza del Presidente della Regione Christian Solinas, che non era presente alla riunione di Giunta, nonostante la stessa fosse in videoconferenza. Anche stavolta il Governatore, Commissario di Governo per il rischio idrogeologico della Sardegna e assessore ai Lavori Pubblici ad interim ha dimostrato di volersene lavare le mani e di non avere il coraggio di prendersi le sue responsabilità. Allo stesso modo, ritengo assolutamente inopportune e gravissime le dichiarazioni dell’assessore all’Urbanistica Sanna che oggi plaude inspiegabilmente alla bocciatura nonostante i suoi uffici abbiamo dato parere positivo. L’iter di rilascio del parere dello Svi è iniziato il 15 febbraio 2016 – ricorda infine Li Gioi – e si è concluso soltanto oggi quando è stata aperta un’inchiesta sulla vicenda. Cosa dobbiamo pensare? Questa notizia è davvero devastante – conclude Li Gioi – prima di tutto perché significa che la città di Olbia e gli olbiesi dovranno continuare a vivere nel terrore per lunghissimi anni, tremando ad ogni acquazzone e pregando di essere soltanto sfiorati dalle sempre più frequenti bombe d’acqua. Ma questa vicenda merita di essere osservata da molto vicino. Perché un parere negativo non può arrivare dopo cinque anni senza che nessuno si sia mai chiesto il perché, o preoccupato che il dilatarsi a dismisura dei tempi porterà quasi certamente alla perdita dei 125 milioni stanziati dal Governo per la sicurezza di Olbia”.

Bitti. Quantificati i danni, ora gli interventi per la ricostruzione

L'assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis, con delega alla Protezione Civile, questa mattina ha effettuato un sopralluogo a Bitti, insieme al ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ai sottosegretari alla Difesa e allo Sviluppo economico, Giulio Calvisi e Alessandra Todde, al capo della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, al sindaco Giuseppe Ciccolini e ad Antonio Belloi, dg della Protezione civile regionale, nel ruolo di commissario delegato per l’emergenza. Il sopralluogo si è svolto nelle strade maggiormente colpite, da piazza Asproni a via Cavallotti, da via Brigata Sassari a piazza San Giovanni.

“C’è ancora tanto da fare - ha sottolineato Lampis - ma è già evidente il lavoro svolto finora da un’esemplare e lodevole macchina organizzativa. Dobbiamo, nel più breve tempo possibile, consentire ai cittadini di tornare alla normale vita quotidiana in sicurezza. La Regione è sensibile alle richieste di questa comunità che ha subito lutti e danni ingenti e continua ad essere costantemente presente sul territorio con le sue strutture. La contemporanea presenza di Stato, Regione e Comune rappresenta un segno concreto della leale collaborazione istituzionale e della vicinanza ad una comunità fortemente colpita, che ha prontamente dimostrato una grande forza per una rapida ripartenza”.

Terminato il sopralluogo, nella sede della Prefettura di Nuoro si è tenuto il tavolo tecnico: “Dopo la richiesta fatta dal presidente Solinas - ha concluso Lampis - il Governo nazionale ha decretato il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale, che ci consentirà di ottenere strumenti e risorse per accelerare i tempi della ricostruzione e della messa in sicurezza del paese, affrontando subito i problemi più urgenti. La Protezione civile regionale ha provveduto a fare una prima stima delle somme necessarie per gli interventi. Almeno 50 milioni di euro, dei quali oltre 9 per gli interventi più urgenti, in corso di realizzazione, mentre i restanti saranno destinati alla riduzione del rischio. La Regione, intanto, ha già messo a disposizione un pacchetto di 40 milioni di euro per enti locali, cittadini ed aziende agricole. Oggi, come da quel tragico 28 novembre, tutti insieme per Bitti”.

Alluvione. In arrivo le risorse per le aziende danneggiate

Sono in arrivo in tempi brevi 10 milioni per le aziende danneggiate dall’alluvione e altri 3 milioni dei 5 stanziati in precedenza per intervenire sulle strade rurali. A ciò si aggiunge il via libera a quasi venti milioni per i Consorzi di bonifica, per i crediti vantati con Enas, e alla stabilizzazione degli avventizi, e alla proroga degli aiuti alle associazioni degli allevatori. Sono alcune delle misure urgenti approvate ieri con l’assestamento di bilancio, grazie agli emendamenti presentati dalla Giunta Regionale, per sostenere il comparto agricolo. L'obiettivo è quello di dare un primo e rapido ristoro agli agricoltori e un segnale concreto di attenzione della Giunta al settore in vista di un ritorno alla normalità, come sottolineato dal presidente Christian Solinas. In particolare, 10 milioni di euro vengono affidati all’Agenzia Laore per i primi interventi urgenti a favore di aziende agricole che hanno subito danni a causa dell’alluvione del 28 novembre scorso. Tre milioni di euro serviranno invece a integrare le risorse della sottomisura 4.3.1 del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per ampliare il numero delle domande finanziabili presentate per “investimenti volti a migliorare le condizioni della viabilità rurale e forestale”. Con l’assestamento di bilancio vengono anche sbloccati 19,7 milioni a favore di Enas (Ente acque della Sardegna) per rimborsare i Consorzi di bonifica dei costi energetici sostenuti per il sollevamento delle acque. “Sono stati stanziati altri due milioni di euro – evidenzia l’assessore regionale dell’Agricoltura, Gabriella Murgia – per la stabilizzazione degli avventizi dei Consorzi di bonifica. Con questo passaggio importante chiudiamo una lunga vertenza, che abbiamo ereditato dal passato e seguito costantemente in Assessorato, sbloccando l’assunzione di decine di lavoratori, che aspettavano da tempo una soluzione positiva, e mettendo in condizione i Consorzi di operare con i giusti organici”. Con un altro emendamento sono stati prorogati fino al 31 gennaio del 2022 gli aiuti alle associazioni degli allevatori previsti dalla legge regionale 21 del 2000. Saranno anche estesi alle mense delle case di riposo gestite dalle amministrazioni comunali i finanziamenti destinati alle campagne di educazione alimentare per stimolare il consumo di prodotti agroalimentari sardi.

Bitti, Sardegna, Italia. Di Maurizio Ciotola

C’è stato un ritardo, sì, questo è evidente, di cui una macchina burocratica guidata da indifferenti è solo parziale causa del disastro di Bitti.

Perché la messa in sicurezza riguardava e riguarda le aberrazioni compiute negli anni, da professionisti e politici, non certo per gli eventi naturali in sé non devastanti.

Il progetto, il piano che è stato ritardato ha un nome piuttosto eloquente: “Stombamento e adeguamento”, allo scopo di ri-liberare quei corsi d’acqua ingabbiati nei canaloni chiusi e per i quali, in troppi casi, fu anche ridotta la loro portata.

La procura di Nuoro indaga per omicidio colposo, certo, ma nei confronti di chi? di coloro che hanno svogliatamente o deliberatamente ritardato il piano di “stombamento” o nei confronti di chi appose in quegli anni la firma, deliberando l’esecuzione dell’intombamento dei canali?

Indagherà per individuare quegli stessi professionisti e impresari, che hanno proceduto alla costrizione mal dimensionata e insulsa, dei tre corsi d’acqua, che in periodo di pioggia assumevano e assumono entità torrenziali?

Crediamo che non vi sarà nessuna condanna e non sarà individuato alcun responsabile, come è nella natura di una giustizia, che indaga nei confronti di coloro con cui condivide, molto spesso, la mensa e gli ambienti.

Conteremo senza dubbio i morti e avremo delle pompose commemorazioni annuali, con prefiche a seguito, nelle quali in tanti vorranno sedersi in prima fila.

Certo ben vengano i quaranta milioni di euro dalla Regione Autonoma della Sardegna, che forse serviranno per ricompensare e ricostruire le parti devastate, ma che non restituiranno la vita ai morti di oggi e non renderanno giustizia a quelli di ieri.

Questa è una Regione, unitamente all’intero Consiglio, che svolge attività di amministrazione secondaria, guardandosi bene da intraprendere decisioni politiche inserite in un progetto esteso di rinascita e rivoluzione culturale, oltreché strutturale.

Per anni abbiamo visto alla sua guida commercialisti e economisti, i quali oltre al proprio tavolo di lavoro, non hanno la minima consapevolezza della realtà da cui sono circondati e con cui, ahinoi, non intesero entrare in contatto.

Abbiamo visto figli di politici che non hanno saputo far altro che esordire con sproloqui sul numero delle province esistenti in Regione, fino a confondere l’ambito regionale con la Regione Lombardia.

Negli anni è stato partorito un tessuto organico di pusillanimi, chiamati a guidare nei punti chiave le istituzioni regionali e provinciali, portando con il loro significativo contributo la Regione al disastro.

Fiumi di denaro di cui sono giunti a destinazione solo poche gocce, insufficienti per portare a compimento le opere intraprese, a causa di una corruzione dilagante in cui la parte sostanziale dei finanziamenti si è persa nelle tasche di un sistema collaudato.

Unico caso nel Paese, la corruzione in Sardegna, di cui la magistratura pare non essersi accorta, se non in pochissimi frangenti e per alcuni con evidente politicizzazione delle indagini.

In soccorso di questo sistema collaudato, hanno concorso gli organi mediatici, esplicitamente orientati in difesa di una o dell’altra fazione, derubricando al nulla la loro indipendenza per sopravvivere grazie ai finanziamenti che la Regione destina loro, in funzione di un appiattimento alla via del governante.

Però i morti, non solo a Bitti, ma in Gallura, a Capoterra, ad Assemini, nel Sarcidano, continuiamo a contarli di anno in anno, con urla al momento dell’evento, inneggiando al disastro ambientale di cui l’uomo in senso vago e allargato, è ritenuto responsabile.

Ma nessuno, spesso gli stessi magistrati, sembra riuscire a leggere i nomi dei progettisti, dei direttori dei lavori, delle imprese, dei politici che, negli anni, in un accordo solidale, hanno antropizzato a loro uso il territorio, senza salvaguardare gli esseri che in esso vivono, se non in loro totale dispregio.

Maurizio Ciotola

Consiglio Regionale: illustrati i provvedimenti per il ristoro dei danni subiti dalle popolazioni colpite dall’alluvione

Ammonta a 40 milioni di euro l'importo da rendere subito disponibile per il ristoro dei danni subiti dalle popolazioni colpite dall’alluvione. Risorse importanti, proposte dalla Giunta Regionale durante la seduta odierna del Consiglio Regionale, che trovano allocazione in un'apposita manovra di assestamento di Bilancio.

“Fin da sabato, la Giunta Regionale da me riunita d’urgenza ha provveduto a dichiarare lo stato di emergenza, e avviato la procedura per richiedere al Governo il riconoscimento dello stato di calamità. Oggi – ha dichiarato il Presidente della Giunta Regionale, Christian Solinas, durante il suo intervento in Consiglio Regionale - propongo a quest’Aula un emendamento per lo stanziamento immediato di 40 milioni di euro per dare in tempi rapidi un segno di presenza della Regione e delle Istituzioni, e per sostenere le volontà di ritorno alla normalità delle popolazioni colpite. Tale intervento è finalizzato a consentire un immediato ristoro alle famiglie, affinché possano ritornare nelle abitazioni nelle quali è possibile fare rientro in sicurezza. L’intervento economico proposto dalla Giunta – ha proseguito il Presidente – consentirà anche un immediato intervento sulle opere infrastrutturali danneggiate. Ulteriori stanziamenti sono previsti per il prossimo anno, per completare gli interventi necessari. Abbiamo inoltre chiesto al Governo una corsia preferenziale per la realizzazione degli interventi da attuare, perché le opere di mitigazione del rischio idrogeologico soffrono troppo spesso per le ben note lentezze dei percorsi burocratici. La Regione – ha aggiunto Solinas – ha messo in campo tutte le proprie forze: la colonna mobile della Protezione Civile, mezzi di ogni genere, centinaia di uomini della Protezione Civile, del Corpo Forestale, dell’Agenzia Forestas, riuscendo ad agire tempestivamente con 48 ore di anticipo sull’evento calamitoso, con la collaborazione dei Sindaci per la chiusura di scuole ed esercizi commerciali, per la pulizia di alvei e foci fondamentale per favorire il rapido deflusso delle acque. Anche nelle fasi di evacuazione abbiamo osservato la massima attenzione all’emergenza sanitaria – ha detto ancora il Presidente – allestendo aree covid e no covid per i cittadini”.

E a margine del suo intervento, il governatore ha voluto sottolineare la vicinanza alla Sardegna del Capo dello Stato, Sergio Mattarella: “sono particolarmente grato al Capo dello Stato Sergio Mattarella, che mi ha raggiunto al telefono mentre mi trovavo a Bitti e ha voluto manifestare affetto, vicinanza e attenzione a tutti i cittadini sardi e alle istituzioni”.

Ponte di Oloé. Riapre al traffico il viadotto crollato nel 2013

La prima auto ha potuto transitare sul ponte intorno alle 14 di oggi. Finalmente l'importante infrastruttura, che collega Oliena con Dorgali e l'interno con la costa, è stata restituita ai cittadini. Sette anni, é questo il periodo di tempo in cui il ponte è rimasto chiuso a causa del crollo, avvenuto nel mese di novembre 2013, dovuto al ciclone Cleopatra. Un evento tragico che è costato la vita dell'agente di Polizia Luca Tanzi. Alla riapertura dell'infrastruttura è stata dedicata una conferenza stampa che ha visto protagonisti l'amministratore della Provincia di Nuoro e l'assessore regionale Roberto Frongia. Moderata soddisfazione è stata espressa dai sindaci dei due centri barbaricini che hanno dovuto sopportare 7 anni di ritardi burocratici.

Olbia. Riapre il ponte sul rio Siligheddu, emblema dell'alluvione 2013

Crollato nel 2013, ricostruito e demolito nel 2015, finalmente dopo due anni e tanta rabbia da parte dei cittadini residenti nel quartiere Isticadeddu, il ponte è stato nuovamente aperto al traffico. I lavori, che hanno subito numerosi stop, causando non pochi disagi ai residenti nel quartiere, sono costati oltre un milione e 200 mila euro e prevedono anche la realizzazione dei sottoservizi, la rete Telecom, la predisposizione dell'illuminazione pubblica, marciapiedi e pista ciclabile. Interventi che che dovranno essere realizzati nelle prossime settimane.
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