Emergenza migranti. Continuano gli sbarchi nel Sud Sardegna

Le favorevoli condizioni climatiche e la quasi totale assenza di controlli hanno consentito l'arrivo di nuovi migranti nelle coste del Sud Sardegna. In particolare, nelle ultime 24 ore sono sbarcati nell'isola 88 algerini, tra i quali una donna. Mete privilegiate per gli sbarchi, la spiaggia di Porto Pino, nel comune di S.Anna Arresi, il litorale di Domus De Maria e le spiagge ricadenti nel Comune di Teulada. Tutti i migranti, una volta intercettati dalle forze dell'ordine, sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza di Monastir dove il personale dell'Ufficio stranieri della Questura si è occupato delle operazioni di identificazione. Una situazione che ha sollevato le accuse di diversi parlamentari del Centrodestra regionale, tutti concordi nell'attaccare il Governo per l'assenza di controlli e dei blocchi degli sbarchi. Tra i più critici, il capogruppo di Fratelli d'Italia in Commissione Difesa, Salvatore Deidda, che nei giorni scorsi, presso l'Aula della Camera, ha chiesto l'informativa urgente del Ministro degli Interni sulla situazione sbarchi. Anche il deputato e coordinatore regionale di Forza Italia, Ugo Cappellacci, non fa mancare il suo contributo, definendo gli sbarchi di migranti provenienti dall'Algeria un pericolo per la sicurezza e la salute.

Nuovo sbarco di migranti nel sud Sardegna

Continuano gli sbarchi di migranti nelle coste del Sud dell'isola. L'ultimo in ordine di tempo è quello di venerdì sera che ha visto protagonisti cinque soggetti di nazionalità algerina. In particolare, due di loro sono stati fermati dai Carabinieri mentre si aggiravano dentro il territorio del poligono di Capo Teulada. I restanti tre sono stati bloccati mentre si allontanavano dalla spiaggia di Porto Pino, nel Comune dei Sant'Anna Arresi. Oltre ai Carabinieri, sul posto sono intervenuti anche gli agenti del Commissariato di Carbonia, dell'Ufficio immigrazione. Tutti e cinque i migranti, di sesso maschile, sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza di Monastir, dove rimarranno in quarantena.

Emergenza sbarchi fantasma. Visita della Commissione Bicamerale su Schengen

Finalmente qualche cosa si muove. Il fenomeno degli sbarchi fantasma, metodo prediletto da alcuni gruppi di migranti che scelgono le coste del Sulcis, è stato discusso in un incontro tenutosi oggi a Cagliari tra i rappresentanti della Commissione Bicamerale su Schengen e il governatore della Sardegna, Christian Solinas. Al centro della discussione soprattutto gli sbarchi dall'Algeria e la sempre più diffusa piaga della mafia nigeriana. La delegazione della Commissione Bicamerale, guidata dal presidente Eugenio Zoffili (Lega), ha voluto approfondire la delicata tematica con il presidente della Giunta Regionale , in vista dell'audizione - prevista per giovedì 7 novembre - con la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese. Durante la trasferta sarda dei membri della Commissione è prevista anche una visita al centro di accoglienza di Monastir. L'obiettivo di fondo è quello di sollecitare risposte concrete da parte del Governo, per cercare di combattere il traffico di esseri umani ordito da spregiudicati scafisti. Altro tema scottante è quello della mafia nigeriana, che sta cercando di insediarsi in maniera stabile anche in Sardegna. In questo contesto le istituzioni locali si sono già mosse, con alcune operazioni mirate, per debellare questo cancro. Occorre tuttavia - come sottolineato da Solinas - potenziare le azioni di controllo e repressione.

Emergenza migranti. Le coste del Sulcis si confermano la meta preferita per gli sbarchi degli algerini

Ancora uno sbarco nelle coste del Sulcis. E' l'ennesima volta che un barchino, con a bordo migranti di origine algerina, raggiunge la spiaggia di Porto Pino, nel Comune di Sant'Anna Arresi. Questa volta le persone bloccate dai Carabinieri sono otto, tutti uomini. Una volta sbarcati si sono diretti verso il centro abitato dove sono stati notati da alcune persone che hanno allertato i Carabinieri. Visitati e identificati, i migranti sono stati trasferiti nel centro di accoglienza di Monastir.
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