Università Cagliari. CyberChallenge 2019, parte la sfida nazionale riservata alle nuove generazioni

Sono aperte fino al 20 gennaio le iscrizioni alla terza edizione di CyberChallnge.IT 2019. Il primo programma italiano di addestramento alla cybersecurity è riservato a giovani di talento tra i 16 e i 23 anni, frequentanti le scuole superiori e le università. La partecipazione è gratuita. Il progetto nasce all’interno del Laboratorio nazionale di cyberSecurity del Cini (Consorzio interuniversitario nazionale informatica) ed è supportato dal Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica (presidenza Consiglio dei ministri). Cyberchallenge.IT è una sfida per scovare ed eliminare le vulnerabilità del software attraverso un programma di addestramento che si svolgerà in diciassette sedi universitarie italiane. Anche l’ateneo di Cagliari sarà sede di addestramento nei laboratori Lidia della facoltà di Ingegneria e architettura. Il programma - prevista la partecipazione di docenti e ricercatori del Diee (Dipartimento ingegneria elettrica ed elettronica) e del Dipartimento di matematica e informatica - viene coordinato da Giorgio Giacinto e Davide Maiorca. La partecipazione dell’Università del capoluogo al progetto è un ulteriore tassello nella creazione sul territorio di opportunità formative nella cybersecurity. Il settore è in continua evoluzione e richiede competenze utili in vari ambiti produttivi, dalle imprese agli studi professionali, la pubblica amministrazione, le forze dell’ordine, gli istituti di credito e finanziari. Il programma è suddiviso in diverse fasi. Fino al 20 gennaio 2019 sarà possibile iscriversi on-line. Dal 23 al 25 gennaio si svolgerà un pre-test online che selezionerà i partecipanti al test di ammissione che si svolgerà il 1° febbraio nei laboratori Lidia. I giovani selezionati parteciperanno alle sessioni di addestramento che si tengono da marzo a maggio. Il 6 giugno si terrà con la prova di qualificazione, il giorno seguente sono previste le premiazioni. Inoltre, fra gli allievi ne verranno selezionati alcuni che prenderanno parte alla sfida nazionale il 27 giugno e alla cerimonia di premiazione che si svolgerà il 28 giugno. Per partecipare, oltre a un’età compresa tra 16 e 23 anni, è necessaria una conoscenza approfondita dei linguaggi C/C++, una buona conoscenza della lingua inglese e, come auspicano gli organizzatori, occorre curiosità, creatività e dinamicità. Per maggiori informazioni: https://cyberchallenge.it/venue/unica

Tecnologia Blockchain. Premiati a San Francisco gli specialisti dell’Università di Cagliari

Il gruppo “Agile”, guidato da Michele Marchesi (dipartimento di matematica e informatica, facoltà di Ingegneria e architettura dell’Università di Cagliari), viene premiato a gennaio, negli Stati Uniti, al San Francisco Marriott Marquis, per l'articolo "Blockchain Oriented Software Engineering: Challenges and New Directions". Lo studio, pubblicato nella conferenza International Conference on Software Engineering (Icse), la più importante convention sull'ingegneria del software, è stato giudicato tra i cinquanta articoli più influenti del 2018 sul tema della Blockchain. Con il professor Marchesi firmano l’articolo i ricercatori e docenti dell’ateneo Andrea Pinna, Simone Porru e Roberto Tonelli. L’"Award for Top 50 Influential Papers in Blockchain of 2018" si traduce in una enorme visibilità sui cinque continenti per gli studiosi dell’ateneo di Cagliari. Ma anche per un continuo, solido e accreditato percorso di ricerca, oltre che di formazione e sviluppo di tematiche didattiche e accademiche, in un contesto attuale e in perpeta evoluzione. Il premio verrà ritirato a San Francisco dal professor Tonelli, invitato come speaker ad esporre il lavoro alla "Blockchain Connect. Il riconoscimento premia il gruppo di Michele Marchesi e Roberto Tonelli per il lavoro di ricerca fatto sul tema della Blockchain. Da anni gli studiosi si occupano, tra i primi in Italia, di condurre ricerche su questa nuova tecnologia informatica che promette di rivoluzionare il modo in cui si possono scambiare beni, dimostrare il possesso di documenti, scambiare valute e sottoscrivere contratti senza l'intervento di un terzo garante ma semplicemente appoggiandosi alla tecnologia informatica. La Blockchain Connect Conference di San Francisco è il massimo appuntamento internazionale per gli specialisti del settore e ospiterà oltre duemila professionisti e ricercatori del settore. Sterminata la lista dei relatori con curricula ed esperienze di primissimo piano nell’ingegneria del software. Tra questi interverrà anche Vitalik Buterin, il creatore della Blockchain di Ethereum, prima Blockchain esplicitamente creata per implementare gli Smart Contracts. Inoltre, sono annunciati tra gli speaker Dawn Song (ceo e co-dounder di Oasis Labs), Mic Bowman (principal engineer di Intel Labs), Kevin Sekniqi (chief protocol architect of Ava Labs) e Bharath Ramsundar (co-founder and cto di Computable Labs).

Cagliari. Caccia ai talenti: “The future makers” all’Università

Arriva in città il roadshow di “The future makers”. Per la prima volta l’Università di Cagliari ospita il percorso formativo rivolto ai giovani talenti ed è organizzato dalla multinazionale della consulenza strategica, The Boston Consulting Group (Bcg). Il programma di formazione “The future makers” è rivolto a cento giovani studenti fra i 23 e i 26 anni che vengono selezionati al termine del roadshow. I top hundred avranno l’opportunità di prendere parte al percorso di formazione, giunto alla sua quarta edizione e in calendario per il prossimo maggio nella sede milanese di Bcg. Il percorso prevede quattro giorni di incontro e scambio con i rappresentanti della business e social community italiana e internazionale. "Il roadshow che approda per la prima a Cagliari e viene ospitato in ateneo, si traduce per i nostri studenti in una formidabile opportunità di conoscenza, confronto e sviluppo. Siamo felici di essere riusciti a portare il progetto - rimarca Maria Chiara Di Guardo, pro rettore per l’Innovazione e direttore scientifico del Crea (Centro servizi d’ateneo per l’innovazione e l’imprenditorialità) - che permette agli studenti degli atenei italiani più prestigiosi di utilizzare gli strumenti ideali per rafforzare la loro leadership e prepararli a essere voci autorevoli della futura classe dirigente italiana. Per noi è un’occasione per dimostrare al territorio che guardiamo tutti nella stessa direzione”. Durante l’evento di venerdì il team di Bcg fornisce i dettagli sul format dell’evento e sul processo di selezione. Nel 2017 al percorso formativo hanno partecipato oltre duemila ragazzi. Dopo Cagliari, il roadshow continua alla Ca’ Foscari di Venezia, a Torino (Escp, Business school campus e al Politecnico), all’Università di Bologna. The Boston consulting group ha in calendario diciotto appuntamenti sparsi per la penisola. La Bcg sarà partner del progetto di eccellenza del Contamination Lab Unica durante la sua sesta edizione e presenzierà dall’11 al 14 dicembre alle giornate di matching organizzate dal Crea. Al centro dei lavori, la presentazione ai futuri clabbers delle opportunità offerte dal mercato. In linea con quanto promosso dall’Ateneo Cagliaritano all’interno dei progetti di innovazione e imprenditorialità promossi dal Crea, la collaborazione offrirà agli studenti una straordinaria occasione di crescita, apprendimento e confronto. “L’obiettivo è di riflettere con i ragazzi sui macro trend globali e, grazie ad alcuni qualificati osservatori, sottoporre alla loro attenzione una serie di contributi: dallo sviluppo del digitale e dei big data, alle evoluzioni dei grandi capitoli industriali e finanziari fino ai temi di social impact e di sostenibilità all’interno delle agende dei principali decisori“ rimarca la professoressa Di Guardo. Per informazioni: crea.it; thefuturemakers.it

Polonia. All’European laryngological live surgery broadcast brilla la scuola di medicina dell’ateneo cagliaritano

La chirurgia dell’ateneo alla ribalta continentale: il prossimo 28 novembre sarà Roberto Puxeddu - direttore scuola specializzazione Otorinolaringoiatria, dipartimento Scienze chirurgiche, facoltà Medicina-università di Cagliari - l’unico specialista italiano a operare in diretta streaming nell’ambito del quarto European Laryngological Live Surgery Broadcast in programma a Poznan (Polonia). Lo specialista eseguirà l’intervento dalla sala operatoria del Policlinico universitario “Duilio Casula”, Monserrato. La Società laringologica europea, con il professor Puxeddu, ha coinvolto per i lavori in programma a Poznan (assieme ai centri locali, dal dipartimento di Otorinolaringoiatria dell’Università di Scienze mediche al Supercomputing and networking Center fino al dipartimento comunale di salute e sociale), i professori I. Vilaseca e M. Quer (Barcellona), A. Giovanni (Marsiglia), M. Remacle (Lussemburgo), C. Wittekindt (Giessen), R. Simo (London), T. Langeveld (Laiden), S. Lang (Essen) e M. Wierzbicka (Poznan). Tra i temi trattati durante l’evento, “Il cancro della laringe: (casi trattati endoscopicamente) laser a CO2, incluso il sistema robotico”, “Papillomatosi della laringe”, “Il diverticolo di Zenker - approccio endoscopico ed esterno”. L’ultimo appuntamento curato dalla Società laringologica europea ha coinvolto ottomila chirurghi provenienti da 62 Paesi. Sono stati affrontati diciotto interventi chirurgici su varie patologie oncologiche. Il professor Puxeddu, autorità indiscussa in campo mondiale per la chirurgia oncologica laringea, rappresenta una delle punte di diamante delle scuole di medicina dell’ateneo del capoluogo. Lo specialista - ordinario al Policlinico “Duilio Casula”, Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari - non solo ha maturato esperienze all’estero in strutture accreditate con profili e referenze inoppugnabili, ma è relatore e primo operatore nei principali consessi mondiali. Tra questi, oltre alla partecipazione ai congressi curati dalla Società laringologica europea, i lavori tenutasi a Mumbai e Nagpur, India, sulla chirurgia laser delle prime vie respiratorie e sul ruolo del laser nel trattamento dei carcinomi della laringe e della ipofaringe.

Premio Mobilità 2018 alla Rete ciclabile della Sardegna. Brilla il team di Italo Meloni

Istituito dall’Aess (Agenzia energia sviluppo sostenibile), il Premio Mobilità 2018 si propone di valorizzare e divulgare progetti e iniziative sviluppati da Università, Centri di ricerca, start-up, aziende, ong, associazioni, enti pubblici e privati che operano nel settore della mobilità e dei trasporti di merci e persone, con la selezione di progetti che abbiano contribuito alla transizione verso sistemi di trasporto mirati al raggiungimento della Zero carbon strategy. In questo contesto, venerdì 16 novembre, alle 10, presso l'auditorium San Rocco di Carpi (Modena), si svolgerà la cerimonia di premiazione inerente la Settimana della bioarchitettura e sostenibilità-Energia per rigenerare. L’evento, che si sviluppa dal 12 al 16 novembre e rientra tra i principali appuntamenti del settore su scala europea, vedrà protagonista il lavoro dello staff di ricercatori del Cirem (Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità), guidati da Italo Meloni. La giuria ha infatti assegnato, per la categoria Pianificazione, il Premio mobilità 2018 al Piano regionale della rete ciclabile della Sardegna elaborato dagli studiosi dell’Università di Cagliari. Lo staff guidato da Italo Meloni - ordinario di Pianificazione dei trasporti, direttore del Cirem e del Crimm (Centro ricerca modelli mobilità) - è composto da giovani ricercatori e dottorandi, specialisti in architettura, economia, ingegneria, sociologia e marketing. Tra questi, Eleonora Sottile, Veronica Zucca, Stefano Asili, Francesco Porru, Cristian Saba, Benedetta Sanjust, Daniele Trogu, Beatrice Scappini, Carlo Perelli, Andrea Zara, Giulia Desogus e Francesco Piras. Il team, il prossimo 21 novembre, viene insignito a Milano, nell’ambito della Triennale per l’Urbanistica e sempre per i lavori su mobilità sostenibile e rete ciclabile, di un altro riconoscimento di pregio. “L'idea è quella di pianificare e attuare un sistema di mobilità incentrato sull’uso della bicicletta con l'individuazione di un complesso di azioni, misure e interventi combinati, coordinati e integrati di natura infrastrutturale, fisica e sociale. L'obiettivo è quello di diffondere l'utilizzo della bicicletta, aumentando il numero dei ciclisti, tra spostamenti feriali e festivi. Il Piano di un sistema di mobilità ciclistica in un territorio come sardo - aggiunge Italo Meloni - si configura come un Progetto che promuove sia un diverso modo di visitare e fruire del territorio, sia occasioni e opportunità di crescita economica valorizzando i territori attraversati e integrando differenti contesti, costieri e dell'entroterra, a bassa e alta intensità insediativa”. Il tutto con una filosofia precisa: “Legittimare la mobilità ciclistica e le ciclovie, oggetto strategico delle politiche regionali”.

Università Cagliari. Parte “The Shifters", progetto innovativo diretto alle imprese e al territorio

L’Università sceglie il linguaggio cinematografico per raccontare se stessa e avvicinarsi al tessuto produttivo isolano e alle comunità. A Sinnova il trailer di presentazione dei cortometraggi su attività di ricerca e trasferimento tecnologico. In questo senso il Crea UniCa (Centro servizi di ateneo per l’innovazione e l’imprenditorialità dell’Università di Cagliari) ha avviato “The Shifters, la terza missione”. Un progetto pilota innovativo di comunicazione scientifica volto a raccontare la Terza missione dell’ateneo da una prospettiva differente. Un percorso che tende ad avvicinare l’ateneo a coloro che sono al di fuori dall’ambito accademico. “The Shifters” prevede la realizzazione di una serie di cortometraggi di narrativa ispirati e scritti a partire da ricerche concrete e attualmente portate avanti dall’Università di Cagliari. “L’attività di ricerca dà luogo a cambiamenti e evoluzioni della società, a volte rapidi e prevedibili, a volte lenti e inattesi. Questi cambiamenti - spiega Maria Chiara Di Guardo, pro rettore Innovazione e territorio - portano con sé un potenziale narrativo notevole. Proprio a partire da queste energie e nasce il progetto”. Insomma, uno sguardo verso il futuro con i sentimenti e le pulsioni di una delle arti culturali più nobili e apprezzate: il cinema. “I corti sono frutto del confronto tra creativi del mondo cinematografico e ricercatori, professori e dottorandi, e indagano, grazie alla forza del cinema, gli sviluppi e le ripercussioni che la ricerca, declinata nei suoi vari ambiti, può avere sulla società. Ogni storia cercherà di svelare come il contatto tra mondo universitario e mondo reale possa spingere, un pezzetto per volta, più in alto l’asticella della civilizzazione. Il trasferimento tecnologico - rimarca la professoressa Di Guardo - sarà esplicitato rendendo più chiara e completa la commistione che si creerà di volta in volta tra lavoro universitario e le metafore scelte per raccontarlo”. Il nome del progetto “The Shifters, la terza missione” parte dal concetto secondo cui la ricerca e il trasferimento tecnologico sono ciò che produce reale cambiamento e innovazione spostando il mondo e la società che lo abita in una direzione differente da quella che sta percorrendo. Il progetto prevede che ogni episodio sia accompagnato da una serie di documentari strutturati come dei featurette o “dietro le quinte” dei singoli cortometraggi che raccontino i retroscena su come ricerca e narrativa hanno trovato un punto di contatto per svelare allo spettatore dove finisce la realtà e dove inizia la fantasia. In sostanza, il progetto portato avanti dallo staff del Crea UniCa, con il supporto del pro rettore alla Ricerca, Micaela Morelli, del direttore del Cesar (Centro servizi d’ateneo per la ricerca), Roberta Vanni e in collaborazione con una troupe cinematografica esperta, è un modo nuovo di raccontare quello che l’Università fa tutti i giorni tra laboratori e studi. Comunicare su larga scala come il trasferimento tecnologico ha e possa avere un forte impatto sulla quotidianità, è il traguardo da raggiungere. Dopo il successo riscontrato durante la Notte dei Ricercatori il trailer di The Shifters verrà presentato al pubblico l’11 e 12 ottobre nel corso di Sinnova (Salone innovazione per le imprese) alla Manifattura Tabacchi di viale Regina Margherita a Cagliari. A seguire, verrà lanciato sul web in attesa del primo episodio. “Siamo impegnati a promuovere un confronto permanente con il territorio e con il sistema produttivo. L’obiettivo? Alimentare il processo di produzione di valore e di crescita della Sardegna, fungendo da motore di sviluppo e generatore di benessere sociale, con la valorizzazione della qualità nella ricerca, nella didattica e, più in generale, nel trasferimento delle conoscenze al territorio, la cosiddetta terza missione. Il progetto e il metodo - sottolinea il rettore Maria Del Zompo - con i quali si vuole raggiungere l’obiettivo sono particolarmente apprezzati in ateneo, per la grande esperienza nel settore dei nostri docenti e dei nostri studenti. Inoltre, non si deve dimenticare che i ragazzi sono attratti più da quello che vedono che da quello che leggono”.

Cagliari. Convegno su cave, lavorazione del marmo e risorse lapidee

Si é svolto presso la facoltà di Ingegneria e architettura dell’Università di Cagliari, il convegno sul tema “La valorizzazione delle risorse lapidee: un uso economico degli sfridi”. Il confronto tra specialisti, addetti ai lavori ed esperti del settore é stato aperto da Corrado Zoppi, presidente della facoltà di Ingegneria e architettura dell’Università di Cagliaritana e ha visto la partecipazione di Giorgio Massacci (direttore Dicaar-Dipartimento ingegneria civile, ambientale e architettura) e di Giuseppina Vacca (Ordine ingegneri, Cagliari). Durante i lavori sono stati presentati i risultati ottenuti nell’ambito del progetto di ricerca: “Riduzione delle discariche di lavorazione del marmo mediante la valorizzazione del CaCO3”, finanziato dalla Regione (legge 7/2007, annualità 2013). Sono stati mostrati alcuni particolari usi degli sfridi, provenienti dal bacino marmifero di Orosei, in processi di produzione ad alto valore aggiunto. Ma non solo. I ricercatori hanno presentato anche la situazione generale delle rocce ornamentali e dell’attività mineraria. “Il settore delle rocce ornamentali comprende tutta una serie di sotto-settori, che studiamo in stretta collaborazioni con istituti scientifici, aziende ed enti. Peraltro - ha detto Nicola Careddu, anima dei lavori, responsabile del progetto e docente al Dicaar - a breve verrà siglato un accordo di programma tra il nostro dipartimento e la Confindustria Marmomacchine”. Ovvero, accademia e territorio a braccetto. Sulla ricerca, è intervenuta Graziella Marras: “Gli sfridi del distretto marmifero di Orosei hanno ottime caratteristiche anche per i prodotti per l’edilizia. Inoltre, abbiamo dimostrato la fattibilità tecnico economica dell’uso dei materiali finissimi nella produzione di pneumatici e vernici” ha spiegato la ricercatrice del Dicaar, autrice dei test sperimentali. Di fatto, gli sfridi delle attività di cava e di successiva trasformazione della pietra, sono recuperabili e riusabili. “Il materiale può raggiungere buoni valori di mercato ed essere impiegato nella produzione di prodotti ad alto valore aggiunto. Inoltre, si riduce il materiale da portare a discarica, soluzione attuale non compatibile con il concetto di sviluppo sostenibile” ha rimarcato l’ingegner Marras. “Il Raw material initiative dell’Unione Europea, ripreso anche nel decreto “del fare” del governo Renzi, sull’approvvigionamento di materie prime, ci ha spinto a lavorare in questo senso. In Europa e nei Paesi avanzati - ha rimarcato il professor Careddu - si punta su un’economia circolare tesa a preservare le risorse valorizzando le scorte materiali esistenti”. Con i ricercatori del Dicaar sono intervenuti ai lavori e hanno collaborato agli studi l’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria (Igag) del Cnr, i partner del progetto (Simg-Sardo italiana marmi e graniti e Sardegna marmi di Orosei, Mediterranea progetti e finanza di Cagliari). Durante lo sviluppo della ricerca, la collaborazione si è estesa anche alle aziende Marangoni Pneumatici di Frosinone e Edichem di Elmas. Tra gli interventi al convegno, quelli di Roberto Peretti (primo ricercatore Igag), del docente Giampaolo Siotto (autore del progetto della prima cava aperta a Orosei nello storico distretto del marmo) e di Marco Fuccello (direttore generale Sardo italiana marmi e graniti, presidente settore lapideo Confindustria Sardegna centrale). “Ci è spiaciuto non fossero presenti alla presentazione del progetto i delegati della Regione” ha concluso Nicola Careddu.

Cagliari. Stadio, protocollo d’intesa tra Università e Sportium

Siglato in rettorato l’accordo quinquennale tra gli specialisti dell’Ateneo e il consorzio che si è aggiudicato il concorso internazionale per progettare e realizzare l’impianto del Cagliari calcio. Il protocollo d'intesa è stato sottoscritto tra l’Università di Cagliari, e in particolare con gli specialisti del Dicaar (Dipartimento ingegneria civile, ambientale e architettura diretto da Giorgio Massacci) e il consorzio Sportium. Per l’ateneo ha firmato Maria Chiara di Guardo (pro rettore Innovazione e territorio). Per Sportium, sono intervenuti il presidente Giovanni Giacobone e il consigliere Fabio Bandirali. Ai lavori ha preso parte anche Ginevra Balletto (Dicaar) referente per il protocollo, seguito dall’allora direttore del Dicaar, Antonello Sanna. L’intesa tra il pool di ingegneri ed esperti dell’Ateneo cagliaritano coinvolti nelle fasi di progettazione dell’impianto sportivo che dovrà sorgere sulle ceneri del Sant’Elia, matura nell’ambito dell’aggiudicazione del concorso internazionale di idee a invito vinto da Sportium scarl. Il consorzio è impegnato nella redazione dell’aggiornamento dello studio di fattibilità ex legge 147/2013 (art. 1 commi 303-305) e legge 96/2017 art. 62. ed è in attesa di siglare l’accordo relativo alla progettazione definitiva, esecutiva, direzione lavori, certificazione Leed (Leadership in energy and environmental design, attestazione sui materiali impiegati nel progetto) e in modalità Bim (Building information modeling, metodo per la gestione delle costruzioni) del nuovo stadio per il Cagliari calcio. “Il protocollo - spiega la professoressa Di Guardo - nasce dalla volontà di rafforzare la terza missione del nostro ateneo, in riferimento allo sviluppo tecno-economico e socio-ambientale”. Università e Sportium hanno individuato al centro dell’intesa “singole attività di ricerca-consulenza in riferimento al nuovo stadio per il Cagliari Calcio”. In particolare, si tratta di “tipologie inerenti studi, ricerca e didattica, dai cluster materiali a sport in the city, trasferimento tecnologico, tirocini, visite didattiche e di comunicazione. Ma sono state previste - rimarca l’ingegner Balletto, che nell’elaborazione del cluster materiali si è mossa in accordo con Luisa Pani (Dicaar) - anche consulenze connesse a valorizzazione e diffusione della ricerca, innovazione e prototipi-brevetti”. Il protocollo prevede che l’Università e Sportium possano attuare “apposite convenzioni che disciplinano nel dettaglio l’espletamento delle attività in relazione ai specifici fabbisogni e saranno da riferirsi ai singoli docenti, unioni di dipartimenti e/o spin off di UniCa”. Con una durata di cinque anni, “l’intesa ci inorgoglisce e ratifica un percorso in materia di ricerca, innovazione e sviluppo della progettazione del nuovo stadio del capoluogo” ha aggiunto l’architetto Giacobone.
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