Cagliari. Al via i corsi magistrali in inglese dell'Ateneo cagliaritano

Computer engineering, cybersecurity and artificial intelligence. Sono questi i tre corsi, totalmente in lingua inglese ai quali si aggiungono, tra l'offerta formativa dell'Ateneo, Scienze delle professioni sanitarie tecniche diagnostiche e Scienze della produzione multimediale. Le iscrizioni ai nuovi corsi, che partiranno dal 16 luglio, si inseriscono nell'ambito dell'offerta formativa dell'Ateneo, che comprende 37 corsi di laurea triennali, 38 magistrali e sei a ciclo unico. Nell'offerta dei corsi anche quelli a distanza con la teledidattica. Una serie di novità che, unitamente all'allargamento della no tax area e le ulteriori facilitazioni, fanno dell'offerta globale un vero e proprio fiore all'occhiello per chi decide di iscriversi a Cagliari, soprattutto chi è residente lontano dal capoluogo o fuori dall'isola. A ciò si aggiunge l'attenzione agli scambi internazionali con la sottoscrizione di nuove convenzioni per i programmi Erasmus e Globus. Gli studenti stranieri iscritti ai corsi di studio sono 260 (sui 25142 iscritti complessivi) più 57 dottorandi distribuiti in tutte le facoltà con una leggera prevalenza per scienze economiche e giuridiche politiche e per studi umanistici; 62 studenti provengono da paesi comunitari e 255 da paesi extracomunitari con i numeri più alti da Marocco, Ucraina e Bielorussia. Anche 16 rifugiati sono stati valutati da una commissione: in caso di esito positivo potranno iscriversi all'Università.

Università Cagliari. Al via il progetto europeo Impatti-No

Crescita sostenibile, smaltimento dei reflui e strategie di economia circolare nei porti dettate dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite. Sono questi gli ingredienti principali del progetto Impatti -No (Impianti portuali transfrontalieri di gestione dei rifiuti navali e portuali) che vede l'Università di Cagliari con il Cirem (Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità delle Università di Cagliari e Sassari), nel ruolo di capofila. L'iniziativa, ricompresa nell’ambito del Programma di Cooperazione Transfrontaliera Interreg Italia-Francia Marittimo 2014/20, ha fatto registrare, in questi giorni a Bastia (Corsica), lo sviluppo della prima fase progettuale. Obiettivo di Impatti-No è quello di contribuire alla realizzazione della strategia dell’Unione Europea, in materia di economia circolare, e delle Nazioni Unite sul fronte degli «Obiettivi di sviluppo sostenibile». Oltre alle attività che saranno realizzate nell’ambito del progetto, i partner potranno capitalizzare le opportunità e i processi già attivati in ambito europeo con le iniziative promosse con i programmi Cte, Life e Cef.E. I partner del progetto guidato dagli specialisti coordinati da Paolo Fadda e Gianfranco Fancello (coordinatore e responsabile scientifico, docenti dell’ateneo di Cagliari, CentraLabs), sono le Camere di commercio di Bastia e dell’Alta Corsica, di Var e della Maremma e del Tirreno, Centralabs (laboratori di ingegneria trasporti e mobilità, Cittadella universitaria di Monserrato), le Autorità portuali del mar Tirreno settentrionale, del mar Ligure occidentale e orientale. Il progetto, che avrà una durata di 36 mesi e un budget complessivo di 1.992.283,99 euro, punta a migliorare la gestione dei rifiuti prodotti nei porti grazie all’attuazione di piani d’aziona pilota per lo smaltimento dei rifiuti e delle acque reflue. "I porti dovranno ispirarsi a un modello di economia circolare. In questo senso – ha spiegato il professor Fadda - l'approccio di Impatti-No deve considerare lo "spreco" come una risorsa che permane nel sistema economico, riutilizzata in nuovi contesti: La valorizzazione economica dei rifiuti, i materiali trattati e reinseriti sul mercato come nuovo prodotto". Impatti-No punta alla crescita sostenibile attraverso la promozione di forme congiunte di raccolta e di trasformazione dei rifiuti nei porti. I temi chiave sono: 1) Identificare le migliori tecnologie di trattamento dei rifiuti e delle acque reflue nelle aree portuali; 2) sviluppare nuove opportunità economiche derivanti dal trattamento dei rifiuti; 3) aumentare lo scambio di informazioni sul trattamento dei rifiuti attraverso la creazione di una rete di porti. "Le attività saranno svolte congiuntamente con i partner diretti del progetto e l'associazione di organizzazioni, comunità e strutture responsabili di problemi identici. In sintesi - aggiunge il professor Fancello - il progetto punta alla crescita sostenibile attraverso la promozione di forme congiunte di raccolta e trasformazione dei rifiuti nei porti".

Università. A Cagliari una Training Week con SAP Italia

È giunta al termine la settimana di formazione riservata ai docenti del dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali, iniziata lunedì 11 giugno e realizzata all’interno del programma SAP University Alliances. SAP è un’azienda leader nel settore di soluzioni software per le aziende. “Durante la training week abbiamo avuto l’occasione di scoprire le funzionalità dei programmi dell’azienda – spiega Alessandro Spano, docente di Economia aziendale alla Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche e ideatore dell’iniziativa – tra cui la possibilità di simulare i cambiamenti dei prezzi di alcuni prodotti e osservarne le conseguenze nei risultati di bilancio. Si tratta di uno strumento interessante che consente agli studenti di vivere da vicino la realtà aziendale, per comprendere come raggiungere risultati migliori”. La collaborazione con SAP potrebbe portare nuove opportunità di stage per gli studenti, garantendo loro non solo una formazione all’avanguardia, ma anche un’esperienza diretta sul campo. In base agli accordi con l’azienda sarà anche possibile far conseguire agli studenti una certificazione SAP, molto richiesta nel mercato professionale della digital economy. Nell'ambito dell'iniziativa, la chief operating officer dell'azienda, Carla Masperi, è stata a Cagliairi nei giorni scorsi, per un incontro in Rettorato con i prorettori vicario Francesco Mola e alla Didattica Ignazio Putzu. Durante l'incontro si è discusso delle opportunità che la collaborazione con l'azienda potrebbe riservare agli studenti e all'ateneo. Valeria Aresu

Cagliari. L’Ateneo avvia tre nuovi corsi di laurea magistrale

Computer engineering, cybersecurity and artificial intelligence, Scienze della produzione multimediale e Scienze delle professioni sanitarie tecniche diagnostiche: sono questi i tre nuovi corsi di laurea magistrale approvati per l’Università di Cagliari che verranno avviati già con il prossimo anno accademico. L’obiettivo è scongiurare l’emigrazione intellettuale: i nuovi corsi consentiranno ai giovani sardi di formarsi in settori all’avanguardia. “L’Ateneo mantiene un’offerta didattica diversificata e multidisciplinare – afferma il Rettore Maria Del Zompo - potenzia il segmento strategico dell’offerta delle lauree magistrali, in quanto vi si eroga una didattica ad alto contenuto di innovazione scientifico-culturale, immediatamente prodromica al terzo livello della formazione per la ricerca, quello dei dottorati, e risponde alle esigenze del territorio con una programmazione didattica aggiornata e più attenta alle esigenze di occupabilità”. Il corso di laurea in Computer engineering, cybersecurity and artificial intelligence è l’unico in Europa a combinare i tre aspetti chiave dell’Industria 4.0, sarà tenuto interamente in lingua inglese e formerà gli studenti con competenze altamente richieste in tutta Europa, ma raramente disponibili tra i laureati italiani. Cyber security e artificial intelligence consentono agli ingegneri informatici di essere preparati a gestire la minaccia proveniente da Internet e di porsi al centro delle trasformazioni tecnologiche che nei prossimi anni provocheranno un cambiamento radicale dei modelli economici e del mercato del lavoro. L’unicità del percorso di studi rispetto ad altri corsi di laurea magistrale in ambito informatico offerti negli altri Atenei italiani, e l’utilizzo della lingua inglese, consentiranno di attrarre studenti da altre regioni italiane, aumentando il potenziale per la nascita e il consolidamento di realtà imprenditoriali innovative. Per l’ambito umanistico arriva invece il corso di laurea in Scienze della produzione multimediale. Un percorso di studi che formerà professionisti con una solida preparazione teorica e metodologica di tipo umanistico , capaci di operare nell'ambito della progettazione e realizzazione di prodotti multimediali e del loro utilizzo in contesti culturali e sociali, informativi e divulgativi, promozionali e pubblicitari, didattici e formativi, artistici e creativi e più in generale comunicativi. Il corso nasce per dare risposte alle esigenze espresse dagli studenti dei corsi triennali e si concretizza grazie a un settore di studi sviluppatosi all’interno dell’Ateneo cagliaritano negli ultimi 15 anni con interessanti risultati sia in ambito formativo che scientifico, tanto che la recente VQR (valutazione della qualità della ricerca) colloca il gruppo delle discipline audiovisive e musicali dell’Università di Cagliari fra i primi dieci a livello nazionale. Il corso di laurea magistrale in Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Diagnostiche costituisce il prosieguo formativo delle lauree triennali in Tecniche di laboratorio biomedico, Tecniche di radiologia medica, Tecniche audiometriche e Tecniche di neurofisiopatologia. Si accederà tramite test d’ingresso e il numero dei posti è limitato. Il corso di laurea ha lo scopo di formare professionisti della sanità in grado di intervenire con elevate competenze nei processi assistenziali, gestionali, formativi e di ricerca relativi all’ambito tecnico-diagnostico, trovando il proprio ambito occupazionale presso strutture pubbliche e/o private deputate ad attività di diagnosi, cura e assistenza sanitaria, in cui ricoprono ruoli organizzativo/dirigenziali. Valeria Aresu

Università di Cagliari. Meeting internazionale di endodonzia

Tre giorni di ricerca, metodiche innovative, casi clinici. Da giovedì 17 e fino a sabato 19 maggio, l’asse di Medicina - Cittadella universitaria, Monserrato - e la sala conferenze del Molo Ichnusa - Cagliari, ospita i lavori del Meeting internazionale di Endodonzia clinica e chirurgica. Curati da Elisabetta Cotti, direttore del Master di Endodonzia clinica e chirurgica dell’ateneo di Cagliari, i lavori coinvolgono oltre trenta specialisti provenienti da mezza Europa. Docenti e allievi: decine di specializzandi sono infatti coinvolti nel Meeting che prevede relazioni, casi clinici, dibattito e confronto sulle tematiche e le metodiche della disciplina. I lavori si aprono a Monserrato con una conferenza sul futuro dell’odontoiatria del professor Nairn Wilson, prestigioso esponente del Royal College of Surgeons of England. Giovedì, sempre a Monserrato, si svolge la riunione internazionale per la preparazione di un protocollo congiunto di ricerca con la partecipazione della Società europea di Endodonzia e la Società europea di Cardiologia. All’incontro prendono parte, Elisabetta Cotti e Giuseppe Mercuro - direttore del dipartimento di Scienze mediche e rappresentante del gruppo di Cardiologia - per l’Università di Cagliari. I professori Paul Dummer (Università Cardiff), Leo Tjiaderhane (Università Helsinki), Segura Egea (Università Siviglia, rappresentante Società europea endodonzia). Venerdì, dalle 9 alle 17, l’incontro prevede il closed meeting di Endodonzia, moderato da Elisabetta Cotti con la partecipazione dei docenti Paul Dummer e Claudia Dettori. Durante i lavori - che si tengono al Molo Ichnusa di Cagliari - specializzandi e docenti dei Master in Endodonzia delle Università di Cagliari e Siviglia si confrontano sui temi della ricerca e della clinica. I docenti intervengono con casi specifici. Alle relazioni prende parte anche Hagay Shemesh (Università Amsterdam). Al closed meeting parteciopano, tra gli altri, anche gli specialisti Giulia Bardini, Olimpia Ottonello, Michela Mura, Martín Jiménez, Isabel Crespo Gallardo, Paloma Montero Miralles, Alessandro Goddi, Noemi Montis, Davide Musu, Antonio Noto.

Cagliari. Università al centro della ricerca aerospaziale

È stato firmato questa settimana un accordo di collaborazione tra l’Università degli Studi di Cagliari e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), che ha dato il via al Sardinia Radio Telescope del sito di San Basilio. L’SRT entra quindi ufficialmente nella rete mondiale dei servizi di comunicazione e navigazione per le sonde interplanetarie. Nel 2020 la Sardinia Deep Space Antenna contribuirà persino alla missione Exomars, sul pianeta rosso, al servizio della NASA, portando l’isola al centro del mondo. Una firma che chiude il cerchio, come ha spiegato Nicolò D'Amico, presidente dell'Istituto nazionale di Astrofisica, "il sogno è vedere realizzato qui il telescopio per le onde gravitazionali, l'Einstein Telescope". Ha poi aggiunto: "Quello di Srt è oggi un team cosmopolita, ma con un solido nucleo formato all'Università di Cagliari". Grande orgoglio e soddisfazione anche da parte del Rettore, Maria Del Zompo: "l’aerospazio per noi è una grande sfida. Siamo pronti a fare la nostra parte grazie alla collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana, proseguendo sulla strada che abbiamo intrapreso insieme". Un traguardo importante per l’Università e l’isola. Per celebrare questa svolta storica, ieri a Cagliari c'erano anche rappresentanti della Nasa. Tra loro William Gerstenmaier, l'amministratore responsabile del settore esplorazione umana. A consentire tutto questo sarà una antenna di circa 64 metri quadri di superficie attiva, quasi come un campo di calcio puntato verso il cielo. "Un colossale lavoro - ha affermato Roberto Battiston, presidente dell’ASI - partito dall'Inaf, Istituto nazionale astrofisica, e continuato per anni. Stiamo investendo sul futuro, andremo su Marte con uomini e mezzi, torneremo sulla Luna. E questa antenna sarà fondamentale". San Basilio fornirà anche servizi di comunicazione e navigazione anche per le sonde interplanetarie europee. In realtà l'antenna ha già esordito: il debutto è stato legato alla fase finale della missione della sonda Cassini nel sistema di Saturno. Ma l'antenna sarda è già stata coinvolta negli ultimi studi e scoperte sulle onde gravitazionali. Valeria Aresu

Cagliari. Ateneo terzo in italia dietro alla Bocconi e al Politecnico di Torino

In una scala da A ad E il giudizio sull'Ateneo cagliaritano è B. A testimoniarlo sono i dati preliminari degli esami dell'Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca. In questo senso l'Università di Cagliari ottiene un più che lusinghiero terzo posto su scala nazionale, dietro al Politecnico di Torino (secondo posto) e la Bocconi di Milano (prima in classifica). Nello specifico, la commissione giudicatrice ha assegnato giudizio pienamente soddisfacente per "la capacità dell'Università di Cagliari di definire le proprie politiche e strategie per la didattica, la ricerca e le connessioni col territorio e con il sistema produttivo, la capacità di coinvolgere i portatori di interesse nella vita dell'ateneo, il ruolo attivo della rappresentanza studentesca negli organi di governo e la leadership coinvolgente". Il team di valutazione ha espresso giudizi di apprezzamento per il modello, adottato dall'ateneo, funzionale alla realizzazione del miglioramento continuo, in grado di affrontare le sfide e le novità dell'alta formazione e della ricerca. I lavori di valutazione sono durati tre mesi per la parte documentale. A ciò si aggiunge una settimana in loco per verificare di persona la situazione. Soddisfazione da parte del Rettore, Maria Del Zompo, che ha sottolineato l'oggettività della valutazione che ha premiato il buon lavoro svolto dall'Ateneo.

Orientamento, nuove iniziative all’Università di Cagliari

Tantissimi gli studenti delle scuole superiori che oggi hanno raggiunto i Campus di Piazza d’Armi per le attività dedicate all’orientamento universitario, "UMANAmente OpenDay" e "OpenDays 4 OpenMinds", delle facoltà di Studi Umanistici, Ingegneria e Architettura. In entrambi i poli dell’Ateneo cagliaritano, studenti e docenti hanno organizzato workshop, presentazioni e lezioni per coinvolgere i futuri studenti nelle abituali attività dei rispettivi corsi di laurea. Per quanto ritguarda Studi Umanistici, le attività sono state aperte dall’esibizione dei ragazzi del MUSE (Unica Musica Ensemble), il centro musicale dell’ateneo coordinato da Ignazio Macchiarella, docente di Etnomusicologia che, poco prima del concerto ha spiegato: “lo spirito del MUSE è la libertà. Qui, studenti, docenti e personale amministrativo collaborano in sinergia per fare musica”. La mattinata è proseguita con la lezione di Psicologia delle disabilità, con Donatella Rita Petretto, docente di psicologia clinica, e Silvia Vinci del SIA (Servizi per l’Inclusione e l’Apprendimento), durante la quale i ragazzi hanno analizzato i concetti, strettamente interconnessi, di benessere e salute. Particolarmente interessante è stato anche il seminario di Maria Chiara Fastame, ricercatrice del dipartimento di Pedagogia, Psicologia e Filosofia, durante il quale ha raccontato gli studi condotti dal suo team di ricerca che hanno catturato l’interesse della CNN. “Gli anziani e i centenari della Blue Zone dell’Ogliastra - ha sottolineato - devono la propria longevità e salute non solo all’alimentazione e allo stile di vita tipico di quelle zone, ma anche e soprattutto al ruolo attivo che ancora ricoprono nel loro contesto sociale”. Relativamente a Ingegneria e Architettura, in parallelo alle attività di Studi Umanistici, si è svolta invece l’iniziativa "OpenDays 4 OpenMinds". Qui, tra i seminari e i workshop organizzati da studenti e docenti, la partecipazione di un’ospite d’eccezione: Sara Cabitza, ingegnere del team Formula1 Renault: “Vale la pena iscriversi all’Università di Cagliari. Qui ho imparato a ragionare e a gestire le situazioni di stress, elementi fondamentali per lavorare in questo mondo”. Valeria Aresu
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