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Vaccini. Nord Sardegna: corsia preferenziale per Alghero? Quali criteri adottati?

A sollevare la questione è la consigliera regionale del M5S, Desiré Manca che vuole vederci chiaro sulla scelta di vaccinare con priorità il personale del 118 algherese, rimandando la vaccinazione per il personale sanitario di Sassari all'arrivo di nuove dosi.

“L'immotivata disparità di trattamento ha raggiunto livelli imbarazzanti - attacca Manca - da mesi ormai, nel Nord Sardegna, si è creata una corsia preferenziale per la città di Alghero. Città sarda che amo al pari delle altre della mia regione, ma che, a dispetto della città di Sassari, la più colpita dalla pandemia, continua a ricevere un'attenzione particolare da parte di questo governo regionale sardo-leghista. L'ultimo episodio – denuncia la consigliera del M5S - riguarda la somministrazione dei vaccini anticovid. Com'è noto, il primo lotto di fiale era riservato ai medici, al personale sanitario, a quello delle squadre Usca e infine al personale del 118. Ma cos'è accaduto nel Nord Sardegna? Soltanto gli operatori del 118 di Alghero hanno ricevuto il vaccino, mentre i colleghi sassaresi dovranno attendere l'arrivo delle nuove dosi. Pertanto, alla luce di questa scelta assolutamente inopportuna, poiché sappiamo che in Sardegna non è Alghero ma Sassari la città che sta pagando il prezzo più alto in termini di contagi e vittime, chiedo che l'Ats e la Regione rendano noti i criteri sulla base dei quali è stata presa. Non vorremmo dover pensare - continua Manca - che sia stata adottata esclusivamente in quanto Alghero è la città natale del nostro stimato Presidente del Consiglio".

Una questione che l'esponente pentastellato intende approfondire: “stavolta non possiamo tollerare che Sassari venga messa in secondo piano, pur essendo Alghero un centro turistico e una città molto importante, non è sicuramente la città-fulcro della pandemia in Sardegna. Quindi, ci dispiace dover notare che ancora una volta, non è stato il buonsenso a guidare le decisioni della Regione. Se, invece, esistono valide motivazioni, per cui Alghero dovesse meritare la priorità sulle dosi di vaccino, cortesemente, chiediamo di poterle conoscere”.

Sassari. Al via il Sardinia Film Festival: 15a edizione tutta online dedicata ai giovani

Animazioni, fiction e documentari proventi da tutto il mondo per sessanta film selezionati su ben 3.155 pervenuti al festival da almeno ottanta nazioni. E' quanto promette la 15a edizione del Sardinia Film Festival che avrà luogo dal 10 al 15 dicembre. Una edizione che a causa della pandemia si presenta giocoforza online, senza tuttavia tradire lo spirito di un festival internazionale che pone al centro i valori del cinema indipendente. Tre masterclass - tenute da Andrea Paco Mariani, Marco Antonio Pani e Fiorella Giovannelli Amico - sul piano della formazione daranno compimento a un ricchissimo contesto in particolar modo dedicato ai giovani. Basti pensare alla presenza in finale di ventitré registi al debutto, venticinque lavori provenienti da scuole di cinema e una folta partecipazione di autrici. L’età media degli autori è ventotto anni. Previo accredito, l’evento potrà essere seguito integralmente a titolo gratuito sul sito www.sardiniafilmfestival.it. “Sarà come entrare in una sala cinematografica con la programmazione che cambierà ogni 24 ore - assicura il direttore artistico Carlo Dessì – i gruppi di corti saranno proposti in loop a cadenza giornaliera”. L’evento, organizzato dal Cineclub Sassari, gode del partenariato della Regione Autonoma della Sardegna attraverso gli assessorati alla Cultura e al Turismo, della Sardegna Film Commission e come partner tecnici ha la Open DDB (distribuzioni dal basso) e il Cityplex Moderno. Le opere sono tutte in prima visione regionale. Trattano tematiche di forte attualità che vanno dalla vita durante il lockdown alla violenza di genere, ai cambiamenti climatici e il revenge porn, l’infibulazione, il razzismo e le migrazioni. Si parlerà di lavoro e di precariato, devianze minorili, disabilità, diritti negati, conflitti sociali e tutela degli animali. Tra i protagonisti si leggono nomi di spicco del cinema e della fiction italiana che amano mettersi in gioco anche nel cortometraggio. Nomi come quelli di Miriam Leone, Corrado Guzzanti, Ivano Marescotti, Pierpaolo Spollon e Luciana De Falco. Per la sezione Fiction, le opere in concorso sono ventisei (undici italiane). Tra queste trovano spazio “L’Attesa”, sull’angoscia generata dal terrorismo in una Londra dei giorni nostri; “I’m nacked” sul fenomeno tristemente attuale del revenge porn; quindi “Lo Schiacciapensieri” che mette a nudo le problematiche della disabilità. Poi il coreano “Hands and wings, sul problema della vita sessuale nei disabili. Le Animazioni in concorso sono ventiquattro (quattro italiane). Tra le più curiose è da segnalare Migrants, in cui due orsi polari costretti all'esilio a causa del riscaldamento globale, incontrano orsi bruni lungo il loro viaggio, con i quali cercano di convivere. In merito alla sezione Documentario, con “Mamapara” si entra subito nella dimensione della povertà in un luogo remoto del mondo, una città peruviana in cui vive un'analfabeta di origine quechua che vende caramelle da più di vent’anni. “The Bush School” ci porta invece In Liberia, dove la mutilazione genitale femminile è legale e praticata come iniziazione a una società segreta di sole donne. “Los dias che pasan” è un lavoro incentrato sul lockdown, attraverso la visione di un bambino che trascorre il suo tempo in casa. La Giuria tecnica del festival è formata dalla segretaria di edizione Fiorella Giovannelli Amico, dal regista Marco Antonio Pani e dal distributore cinematografico Andrea Paco Mariani. La Giuria studenti è quindi composta da quindici ragazze e ragazzi degli istituti Liceo Artistico Figari, Agrario Pellegrini e Liceo Margherita di Castelvì di Sassari, coordinati dal professor Stefano Sole. Alle masterclass si può accedere attraverso la piattaforma Zoom. La prima Masterclass si terrà il 12 dicembre alle 18 sulla “Distribuzione cinematografica indipendente” con Andrea Paco Mariani, co-fondatore della casa di produzione SMK Factory, sia di OpenDDB, la prima piattaforma VOD europea dedicata al cinema indipendente con licenza Creative Commons. La seconda è in programma per il 13 dicembre alle 18 sulla “Regia nel cinema del reale”, con Marco Antonio Pani, che in Sardegna non ha certo bisogno di presentazioni: sceneggiatore, regista, montatore e aiuto regista, ha svolto una pluriennale e intensa attività di docente di materie cinematografiche in ambito accademico e universitario. Tra i suoi lavori più noti ci sono “Capo e Croce. Le ragioni dei pastori” e “Il maialetto della Nurra”. La terza masterclass si svolgerà il 14 dicembre alle 18 su “I mestieri del cinema: la segretaria di edizione”, con Fiorella Giovannelli Amico, con una lunga carriera nell’ambiente cinematografico, assistente di Bernardo Bertolucci in L’Ultimo Imperatore (1984) e di Roberto Benigni in “Tu mi turbi” (1983). Ha ricoperto il ruolo di editor di diversi film tra cui tra cui Lettere al vento, L'amore probabilmente (2001), Rosatigre (2000), ed è stata supervisore di diverse sceneggiature tra cui Il nome del figlio (2014), Il giovane favoloso (2010), Noi credevamo (2001), Sabato italiano (1992). Attualmente è impegnata nella realizzazione di un film di Gianni Amelio e Francesca Archibugi.

Lavori pubblici. In arrivo i fondi per la sicurezza delle chiese

La Regione finanzia i lavori per la sicurezza delle chiese. È stato infatti approvato il finanziamento degli interventi di consolidamento, sicurezza e ristrutturazione di edifici di culto. I primi 300.000 euro sono destinati ai quattro Comuni che ne avevano fatto urgente richiesta.

“Dalle richieste pervenute è risultata evidente la grave situazione in cui versano le chiese, talvolta pregevoli dal punto di vista storico-artistico e comunque importanti per il patrimonio culturale dell'isola – spiega l’Assessore dei Lavori Pubblici Roberto Frongia – Sono state individuate quattro istanze di finanziamento in favore degli Enti locali che avevano appunto presentato domanda e che ora potranno procedere con i lavori di messa in sicurezza degli edifici di culto”.

In particolare, i Comuni interessati sono Sassari, Buddusò, Giba e Meana Sardo. Il Comune di Sassari potrà invece procedere con la realizzazione dei nuovi locali dell'Oratorio per la Parrocchia di Bancali - San Gavino Martire, compresi di opere di rifinitura e impianti (€ 50.000). In provincia di Sassari, sono state accordate al Comune di Buddusò le risorse per gli interventi, ritenuti dall’Amministrazione urgenti, di manutenzione straordinaria della Chiesa San Quirico (€ 50.000). Il Comune di Giba potrà procedere con i lavori di recupero e ristrutturazione Chiesa San Pietro e casa canonica di Giba (€ 125.000). Il Comune di Meana Sardo potrà dare avvio alla ristrutturazione della chiesetta SS Salvatore (€ 75.000).

Un caffè con ....... Paolo Mastino

Paolo Mastino, nato a Bosa nel 1982, oggi è uno dei volti più conosciuti della Rai, sede di Cagliari, quale giornalista che spesso conduce il telegiornale. Lo abbiamo intervistato per scoprire un pò più della sua personalità PAOLO DA QUANTI ANNI TI OCCUPI DI GIORNALISMO?

"Mi occupo di giornalismo da una quindicina di anni buoni e anche di più, anche perché l'ho fatto un po' all'università. Poi la scuola di giornalismo e da 12 anni il lavoro alla Rai".

HAI SEMPRE VOLUTO FARE IL GIORNALISTA?

"No. In realtà, volevo fare il pilota di aerei, solo che per partecipare a un corso per piloti che avrei voluto fare, bisognava aver svolto il servizio militare. E io non lo volevo fare. Non era una cosa che mi interessava e ho rinunciato. Poi all'università ho capito che mi piaceva fare il giornalista. Quindi ho seguito quel percorso, ci ho provato e insomma ....... diciamo che finora mi è andata bene".

ADESSO LAVORI PER LA RAI, MA PRIMA HAI LAVORATO DA QUALCHE ALTRA PARTE?

"Ho lavorato anche in una radio privata di Bosa che si chiama Radio Planargia. Lo ho fatto per un paio d'anni, è stata una bella “palestra”, perché bisognava andare a lavorare la mattina molto presto. Si veniva pagati pochissimo. Una bellissima esperienza. Io attualmente mi occupo un po' di tutto, perché nelle sedi regionali della RAI ci si occupa un po' di tutto, anche se a volte c'è un briciolo di specializzazione. Io in particolare mi occupo di sport, di cronaca, di attualità, di Economia. Non mi occupo mai di politica".

PREFERISCI OCCUPARTI DI SPORT, DI CRONACA O DI ATTUALITÀ?

"Io preferisco occuparmi sia di cronaca sia di attualità. Ogni tanto però cambiare rappresenta una opportunità per scaricarsi e in questo senso occuparsi anche di sport resta una cosa spesso piacevole e che si fa con minore difficoltà, ma sempre con rispetto per il resto".

COSA MI DICI DELLA RADIO?

"Come ti dicevo all'inizio, ho cominciato a lavorare presso Radio Planargia. Un'attività radiofonica che comunque continua anche in RAI, visto che nella sede regionale si producono quattro giornali radio. Io in radio faccio la seconda voce, nella radiocronaca del calcio. Lavorare alla radio è una cosa bellissima e davvero ti aiuta ad arrivare a tutti. Davvero bella la radio.....".

HAI LAVORATO CON GRANDI GIORNALISTI, TI ISPIRI A QUALCUNO DI LORO?

"Ho lavorato con tanti giornalisti di alto livello. Dovendo citarne alcuni, a me piace tantissimo il vicedirettore del Tg1 Filippo Gaudenzi. Prima era il capo della cronaca del Tg1, con il quale ho lavorato a lungo e mi sono confrontato, specie quando magari gli servivano dei pezzi sulla Sardegna. Un grandissimo. Mi piace tantissimo anche Francesco Repice, un radiocronista di Radio Rai, di Tutto il Calcio Minuto per Minuto. Molto, molto bravo. Ma anche Filippo Corsini e altri. Ne dovrei citare davvero tantissimi. Però questi sono quelli che mi hanno colpito più di altri".

TUO PADRE È L'EX RETTORE DI SASSARI ATTILIO MASTINO. TI HA TRASMESSO VALORI IMPORTANTI PER QUESTO LAVORO?

"Mio padre é stato il rettore dell'Università di Sassari. Mi ha trasmesso tanti valori, però quello più importante è quello dell'onestà e della trasparenza, che hanno caratterizzato sempre la sua vita. Tuttora me lo ripete in continuazione. E poi mi aiutato a trovare la capacità di mediare. Ecco, la capacità di mediare. Di essere, come si dice, un pò moderati, di riuscire a trovare sempre un accordo. Questo è una delle cose più importanti che mi ha trasmesso".

E TUA MADREI?

"Mia mamma faceva prima l'impiegata, poi la casalinga. Lei mi ha trasmesso degli altri valori oltre a quelli trasmessi da mio padre. Soprattutto mi ha trasmesso uno stile di vita: non prendere mai le cose troppo sul serio, cercare di farti una risata anche quando non si sta bene, quando c'è un problema, una difficoltà. E' importante sdrammatizzare".

COM’E’ STATO PER TE VIVERE IL LOCKDOWN?

"E' stata dura, come per tutti credo. Però sono potuto uscire di casa quasi tutti i giorni per via del mio lavoro. Considerato tra i servizi essenziali per la popolazione".

PROGETTI FUTURI?

"Vorrei fare dei documentari e dei viaggi, quando il Covid sarà solo un ricordo".

Ringraziamo Paolo per questa chiacchierata.

Daniele Cardia

Sassari. La vicenda del reparto “T.I.30”, una risorsa congelata per anni

La consigliera regionale del M5S, Desirè Manca, chiede tempi rapidi per il completamento del reparto T.I. 30, iniziato e ancora incompleto. La richiesta della consigliera pentastellata arriva dopo il sopralluogo che la stessa ha effettuato presso la struttura, con tanto di ripresa dei locali.

“Mancano veramente soltanto i dettagli al completamento del grande reparto di Terapia intensiva che la città di Sassari attende da anni - ha sottolineato la Manca. Si tratta di un vecchio progetto, chiamato T.I.30, arenatosi a causa del fallimento dell’impresa appaltatrice, e che oggi – spiega la consigliera regionale - rappresenta un’importantissima occasione per consentire un alleggerimento degli attuali reparti covid giunti a saturazione. Nella seconda città della Sardegna, infatti, ai 14 posti letto di terapia intensiva disponibili se ne sono aggiunti altri 3 per far fronte al ricovero di nuovi pazienti gravi. In vista della terza ondata pandemica, prevista per gennaio prossimo, la politica ha il dovere di vigilare affinché questo reparto venga completato quanto prima. Non possiamo farci trovare impreparati, dobbiamo correre, e anticipare questo infido virus e la sua corsa”.

“Oggi mi trovo qui - spiega Manca nel un video autoprodotto all’interno dell’ospedale - per mostrarvi questa importante risorsa per la nostra città e per tutti i malati del Nord Sardegna. Il mio impegno parte da qui e continuerà fino a quando il T.I.30 non verrà finalmente inaugurato. Nel secondo ospedale più importante della Sardegna oggi hanno chiuso tutte le sale operatorie per mancanza di medici, infermieri e anestesisti, impegnati sul fronte dell’emergenza coronavirus. Quello che dobbiamo pretendere è che il T.P.30, che prevede appunto l’allestimento di 30 posti letto di terapia intensiva, sia reso operativo per evitare che prosegua lo smantellamento degli altri reparti, dettato dalla necessità di reperire risorse per i reparti covid. Se questo reparto fosse stato disponibile, oggi non avremmo dovuto chiudere le sale operatorie. A Sassari oggi non si eseguono interventi. A Sassari oggi i malati non covid devono attendere per sottoporsi a una visita, a un’operazione, per ricevere una terapia. Dobbiamo pretendere che il T.I. 30 sia reso operativo a inizio anno affinché si possano concentrare le forze in un unico reparto”.

“La nostra priorità - conclude Manca - è dare dignità a tutte le persone che stanno male, per il covid e per qualsiasi altra patologia. Le sale operatorie non possono e non devono restare chiuse un giorno in più”.

Sassari. Nominata la coordinatrice per le Usca

La Assl di Sassari ha nominato la psicologa Annarosa Negri, quale responsabile per le Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) del nord ovest Sardegna. Già dirigente del distretto sanitario di Alghero, la dottoressa Negri verrà supportata dal dottor Vittorio Conti - già coordinatore del comparto operativo impegnato nell'effettuazione dei tamponi sul territorio provinciale - nella gestione e nella verifica dei costi relativi ai Covid Hotel di Alghero. Con la nomina della nuova coordinatrice prende piede il piano di sviluppo delle Usca operative nel Sassarese che potrebbero aumentare dalle 2 attuali a 5. Per il momento le Usca del distretto di Sassari sono operative in 27 Comuni, garantendo assistenza ad un potenziale bacino di utenza pari a 220mila abitanti.

Sassari. Convegno “Missing – vite sospese”

"Se è vero che la Sardegna è Italia, allora con lo stesso impegno, le stesse metodologie e le stesse risorse devono essere cercati anche gli scomparsi sardi come nel resto del continente". E' l'appello dell’avvocato Gianfranco Piscitelli. Arriva come un fendente che squarcia il velo di silenzio sulle carenze presenti nell’isola in materia di persone scomparse. Una mancanza che spesso è alla base dell’inefficacia negli interventi di ricerca.

Al fianco della psichiatra Alessandra Nivoli e in collegamento video con il generale Luciano Garofano, il penalista del foro di Bari ha elencato una precisa serie di punti deboli e omissioni nelle strategie adottate. Occasione di dibattito è stato “Missing – Vite sospese”, primo convegno a tema mai realizzato nell’isola, moderato dall’avvocato Roberto Vannini del Foro di Sassari e organizzato dall’associazione culturale Ammentu presieduta da Mariella Usai. Un incontro a porte chiuse, con la partecipazione del giornalista Emanuele Floris, promosso in modalità streaming a causa dell’emergenza Covid. Per Piscitelli ci sono scomparsi di serie A e di serie B, e quelli sardi sarebbero innegabilmente al secondo posto. Tra i limiti individuati in Sardegna, già presentati dal legale al tavolo del Commissario di Governo, c’è il mancato utilizzo di cani molecolari appositamente addestrati (cadaver dogs), fatti intervenire raramente in Sardegna a causa del costo elevato per il trasporto e il trasferimento. Lo stesso vale per la disponibilità di strumenti specifici come georadar e droni manovrati da personale qualificato. Occorre pertanto formazione e specializzazione. Più volte è stato rimarcato come le ricerche effettuate dai gruppi di volontari, per quanto lodevoli, in molti casi confondano le piste amplificando i problemi. Basti ricordare il caso di Pietro Cuccu, il cui scheletro fu ritrovato dopo un anno a soli cinquecento metri da casa, nonostante in quel luogo fosse passato a cercarlo un gran numero di persone. Secondo Luciano Garofano, già comandante dei Ris di Parma, si dovrebbe puntare sulla selezione, la formazione e l’esclusività degli incarichi. Ma soprattutto sulla tempestività d’intervento e sul coordinamento interforze che, a suo dire, risulta fin troppo carente non solo in Sardegna. Sul primo punto importanti risultati sono arrivati grazie alla legge 203/2012, prima della quale solo i familiari stretti potevano denunciare la scomparsa di un individuo dopo un tempo di 48/72 ore. Sul secondo punto c’è ancora tanto da fare: «Occorrerebbe mettere in atto una strategia di collaborazione tra i soccorritori con la presenza di un supervisore nominato dalla Prefettura – ha spiegato il volto noto di ‘Quarto Grado’ –. Un coordinatore che possa avvalersi di una squadra formata da personale selezionato da RIS e Polizia scientifica con incarico esclusivo». Fondamentale per Garofano è anche l’apporto di specialisti presenti nel territorio, da individuare a cura degli ordini professionali tra psichiatri, ingegneri, informatici, geologi, esperti di droni e altri professionisti. Infine da non trascurare il supporto psicologico ai familiari. Proprio i familiari sono i portatori di ferite difficilmente rimarginabili. Sgomento, angoscia, frustrazione e ansia sono alcuni degli strascichi profondi che segnano le vite sospese di parenti e amici. La psichiatra Alessandra Nivoli ha evidenziato come in questi soggetti si riscontri una deformazione nella percezione del tempo, dovuta all’incertezza costante sull’aspettativa di riabbracciare o meno la persona cara. Tutto ruota tutto attorno a questa incertezza, ben espressa nel corso del convegno attraverso due toccanti testimonianze. La prima di Roberto Manca, il cui padre Guido è scomparso nel nulla nel 2017 dopo la fuga da una struttura sanitaria di Ploaghe. La seconda di Giuseppe Angioni, caposquadra dei vigili del fuoco, il cui fratello Salvatore è sparito nel nulla a Sestu in pieno lockdown sanitario, e per questo non è mai stata avviata una vera campagna di ricerca. Ma cosa succede nella mente di chi scompare? «Difficile dirlo – ha spiegato Nivoli – in quanto il comportamento umano non è deterministico e razionale, ma frutto delle emozioni del momento e può nascondere problematiche di natura psichiatrica, culturale, sociale, economica. Sicuramente c’è dietro una storia di solitudine già presente prima della scomparsa». E se è vero che in Sardegna i numeri non sono più preoccupanti di altre regioni, è anche vero che nell’isola la maggior parte dei soggetti spariti e formata da anziani, persone vulnerabili affette da demenza senile, Alzheimer o altre patologie psichiatriche. Al proposito un ultimo appello alla prevenzione è stato lanciato da Piscitelli, che è presidente dell’associazione Penelope Onlus: fornire a questi individui un braccialetto gps, in modo tale da rintracciarne la localizzazione nell’immediato in caso di necessità. Il convegno, che può essere rivisto integralmente sulla pagina facebook di “Ammentu”, rientra nell'ambito della più ampia cornice del progetto "Missing-Misure” finanziato dalla Fondazione di Sardegna. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Endas Sardegna e il patrocinio dell’Università di Sassari, del Comune di Sassari, l’Acisf - Accademia Italiana di Scienze Forensi, l’Istituto Internazionale di Scienze Criminologiche e Psicopatologico Forensi, Penelope Italia Onlu e Associazione Regina Margherita Onlus.

Sassari - Olbia. Parere positivo per l’inserimento dei 17 km rimasti finora esclusi dal Contratto Istituzionale di Sviluppo

Il Comitato di Attuazione e Sorveglianza, ha dato il via libera all’inserimento del tratto di Strada Statale 131 che dal km 192,500 raggiunge l’abitato di Sassari nell’itinerario stradale della Sassari-Olbia. L’organismo di cui fanno parte, tra gli altri, i Ministeri dei trasporti, dell’Ambiente, dei Beni Culturali e l’Agenzia per la coesione territoriale, ha dato parere positivo all’inserimento dei 17 km di strada rimasti finora esclusi dal Contratto Istituzionale di Sviluppo, Cis, e di conseguenza dalla gestione commissariale e dalle relative accelerazioni. La Regione aveva chiesto che anche nel tratto di 131 oggetto dei lavori di prossimo appalto, venisse applicato lo strumento attuativo del Cis per avere modalità omogenee con i lavori dello stesso itinerario: ora sull’opera, che verrà sottoposta a monitoraggio periodico, saranno applicate tutte le procedure utili a ridurre tempi autorizzativi e di realizzazione e a snellire la burocrazia. L’intervento, che necessità ancora di completamento della copertura finanziaria, grazie sempre all’inserimento nel Cis avrà un canale prioritario per i finanziamenti a valere sulla programmazione 2021-2027.

“Nonostante la complessità delle opere siamo riusciti a ottenere una notevole accelerazione che si concretizza con un nuovo importante risultato - ha sottolineato l’Assessore dei Lavori Pubblici Roberto Frongia - Il tratto di strada tra Codrongianos e Sassari rappresenta infatti una infrastruttura strategica per il sistema di trasporti del Nord Sardegna perché costituisce il collegamento principale tra i poli di Sassari, Porto Torres, Alghero e Olbia, nei quali sono concentrati importanti insediamenti produttivi, industriali, commerciali e turistici di assoluto rilievo nel sistema economico della Sardegna”.

Con il completamento dell’itinerario relativo alla Sassari–Olbia continua il percorso di attuazione delle opere pubbliche che comportano consistenti investimenti di risorse nel territorio sardo.

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