Olbia. Sgomberato il campo Rom di Sa Corroncedda

Le serie condizioni igieniche e sanitarie in cui versavano le cinque famiglie residenti, lo imponevano. Lo sgombero, disposto dal Tribunale di Tempio Pausania, è stato effettuato attraverso l'intervento delle forze dell'ordine. In tutto una trentina di persone che l'Amministrazione Comunale si è impegnata a sistemare in attesa di una soluzione strutturale. In questo senso, dopo aver ricevuto rifiuto di diverse strutture ricettive e proprietari di case private - non disponibili ad accogliere persone di etnia Rom - il Comune ha trovato una soluzione temporanea per i 15 bambini ancora presenti al campo. Delle cinque famiglie residenti nel campo, tre sono state ospitate presso il centro umanitario di via Canova. Un'altra famiglia ha trovato sistemazione in una casa privata, mentre l'ultima ha deciso di risolvere la sua situazione in autonomia. Essendo soluzioni di natura temporanea, l'Amministrazione Comunale ha sollecitato l'intervento dei proprietari di case e strutture ricettive per rendere disponibili quanto prima degli spazi adeguati per tutti i residenti del campo Rom.

Olbia. In atto lo smantellamento della base olbiese di Air Italy, continuità aerea a rischio

La denuncia arriva dal consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi, primo firmatario di una mozione del 16 maggio scorso sull’emergenza Air Italy – Alitalia, uno dei primi atti presentati dall’esponente del M5S dal suo insediamento in Consiglio. “Quanto paventato già da tempo - ha sottolineato Li Gioi - si sta purtroppo verificando. Air Italy sembrerebbe aver deciso di smantellare la base di Olbia mettendo a rischio oltre 500 posti di lavoro. Come si evince dal comunicato dei Cobas del Maintenance infatti i due hangar del Costa Smeralda sono stati completamente dismessi, per cui anche i lavori di routine sono stati spostati a Malpensa con affitto dell’hangar gestito da Lufthansa Technik con un ovvio e inaccettabile aggravio dei costi. I check più importanti sono stati spostati a Napoli dove opera la società Atitech che ha firmato un contratto per le manutenzioni con Air Italy. In tutta questa vicenda mi chiedo cosa stia facendo l’assessore ai Trasporti Todde, quale sia la sua idea di trasporto aereo e se abbia iniziato quantomeno a pensare quali criteri debba avere il nuovo bando di continuità territoriale. L’assessore venga immediatamente in Aula a riferire come intende affrontare questo problema fondamentale per il diritto alla mobilità dei cittadini e in generale per l’economia della nostra regione. La grande maggioranza dei tecnici del Maintenance – continua Li Gioi - è stata mandata in missione a Malpensa per svolgere i compiti che avrebbe potuto svolgere a Olbia a costi inferiori. Se non viene data la dovuta importanza a tecnici di riconosciuta eccellenza professionale, è evidente che la compagnia non ha alcun riguardo nei confronti dei suoi dipendenti”. Non finisce qui: “Air Italy inoltre – fa sapere Li Gioi - non sta sostituendo gli aeroplani che sta restituendo al termine del leasing con nuovi aerei, di conseguenza se ad aprile i Boeing 737 non saranno sostituiti, la compagnia non avrà più aeromobili a corto e medio raggio. Attualmente quelli operativi sono soltanto quattro, due a Malpensa e due a Olbia”. In particolare, a preoccupare sono gli spostamenti previsti a breve e dovuti alla chiusura temporanea dell’aeroporto di Olbia: "dai primi di gennaio del 2020 – precisa Li Gioi - l’aeroporto di Olbia sarà chiuso per 45 giorni per consentire i lavori di allungamento della pista. I voli verranno spostati ad Alghero, ma fatto gravissimo è che Air Italy, secondo quanto appreso da fonti riservate, sembrerebbe non aver partecipato al recente incontro tenutosi tra la Sogeaal, società che gestisce lo scalo algherese, e le compagnie che dovranno traslocare per la sottoscrizione degli accordi commerciali. Chiedo all’assessore ai Trasporti di accertarsi di questo fatto e di mettere in campo tutte le armi a sua disposizione per far sì che Air Italy voli da Alghero rispettando gli accordi presi”. I problemi all'orizzonte sarebbero molteplici. Infatti, secondo il consigliere pentastellato "qualora Air Italy disertasse Alghero ci sarebbe un sovraccarico per Alitalia, mentre in caso contrario si verificherebbe il paradosso dell’esistenza di una doppia tariffa sulla stessa tratta. Questo perché sulla base di quanto deciso dal Governatore Solinas, da Alghero e Cagliari si vola con il vecchio bando, mentre da Olbia i non residenti risulterebbero penalizzati da una tariffa più costosa”. Per tutti questi motivi, il consigliere regionale dei Cinque Stelle avanza la proposta di "coinvolgere nell’operazione di rilancio di Air Italy la Geasar, società di gestione dell’aeroporto Costa Smeralda, soggetta al controllo dello stesso Gruppo, da anni notoriamente in attivo, e che potrebbe contribuire a rinsaldare i rapporti tra la compagnia aerea e lo scalo di Olbia”.

Turismo crocieristico. In Sardegna un calo di oltre il 10 percento

Il dato è stato anticipato in occasione della presentazione della 9a edizione di "Italian Cruise Day," il forum nazionale del settore con oltre duecento operatori, in programma a Cagliari venerdì 18 ottobre. In particolare, proiettando i dati raccolti sino alla fine del 2019, il decremento supera il 10 percento. Per quanto riguarda invece le toccate delle navi, si arriva al 5,7 percento. Ad incidere sul dato regionale è il crollo registrato a Cagliari: meno 24 percento sui passeggeri rispetto al 2018. A ciò si aggiunge un meno 28 percento sulle toccate. In base a quanto dichiarato da Antonio Di Monte, AD di Cagliari Cruise Port, le previsioni non sono rosee anche per il prossimo anno. Una situazione che richiede - come sottolineato da Di Monte - urgenti interventi a livello infrastrutturale. Al contrario del capoluogo, Olbia evidenzia numeri stabili, mentre Porto Torres quintuplica i suoi risultati. Anche Alghero fa registrare un salutare +131 percento. "Invogliare le compagnie a fermarsi di più in Sardegna con una sola nave", è questa la ricetta della Regione per migliorare la situazione, favorendo il "doppio scalo", come confermato dall'assessore regionale del Turismo, Gianni Chessa. Una strategia per "valorizzare il territorio anche puntando sulla destagionalizzazione".

Olbia. Bomba ecologica a Sa Corroncedda

A denunciarlo è il consigliere regionale del M5S, Roberto Li Gioi che ha presentato un'interrogazione per chiedere la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti ritrovati nella discarica abusiva in località Sa Piana Manna. Si tratta di una zona vicino all’area di sosta attrezzata per i nomadi che abitano nel campo di Sa Corroncedda, dove - come sottolineato da Li Gioi - sorge una vera e propria montagna di centinaia di migliaia di metri cubi di rifiuti di ogni genere: ingombranti, lastre di amianto, inerti, materiale ferroso, carcasse di barche e auto, immense cataste di immondizia che ingombrano la carreggiata e persino scarti di macellazione. L'iniziativa del consigliere pentastellato, che ha effettuato in loco un apposito sopralluogo assieme ai consiglieri comunali di opposizione, segue al coro di voci di protesta che in questi giorni ha risollevato l’attenzione sull’altissimo rischio inquinamento nella zona. Toccata con mano la gravità della situazione, Li Gioi chiede l’intervento degli assessori all’Ambiente e alla Sanità. “La mancata vigilanza da parte dell’amministrazione comunale ha determinato un accumulo di rifiuti di dimensioni più che allarmanti - precisa Li Gioi - compresa la presenza di amianto e altri materiali ad alto potenziale inquinante che mettono a serio rischio la salute pubblica. La discarica abusiva tra l’altro si trova in un’area in cui abitano cinque famiglie rom con figli minorenni”. L’interrogazione presentata da Li Gioi riporta nel dettaglio i provvedimenti comunali adottati nel corso degli anni. Vengono citate due deliberazioni di Giunta (del 2016 e 2018, contenenti specifiche direttive per la gestione del campo) fino alla recente ordinanza del 3 ottobre scorso con la quale il sindaco di Olbia ha nuovamente emanato direttive per lo sgombero e la ricollocazione delle famiglie presenti in locali idonei. “Da anni il Movimento 5 Stelle denuncia l’emergenza discariche abusive a Olbia. Oggi - continua Li Gioi - data la gravità della situazione, sono convinto che per disinnescare questa bomba ecologica sia necessario l’intervento della Regione. Chiedo pertanto all’assessore all’Ambiente e all’assessore alla Sanità se non ritengano necessario avviare urgenti e specifiche indagini volte ad accertare la natura dei rifiuti ritrovati e l'eventuale pericolo per la salute pubblica; quali misure urgenti intendano adottare a tutela dell'ambiente e dei cittadini; e in che modo provvederanno a vigilare affinché la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti venga effettuata in conformità alle normative vigenti e in modo tale da non recare danni alla popolazione e all'ambiente circostante”.

Olbia. Emergenza prelievi: “il laboratorio analisi tratta solo le urgenze. Situazione insostenibile"

A denunciarlo è il consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi che, accompagnato dal primario Dr. Flavio Lai, questa mattina ha visitato il Laboratorio Analisi di Olbia dell’Ospedale Giovanni Paolo II. Un sopralluogo che ha permesso all’esponente dei Cinque Stelle di toccare con mano le gravi criticità che coinvolgono pazienti e operatori sanitari, che presto verranno sottoposte all’attenzione della Giunta attraverso un’interrogazione in Consiglio regionale. In base a quanto sostenuto da Lo Gioi la carenza di personale fa sì che negli ospedali di Olbia non sia possibile nemmeno effettuare un prelievo di sangue, eccezion fatta per alcune categorie “urgenti”. Attualmente nel Punto Prelievi del San Giovanni di Dio infatti possono essere serviti soltanto i pazienti con impegnativa che presenta la dicitura "urgente", quelli muniti di un codice di esenzione e le donne in gravidanza. Tutti i "non esenti" sono invece esclusi. Costretti a rivolgersi altrove”.

“Questa scelta obbligata - ha dichiarato il consigliere del M5S - oltre a creare un inaccettabile disagio per i pazienti, danneggia enormemente l'ATS in quanto, come sottolineato più volte in questi mesi dal primario Dr. Flavio Lai, integra un danno erariale quantificabile in circa 2 mila euro al giorno. A conti fatti però si tratta di un paradosso: basti considerare che il costo complessivo di un tecnico di laboratorio ammonta a circa 100 euro al giorno, e quindi, in concreto, l’assunzione di personale comporterebbe non un costo, ma un cospicuo guadagno. Diametralmente opposto è invece l’assurdo quadro attuale, frutto di quegli scriteriati tagli lineari lontani anni luce dalla realtà lavorativa della sanità pubblica. Il Laboratorio Analisi – continua Li Gioi - opera in condizioni di continua emergenza con un organico notevolmente ridotto rispetto alle esigenze. Nelle parole del Dr. Lai ho riscontrato una grande amarezza dato l’elevato numero di posti vacanti per quanto riguarda il personale tecnico. Ma non basta: si deve aggiungere il fatto che tra gli operatori in forze, due hanno bambini piccoli e quindi sono esentati dal turno di notte”.

Il dito dell'esponente pentastellato è puntato contro la grave carenza di personale: “Per poter adempiere all’enorme mole di lavoro quotidiana per Olbia la dotazione minima è di 16 unità: una per la notte, due per il turno dalle 14 alle 20, sette per la copertura del turno mattutino. A queste bisogna sommare le unità di personale a riposo, il recupero ore dei turni notturni e festivi, le assenze per congedo ordinario e malattia. Ho potuto constatare - conclude Li Gioi - che in ematologia opera un solo tecnico per sei macchinari; nell'area del “siero 1” un operatore deve agire su quattro macchine; nell'area “siero 2” le macchine da seguire da una sola persona sono addirittura cinque; mentre nella preanalitica, fondamentale per l'avviarsi delle operazioni, non c’è nessun addetto, e il personale se ne occupa a rotazione quando ha la possibilità di allontanarsi dal proprio settore”. L’emergenza non riguarderebbe però soltanto i presidi olbiesi: "nel nosocomio di Tempio, precisa il consigliere regionale - a tre pensionamenti non sono corrisposte nuove assunzioni. L'organico è quindi ridotto a sei unità rispetto alle nove previste. Un quadro a dir poco preoccupante in un'area che solo ieri ha registrato 916 accettazioni. Considerando una media di otto esami prescritti a ricetta si arriva a circa 7.500 analisi quotidiane. Un numero impressionante a cui fanno fronte con grande abnegazione e altrettanta professionalità i tecnici a disposizione di Dr. Lai, protagonisti di turni massacranti che nel periodo estivo divengono infernali. Dall’inizio di quest’anno inoltre la turnazione variabile a seconda dei carichi di lavoro introdotta dal Dr. Lai è stata cancellata causando ulteriori problemi. Occorre intervenire immediatamente”.

Olbia. Eseguito il trapianto di tre organi su altrettanti pazienti

Fegato e due reni, sono i tre organi trapiantati su altrettanti pazienti a seguito del decesso di una 70 enne di Olbia, causato da una emorragia cerebrale. I familiari della donna, consentendo la donazione degli organi, hanno reso possibile l'intervento dei medici dell'ospedale Giovanni Paolo II, che consentirà il miglioramento della vita di tre diversi pazienti. In particolare, l'espianto degli organi è stato effettuato dopo gli accertamenti di tutte le verifiche attestanti la morte della 70 enne e con l'ausilio di una equipe proveniente dal Brotzu di Cagliari.

Civitavecchia. Guasto al portellone della nave, passeggeri bloccati in porto

Arrivava da Olbia la nave della Grimaldi Lines che questa mattina verso le sei è arrivata a Civitavecchia, riservando una brutta sorpresa agli 800 passeggeri che attendevano di sbarcare. Infatti, un guasto al portellone, dovuto al funzionamento del sistema idraulico, ha reso necessario l'intervento di una gru, ritardando le operazioni di sbarco. Sbarco che è avvenuto in due fasi: intorno alle dieci una metà dei passeggeri è stata fatta scendere con uno scalandrone mentre il resto è sceso dalla nave dopo l'apertura del portellone. Le operazioni di sbarco si sono concluse poco dopo le 15. Nonostante non si siano verificati casi di panico, malori o infortuni, qualche passeggero ha lamentato il disagio vissuto, dichiarando di essersi sentito prigioniero. L'episodio è stato gestito dalla compagnia di navigazione osservando tutte le procedure del caso.

Olbia. Sospensione per i prelievi di sangue

Carenza di personale medico, assenze per malattia e periodo di ferie hanno determinato la sospensione temporanea del servizio per analisi e prelievo di sangue. In base a quanto stabilito dall'Assl-Ats di Olbia, verrà garantita la sola presa in carico delle urgenze, presso l'ospedale Giovanni Paolo II. Una situazione che si presenta anche in altri territori dell'isola come Lanusei Ghilarza e Bosa dove è stata decretata la chiusura temporanea di alcuni reparti. Considerando lo stato di emergenza, l'Assessorato regionale della Sanità e l'Azienda unica Ats si sono mossi per garantire la presenza del personale necessario attraverso il trasferimento di medici da altre strutture.
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