Il master plan. Cagliari, S.Elia, la cittadinanza negata (II° e III° cap.)

II. Sonia

era già notte, nostra figlia Shara, stava dai nonni a Villasimius. Sonia sempre affascinante da perdere la testa, nuda in barca, illuminata dalla fluttuante luna, mi fece dimenticare rivoluzioni e abbandoni, tradimenti e odio. riuscii a baciare ogni millimetro del suo corpo giocando con quella bianca luce, risucchiata dalla sua pelle oramai scura. mi alzai, erano appena le sei e nel silenzio del mattino salpai con quella meravigliosa donna che, nel rendermi padre per la seconda volta, riuscì a ridar colore alle mie giornate, da troppo tempo avvolte in logiche spietate. Sonia aveva una viva memoria di Julia. ricordava il suo pancione alla maturità e il fascino di quella ragazza, invidiata dalla scuola intera. mi raccontò di aver avuto modo di conoscermi in quegli stessi anni, forse a casa di Fabrizio o Giulio, ma non ricordavo gran che. dieci anni fa la incrociai in un ristorante di Roma, grazie a una comune amicizia. una elegante fricchettona, bella e sveglia. dopo cena mi portò in Trastevere riuscendo a farmi entrare scalzo in alcuni locali, dove da anni non bazzicavo più. dormii, si fa per dire, nel suo appartamento-studio, pieno di tavole fresche o bianche, fotografie, pietre scolpite, sbozzate, accennate. ho sentito i vent’anni svaniti tra cazzate e tormenti, ho udito grida di gioia e di dolore, che liberavano la mia mente e il mio corpo dal gesso in cui lo avevo immobilizzato e all’interno del quale si era nascosto, isolandosi in apnea.

ho ripreso a respirare, senza capirne il motivo.

probabilmente perché non vi è nulla da capire, se non vivere con una forte consapevolezza.

al timone della barca, quella mattina avvertivo l’aria fresca, intensa, sferzare la pelle. quindici giorni in solitudine sul mare, per mare. quando il sole era già alto la vidi sbucare dalla coperta, semi nuda con quei neri capelli arruffati: <>

"in paradiso!" dissi senza togliergli gli occhi di dosso.

"smettila, sciocchino! da quanto è che andiamo?", "due o tre ore..."

"lo prendi un caffè?"

"veramente vorrei far colazione! oltre a governare una barca devo domare una pant... ahi! ...ehi! sono al timone, non puoi! via, via!! cicci dai che non riesc..."

a quarantotto anni un bacio non è più un contatto duale, isolato, diventa una fusione del corpo e dell’anima.

a quarantotto anni, dopo un rapporto fallito, un processo subito e una folle corsa tra “squali”, ipocriti e arrivisti, riuscire ad amare con il cuore è un vero successo. un beneficio, come lei è solito ripetermi.

"Sharetta come stai? oggi vai dalle tue amichette? e la nonna come sta? aspetta che ti passo il papy tuo..."

"ciao principessina!! quanti baci mi dai? cinque? solo? ah! volevo ben dir..."

Sonia mi strappò il telefono dalle mani: "...al tuo papy cinque! e a alla tua mamma??? due?? se ti acchiappo traditrice!!!"

"mi passi il nonno? ciao Mario. come va? va! come vuoi che vada con la tua cara figlia...., mi hai affidato una belva! è sc........mmmhhhh!"

"Papà! non ascoltare questo bugiardo farabutto!... piuttosto come sta la mamma? e Sharetta?...dai... quindici giorni passano in fretta e io non posso tornare...questo pirata mi ha sequestrato...!!!"

tra uno scherzo e l’altro, soste in splendide insenature e attracchi nei piccoli porticcioli, arrivammo a Villasimius più selvaggi dei naufraghi. Shara nel vederci al porto si lanciò sulla barca travolgendoci. la madre di Sonia, Francesca, inorridì nel vederci in quelle condizioni e non si astenne dal pronunciare una delle sue osservazioni, sentenze senza appello.

III. il Master Plan

14 settembre 2011, rientro in ufficio, l’azienda è già in attività dal 1°, Giovanna mi porta le carte per le solite firme. una lettura alle email, niente di interessante. dopo qualche minuto mi passa una telefonata del nostro avvocato: l’abbiamo spuntata sul contenzioso con il comune di Cagliari.

"Giovanna, mi cerchi “l’architetto”, per cortesia?".

due lauree, uno sprint senza paragoni, a lei di fatto affidavo la società nei momenti di pausa e di assenza.

"signor Roberto, non risponde! probabilmente è impegnato in qualche riunione, il dott. Andrea in questi giorni dovrebbe trovarsi in Giappone, Tokyo se non..."

"...ricordi bene...figuriamoci! d’accordo, richiamalo, se riesci..."

"...ho il dott. Melis in linea, in attesa, ..."

"passamelo, grazie...Paolo ciao! si, sono tornato oggi, no il cellulare era spento, lo sai, quando sono con la famiglia, voglio riuscire a staccare da tutto. non so niente, dimmi..."

Paolo Melis, un caro amico ed ex compagno di liceo, aveva l’incarico di assessore all’Urbanistica al comune di Cagliari. usava parlarmi spesso delle operazioni in gestazione in Consiglio comunale o delle

“pratiche” in corso patrocinate dallo stesso sindaco. quella mattina mi espose il “movimento” in atto, finalizzato al “recupero” dell’unica area di possibile sviluppo del comune, fronte mare: Sant’Elia.

"chi tira le fila?"

"Pes in Consiglio, Murgia in Giunta, Piras tra gli edili..."

"Piras non conta un cazzo! lo sai anche tu, per una operazione del genere..., demolizione di un quartiere popolare di 15000 abitanti... o sono i soliti “prenditori” locali o, come credo, questa volta la colata di cemento ce la portiamo da Roma o Milano..."

"Pes sta facendo affari con Congiu, e distintamente difendono Impredil su casi differenti..."

"...stanno chiudendo il cerchio nel silenzio, vedrai che, domani, il quotidiano dei cagliaritani incomincerà ad aprire altri fronti, neutrali sull’attività del Comune..."

"sig. Roberto c’è dott. Andrea in linea..."

"....scusa Paolo ti richiamo, ho Andrea in linea, se non lo acchiappo adesso...., a dopo. Andrea! dove sei?!"

"... a Toronto, per una gara, mi ci hanno spedito direttamente da Tokyo..."

"va bene! diamine, ma hai un cellulare normale ed un satellitare, li tieni sempre spenti!...anche la notte..."

"papy la notte....dormo"

"non dirmi stronzate! tu hai sempre dormito meno di me...la notte!"

"e bravo! aveva ragione la mamma a raccontarmi..."

"non rompere i coglioni, tu e la mamma! Lei se ne andata perché così ha voluto...fine".

"va bene, dai... scusa, scherzavo. è la prima volta che vengo a Toronto; è incantevole, ma troppo seria!"

"uhm...,dimmi, cosa sai dell’operazione in corso a Cagliari su S.Elia?"

"solite menate, vogliono spazzare via il quartiere popolare per realizzarne uno residenziale da urlo, ho visto il master plan nello studio di Freeman a Londra, bella operazione, ma a quanto ho capito di

popolare non vogliono neppure più sentire l’odore...d’altron..."

"d’altronde cosa??!!... dobbiamo finirla di trattare la povera gente come materiale di risulta!! ma chi ti mette in testa certe idee?? la sociologa di casa o quegli stronzetti per cui lavori?? cerca di stare con i piedi per terra..."

"dai adesso non farmi i tuoi soliti discorsi,...,era solo una boutade.... scusa, ...ma adesso ti devo lasciare,...ha suonato un collega con cui devo..">

"... piantala. a Toronto è quasi mezzanotte. paraculo vedi di finirla, buona serata..."

dopo architettura a Venezia, iniziò a lavorare in uno dei più grandi studi di Milano. lo abbiamo esageratamente viziato, ha sempre avuto tutto, troppo. ovviamente molto affetto e poche carezze, che un padre o una madre hanno il dovere di donare ai loro figli. Andrea fino ai suoi dieci anni ha vissuto tra la casa dei miei zii e quella dei nostri vicini di casa, che avevano un figlio, suo coetaneo e compagno di classe. tanta attività sportiva e un limitatissimo rapporto con i genitori, impegnati fino alla sera, tra lavoro e studio, mia moglie, lavoro e goliardate, io. quando Julia si trasferì a Milano, riuscii a vederlo una volta al mese, in qualche caso ogni due. successivamente solo per le vacanze. una settimana a natale e dieci o quindici giorni d’estate, fino ai suoi diciotto anni. successivamente molto meno, purtroppo.

"sig. Roberto c’è sua moglie al telefono..."

"grazie Giovi, vai a pranzo. ci vediamo nel pomeriggio. ... Ciao bella, dove sei?"

"in auto... passo a prenderti. andiamo a pranzo insieme a due amici di Venezia, ci aspettano al Verdi alle due"

"e Sharetta?"

"dai nonni a Villasimius, andiamo a prenderla nel pomeriggio"

"ok. e tu?"

"io cosa? Roby"

"tu come sei vestita...?"

"e dai su,..., finiscila, guarda..., i miei amici sono un po’ partic..."

"ho capito sono gay! bella mia se continuiamo così, vedrai, prima o poi, tra me e loro nasce una storia!..."

"neanche se ti vedessi riuscirei a crederti! anzi vedi di fare meno smorfie con le “scienziate“, che girano in azienda, sempre intorno..."

"ascolto le loro idee, nient’altro... alle due meno un quarto qui da me, bacio."

"Ciao Lucio, come stai?"

"bene grazie, tu Roby?"

"ça va. il sindaco, invece?>

"mah! credo bene, un poco preoccupato, come sempre, anche se il “gallo” a Roma è completamente fuori di melone..."

"beh diciamo che, dovreste mandarlo in un ospizio... e non da solo..."

"purtroppo è ben saldo sul Suo scranno... per la fortuna...di alcuni.."

"appunto. alcuni, pochi, sempre quelli, con un piede sulla sua barca e l’altro su quella di baffetto,..., a proposito, ma il nostro primo cittadino si sta guadagnando la candidatura in Senato?"

"può darsi, non vedo perché no..."

"ovviamente. diciamo che, se ci sono i numeri... mi pare siate già alla conta.."

"mah. sappiamo dalla ultime elezioni quanti sono, più o meno..."

"il collegio non doveva esser destinato a De Lussu?"

"cambio di programma, Sandro De Lussu non si è reso disponibile e allora ...non rimaneva che Eugenio..."

"uhm...bene...ma...in due mesi non riuscite a vararlo quel progetto..."

"perché?! guarda i numeri in Consiglio ci sono tutti, maggioranza, assenze dell’opposizione, a compensare i tre in disaccordo, che non verranno neppure ri-candidati alle prossime amministrative, ...come vedi..."

"qualche giornalista può sempre ricercare la sua gloria..."

"non credo...da noi..."

"...i giornali nazionali..."

"figurati, piatto ricco.....no. nessun problema, sarà un’operazione di lifting, ciclopica e meritoria, ....includiamo anche il museo...d’altronde è una splendida struttura, che si incastra a perfezione...>>

"...mah! .. sempre al completo eh!"

"vuoi salire anche tu?"

"non dire str....no grazie, stammi bene!"

una operazione senza precedenti su cui stavano per mettere le mani, due grosse imprese internazionali, un pulviscolo di piccole imprese locali, professionisti, docenti, politici.

accidenti! le due meno cinque! Sonia deve essere arrivata.

più bella che mai. un vestito la copriva senza nasconderla, con ingenua dolcezza mi donò le sue labbra, un gesto semplice, ma ogni volta diverso e intenso, forte come Lei. in auto era scattosa, leggera come ogni sua azione, posata e decisa. guidava sempre Lei. con la sua C3 decappottabile, piena di colori nel suo interno e alcuni suoi disegni all’esterno, scivolavamo per le strade della città vecchia e dissestata.

tutti lo chiamavano “il Verdi”, in realtà era “verdi”, i “verdi”, perché ristorante vegetariano e alternativo, meta di studenti e artisti, nessun politico, tanto meno imprenditore. ricordo che, quando si avviarono all’apertura, lei diede una mano disegnando alcune pareti interne e a me, ne chiese “due”, per sponsorizzarlo. di li a poco divenne una meta di pellegrinaggio cittadino. restava aperto da mezzogiorno fino alle tre, quattro, del mattino successivo, un vero laboratorio artistico e culturale. ho visto nascere alcune band, gruppi di cabaret pronti ad improvvisare. molto frequentato da scrittori, giornalisti e da qualche “maitre a pensé” nell’accurato esercizio di elucubrazioni mentali. nel breve tragitto, mi parlò dei due amici e del perché voleva che io li incontrassi. ragazzi di Padova, usciti dall’accademia delle belle arti di Venezia. conducevano un laboratorio sperimentale sull’arte figurativa, espressa con ologrammi tridimensionali, grazie all’ausilio di software innovativi.

"ciao ragazzi, benvenuti a Cagliari!"

"ciao, io sono Ennio"

"ciao,.. Renzo"

Sandro, il proprietario, ci accompagnò al tavolo, <>. mi avvicinò e compresi. il progetto di Ennio e Renzo era interessante, l’idea stava nell’allestire un laboratorio gemellato con quello di Padova e sviluppare, con la facoltà di ingegneria di Cagliari, metodi e sistemi sperimentali per la rappresentazione di opere pittoriche su ologrammi. Sonia si mostrò entusiasta. era attratta dalla interazione autore-osservatore, per cui diveniva possibile agire direttamente sugli oleogrammi in sinergia con l’osservatore. mi feci portatore dell’iniziativa nelle locali sedi istituzionali e presso gli amici, cui non sarebbe dispiaciuto finanziare l’iniziativa culturale. salutai. Sonia si trattenne con loro e io feci chiamare un taxi. Sandro, nel posare il telefono dopo la chiamata dell’auto, mi disse: <

"figurati! Sandro, una chiamata come le altre..."

"no Roby, non era una come le altre...qui in tanti sono seduti intorno a quel piatto e alcuni hanno messo a rischio molto, molto di più rispetto a quanto già hanno..."

"evidentemente pensano di riuscire almeno a quadruplicare...buon per loro...sinceramente è un buon affare...sai però cosa non va?"

"si lo so. ma ti voglio bene. per quello ti chiedo di voltare lo sguardo,..., per questa volta..."

"più che voltarmi devo diventare orbo! magari se in un’altra vita rinasco cieco, riuscirò..., ma non oggi caro Sandro! quindicimila persone si troveranno sparigliate sul territorio, senza diritti. questo è inaccettabile, sotto qualsiasi profilo. ne riparleremo nella prossima vita, orbo io e sordo tu!! ciao bello!"

con i taxi spesso percorriamo vie in un senso di marcia differente, inverso. capita di acquisire una diversa prospettiva. la visuale del contesto colta attraverso una visione invertita, rovesciata, offre l’opportunità di scoprire particolari invisibili nell’altro senso di marcia, rimossi dalla quotidiana attenzione, che più banalmente, agisce con uno sguardo programmato dei luoghi conosciuti. sono nato a Cagliari e giuro di averla percorsa in lungo e in largo, soprattutto a piedi, per quella passione che, da sempre mi ha permesso di cogliere, con fortuna, momenti e azioni dissonanti. una sorta di carpe diem fotografico, con il quale ho dato impulso al mio agire nei momenti decisivi. fui tra quelli che, quel Borgo così come fu organizzato e costruito, avrebbero voluto vederlo trasformato, radicalmente ridisegnato nei particolari. ho sostenuto interventi tesi a ridarne colore e sapore, ma non riuscivo a pensare ad un Borgo privo della sua originalità, dei suoi abitanti. è stato ed è il Borgo dei pescatori e non potevano essere espulsi, ancora una volta da un luogo, culla del loro vissuto. solo in futuro, forse e auspicabilmente, luogo di tutti. conoscevo persone che, nell’abitarlo umilmente, con grande dignità conducevano le loro giornate, mai certe. vissute con una emarginazione interiore, percepibile nel loro essere, in ogni azione. frequentai le scuole medie in cui alcune classi ospitavano ragazzi di S.Elia. li distinguevi per la loro umiltà o per l’eccessiva aggressività. comunque emarginati e, sottovoce, derisi. i politici li usavano come clientes. un grande bacino di voti cui elargire qualcosa, prima e dopo le elezioni. senza un progetto se non quello di renderli dipendenti e vincolati a quel meschino potere cui bramivano, per poi abusarne all’ombra dei loro ruoli istituzionali.

negli anni sessanta vi fu un fatto eclatante durante la visita pastorale di Paolo VI. lo stesso Pontefice volle spingersi all’interno del Borgo, ma la sua presenza fu salutata con un lancio di sassi effettuato da alcuni ragazzi. non si mostrarono entusiasti della benedizione elargita da quel regnante pro tempore, cosparso d’oro nei vestiti, troppo distanti da quelli umili del Cristo, cui si faceva interprete. umile e vero, era sicuramente il parroco di S.Elia che, ogni giorno nella sua missione quotidiana, riusciva a trattenere ancora per poco i ragazzi dall’imboccare una via senza ritorno. quello stesso parroco soccorreva, psicologicamente e talune volte, finanziariamente, gli abitanti che, malgrado tutto, erano disposti ad ascoltarlo.

"dottore siamo arrivati..."

"...Efisio, finiscila con questo dottore, quanto ti devo?"

"dieci, dottò!"

"...tieni,...,Efisio, cosa sai tu di S.Elia?"

"...dottò, è una vera schifezza! cosa vuole che sappia, pieno di ladruncoli, spacciatori, delinq..."

"si, si, va bene. lo sai, che sono solo alcuni, ai quali piace poco lavorare. conosci il Borgo,no? ricordo bene?"

"si, dottore io sono nato a S.Elia, ho vissuto lì. due miei fratelli stanno ancora lì. sono pescatori, onesti, ma è difficile anche per loro..."

"secondo te, riuscirebbero a vivere da un’altra parte in città, verso la periferia distante. dal mare e dal centro..."

"non credo dottore, i ragazzi per quanto bravi, vogliono stare lì. paridi chi scetti ingunisi si poridi biviri! almeno così dicono loro, io sono andato via senza rimpianto, ho deciso così..."

"...appunto hai deciso,..., tu hai scelto,...,ciao Efisio"

"arrivederci dottò!"

una scelta, senza essere sradicato. la sua volontà ha determinato il cambiamento, non un sopruso, non un’imposizione.

sembrava una manovra pianificata con cura, attraverso un complesso intreccio di relazioni vincolanti, la cui trama pareva sostenersi da quella osannata crescita economica. su essa si incentrava la sopravvivenza capitalista, “pro rata” a seconda della posizione occupata dal “soggetto”. chi fruiva di una rendita di posizione e chi legato a costoro, non vedeva altra scelta se non la “cooperazione”. tutti gli altri , “dipendenti”, operavano una scissione tra le finalità del proprio lavoro, per i quali erano pagati a contratto, e il lavoro in sé. prestatori d’opera privi della consapevolezza del proprio operato, cui erano stati abituati dai datori di lavoro e dai sindacati corporativi. niente di più e niente di meno di quanto era riuscito a travasare loro lo standardizzato processo istruttivo, in un reiterato esercizio cumulativo di nozioni slegate.

i cittadini cagliaritani non condividevano e non osteggiavano quest’operato. l’impianto mediatico regionale aveva acquisito un’apparente pluralità, ma di fatto aveva esclusivamente il compito di porre sotto osservazione quelle operazioni non condivise. escludendo tutte le altre parimenti illecite, ma concordate. una situazione difficile in cui anche la malavita organizzata riusciva a restar viva. una grande opportunità per il riciclaggio del denaro sporco.

in fin dei conti avrei potuto anche io cogliere l’opportunità, con una fornitura plurimilionaria di pannelli fotovoltaici e ricoprire i metri quadri resi disponibili da quella folle edificazione. l’azienda non navigava nell’oro, tutti lo sapevano. le banche stavano sempre in agguato. se solo avessi cercato di oppormi a quel disegno, il primo atto sarebbe stato la chiusura del credito. successivamente il rientro dei debiti che, fisiologici, facevano parte della normale fluttuazione di cassa e a cui non avrei potuto far fronte in tempi rapidi. soprattutto se gli stessi debitori avessero operato un “programmato” ritardo dei pagamenti. stare fermo, inerte di fronte a questa operazione, avrebbe significato uno scontro feroce con quel principio di onestà, cui la coerenza mi legava. in passate occasioni, ignorai operazioni in cui mi trovai coinvolto e tra le quali, indifferentemente, passavo attraverso, da ignavo. altri tempi, in cui il mio pensiero era un tutt’uno con quello in auge per una necessaria “governance”. in quella condivisione, accettai implicitamente le regole di amoralità, cui seguivano azioni totalmente in contrasto con qualsiasi idea di legalità. in parte e solo in parte, finalizzate alla funzionalità di una macchina efficientemente oliata, attraverso cui veniva decantato il raggiungimento di obiettivi più favorevoli per la collettività. metodi ai quali veniva associata un’aurea di necessità, se non proprio di legalità. un modello di governance illusorio, che degenerò rapidamente fino ad una totale ingovernabilità. cercai, per la mia parte, di porvi rimedio con pezze e aggiustamenti, ma nei fatti privi di alcun effetto. muovere contro questo progetto, significava mettere a rischio l’attività dell’azienda, lo stipendio di venticinque dipendenti e la sopravvivenza delle loro famiglie. fiananco l’incolumità familiare, che non potevo intendere circoscritta solo alla mia persona.

Carissimo Lettore, nel ringraziarti per la grande attenzione dedicata a questo mio fantasioso racconto, voglio precisarti che, in nessun caso i miei riferimenti sono da attribuirsi a fatti reali o a situazioni conosciute; nessuno dei fatti narrati infatti può essere ricondotto a situazioni reali, esistite o esistenti. identicamente deve intendersi per tutti i nomi utilizzati, nella individuazione dei personaggi, delle aziende o delle testate giornalistiche, che sono da considerarsi di pura fantasia. il richiamo all’Isola, al suo nome: Sardegna, nell’attribuzione di società o entità economiche, risulta necessario e imprescindibile, in quanto legati al territorio in cui si sviluppano i fatti narrati. altresì gli intrecci con avvenimenti nazionali ed internazionali, unitamente ai nomi di personaggi reali, sono inventati per collocare la narrazione in uno specifico contesto storico, senza però esserne realmente parte; ovvero i richiami, alle istituzioni e agli uomini esistiti od esistenti e da essi incarnate, per il ruolo avuto sul piano politico e istituzionale, sono da ritenersi frutto di pura fantasia e immaginazione. in ultimo, è mio dovere sottolineare che, in nessun caso l’intero manoscritto o parte di esso, può costituire una dichiarazione di accusa verso qualcuno o qualcosa, sia in modo specifico e circostanziato, che generalizzato, se non nello spazio cui ognuno di noi concede alla fantasia nell’interpretazione della realtà e viceversa.

maurizio ciotola

Sanità. Assunzioni di medici, infermieri, oss e tecnici per fronteggiare l'emergenza Covid-19

“Per fronteggiare l’emergenza Covid-19 stiamo rafforzando il nostro sistema sanitario intervenendo con il massimo sforzo organizzativo e tempestiva operatività. L’assunzione di quasi seicento diverse figure professionali serve a dare risposte immediate nel territorio, soprattutto dove si stanno manifestando particolari situazioni di criticità, come sta avvenendo nel nord Sardegna e in alcune case di riposo per anziani”.

Ad annunciarlo é il presidente della Regione, Christian Solinas, commentando le 586 assunzioni straordinarie di personale sanitario in Sardegna, tra infermieri (il 47% del totale), medici e specializzandi (il 16 e l’8%), oss, tecnici di laboratorio e altre figure (il restante 29%).

“Continua a esserci una maggiore incidenza di casi positivi - ha aggiunto il presidente Solinas – nella parte settentrionale della Sardegna. Per questo stiamo orientando lì grande parte della nostra attenzione, assicurando risorse sufficienti sia in termini di dispositivi di protezione individuale sia di tecnologia. Per fronteggiare e circoscrivere la diffusione del virus e restituire serenità alla popolazione, ancora di più nel Sassarese, bisogna chiudere il più in fretta possibile la mappatura completa con i tamponi di tutto il personale sanitario, un’operazione che sta procedendo speditamente. Poi in altre parti dell’Isola abbiamo un’altra emergenza che stiamo condividendo con molte regioni d’Italia e diversi Stati: il contagio nelle case di riposo per anziani, che si diffonde molto velocemente colpendo i soggetti più esposti e deboli. Anche in questo caso la nostra attenzione – conclude il presidente della Regione – resta altissima”.

Cagliari. Caso Covid-19 alle Poste, le misure adottate dall'azienda

A seguito della notizia riguardante il caso della lavoratrice impiegata nella sede di via Brenta, positiva al Coronavirus, arriva la replica di Poste Italiane. L'azienda precisa infatti di aver posto in essere, nei tempi previsti e con le dovute modalità, il protocollo prescritto dalla normativa in essere. Nello specifico, la dipendente in questione é stata sottoposta alla misura cautelativa dell’isolamento, così come gli altri dipendenti che potrebbero avere avuto contatti con la stessa. L’Azienda precisa inoltre che il dipendente in questione svolgeva la propria attività lavorativa all’interno di un’area amministrativa, senza la presenza diretta di altri soggetti, separata dalle altre aree presenti all’interno della struttura di Poste Italiane sita in via Brenta. Un'area senza alcun collegamento o accesso diretto all’ufficio postale di Cagliari 15, di via Simeto dotato, già da alcuni giorni, di pannelli di plexiglass per ogni sportello aperto al pubblico. Misura adottata a tutela dei dipendenti e dei clienti dell’ufficio postale. In aggiunta ai suddetti provvedimenti, una ditta specializzata ha provveduto ad effettuare - nella giornata di giovedì 25 - la sanificazione dell’intera struttura, ivi compresi i locali dedicati agli addetti al recapito, allo smistamento della corrispondenza e, separatamente data la diversa collocazione, dell’ufficio postale di Cagliari 15, sito in via Simeto.

Emergenza coronavirus. La solidarietà della comunità cinese

La comunità cinese ha donato alla Sardegna oltre 50.000 mascherine. Il prezioso dono è stato preso in carico dall’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis che ha dichiarato:

“In questi giorni difficili, sono stati tanti gli attestati di solidarietà da parte di semplici cittadini e di aziende, ma anche le comunità straniere presenti nell'Isola hanno dimostrato la loro vicinanza al popolo sardo ed alle Istituzioni”. E per quanto riguarda la destinazione finale delle mascherine, lo stesso Lampis ha precisato: "le indirizzeremo soprattutto verso il settore sanitario, che da settimane si trova in prima linea ad affrontare questa emergenza con impegno e dedizione. Ho espresso i sinceri sentimenti di gratitudine, anche a nome anche del presidente Solinas e dell'intera comunità sarda”

Cagliari. Coronavirus: controlli con l'ausilio dei droni

Anche il Comune di Cagliari, tramite il Comando della Polizia Locale, utilizzerà i droni per verificare gli eventuali spostamenti di persone e assembramenti, in modo da contribuire a garantire il contenimento dell’emergenza epidemiologica Coronavirus, così come previsto dai D.C.P.M in vigore. In questo senso l’ENAC Ente Nazionale dell’Aviazione Civile, viste le esigenze manifestate da numerosi Comandi di Polizia Locale presenti sul territorio nazionale, ha emanato un provvedimento (n. 23/03/2020 n°.0032363-P), assicurando piena operatività agli operatori delle Polizie Locali, anche in deroga ai regolamenti A.P.R. (Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto) in vigore. Le operazioni prevedono, con cadenza quotidiana fino al termine dell’emergenza, il sorvolo dei quartieri cittadini e delle zone difficili da raggiungere se non tramite l’ausilio dei droni. L’obiettivo primario è la verifica di eventuali assembramenti di persone e di spostamenti non autorizzati. Le riprese aeree si effettueranno inizialmente ad una quota che non consentirà il riconoscimento facciale e, solo in un secondo momento, laddove si configuri una violazione al D.P.C.M in vigore, la quota verrà abbassata per poter procedere ad una eventuale identificazione. Il drone utilizzato è dotato di altoparlante, termocamera e camera e può essere impiegato anche in operazioni notturne. Si potranno inoltre registrare anche eventuali richieste di soccorso. Il drone ha una autonomia di 2 ore per ogni operazione di volo. Il Comando della Polizia Locale di Cagliari si avvarrà della collaborazione, a titolo gratuito, di Italdron Academy Base Sardegna con sede a Cagliari, in via dell’Artigianato 13/A, Centro di Addestramento Piloti A.P.R. Enac, che ha messo a disposizione del Comando di Polizia Locale tutto il supporto logistico e tecnico necessario. Il network Italdron Academy, Centro di Addestramento ENAC 004, conta ben 22 basi sparse su tutto il territorio Nazionale. La Base sarda è una base di eccellenza del Gruppo e ha formato in questi anni numerosi professionisti come Enti Istituzionali e forze dell’ordine, collaborando inoltre a numerose operazioni tramite mezzi e personale altamente qualificato e addestrato.

Sassari. Droni per il controllo delle misure restrittive

La Polizia Locale di Sassari, per potenziare i controlli sul rispetto delle misure restrittive anti contagio, imposte dal Governo, da mercoledì 25 marzo inizierà ad utilizzare anche i droni. Allo scopo il team specializzato nell'uso di questi apparecchi collaborerà con gli agenti in auto, moto e in borghese, per controllare in maniera più incisiva tutta la città. Intanto, nella sola giornata di ieri sono stati effettuati 144 controlli alle persone e 16 negli esercizi commerciali. Il bilancio di tali attività ha portato a sei denunce per violazione delle prescrizioni contro la diffusione del Covid-19.

La sfida di Marco per stare in casa

Una sfida. Un’alternativa attiva e comunitaria per stare in casa in questo momento: Il 28 marzo, sabato prossimo, è stata indetta una maratona all’interno delle pareti domestiche. L’obiettivo è di coprire la distanza di un miglio, 1609,34 metri, misurate tramite app. L’ha lanciata Marco Frattini, classe 1976, musicista, atleta, e medico. Un neurinoma lo ha portato alla sordità totale verso i trent’anni, ma la sua vitalità lo ha portato verso altri successi: sei titoli italiani (tre per la maratona e tre per il cross), quattro titoli mondiali per la categoria medici odontoiatri.

Suona da quando aveva 6 anni, i suoi modelli sono Chopin, Vasco e gli AC/DC per pianoforte, chitarra e batteria. Ci ricorda l’esperienza con la Band gli Ox nei tour in tutta la Lombardia e Svizzera. “Andavamo in giro per locali a fare cover, feste, musica in piazza: avevamo il nostro seguito e cercavamo di far cantare e ballare il pubblico il più possibile. Non eravamo un tributo, ma suonavamo tutte le canzoni che ci passavano per la testa. Musica a 360°. Immagina di accendere la radio. Ecco questi erano gli "OX". Sceglievamo le hit del momento, e i classici evergreen italiani e internazionali. Ipotizzo di aver suonato qualcosa come un migliaio di pezzi differenti in tutti questi anni”. Eseguivano brani di Dire Straits, Rem, Negrita, Subsonica, Lenny Kravitz, Rage against the machine, “i classici più famosi e ballabili”.

La passione da runner l’ha portato a viaggiare. Racconta di una gara in Islanda: “Era il 2012, partecipavo a una maratona in cinque tappe su distanze diverse. Estremamente affascinate non solo perché era la prima volta che prendevo parte a una corsa del genere, ma è stata anche la prima occasione di vistare l’Islanda. Terra controversa di vulcani e ghiacci. Ero andato lì per vincerla, dopo la prima tappa avevo pensato anche di ritirarmi. È stata una gara inserita in preparazione della maratona di Firenze che ho corso a novembre. Si disputava il campionato Italiano per la federazione FSSI (Federazione sport sordi Italia) che poi ho vinto”. Correre la maratona di New York non è mai stato un suo desiderio “troppo dispendiosa per le mie tasche. E comunque 42 chilometri sono la stessa distanza che tu li corra a NY o sotto casa. Ovviamente il contesto è diverso, ma la fatica è la stessa! Non mi è mai interessato partecipare”.

Asserisce modesto: “Ho vinto giusto l'ultima tappa della RunIceland, per il resto ho corso la maratona di Dublino dove sono scoppiato al 30esimo chilometro e sono arrivato al traguardo strisciando”. Racconta: “Ero un top runner, ma non un runner d’élite se non per la categoria sordi, il che vuol dire un buon amatore, ma uno scarso professionista, se fossi stato professionista! Ho vinto quattro titoli mondiali di categoria per medici e odontoiatri in occasione della Marcialonga running a Moena, Val di Fassa, Trentino, che a parte la soddisfazione personale per aver centrato l'obiettivo è un po’ come essere ricco al Monopoli!”.

E non solo - dice - durante gli sforzi atletici la maggior parte delle volte il subconscio prende il sopravvento “incomincia un lungo dialogo introspettivo con sé stessi. Progetti, problemi, soluzioni... il più delle volte arrivano idee concrete e soluzioni da applicare. Correre è terapeutico! Ho praticamente scritto due libri correndo... puoi pensare a qualsiasi cosa. Il primo è un diario autobiografico, Un anno della mia vita, il 2008 in cui metto sulla carta i miei pensieri più beceri e puri in termini più emozionali che di cronaca; il secondo è un romanzetto in cui cerco di sviscerare questioni legate al senso della vita e alle sue dinamiche”.

Del legame con la Sardegna dice: “Ancora una volta è stato il 2012 un anno decisivo che mi ha dato modo di iniziare a famigliarizzare questa terra che prima di allora non conoscevo. In quell'anno, infatti, organizzai un tour itinerante di circa un mese per tutta la Sardegna per presentare il mio primo libro Vedere di corsa e sentirci ancora meno”.

Sabato Marco invita a prendere parte alla sfida e fare un video, una foto del traguardo con l’hashtag #migliosmart e postarlo sulla propria bacheca social. La gara è aperta tutti, senza limiti d’età. Per partecipare è necessario iscriversi al gruppo CiaoRunner su Facebook, i partecipanti possono scegliere tra quattro categorie: indoor, outdoor, tapis roulant, cyclette. Persino per i bambini c’è un percorso dedicato, “a gattoni”. Maggiori informazioni sul sito, https://www.iovedodicorsa.com/197-il miglio-smart-ai-tempi-del-covid-19 /.

Korus

Cagliari. In rete i tesori cittadini con mostre, tutorial, laboratori e tour digitali

Il Comune di Cagliari, Assessorato alla Cultura, rende accessibili, anche per i più piccoli, i tesori cittadini. Un progetto finalizzato a realizzare una rete unificata di tutti i poli culturali comunali costantemente aggiornata. Visite guidate alle mostre, app gratuite per tour digitali, tutorial e laboratori a distanza dedicati ai più piccoli: tutte le proposte a portata di click grazie a una rete social integrata. Poco più di cento anni fa a Cagliari apriva al pubblico il Museo d’arte Siamese “Cardu”, uno dei più affascinanti ed esotici musei della Sardegna, che con le sue collezioni avvicinò l’Isola al quasi sconosciuto Oriente. Stefano Cardu fu cittadino europeo, affermato professionista in Siam, l’antica Thailandia, colto collezionista. Per la recente occasione del centenario è stato realizzato un eccezionale virtual-tour che fa uso delle più moderne tecnologie applicate ai beni culturali allo scopo di rendere il museo accessibile al vasto pubblico internazionale. La digitalizzazione e la messa in rete delle opere e dell’intero allestimento consentono infatti la condivisione globale del patrimonio del Museo Cardu che, nella sua sede nella Cittadella dei Musei, rappresenta uno dei gioielli del sistema museale comunale. La visita virtuale, arricchita da tanti contenuti è visibile anche scaricando l’App gratuita Musei Civici Cagliari. Il virtual-tour del “Cardu” è una delle proposte che l’Assessorato alla Cultura e i Servizi Cultura e Spettacolo del Comune di Cagliari rilanciano sugli account social dei Musei Civici in occasione di queste giornate di chiusura generale, insieme a un ciclo di mini-video realizzati per raccontare una selezione fra le opere esposte nella Galleria Comunale. Altre video guide sono in programma per i centri comunali Il Ghetto e Castello di San Michele insieme a mini-tutorial didattici per i più piccoli con proposte di laboratori da fare in casa. Il servizio BiblioBus invece, invita tutti a partecipare all'iniziativa dal titolo "Wall of Stories”. L'invito è quello di inviare un primo piano, magari in compagnia della copertina del libro preferito. Tutte le foto andranno a far parte di un video che raccoglierà i primi piani di tutti i lettori più affezionati e trasmesso sui canali social. Tutti i social network collegati all'Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Verde Pubblico saranno attivi in una sorta di rete unificata, costantemente aggiornata che coinvolge le attività in appalto, sia del servizio di gestione del sistema bibliotecario e archivistico, che del sistema museale, dei beni culturali e dei Centri d'arte e cultura. La rete coinvolge gli account social Beni culturali di Cagliari, Galleria Comunale d’Arte, Palazzo di Città, Museo Stefano Cardu, Bibliobus Cagliari, Consorzio Camù, Mediateca, Lazzaretto Cagliari.
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