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Bonorva. Cedimento della carreggiata sulla 131, direzione Cagliari

Traffico bloccato verso Cagliari, sulla 131 all'altezza di Bonorva, a causa di un vistoso cedimento strutturale della carreggiata, da giorni sotto osservazione e già oggetto di chiusura nei nei giorni scorsi. L’Assessorato regionale dei Lavori Pubblici, in contatto costante con Anas, ha seguito l’evolversi della situazione già dalle prime ore del mattino. Il tatto di strada è stato oggetto di immediati sopralluoghi: ai rilievi topografici è seguita la relazione geologica da parte degli esperti di Anas, impegnati in queste ore nel completamento della perizia. Il traffico nel tratto di strada danneggiato dalle forti piogge di queste settimane - dal Km 163 al Km 164,200 – resta deviato. La carreggiata, in attesa del ripristino totale della strada, è infatti percorribile solo in parte.

Inchiesta fondi ai gruppi regionali. Richiesta di assoluzione per tre esponenti dei Riformatori

Niente dolo per il reato di peculato e richiesta di assoluzione. E' quanto chiede il pubblico ministero, Marco Cocco, per i tre esponenti dei Riformatori, coinvolti nell'inchiesta riguardante l'utilizzo dei fondi ai gruppi del Consiglio Regionale durante la tredicesima legislatura. In base a quanto sostenuto dal Pm, vi sarebbe stato un utilizzo irregolare di una parte dei fondi, senza che gli imputati si rendessero conto di commettere un illecito. Pertanto, nonostante la contestazione per alcune spese, il magistrato incaricato ha chiesto di assolvere tutti "perché il fatto non costituisce reato", mentre per altri acquisti ha ritenuto i fatti prescritti. I Riformatori in questione, a processo con l'accusa di peculato aggravato sono l'ex parlamentare Pierpaolo Vargiu e gli allora consiglieri regionali Attilio Dedoni e Franco Sergio Pisano, difesi dagli avvocati Pierluigi Concas, Leonardo Filippi, Andrea Chelo, Francesco Atzeni, Marco Lisu e Daniela Cicu. Il 19 gennaio il collegio presieduto dal giudice Giovanni Massidda pronuncerà la sentenza.

Vaccini. Nord Sardegna: corsia preferenziale per Alghero? Quali criteri adottati?

A sollevare la questione è la consigliera regionale del M5S, Desiré Manca che vuole vederci chiaro sulla scelta di vaccinare con priorità il personale del 118 algherese, rimandando la vaccinazione per il personale sanitario di Sassari all'arrivo di nuove dosi.

“L'immotivata disparità di trattamento ha raggiunto livelli imbarazzanti - attacca Manca - da mesi ormai, nel Nord Sardegna, si è creata una corsia preferenziale per la città di Alghero. Città sarda che amo al pari delle altre della mia regione, ma che, a dispetto della città di Sassari, la più colpita dalla pandemia, continua a ricevere un'attenzione particolare da parte di questo governo regionale sardo-leghista. L'ultimo episodio – denuncia la consigliera del M5S - riguarda la somministrazione dei vaccini anticovid. Com'è noto, il primo lotto di fiale era riservato ai medici, al personale sanitario, a quello delle squadre Usca e infine al personale del 118. Ma cos'è accaduto nel Nord Sardegna? Soltanto gli operatori del 118 di Alghero hanno ricevuto il vaccino, mentre i colleghi sassaresi dovranno attendere l'arrivo delle nuove dosi. Pertanto, alla luce di questa scelta assolutamente inopportuna, poiché sappiamo che in Sardegna non è Alghero ma Sassari la città che sta pagando il prezzo più alto in termini di contagi e vittime, chiedo che l'Ats e la Regione rendano noti i criteri sulla base dei quali è stata presa. Non vorremmo dover pensare - continua Manca - che sia stata adottata esclusivamente in quanto Alghero è la città natale del nostro stimato Presidente del Consiglio".

Una questione che l'esponente pentastellato intende approfondire: “stavolta non possiamo tollerare che Sassari venga messa in secondo piano, pur essendo Alghero un centro turistico e una città molto importante, non è sicuramente la città-fulcro della pandemia in Sardegna. Quindi, ci dispiace dover notare che ancora una volta, non è stato il buonsenso a guidare le decisioni della Regione. Se, invece, esistono valide motivazioni, per cui Alghero dovesse meritare la priorità sulle dosi di vaccino, cortesemente, chiediamo di poterle conoscere”.

Ogliastra. Al via la seconda fase dello screening anti-covid "Sardi e Sicuri"

E' partita in Ogliastra la seconda e ultima fase della campagna "Sardi e Sicuri". Nella prima fase, che si è svolta nelle giornate del 4 e 5 gennaio, sono state 26.937 le persone che si sono sottoposte al tampone antigenico nei 46 centri allestiti all'interno dei 23 comuni del territorio. Immediati gli accertamenti con tampone molecolare sui soggetti positivi individuati e i successivi tracciamenti. In mattinata l'assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, e Andrea Crisanti, professore ordinario dell'Università di Padova, che collabora al progetto della Regione, hanno visitato i centri di Lanusei e Tortolì.

“In Ogliastra – dichiara Nieddu – abbiamo ottenuto un'ottima risposta da parte dei cittadini, arrivando a superare l'80% del target individuato. È importante che le operazioni di screening proseguano in parallelo alla campagna vaccinale anti-Covid, che oggi vede la Sardegna sesta regione per percentuale di dosi somministrate rispetto a quelle già ricevute. Due importanti azioni complementari a contrasto del virus, che il nostro sistema sta dimostrando di riuscire a portare avanti senza alcuna conflittualità”.

“L'elevata adesione registrata in Ogliastra – sottolinea Crisanti – è indicativa del fatto che sia stato intercettato un bisogno della popolazione. I cittadini hanno dimostrato grande fiducia nella scienza e nelle istituzioni. Questa seconda tornata di test ci consentirà di paragonare le due tecnologie utilizzate – aggiunge il microbiologo, in riferimento ai tamponi antigenici cromatografici e a immunofluorescenza utilizzati nelle due differenti fasi – e allo stesso tempo trovare i positivi non riscontrati precedentemente. Una volta ridotta in maniera sensibile la circolazione virale, contiamo di lasciare sul campo le competenze e la capacità per gestire tutti i casi residui”.

Trasporto pubblico locale. Parla l'assessore regionale dei Trasporti, Giorgio Todde

Sulla decisione di rimandare, al 1° febbraio, le attività in presenza per gli studenti degli istituti superiori, è intervenuto anche l’assessore regionale dei Trasporti, Giorgio Todde, che ha espresso il suo pensiero per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, fattore di estrema importanza e strettamente connesso alla ripresa delle attività didattiche. L'esponente della Giunta Solinas ha infatti dichiarato: “Il trasporto pubblico locale è già organizzato per riprendere servizio a favore degli studenti che dovranno seguire le lezioni in presenza, attraverso il potenziamento di mezzi e di corse per ridurre al minimo i rischi di assembramento”.

"Ogni strumentalizzazione su presunte inefficienze della Regione al riguardo sono fuori luogo - commenta Todde - perché, come noto, le decisioni sulla ripresa delle lezioni in presenza e quindi dell'attuazione del servizio di trasporto sono legate all'aumento dell'indice dei contagi".

E sul lavoro fino a qui svolto: “abbiamo fatto un lavoro certosino con i prefetti, come indicatoci dal Governo, con le aziende di trasporto, con i dirigenti scolastici e la direzione del nostro Assessorato. Eravamo pronti a partire, – sottolinea Todde – poi abbiamo perseguito la strada di prorogare l’apertura delle scuole, come altre 15 regioni italiane, per via dell’aumento dei contagi. Siamo consapevoli che la didattica in presenza sia di fondamentale importanza e auspichiamo che si possa attuare quanto prima”.

Scorie radioattive. Confronto tra assessore Lampis e ministro Patuanelli

L'assessore regionale della Difesa dell'ambiente, Gianni Lampis, questa mattina ha partecipato alla videoconferenza col ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, su delega del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, come coordinatore della Commissione Ambiente ed energia della Conferenza.

"Abbiamo chiesto al Governo più di 60 giorni per predisporre le osservazioni sulla Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) ad ospitare il deposito unico delle scorie radioattive - sottolinea Lampis - perché non si tratta di un normale procedimento amministrativo. Abbiamo evidenziato che ci sono state evidenti e gravi mancanze su come la Carta è stata resa nota nei giorni scorsi - aggiunge l'assessore. E' paradossale realizzare una fase di consultazione pubblica per quei territori che si sono già espressi contrariamente in maniera netta, come ha fatto la Sardegna in occasione del referendum popolare e la Giunta regionale in più occasioni. Peraltro, alcuni siti indicati come idonei hanno caratteristiche di pregio, ambientale, paesaggistico e archeologico, che sono contro i parametri individuati per le aree destinate ad ospitare il deposito. Infine -conclude l'esponente della Giunta Solinas - abbiamo chiesto che il Governo venga subito a riferire in Conferenza unificata, alla quale oltre alle Regioni partecipano anche l'Anci e l'Unione delle Province. Tutte queste osservazioni, ovviamente, saranno ribadite nel prossimo appuntamento (14 gennaio) della Conferenza delle Regioni".

Regione. Stanziati 100 mila euro a favore del progetto "Itinere" per la realizzazione di tessuti anti-Covid

La Giunta Regionale ha approvato lo schema di Accordo per l'Innovazione inerente alla realizzazione del Progetto “ITINERE: Innovazione per Tecnologie Indossabili e Network Evoluti di Relazioni Esperte”. Presentato dalla Proger S.p.A, il progetto beneficerà di 102.000 euro sulle risorse a valere sulla Programmazione Unitaria 14-2020, nell’ambito delle misure di cofinanziamento regionale per le iniziative progettuali che vedono la Sardegna partecipe di procedure nazionali. Lo schema di accordo viene sottoscritto tra il MISE – Ministero dello Sviluppo Economico, la Regione Autonoma della Sardegna, la Regione Abruzzo e Proger S.p.A – capofila del progetto, oltre a Zte Italia s.r.l., Let's Webearable Solutions s.r.l., Iotron s.r.l. e Universita' degli Studi "G. D'annunzio" di Chieti-Pescara. In particolare, il progetto nasce da un’idea innovativa della Let’s Webearable Solutions Srl, azienda sviluppatrice di un software di rilevazione dei parametri bio-vitali (ECG e respiro) grazie all’applicazione – tramite stampa serigrafica su tessuti in bioceramica – di sensori tessili su capi d’abbigliamento. I sensori sono in grado di trasmettere i dati rilevati sul tessuto in diverse condizioni quali attività sportiva, lavorativa e in ambito medico- sanitario, e attraverso un sistema di monitoraggio - sviluppato, tra le altre, anche in collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari - il software nel suo complesso fornisce assistenza all’utente finale.

Stoccaggio scorie radioattive in Sardegna. Contrarietà unanime del Consiglio Regionale

Il Consiglio Regionale ha votato all'unanimità un ordine del giorno contro lo stoccaggio delle scorie nucleari nell'isola. Il provvedimento, che sarà trasmesso al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, impegna il Presidente della Giunta Regionale, a porre in essere "ogni possibile iniziativa in tutte le sedi istituzionali deputate per esprimere e ribadire con determinazione la ferma volontà del popolo sardo contraria a qualsiasi ipotesi che l'Isola possa essere considerata quale sede del deposito nazionale delle scorie". Nello stesso documento il governatore viene autorizzato "a sviluppare ogni approfondimento tecnico e scientifico a supporto di questa posizione". In particolare, nell'ordine del giorno approvato dal Consiglio Regionale si evidenzia che "vista la condizione di insularità, l'eventuale decisione di localizzare in Sardegna il deposito unico di scorie implicherebbe il transito prima attraverso la penisola, poi in nave, e quindi nelle arterie viarie interne dell'Isola che sono inadeguate". Una situazione che "potrebbe determinare gravi problemi e potenziali situazioni di emergenza, considerati i reali pericoli della spedizione di materiali radioattivi via mare, con implicazioni catastrofiche in caso di incidente". Nel provvedimento si legge anche che la decisione di stoccaggio dei rifiuti in Sardegna "mal si concilierebbe col fatto che all'interno dei 14 siti ci sono aree di elevato pregio ambientale e ricche di emergenze archeologiche, e contraddice il percorso avviato dalla Sardegna per esaltare il proprio territorio come Isola della qualità e dell'eccellenza".
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