L’Italia democratica, tra oligarchia e povertà. Di Maurizio Ciotola

Cinque milioni di poveri, un triste record che non si raggiungeva dal 2005, data di un altro triste record, determinati da un percorso di impoverimento pianificato. In realtà non ci siamo mai discostati gran che, da quel 2005 e neppure dagli anni novanta, periodo in cui la percezione del disastro e la sua constatazione era già sotto gli occhi di tutti. Basterebbe sfogliare la folta documentazione fornita da chi con i poveri ha a che fare, piuttosto che chi dei poveri parla per questioni statistiche, non sempre esenti da pressioni governative. Se si è giunti a cogliere questo dato allarmante, con un’evidente sottostima, attribuibile ai sistemi di campionamento statistici adottati, non è dovuto ad un destino cinico e baro. La meraviglia della controtendenza rispetto all’incremento della crescita o forse dovremmo dire della non decrescita, stupisce alcuni politici e molti economisti, ma non tutti a dire il vero. Perché oramai anche i più sprovveduti hanno banalmente compreso la “statistica del pollo”, di chi lo mangia per intero e chi ne avverte solo l’odore. Esiste una documentazione puntuale da parte delle organizzazioni volontarie e caritatevoli, Caritas in primis, da cui era ed è possibile capire quello che stava avvenendo. Sarebbe stato sufficiente entrare nelle borgate e nelle periferie in degrado, nei paesi impoveriti, ascoltare gli ultimi, quegli ultimi della fila senza più voce e soprattutto senza “interpreti” o rappresentanti, per capire ciò che è avvenuto in questi anni. Sarebbe bastato aderire alla politica con toni critici e libertari, incentrati sui problemi sociali, che sono poi i problemi di tutti, non solo di chi sta male. Invece abbiamo attraversato venticinque anni in un battage di qualunquismo, che per dotarsi di radici storiche e politiche ha adottato bandiere e parole proprie di quegli schieramenti politici che, dopo il disastro dell’industrializzazione selvaggia e le due guerre mondiali, hanno saputo generare uno stato sociale poco più che sufficiente e una redistribuzione del reddito accettabile. Prima di quest’alternanza qualunquista, vi sono stati gli anni del trionfo di una socialdemocrazia in cui l’Europa è prosperata e grazie a cui si è unita trovando più di un’intesa. Gli Usa e il sistema capitalistico occidentale, hanno accettato la socialdemocrazia come prezzo da pagare, per riunire il blocco europeo occidentale contro il blocco sovietico comunista. Finita la contrapposizione, le elite capitaliste, statunitensi quanto europee, sono passate all’incasso. In tanti hanno compreso e in tantissimi hanno colto l’opportunità per condividere questo progetto di distruzione sociale, incarnando ruoli storicamente avversi a tale smantellamento, pur di raccoglierne le briciole in denaro, notorietà e in potere apparente. Questa distruzione accompagnata in modo sistemico da una classe politica più o meno corrotta, ma soprattutto al soldo dei registi della demolizione, ha prodotto una reazione popolare forte e in certi casi violenta, probabilmente inaccettabile, di cui gran parte delle responsabilità sono da attribuire agli schieramenti politici, che hanno governato e sventrato il Paese per venticinque anni. Con i poveri bisogna parlare e soprattutto capire che, quella loro condizione di povertà non è determinata solo dalla privazione del reddito, quanto da una tristezza del vivere cui il ritiro del sistema Stato, in quanto a servizi offerti, è determinante. Dei poveri non si può solo parlare restando dentro la torre d’avorio in cui i servizi e i redditi sono più che garantiti a loro discapito. Una società equa e civile, che si rende conto di quanto è divenuta corta la “coperta”, cerca di compattarsi per avvolgere tutti, piuttosto che coprire solo alcuni ed escludere tutti gli altri. La coperta del Pil forse è cresciuta, ma coloro che di essa usufruiscono sono sempre meno, perché le regole, i diritti sociali e i principi umanistici sono stati banditi dalla politica, banalmente intenta a proteggere l’oligarchia predominante in questo insostituibile sistema democratico. Solo attraverso la via democratica è possibile ridimensionare il peso indiscusso di questa oligarchia, che nel contesto attuale è solo in parte priva dei supporti politici su cui si reggeva, ma di cui sta cercando di riappropriarsi, diversamente, per poter esercitare il proprio dominio indiscusso e dare continuità al progetto di distruzione sociale avviato da quasi trent’anni. Maurizio Ciotola

Sardegna. Aumentano i poveri

In base all'ultimo rapporto Istat, in Sardegna si registra un aumento della povertà. In particolare, il tasso di crescita si attesta al 3,3%, dal 14 al 17,3%, in un arco temporale compreso tra il 2016 e il 2017. Un dato che proietta l'isola ai vertici della classifica nazionale, sopra la media italiana del 12,3%. Di contro, la Sardegna risulta essere la seconda regione "meno povera" del Mezzogiorno: davanti all'isola c'è solo l'Abruzzo con un'incidenza del 15,6 per cento. Il rapporto dell'Istat mette in evidenza un generale peggioramento, soprattutto al sud. La Sardegna riesce comunque a contenere lo scatto in avanti della povertà: nel Mezzogiorno hanno frenato di più soltanto Molise (+2,8), Basilicata (+0,6), Calabria (+0,4, ma record italiano di incidenza con 35,3%). La povertà relativa (la soglia per una famiglia di due componenti è pari alla spesa media mensile pro-capite nel Paese e nel 2017 è risultata di 1.085,22 euro) in Sardegna è superiore al 17%, sotto la media del Mezzogiorno (24,7) ma molto al di sopra di quella del Centro (7,9) e del nord (5,9).

Gallura. Si contano i danni per il maltempo

La grandinata che ha interessato il territorio di Tempio Pausania inizia a far sentire le sue conseguenze. Campi e colture sono state devastate mettendo a rischio soprattutto le viti e senza risparmiare tutto il sistema agricolo dell'alta Gallura. Una situazione che richiede un segnale da parte delle istituzioni, come sottolineato dal consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Fasolino, ex sindaco di Golfo Aranci. "Il primo bilancio per produzioni di eccellenza come il vermentino ed il moscato appare abbastanza pesante - ha sottolineato Fasolino - per questo serve da subito un intervento della Regione per approvare alcune misure straordinarie in grado di fornire risposte e certezze agli agricoltori danneggiati. E' importante capire in questo momento l'entità dei danni subiti e le eventuali ripercussioni sulla qualità del prodotto, perché la perdita del futuro raccolto e i danni ai campi si traducono in una perdita di reddito e, dunque, in una possibile ulteriore situazione di disagio. Sono convinto - ha concluso l'esponente di Forza Italia - che la Regione non lascerà soli i cittadini galluresi intervenendo subito per provare a tamponare l'emergenza".

Cagliari. Forte temporale con strade allagate

Come previsto, il temporale è arrivato in città scatenandosi in tutta la sua forza. Una vera e propria bomba d'acqua che ha trasformato diverse strade cittadine nel letto di un fiume. Quanto accaduto a Cagliari segue le ingenti precipitazioni che già dalla mattina hanno interessato diverse zone della Sardegna centro-orientale. Diverse le chiamate ai Vigili del Fuoco. Numerosi gli allagamenti anche nell'hinterland cagliaritano come a Sanluri, Pirri, Settimo San Pietro e Isili. Il maltempo, che ha condotto ad un calo delle temperature, ha spinto la Protezione Civile Regionale a emanare un secondo avviso di moderata criticità per rischio idrogeologico (Codice arancione), sull'Iglesiente, Campidano, Flumendosa-Flumineddu, Montevecchio-Pishilappiu e Tirso sino alle 22 di domenica. Condizioni di maltempo anche per la giornata di lunedì 25 luglio, anche se l'allerta è diventata ordinaria, sino alle ore 18.

Meteo. In arrivo la pioggia

Nelle prossime ore sono previsti sull'isola piogge e temporali. In particolare arriverà aria fresca e umida portata da un ciclone extratropicale, responsabile per una significativa instabilità, accompagnata da un leggero calo delle temperature. La Protezione Civile Regionale ha emesso un avviso di condizioni meteo avverse. Le condizioni meteo avverse interesseranno il pomeriggio di domenica e le prime ore del mattino di lunedì. Ad essere principalmente interessate, la parte orientale e meridionale della Sardegna. Non si esclude anche la possibilità di improvvise raffiche di vento di breve durata. Miglioramento previsto per i giorni successivi.

Assemini. Arriva il ministro leghista Centinaio

In occasione del prossimo turno elettorale, sbarca ad Assemini Gian Marco Centinaio, ministro dell'Agricoltura, con prossima delega al Turismo. Arrivato per sostenere il candidato del centrodestra, l'esponente del governo gialloverde ha speso diverse parole su temi di grande attualità per la nostra isola quali le difficoltà del mondo agricolo, il problema dell'insularità, il turismo ecc. In questo senso ha affermato di voler sentire nei prossimi giorni il presidente della Regione "per capire le reali esigenze e fare un piano straordinario della Sardegna". In particolare, per quanto riguarda il tema del turismo, Centinaio ha dimostrato una certa apertura per verificare con attenzione, insieme al mondo dell'impresa e delle istituzioni, il ddl sull'urbanistica che prevede incrementi volumetrici nei 300 metri dal mare, sottolineando tuttavia il suo fermo no per costruzioni a ridosso del mare. Relativamente al tema della continuità il ministro ha ribadito quanto già noto, ovvero il problema del costo dei trasporti per chi decide di giungere nell'isola.

Evasione fiscale. Individuati due evasori totali che hanno occultato al fisco quasi 760.000 euro

La Guardia di Finanza della tenenza di Sanluri e di Sarroch, nell’ambito delle attività di contrasto all’evasione fiscale, ha concluso due verifiche fiscali nei confronti di due ditte individuali, con sede rispettivamente in un centro del Medio Campidano ed in uno del basso Sulcis. La prima operante nel settore del commercio di veicoli a due ruote, la seconda nel settore delle case vacanze e dei bed & breakfast. L'azione delle Fiamme Gialle è stata orientata alla verifica del corretto assolvimento degli obblighi tributari vigenti, ai fini delle imposte dirette e dell’iva. Le attivita’ ispettive condotte nei confronti della ditta operante nel Medio Campidano hanno consentito di constatare, attraverso il confronto tra la contabilita’ posseduta dal titolare e le informazioni acquisite con l’utilizzo delle banche dati, nonche’ prendendo in considerazione la svalutazione delle rimanenze di magazzino, che non risultavano essere documentate, che la stessa, nel biennio controllato, non ha osservato gli obblighi dichiarativi e di versamento dei tributi, risultando, pertanto, evasore totale. L'azione dei finanziari ha consentito di appurare la sottrazione di ricavi per quasi 593.000 € ed un’evasione i.v.a. di oltre 122.000 €. Nel caso della ditta del basso Sulcis invece, i finanzieri hanno appurato che la titolare, in violazione alla normativa regionale vigente, esercitava, in modalita’ imprenditoriale, sia la regolare attivita’ di bed & breakfast che quella abusiva di gestione, ai fini turistici, di diverse case vacanza, non richiedendo alcuna iscrizione all’ufficio iva e omettendo di istituire i libri contabili obbligatori. L’attivita’ di controllo eseguita per i periodi d’imposta dal 2013 al 2016, con l’ausilio delle indagini finanziarie, ha permesso di appurare che nell’esercizio dell’attivita’ imprenditoriale la ditta ha omesso di di presentare le dichiarazioni dei redditi e dell’iva, sottraendo al fisco ricavi per oltre €. 166.000, con una evasione di iva di quasi €. 24.000, risultando, quindi, evasore totale.

Chiusura sedi Inps regionali. Interviene il presidente del Consiglio Regionale

“Un errore che non tiene conto del disagio sociale della nostra isola”. Sono queste le parole di Gianfranco Ganau, presidente del Consiglio Regionale, che interviene in merito al piano di razionalizzazione delle sedi Inps nell'isola. "Ancora una volta lo Stato non tiene conto che le caratteristiche geografiche, storiche e sociali della nostra isola non possono essere definite all'interno di discutibili parametri nazionali. Credo che in nome della razionalizzazione e dei risparmi - ha continuato Ganau - non si possa non tener conto che la chiusura delle sedi Inps di Alghero, Ozieri e Tempio andrà a condizionare pesantemente la vita di anziani, invalidi e persone in difficoltà». Di fatto, la chiusura delle sedi Inps e la trasformazione delle agenzie territoriali del nord Sardegna in sportelli d'ascolto ad operatività ridotta, rappresentano interventi che comporterebbero di fatto la cancellazione di alcune delle sedi storiche dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. "Credo sia un errore ridurre le funzioni e l'operatività di queste agenzie – sottolinea Ganau – tenuto conto che questi uffici dislocati sul nostro territorio erogano servizi essenziali, come le pensioni per gli anziani, gli assegni di invalidità e i redditi di inclusione sociale, oltre a svolgere altre numerose utili funzioni. A questo si aggiunge una preoccupante carenza del personale – prosegue il presidente del Consiglio Regionale - dovuta ad un processo di razionalizzazione degli organici che comporta pesanti ricadute in termini di disagi e costi per i cittadini, per i lavoratori e le imprese a causa di un'ingiustificata politica di blocco delle assunzioni". A fronte di un'oggettiva carenza di risorse umane nelle sedi della provincia di Sassari – Olbia, nello specifico 156 unità a Sassari, 36 ad Olbia, 7 a Ozieri e Tempio, 6 ad Alghero, l'Istituto si trova a gestire - i dati diffusi solo relativi al 2017 - 30 mila domande per ammortizzatori sociali e NASPI e 4370 pratiche per i pagamenti relativi al REI e ad altri bonus legati ai recenti provvedimenti legislativi. "Mi associo all'appello lanciato dal presidente della commissione provinciale dell'Inps, Alberto Farina – conclude Ganau – garantendo da subito pieno sostegno anche da parte del Consiglio regionale. Lavoreremo insieme alla Giunta e allo stesso presidente Pigliaru per definire al più presto tutte le azioni utili ad evitare la chiusura delle tre sedi decentrate".
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