Regionali 2019. Mario Puddu (M5S) ritira la sua candidatura

A motivare la decisione dell'ex sindaco di Assemini, attuale coordinatore del M5S in Sardegna, la condanna a un anno di reclusione per abuso d'ufficio, connessa a fatti che risalgono al 2015, riguardanti l'esposto di tre consigliere pentastellate dissidenti, poi espulse. La rinuncia di Puddu è arrivata immediatamente dopo aver preso atto della sentenza. Nonostante l'amarezza per l'esito del processo, l'ex primo cittadino di Assemini ritiene di aver agito nell'interesse dei cittadini e si dichiara "orgoglioso di appartenere ad un Movimento che chiede a chi è stato anche solo condannato in primo grado, di fare un passo indietro". Ora si aprono nuovi inevitabili scenari sulla candidatura di un nuovo esponente del Movimento creato da Grillo.

Cagliari. Scoperta evasione fiscale per oltre 500 mila euro nel commercio di autoveicoli

La Guardia di Finanza di Cagliari, nell’ambito delle attività di contrasto all’evasione fiscale, ha concluso un’attività di verifica nei confronti di una ditta cagliaritana operante nel settore del commercio di autoveicoli. L’azione delle Fiamme Gialle è stata orientata alla verifica del corretto assolvimento degli obblighi delle disposizioni tributarie vigenti in materia di II.DD., di I.V.A. e IRAP, ed ha interessato il periodo compreso tra il 2012 ed il 2018. Le operazioni di controllo, scaturite da una preliminare attività di “intelligence e analisi”, sono state avviate a seguito dell’esame delle diverse banche dati in uso al Corpo: da questa analisi è emerso che la ditta controllata, a fronte di una dichiarata attività di “commercio al dettaglio di prodotti via internet”, di fatto esercitava un’attività di “commercio di autovetture". Gli elementi raccolti nel corso di una preliminare attività investigativa hanno consentito di dimostrare come il soggetto economico, in qualità di amministratore di fatto dell’impresa verificata, utilizzava una piattaforma di e-commerce per la compravendita degli autoveicoli, effettuando cessioni di mezzi usati e prestazioni di servizi riguardanti tali beni nei confronti di diversi clienti a livello nazionale, attraverso lo schermo giuridico di un’impresa solo formalmente intestata ad un familiare. All’esito dell’attività ispettiva è risultato che il soggetto verificato aveva omesso la presentazione delle prescritte dichiarazioni annuali per il periodo d’imposta dal 2012 al 2016, qualificandosi come “evasore totale”, nonché sottratto al Fisco introiti per complessivi 501.608 €, con una conseguente evasione I.V.A. di 33.923 €. A seguito di ciò i militari hanno inoltre avanzato agli Uffici Finanziari la proposta per l’eventuale adozione delle misure cautelari previste dalla normativa fiscale a titolo di garanzia dei debiti verso l’Erario.

Sicurezza dei prodotti. Sequestrati 21.600 sacchetti di plastica non conformi

La Guardia di Finanza di Cagliari nei giorni scorsi ha concluso un servizio in materia di sicurezza sui prodotti, finalizzato a riscontrare il corretto adempimento, nel territorio isolano, della normativa afferente il commercio dei sacchetti di plastica. Obiettivo: quello di verificarne la conformità alle norme vigenti in tema di biodegradabilità e compostabilità. I controlli, immediatamente attivati già dai primi giorni di questo mese, hanno riguardato quattro imprese che si occupano della distribuzione all’ ingrosso di sacchetti di plastica ed altri materiali per imballaggio, ubicate nei comuni di Cagliari, Quartu Sant’Elena, Monserrato, Uta. Le stesse sono risultate detenere, per la vendita, sacchetti di plastica non conformi alla normativa vigente prevista dal decreto legislativo 152/2006 (recante Norme in materia ambientale), in quanto privi dell’indicazione del produttore e, soprattutto, perché realizzati con plastica non biodegradabile/compostabile. Come noto, l’utilizzo dei sacchetti di plastica ha subito recentemente una significativa restrizione e l’attuale normativa si ispira ad maggiore lotta all’inquinamento ambientale, causato dall’eccessivo uso di sacchetti di plastica tradizionale, che l’Unione Europea persegue al fine di proteggere l’ambiente, favorire l’innovazione e creare nuovi posti di lavoro mediante la ricerca di nuovi materiali più compatibili con l’ambiente. I sacchetti di plastica, infatti, sono uno degli elementi più soggetti a dispersione nell’ambiente, provocando danni ingenti agli ecosistemi ed alle catene alimentari. Complessivamente le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro 21.660 sacchetti non a norma e hanno effettuato le contestazioni delle violazioni amministrative che prevedono una sanzione, per ciascun trasgressore, da 2.500 a 25.000 euro.

Borore. Disabile ferito da alcune coltellate

Non è ancora chiaro cosa sia successo. Verso le 12 di questa mattina un disabile di 63 anni è stato trovato nella sua casa di via San Giorgio ferito all'addome da alcune coltellate. Ricoverato d'urgenza presso l'ospedale di Oristano, l'uomo versa in gravi condizioni. I Carabinieri hanno avviato le indagini. Tra le ipotesi valutate, alla base dell'accaduto, quella di un tentativo di furto finito male o un atto di autolesionismo.

Salario minimo e reddito di cittadinanza versus carità e clientele. Di Maurizio Ciotola

Qualsiasi tentativo volto a non rendere più necessaria la carità o la concessione clientelare, è destinato al fallimento in un Paese ostile a laicità e legalità. Ci siamo sempre chiesti perché una società, in un determinato territorio ove condivide usi e costumi, culture ed aspirazioni, nel focalizzare una idea comune, cerca di renderla concreta istituendo una organizzazione che chiamiamo Stato. In epoche illiberali e reazionarie, ovvero tutte quelle antecedenti le grandi rivoluzioni sociali di cui l’Occidente è stato artefice e testimone, lo Stato, meglio il Regno o l’Impero, costituivano l’organizzazione attraverso la quale una classe dominante esercitava il suo potere a discapito di una popolazione priva di diritti e obbligata a servire. In questo contesto, parte del clero si è inserito affiancando tale classe egemone da cui otteneva il diritto di esercitare altrettanti abusi a discapito del popolo, concedendo in cambio indulgenze e coperture politiche, mascherate attraverso il velo religioso di cui era interprete indiscusso. A dire il vero, non sempre e non tutti in entrambe le organizzazioni, quella del regno e del clero, hanno esercitato con abusi il loro ministero, seppur in divergenza dalla maggioranza corrotta. Quando le rivoluzioni armate hanno sovvertito il potere di classi decotte e consolidate, grazie alla guida di borghesie colte e stanche di subire quel dominio da parte di una classe ignorante e supponente, quella stessa borghesia è subentrata al potere istituendo Stati, modificando il sistema politico per optare verso apparenti e moderati regimi democratici. I fatti storicamente registrati e asetticamente analizzati, mostrano una indubbia alternanza al potere e qualche conquista sociale, seppur marginale e tante volte solo ideale. Ci vorrà la prima e poi la seconda guerra mondiale, in contemporanea alla rivoluzione industriale, per mutare radicalmente consapevolezza e partecipazione alla politica nei Paesi democratici, da parte di quelle classi meno agiate per riuscire a pianificare interventi statali perequativi e produttivamente assistenziali. Fu l’avvento della socialdemocrazia nei paesi a regime capitalista in contrapposizione a quelli comunisti in cui vigeva il regime socialista. Gli Stati più o meno efficientemente, sembrarono assumere il significato proprio inscritto in quel “contratto sociale”, richiamato da Rosseau, che dovrebbe essere ricordato ancor oggi da tanti, dai più. Ma le organizzazioni sociali non presentano un unico schema attraverso cui l’agire politico determina un solo esito o esiti predeterminati. Qualsiasi scienziato sociale lo sa perfettamente, e così anche in quegli spazi politici retti da sistemi democratici o così definiti, il potere di pochi tende sempre a prevalere su quello dei tanti, soggiogandolo attraverso una egemonia, nell’accezione gramsciana del termine, ma con finalità totalmente ribaltate. La redistribuzione del reddito e l’assistenza socio-sanitaria, può avvenire attraverso il diritto riconosciuto per legge, con un accesso diretto e non mediato. Oppure, come purtroppo in molti casi e nello specifico del nostro Paese accade, tale riconoscimento od esclusione può avvenire attraverso una mediazione socio culturale, organizzativa, che costituisce un organo di potere superiore al legislatore e alla popolazione medesima, nonché in ultimo, il fautore e gestore di un sistema clientelare. Parimenti, tale esclusione, reale origine di evidenti sacche di povertà, più o meno visibili, consente la profusione caritatevole nei confronti di quegli “esclusi”, appagando nel contempo, sul piano della pietas caritatevole, quegli stessi responsabili esercitandola e che, coscientemente, ne sono causa. La gestione della povertà quanto quella del degrado sociale o dell’emarginazione è essa stessa un business, un arricchimento per i tanti, “delegati” dallo Stato ad assolvere tali funzioni, senza alcun controllo degno di esser chiamato tale. La dignità dell’essere umano, sancita internazionalmente dai diritti umani e in Italia dalla Costituzione, che attende ancora da settant’anni la sua piena applicazione, è anche strettamente legata alla capacità di accesso ai beni essenziali, in grado di render possibile la dignità del vivere. Una capacità, che ogni individuo in un sistema capitalistico acquisisce attraverso il suo reddito, più o meno capiente, ma necessariamente sufficiente. Un’incapacità o incapienza, ovvero assenza di quel reddito minimo, provocata o determinata scientemente, consente l’esistere della povertà, su cui la carità organizzata e le associazioni sociali, quanto quelle sindacali intervengono come attori del business. Uno Stato che rispetta il contratto sociale, incentrato sulla solidarietà tra i sostenitori del patto medesimo, non può e non deve consentire in alcun modo l’esistenza della povertà e dell’esclusione sociale di quella parte della popolazione. Una via perseguibile attraverso una perequazione reddituale, ovvero attraverso la riduzione della forbice di quella sperequazione da anni fuori dal controllo, non può non passare anche attraverso il riconoscimento del salario minimo e del reddito di cittadinanza. La massimizzazione dei profitti delle aziende in genere, ma soprattutto delle tante, che prima erano controllate dallo Stato e ancor oggi continuano ad operare in una sorta di monopolio mascherato, ha imposto espulsioni e riduzioni significative del personale addetto al loro ciclo produttivo, riducendo i servizi al minimo consentito, con oneri generali sempre più crescenti. Una ciclicità economica interrotta allo scopo di garantire obiettivi avulsi a qualsiasi senso di Stato democratico, genera una sperequazione, povertà e involuzione democratica. La risoluzione non sarà immediata, tanto meno semplice e altresì non potrà incarnare quei modelli sociali perseguiti nel novecento, cui oggi una classe politica ignorante e decotta vorrebbe reiterare. Prescindendo da un modello dirigista dell’economia, dovrà necessariamente tutelare gli individui, cresciuti per consapevolezza e conoscenza, investire nell’istruzione di base, ed orientarsi verso il ritorno di una nuova socialdemocrazia ispirata ai diritti umani, di cui la dignità dovrà costituire il valore supremo e universale. Maurizio Ciotola

Migranti. Continuano gli sbarchi nel Sulcis

Le coste del Sulcis si confermano uno dei punti di attracco privilegiato dai migranti provenienti dall'Africa. Nelle giornate di venerdì e sabato sono 50 quelli che hanno toccato le coste sarde. Tra loro cinque donne, una delle quali incinta, e una neonata. Nello specifico il primo sbarco si é svolto nel porto commerciale di Sant'Antioco. A bordo di due barchini i migranti sbarcati sono 12. Dopo le visite di rito sono stati trasferiti nel centro di accoglienza di Monastir. A Sant'Anna Arresi i Carabinieri, durante un controllo del territorio, si sono imbattuti in altri 14 algerini sbarcati a Porto Pino. A questi si aggiungono ulteriori 24 migranti, rintracciati in località Is Pigas.

Assemini. Sequestrati oltre 2 milioni di articoli non sicuri e contraffatti

La Guardia di Finanza di Cagliari, nell’ambito delle azioni finalizzate al contrasto della contraffazione e commercializzazione di prodotti non sicuri, hanno individuato nelle campagne di Assemini, in località Troncu Is Follas, un capannone di circa 600 mq, nella disponibilità di una società di Cagliari operante nel settore del commercio all’ingrosso, contenente oltre 2 milioni di articoli contraffatti e non sicuri. La scoperta trae le sue origini dall’analisi delle informazioni acquisite a seguito dei numerosi sequestri effettuati negli ultimi mesi, grazie ai quali si è potuto risalire ai canali di approvvigionamento di prodotti non originali e non conformi agli standard di sicurezza previsti, oggetto di commercializzazione in tutta la provincia.

Muravera. Automobilista tratto in salvo da due finanzieri

Nel pomeriggio di ieri, alle ore 17.30 circa, una pattuglia della Guardia di Finanza, Tenenza di Muravera, composta dagli Appuntati Renzo Etzi e Nicola Maricca, interveniva a Castiadas in soccorso di una persona che viaggiava a bordo di un’autovettura. L'episodio ha avuto luogo sulla Nuova SS 125, in prossimità dello svincolo di Olia Speciosa. L'automobilista in questione che precedeva un camion trasportante un generatore di corrente, era stato incaricato, quale tecnico, di installare il gruppo elettrogeno in una località allo stato isolata e le cui case sparse erano sprovviste di energia elettrica a causa delle note avverse condizioni metereologiche interessanti il sud Sardegna. In particolare, l’intervento e la prontezza dei militari consentivano di trarre in salvo il tecnico che, trovandosi all’interno dell’autovettura “in panne”, a causa delle insistenti ed abbondanti piogge che ne avevano bloccato la marcia ed iniziavano ad invadere l’abitacolo della stessa, versava in condizioni di panico. Di fatto, intimorito dalla situazione risultava non “reattivo” all’invito dei militari di abbandonare prontamente il veicolo. Nonostante la carreggiata fosse invasa da un vero e proprio torrente d’acqua di preoccupante livello, i due militari si sono avvicinati al veicolo ed hanno estratto a forza il malcapitato dall’abitacolo, traendolo in salvo.
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