Assemini. Arriva il ministro leghista Centinaio

In occasione del prossimo turno elettorale, sbarca ad Assemini Gian Marco Centinaio, ministro dell'Agricoltura, con prossima delega al Turismo. Arrivato per sostenere il candidato del centrodestra, l'esponente del governo gialloverde ha speso diverse parole su temi di grande attualità per la nostra isola quali le difficoltà del mondo agricolo, il problema dell'insularità, il turismo ecc. In questo senso ha affermato di voler sentire nei prossimi giorni il presidente della Regione "per capire le reali esigenze e fare un piano straordinario della Sardegna". In particolare, per quanto riguarda il tema del turismo, Centinaio ha dimostrato una certa apertura per verificare con attenzione, insieme al mondo dell'impresa e delle istituzioni, il ddl sull'urbanistica che prevede incrementi volumetrici nei 300 metri dal mare, sottolineando tuttavia il suo fermo no per costruzioni a ridosso del mare. Relativamente al tema della continuità il ministro ha ribadito quanto già noto, ovvero il problema del costo dei trasporti per chi decide di giungere nell'isola.

Evasione fiscale. Individuati due evasori totali che hanno occultato al fisco quasi 760.000 euro

La Guardia di Finanza della tenenza di Sanluri e di Sarroch, nell’ambito delle attività di contrasto all’evasione fiscale, ha concluso due verifiche fiscali nei confronti di due ditte individuali, con sede rispettivamente in un centro del Medio Campidano ed in uno del basso Sulcis. La prima operante nel settore del commercio di veicoli a due ruote, la seconda nel settore delle case vacanze e dei bed & breakfast. L'azione delle Fiamme Gialle è stata orientata alla verifica del corretto assolvimento degli obblighi tributari vigenti, ai fini delle imposte dirette e dell’iva. Le attivita’ ispettive condotte nei confronti della ditta operante nel Medio Campidano hanno consentito di constatare, attraverso il confronto tra la contabilita’ posseduta dal titolare e le informazioni acquisite con l’utilizzo delle banche dati, nonche’ prendendo in considerazione la svalutazione delle rimanenze di magazzino, che non risultavano essere documentate, che la stessa, nel biennio controllato, non ha osservato gli obblighi dichiarativi e di versamento dei tributi, risultando, pertanto, evasore totale. L'azione dei finanziari ha consentito di appurare la sottrazione di ricavi per quasi 593.000 € ed un’evasione i.v.a. di oltre 122.000 €. Nel caso della ditta del basso Sulcis invece, i finanzieri hanno appurato che la titolare, in violazione alla normativa regionale vigente, esercitava, in modalita’ imprenditoriale, sia la regolare attivita’ di bed & breakfast che quella abusiva di gestione, ai fini turistici, di diverse case vacanza, non richiedendo alcuna iscrizione all’ufficio iva e omettendo di istituire i libri contabili obbligatori. L’attivita’ di controllo eseguita per i periodi d’imposta dal 2013 al 2016, con l’ausilio delle indagini finanziarie, ha permesso di appurare che nell’esercizio dell’attivita’ imprenditoriale la ditta ha omesso di di presentare le dichiarazioni dei redditi e dell’iva, sottraendo al fisco ricavi per oltre €. 166.000, con una evasione di iva di quasi €. 24.000, risultando, quindi, evasore totale.

Chiusura sedi Inps regionali. Interviene il presidente del Consiglio Regionale

“Un errore che non tiene conto del disagio sociale della nostra isola”. Sono queste le parole di Gianfranco Ganau, presidente del Consiglio Regionale, che interviene in merito al piano di razionalizzazione delle sedi Inps nell'isola. "Ancora una volta lo Stato non tiene conto che le caratteristiche geografiche, storiche e sociali della nostra isola non possono essere definite all'interno di discutibili parametri nazionali. Credo che in nome della razionalizzazione e dei risparmi - ha continuato Ganau - non si possa non tener conto che la chiusura delle sedi Inps di Alghero, Ozieri e Tempio andrà a condizionare pesantemente la vita di anziani, invalidi e persone in difficoltà». Di fatto, la chiusura delle sedi Inps e la trasformazione delle agenzie territoriali del nord Sardegna in sportelli d'ascolto ad operatività ridotta, rappresentano interventi che comporterebbero di fatto la cancellazione di alcune delle sedi storiche dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. "Credo sia un errore ridurre le funzioni e l'operatività di queste agenzie – sottolinea Ganau – tenuto conto che questi uffici dislocati sul nostro territorio erogano servizi essenziali, come le pensioni per gli anziani, gli assegni di invalidità e i redditi di inclusione sociale, oltre a svolgere altre numerose utili funzioni. A questo si aggiunge una preoccupante carenza del personale – prosegue il presidente del Consiglio Regionale - dovuta ad un processo di razionalizzazione degli organici che comporta pesanti ricadute in termini di disagi e costi per i cittadini, per i lavoratori e le imprese a causa di un'ingiustificata politica di blocco delle assunzioni". A fronte di un'oggettiva carenza di risorse umane nelle sedi della provincia di Sassari – Olbia, nello specifico 156 unità a Sassari, 36 ad Olbia, 7 a Ozieri e Tempio, 6 ad Alghero, l'Istituto si trova a gestire - i dati diffusi solo relativi al 2017 - 30 mila domande per ammortizzatori sociali e NASPI e 4370 pratiche per i pagamenti relativi al REI e ad altri bonus legati ai recenti provvedimenti legislativi. "Mi associo all'appello lanciato dal presidente della commissione provinciale dell'Inps, Alberto Farina – conclude Ganau – garantendo da subito pieno sostegno anche da parte del Consiglio regionale. Lavoreremo insieme alla Giunta e allo stesso presidente Pigliaru per definire al più presto tutte le azioni utili ad evitare la chiusura delle tre sedi decentrate".

Salvini, il “condottiero” di una disastrosa guerra tra gli ultimi. Di Maurizio Ciotola

L’istituto repubblicano e democratico, che nella sua articolazione istituzionale cerca di contenere le spinte asimmetriche, di un esecutivo sorretto da forze politiche contrapposte, è in questi giorni impegnato a rimarcare i confini costituzionali di questo agire sconnesso. Se la forza centrifuga determinata dal leader della Lega, rende deforme l’operato unitario del Governo, la sponda mediatica nell’esaltare il suo agire nazionalista e reazionario, rincorre due fini, demolirlo sul piano umanistico, quanto democratico, e oscurare l’agire del movimento 5 stelle, vero obiettivo da abbattere. Sembra vi sia un patto stretto con il Pd, oramai privo di una matrice politica di sinistra, ma affarista e degenere, unitamente ai propositi di lotta finalizzati al controllo egemonico della propria area politica. Un'area per la quale il M5S ha costituito da sempre una sorta di costola alla sua sinistra, da eliminare, come da prassi abusata dal Pci ieri, in misura differente e se volete oggi avvilente, in accordo con il principio per cui, alla propria sinistra non possono esistere altre forze politiche. Diversamente, per quanto riguarda la coalizione di centro destra, di cui la Lega è parte integrante, che ha vissuto e prosperato, al pari del Pd, agendo su quella leva collaudata del sottobosco politico e burocratico in cui è innervato il malaffare, la corruzione e l’inefficienza, il Movimento 5 stelle ha costituito da sempre un pericolo reale alla ricerca di una legalità verso cui, viceversa il Pdl agendo sul piano legislativo, si è mostrato avverso. Se una forza sociale o politica non può esser abbattuta dall’esterno, alcuni strateghi insegnano che, in tal caso è meglio infiltrarsi e divenire attori dell’organizzazione politica da abbattere o indebolire. La storia ci regala innumerevoli esempi e la politica da sempre, ha esercitato questo metodo con strumenti non solo ideologici, sempre supportati da generose e illecite donazioni di denaro, che per chi cerca di raggiungere il fine, rappresentavano sempre un mezzo giustificato. Oggi è più probabile che, analoghi attori politici, non sappiano distinguere il mezzo dal fine, per evidenti volontà cognitive a cui sono anteposte quelle esplicite di lucro personale. Giungere al tavolo delle trattative blandendo la sciabola e i coltelli dietro una maschera da pirata, non pare un metodo i cui elementi riconoscibili possono condurre ad un confronto democratico libero e produttivo, piuttosto appare identificabile come un ricatto, che inevitabilmente consente l’approdo ad accordi di corto respiro. Se il problema dell’accoglimento dei profughi africani ha assunto negli anni l’evidente sproporzione, per cui il nostro Paese, naturale estensione europea nel Mediterraneo, si è dovuto prender carico di oneri in un contesto di degrado sociale ed economico già palese, questo problema non può e non deve esser affrontato agendo sulla pelle degli ultimi. su quella “merce umana” alla mercé delle organizzazioni a delinquere di stampo mafioso, di cui non si vuole distinguere origine e articolazione, ma della quale vediamo certamente gli effetti e i luoghi. Il ministro degli interni ha agito in modo irrituale in un contesto democratico, esacerbando gli animi al fine di mostrare il possibile “cadavere” dell’Aquarius, per abbattere l’opposizione di alcuni partner europei, con lo scopo di incassare il consenso dei deboli che, per natura preferiscono aggredire altri deboli, piuttosto che i loro burattinai. Questa “medaglia” cui il ministro Salvini si è voluto apporre sulla sua verde divisa, non condurrà ad una vittoria diplomatica e politica del nostro Paese sul versante europeo, quanto su quello interno, specifico per Salvini, nell’ambito dell’alleanza di centro destra. Ancora una volta i mezzi, che le massime istituzioni accreditano ad un ministro della repubblica, sembrano essere utilizzati per fini di natura personale, riconducibili alla realizzazione di una egemonia all’interno del centro destra, ovvero all’interno di una coalizione politica del Paese, senza che il Paese medesimo ne giovi. Per l’ennesima volta gli ultimi, aggrediti con il consenso degli ultimi, vengono utilizzati e sacrificati per finalità altrimenti raggiungibili attraverso un percorso diplomatico e politico di maggior efficacia, ma di modesto effetto mediatico. Le urla di Salvini captano il consenso, come riuscirono prima di lui Berlusconi e Renzi, ma nessuno di loro ha condotto e conduce politiche di ampio respiro, capaci di andare oltre se medesimi. Una politica da guitti, una reale politica populista, cui alternativamente parti della popolazione si sono innamorati e attraverso cui, hanno saputo demolire tutele e conservare privilegi, senza mai riuscire a progettare e tanto meno realizzare un futuro per il Paese. Il do ut des tra Salvini e le restanti parti politiche e affaristiche del Paese è esplicito, seppur non dichiarato, l’aver stilato un contratto politico tra le forze di Governo potrebbe apparire una tutela per i M5S, ma dobbiamo pur sempre ricordare che, qualsiasi effetto marginale, quell’effetto ultimo e in più, sul piano mediatico e dei consensi o dissensi sarà determinante nel catalizzare le opinioni finali, sul Governo medesimo. Un pericoloso gioco politico basato sull’assenza di fiducia tra gli attori di Governo, che oggi sembra estendersi alla strutturazione politica negli organi e nelle aziende controllate dallo Stato, la cui risultante non sarà certamente nulla, ma sicuramente disastrosa. Maurizio Ciotola

Cagliari. Is Mirrionis: operazione sgombero appartamenti occupati abusivamente

Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Cagliari, coordinati dal tenente Stefano Martorana, si sono attivati per lo sgombero di tre appartamenti occupati abusivamente. Il blitz, cui hanno partecipato anche i Vigili Urbani, ha riguardato tre alloggi occupati da persone già coinvolte in un'operazione dei militari risalente al maggio scorso per la quale erano scattati tre provvedimenti, uno di detenzione e due di arresti domiciliari. I tre appartamenti, occupati senza alcun titolo, verranno restituiti al Comune che poi li affiderà agli aventi diritto. Il blitz di questa mattina sdi inserisce nell'ambito delle attività di riqualificazione di tutta la zona di Is Mirrionis, ed in particolare l'area della case parcheggio in via Timavo, con l'obiettivo di riconsegnarla alla collettività.

Cagliari. Incendio coinvolge auto di Daniele Conti

Un incendio, sviluppatosi per cause ancora da chiarire intorno alle 4 di questa mattina, ha da prima coinvolto una BMW, per poi propagarsi e danneggiare anche la macchina dell'ex capitano del Cagliari. L'episodio è accaduto in via San Saturnino dove sono intervenuti i Vigili del Fuoco ed i Carabinieri della Stazione di Villanova che hanno avviato le indagini. Tra le ipotesi alla base dell'incendio, anche quella dolosa, probabilmente ai danni della Bmw. Purtroppo il fenomeno delle auto date alle fiamme non è una cosa nuova per il capoluogo sardo. Numerosi gli episodi che si sono manifestati nel corso degli ultimi anni. Non ultimo, quello che ha coinvolto il mezzo di Daniele Conti, cui si aggiunge un secondo incendio, in via Cammino Nuovo, dove ad essere coinvolta è l'auto di un professionista.

Luras. Ragazzo di 22 anni ferito da un colpo di arma da fuoco

Ancora tutta da chiarire la dinamica del ferimento di un 22 enne di Luras. Il giovane, ritrovato ferito, questa mattina, nelle campagne vicine al paese, versa in condizioni gravi. Parrebbe che il suo ferimento sarebbe stato causato da un colpo di arma da fuoco. Diverse le ipotesi al vaglio dei Carabinieri, che hanno avviato le indagini. I militari, della stazione di Luras e della compagnia di Tempio sono intervenuti a seguito dell'allarme lanciato ieri sera dai parenti del ragazzo.

Olbia. Insularità e gap infrastrutture

L'inserimento del principio di insularità in Costituzione è necessario anche per colmare il gap infrastrutturale della Sardegna. A ribadirlo sono i componenti del del comitato che sta raccogliendo le firme per l'inserimento del principio di insularità in Costituzione. A sostegno della loro posizione, si sono riuniti oggi presso il bivio di Su canale sulla nuova Sassari-Olbia. Un luogo simbolo che testimonia l'arretratezza delle infrastrutture isolane. Roberto Frongia, presidente del comitato, attacca: "siamo stanchi di ricevere dallo Stato elemosine e assistenzialismo. Chiediamo dunque che vengano misurati e compensati gli svantaggi che derivano dall'insularità. Alcuni sono facilmente intuitivi, tra i quali i ritardi delle infrastrutture materiali". Una situazione non più sostenibile, come anche testimoniato dai dati sull'indice delle infrastrutture stradali nel Meridione, raccolti dallo stesso comitato per l'insularità. Nello specifico, il dato è pari a 87.1, mentre in Sardegna è pari a 45.5. In base allo studio della Commissione Lavori pubblici della Camera, lo Stato tra il 2000 e il 2010 ha speso in media quasi 1,2 mln per chilometro quadrato, destinando all'isola solo 237.000 euro. Nel dettaglio 6.000 euro pro capite della media nazionale contro i 3.423 nell'Isola. Tra le opere viabilistiche prioritarie previste all'interno del Documento di Economia e Finanza del 2018 (Allegato Connettere l'Italia: lo stato di attuazione dei programmi per le infrastrutture di trasporto e logistico), dal costo complessivo di circa 40,4 miliardi di euro di cui circa 30,4 miliardi finanziati, "solo" 504 milioni di euro sono stati stanziati per la Sardegna.
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