Gonnosfanadiga. Bocciato l'impianto solare termodinamico

Il Consiglio dei Ministri boccia l'impianto solare termodinamico che sarebbe dovuto sorgere nelle campagne tra Gonnosfanadiga e Guspini. Non esistono i requisiti per l'approvazione e quindi la pratica viene archiviata con soddisfazione dell'associazione ecologista Gruppo d'Intervento Giuridico e del deputato di Unidos Mauro Pili, entrambi contrari a quella che è stata definita una "devastazione del territorio". Quanto determinato dal Consiglio dei Ministri "conferma che quando vi è una mobilitazione forte e decisa niente può passare sulla testa dei sardi", sottolinea Mauro Pili. Una "vittoria del buon senso, dell'ambiente e del diritto" per il Gruppo d'Intervento Giuridico.

Guspini. Infarto fatale nel cantiere edile

Inizialmente si pensava fosse caduto dall'impalcatura. In realtà stava spostando un ponteggio mobile, quando viene colto da una fitta al petto che, facendolo svenire, ha fatto sì che cadesse a terra battendo il viso sul terreno. L'operaio, originario di Samatzai è morto a causa di un infarto, all'interno di un cantiere edile a Guspini. A far scattare l'allarme i colleghi che hanno allertato i medici del 118. Purtroppo però, per l'operaio non c'è stato niente da fare.

Guspini. Il "Festival bab" tra s-volte e trasform-azioni

Dal primo settembre il "Festival bab", ”bimbi a bordo”, festival letterario dedicato ai bambini, avvia a Guspini la sua quinta edizione con un programma "non programma", di grande rilievo, intenso, cucito addosso nei tempi e nei modi ai primi fruitori di questo meraviglioso incontro-confronto tra autori e lettori, i bimbi appunto. Il tema di quest’anno è "C’era una S-volta" con un sottotitolo ancor più intrigante, "Storie e miti in trasform-azione". Tre giorni in cui gli autori-attori, attraverso laboratori, dialoghi mirati ai bimbi secondo le fasce di età, letture di storie, esposizioni grafiche e spettacoli, cercheranno di intraprendere, come ogni anno, un dialogo diretto con i bambini e non solo. Saranno i giorni in cui il linguaggio assumerà, necessariamente, la dimensione principale ed ultima adottata dai bambini a cui ci apprestiamo a “lasciare” lo scettro del governo e dell’azione in questa terra abitata. Il presidente dell’associazione InCoro, Matteo Puggioni, che organizza il Festival sotto la preziosa guida e direzione della prof.ssa Mara Durante, direttrice scientifica del Festival, ci permette di entrare nel merito di quella che costituisce la “cifra” dell’iniziativa letteraria nata nel 2012. "C’era una s-volta", appare un banale gioco di parole cucite sulla classica frase di inizio delle favole comuni e a noi note, per i bimbi, ma che in realtà vuole andare oltre la "svolta" stessa, intesa come momento temporale ben identificabile, verso una una fase di "trasform-azione" continua e inesorabile, cui le nostre azioni sono in grado di definire e attuare. non c’è più la "svolta", pare essere il vero messaggio, ma una continua e persistente trasform-azione infinita, cui le nostre azioni danno vita e tengono in vita. Ovvero le fasi temporali sembrano fluire senza un preciso inizio e una fine distinguibile, per trasformarsi in processi in cui l’agire, il moto continuo di una volontà antropomorfica, definiscono, annullando il tempo e la s-volta, sicuramente la volta, il "c’era una volta". Sembra annunciare lo sgretolamento dei miti del passato per trasformarli in esseri umani del presente, attori possibili di quei percorsi cui volontà e possibilità sono stati attribuiti ai miti del passato, forse sollevandoci da responsabilità troppo onerose e pesanti per noi adulti di oggi e bimbi di ieri. Il Festival sembra mettere a disposizione strumenti capaci di ricreare, costruire, destrutturare ciò che, in un’ottica istituzionale-conformista, è puntualmente strutturato e troppo spesso, finalizzato ad ingabbiare la potenzialità infinita dei bimbi, che gli adulti purtroppo tendono a render loro speculari. La scomposizione e trasformazione del mito, questa è la vera svolta, avviene con una complessa e scientifica organizzazione di eventi, secondo una “comunic-azione” collaudata al Festival Bab, e verso cui l’adulto ha smarrito il metro e disconosciuto l’esistenza, a volte cullandosi in essa senza più comprenderla, se non nell’intimo represso. I bimbi che ancora sentono vivo quell’intimo, senza argini, cui il sistema sociale e culturale sta incominciando ad imbrigliare, trovano qui una possibilità attraverso cui proteggersi da quella invasiva repressione prossima o in atto. E' uno sforzo immenso quello degli autori, degli attori, degli artisti, che in armonia riescono a dar vita a questo meraviglioso flusso, in cui la fantasia è centrale, focalizzando ogni loro azione in una comunicazione fruibile ai ragazzi per cui scrivono o disegnano le loro storie. In un mondo in cui l’ipocrisia della società, che dice di puntare sui giovani, ma che in realtà procrastina sine die il loro accesso al <> del presente, gli ostacoli di una simile iniziativa sembrano essere più culturali che materiali. Perché questo approccio poliedrico, polifunzionale e per certi versi dissacrante, punta alla consapevolezza generando una rottura dcon quella complessità resa fruibile dalle istituzioni, attraverso percorsi conoscitivi secondo uniformità identificabili. Siamo veramente grati all’associazione Incoro, a Matteo Puggioni suo presidente, alla direttrice scientifica Mara Durante e a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione del Festival. Grazie al "Festivalbab" vediamo sempre più bimbi a bordo, una “contaminazione” con effetti tangibili nella società, che lasciandosi “corrompere” riuscirà ad accettare ed attuare quella trasform-azione cui solo la libertà dei bambini saprà compiere". Maurizio Ciotola

Guspini. Il "Festival bab" tra s-volte e trasform-azioni

E' accaduto questa mattina nel centro gallurese poco dopo le 12.30, in prossimità dell'incrocio di viale Aldo Moro. La vittima è un ciclista sassarese, nato a Como ma da anni residente in città. In base ai primi rilievi dei Carabinieri di Arzachena, il tragico incidente sarebbe ascrivibile al mancato rispetto del semaforo rosso da parte del il ciclista. Una leggerezza costata cara in quanto proprio in quel momento spraggiungeva un'auto che non ha potuto far niente per evitarlo. Nonostante i primi soccorsi del conducente del mezzo e dei medici del 118, giunti sul posto subito dopo l'incidente, per il ciclista non c'è stato niente da fare. Il conducente dell'auto è risultato negativo all'alcoltest.
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