Fabbrica di bombe Domusnovas. Il Comitato Riconversione Rwm chiede un incontro urgente con il sindaco di Iglesias

Le notizie relative al possibile ampliamento della fabbrica di bombe nel territorio comunale di Iglesias hanno sucitato la reazione del Comitato Riconversione Rwm che, in una lettera rivolta la primo cittadino della città mineraria, richiede un incontro urgente "al fine di riesaminare la situazione creatasi e riflettere su quali strumenti si possano mettere in campo per evitare il programma di ampliamento". Un programma che, a detta del Comitato . "coinvolgerebbe ulteriormente la Città nel commercio degli armamenti verso paesi in guerra, compromettendone anche le basi morali". La richiesta di incontro, da parte del Comitato, segue la recente presa di posizione del Presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, volta a promuovere il rispetto integrale della Costituzione, salvaguardando i posti di lavoro. "Il ventilato investimento - si legge nel comunicato stampa del Comitato - non aumenterebbe la solidità del tessuto produttivo del territorio che invece risulterebbe inevitabilmente legato a scelte politiche e ad esiti bellici completamente estranei, con il continuo rischio della chiusura improvvisa del sito, più volte paventato dallo stesso management della RWM Italia Spa". Per questo motivo il Comitato si appella "all'umanità, l'entusiasmo e l'amore per la Città" del primo cittadino iglesiente affinché si possa parlare di "politiche di sviluppo dell'Iglesiente verso direzioni e prospettive di lavoro alternative, pacifiche e sostenibili, come quelle sulle quali il Comitato sta lavorando insieme a imprenditori, esperti e docenti dell'Università di Cagliari".

Iglesias. Convegno sul futuro del Sulcis - Iglesiente

Il “Comitato Riconversione Rwm per la pace ed il lavoro sostenibile” organizza per domenica 3 dicembre un convegno sul futuro del Sulcis-Iglesiente. Obiettivo principale dell'evento, quello della ricerca delle soluzioni per promuovere l'uscita del territorio dalla drammatica crisi economica e morale in cui si trova, causata da un modello di sviluppo tanto consumistico quanto competitivo e violento. Saranno coinvolte 25 organizzazioni della società civile, 14 relatori, 3 moderatori, una decina di esperti di diritto, etica, sindacato, nonviolenza attiva, imprenditorialità ecosostenibile. Nel corso di questo primo evento culturale, organizzato dal giovanissimo Comitato, si cercherà di dare delle risposte a domande precise sulle possibilità di una riconversione della struttura economica del territorio, che non si basi né sull'industria bellica locale (con le sue nefaste conseguenze in giro per il mondo e particolarmente in Yemen) né sulle grandi industrie energivore ed inquinanti che da decenni ne condizionano lo sviluppo. Altro tema portante del convegno, quello delle opportunità offerte dalla globalizzazione e dalla convivenza con gli altri Paesi extraeuropei, in cui vivono persone simili a noi, con sentimenti, desideri di sviluppo e valori da preservare, aspetti da considerare per non essere complici di chi li vuole dissanguare e lasciare senza risorse e senza speranze. E poi, il problema della disoccupazione, i valori della solidarietà umana, della responsabilità ambientale e della sostenibilità. Insomma un nutrito programma aperto alla riflessione da parte di semplici cittadini, lavoratori dell'industria e degli altri settori produttivi, politici, sindacalisti, uomini di chiesa e di partito, imprenditori e intellettuali. L'appuntamento è per le ore 09.30 presso il Centro Culturale di Via Cattaneo - Via Deledda.
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