Il master plan. Cagliari, S.Elia, la cittadinanza negata (II° e III° cap.)

II. Sonia

era già notte, nostra figlia Shara, stava dai nonni a Villasimius. Sonia sempre affascinante da perdere la testa, nuda in barca, illuminata dalla fluttuante luna, mi fece dimenticare rivoluzioni e abbandoni, tradimenti e odio. riuscii a baciare ogni millimetro del suo corpo giocando con quella bianca luce, risucchiata dalla sua pelle oramai scura. mi alzai, erano appena le sei e nel silenzio del mattino salpai con quella meravigliosa donna che, nel rendermi padre per la seconda volta, riuscì a ridar colore alle mie giornate, da troppo tempo avvolte in logiche spietate. Sonia aveva una viva memoria di Julia. ricordava il suo pancione alla maturità e il fascino di quella ragazza, invidiata dalla scuola intera. mi raccontò di aver avuto modo di conoscermi in quegli stessi anni, forse a casa di Fabrizio o Giulio, ma non ricordavo gran che. dieci anni fa la incrociai in un ristorante di Roma, grazie a una comune amicizia. una elegante fricchettona, bella e sveglia. dopo cena mi portò in Trastevere riuscendo a farmi entrare scalzo in alcuni locali, dove da anni non bazzicavo più. dormii, si fa per dire, nel suo appartamento-studio, pieno di tavole fresche o bianche, fotografie, pietre scolpite, sbozzate, accennate. ho sentito i vent’anni svaniti tra cazzate e tormenti, ho udito grida di gioia e di dolore, che liberavano la mia mente e il mio corpo dal gesso in cui lo avevo immobilizzato e all’interno del quale si era nascosto, isolandosi in apnea.

ho ripreso a respirare, senza capirne il motivo.

probabilmente perché non vi è nulla da capire, se non vivere con una forte consapevolezza.

al timone della barca, quella mattina avvertivo l’aria fresca, intensa, sferzare la pelle. quindici giorni in solitudine sul mare, per mare. quando il sole era già alto la vidi sbucare dalla coperta, semi nuda con quei neri capelli arruffati: <>

"in paradiso!" dissi senza togliergli gli occhi di dosso.

"smettila, sciocchino! da quanto è che andiamo?", "due o tre ore..."

"lo prendi un caffè?"

"veramente vorrei far colazione! oltre a governare una barca devo domare una pant... ahi! ...ehi! sono al timone, non puoi! via, via!! cicci dai che non riesc..."

a quarantotto anni un bacio non è più un contatto duale, isolato, diventa una fusione del corpo e dell’anima.

a quarantotto anni, dopo un rapporto fallito, un processo subito e una folle corsa tra “squali”, ipocriti e arrivisti, riuscire ad amare con il cuore è un vero successo. un beneficio, come lei è solito ripetermi.

"Sharetta come stai? oggi vai dalle tue amichette? e la nonna come sta? aspetta che ti passo il papy tuo..."

"ciao principessina!! quanti baci mi dai? cinque? solo? ah! volevo ben dir..."

Sonia mi strappò il telefono dalle mani: "...al tuo papy cinque! e a alla tua mamma??? due?? se ti acchiappo traditrice!!!"

"mi passi il nonno? ciao Mario. come va? va! come vuoi che vada con la tua cara figlia...., mi hai affidato una belva! è sc........mmmhhhh!"

"Papà! non ascoltare questo bugiardo farabutto!... piuttosto come sta la mamma? e Sharetta?...dai... quindici giorni passano in fretta e io non posso tornare...questo pirata mi ha sequestrato...!!!"

tra uno scherzo e l’altro, soste in splendide insenature e attracchi nei piccoli porticcioli, arrivammo a Villasimius più selvaggi dei naufraghi. Shara nel vederci al porto si lanciò sulla barca travolgendoci. la madre di Sonia, Francesca, inorridì nel vederci in quelle condizioni e non si astenne dal pronunciare una delle sue osservazioni, sentenze senza appello.

III. il Master Plan

14 settembre 2011, rientro in ufficio, l’azienda è già in attività dal 1°, Giovanna mi porta le carte per le solite firme. una lettura alle email, niente di interessante. dopo qualche minuto mi passa una telefonata del nostro avvocato: l’abbiamo spuntata sul contenzioso con il comune di Cagliari.

"Giovanna, mi cerchi “l’architetto”, per cortesia?".

due lauree, uno sprint senza paragoni, a lei di fatto affidavo la società nei momenti di pausa e di assenza.

"signor Roberto, non risponde! probabilmente è impegnato in qualche riunione, il dott. Andrea in questi giorni dovrebbe trovarsi in Giappone, Tokyo se non..."

"...ricordi bene...figuriamoci! d’accordo, richiamalo, se riesci..."

"...ho il dott. Melis in linea, in attesa, ..."

"passamelo, grazie...Paolo ciao! si, sono tornato oggi, no il cellulare era spento, lo sai, quando sono con la famiglia, voglio riuscire a staccare da tutto. non so niente, dimmi..."

Paolo Melis, un caro amico ed ex compagno di liceo, aveva l’incarico di assessore all’Urbanistica al comune di Cagliari. usava parlarmi spesso delle operazioni in gestazione in Consiglio comunale o delle

“pratiche” in corso patrocinate dallo stesso sindaco. quella mattina mi espose il “movimento” in atto, finalizzato al “recupero” dell’unica area di possibile sviluppo del comune, fronte mare: Sant’Elia.

"chi tira le fila?"

"Pes in Consiglio, Murgia in Giunta, Piras tra gli edili..."

"Piras non conta un cazzo! lo sai anche tu, per una operazione del genere..., demolizione di un quartiere popolare di 15000 abitanti... o sono i soliti “prenditori” locali o, come credo, questa volta la colata di cemento ce la portiamo da Roma o Milano..."

"Pes sta facendo affari con Congiu, e distintamente difendono Impredil su casi differenti..."

"...stanno chiudendo il cerchio nel silenzio, vedrai che, domani, il quotidiano dei cagliaritani incomincerà ad aprire altri fronti, neutrali sull’attività del Comune..."

"sig. Roberto c’è dott. Andrea in linea..."

"....scusa Paolo ti richiamo, ho Andrea in linea, se non lo acchiappo adesso...., a dopo. Andrea! dove sei?!"

"... a Toronto, per una gara, mi ci hanno spedito direttamente da Tokyo..."

"va bene! diamine, ma hai un cellulare normale ed un satellitare, li tieni sempre spenti!...anche la notte..."

"papy la notte....dormo"

"non dirmi stronzate! tu hai sempre dormito meno di me...la notte!"

"e bravo! aveva ragione la mamma a raccontarmi..."

"non rompere i coglioni, tu e la mamma! Lei se ne andata perché così ha voluto...fine".

"va bene, dai... scusa, scherzavo. è la prima volta che vengo a Toronto; è incantevole, ma troppo seria!"

"uhm...,dimmi, cosa sai dell’operazione in corso a Cagliari su S.Elia?"

"solite menate, vogliono spazzare via il quartiere popolare per realizzarne uno residenziale da urlo, ho visto il master plan nello studio di Freeman a Londra, bella operazione, ma a quanto ho capito di

popolare non vogliono neppure più sentire l’odore...d’altron..."

"d’altronde cosa??!!... dobbiamo finirla di trattare la povera gente come materiale di risulta!! ma chi ti mette in testa certe idee?? la sociologa di casa o quegli stronzetti per cui lavori?? cerca di stare con i piedi per terra..."

"dai adesso non farmi i tuoi soliti discorsi,...,era solo una boutade.... scusa, ...ma adesso ti devo lasciare,...ha suonato un collega con cui devo..">

"... piantala. a Toronto è quasi mezzanotte. paraculo vedi di finirla, buona serata..."

dopo architettura a Venezia, iniziò a lavorare in uno dei più grandi studi di Milano. lo abbiamo esageratamente viziato, ha sempre avuto tutto, troppo. ovviamente molto affetto e poche carezze, che un padre o una madre hanno il dovere di donare ai loro figli. Andrea fino ai suoi dieci anni ha vissuto tra la casa dei miei zii e quella dei nostri vicini di casa, che avevano un figlio, suo coetaneo e compagno di classe. tanta attività sportiva e un limitatissimo rapporto con i genitori, impegnati fino alla sera, tra lavoro e studio, mia moglie, lavoro e goliardate, io. quando Julia si trasferì a Milano, riuscii a vederlo una volta al mese, in qualche caso ogni due. successivamente solo per le vacanze. una settimana a natale e dieci o quindici giorni d’estate, fino ai suoi diciotto anni. successivamente molto meno, purtroppo.

"sig. Roberto c’è sua moglie al telefono..."

"grazie Giovi, vai a pranzo. ci vediamo nel pomeriggio. ... Ciao bella, dove sei?"

"in auto... passo a prenderti. andiamo a pranzo insieme a due amici di Venezia, ci aspettano al Verdi alle due"

"e Sharetta?"

"dai nonni a Villasimius, andiamo a prenderla nel pomeriggio"

"ok. e tu?"

"io cosa? Roby"

"tu come sei vestita...?"

"e dai su,..., finiscila, guarda..., i miei amici sono un po’ partic..."

"ho capito sono gay! bella mia se continuiamo così, vedrai, prima o poi, tra me e loro nasce una storia!..."

"neanche se ti vedessi riuscirei a crederti! anzi vedi di fare meno smorfie con le “scienziate“, che girano in azienda, sempre intorno..."

"ascolto le loro idee, nient’altro... alle due meno un quarto qui da me, bacio."

"Ciao Lucio, come stai?"

"bene grazie, tu Roby?"

"ça va. il sindaco, invece?>

"mah! credo bene, un poco preoccupato, come sempre, anche se il “gallo” a Roma è completamente fuori di melone..."

"beh diciamo che, dovreste mandarlo in un ospizio... e non da solo..."

"purtroppo è ben saldo sul Suo scranno... per la fortuna...di alcuni.."

"appunto. alcuni, pochi, sempre quelli, con un piede sulla sua barca e l’altro su quella di baffetto,..., a proposito, ma il nostro primo cittadino si sta guadagnando la candidatura in Senato?"

"può darsi, non vedo perché no..."

"ovviamente. diciamo che, se ci sono i numeri... mi pare siate già alla conta.."

"mah. sappiamo dalla ultime elezioni quanti sono, più o meno..."

"il collegio non doveva esser destinato a De Lussu?"

"cambio di programma, Sandro De Lussu non si è reso disponibile e allora ...non rimaneva che Eugenio..."

"uhm...bene...ma...in due mesi non riuscite a vararlo quel progetto..."

"perché?! guarda i numeri in Consiglio ci sono tutti, maggioranza, assenze dell’opposizione, a compensare i tre in disaccordo, che non verranno neppure ri-candidati alle prossime amministrative, ...come vedi..."

"qualche giornalista può sempre ricercare la sua gloria..."

"non credo...da noi..."

"...i giornali nazionali..."

"figurati, piatto ricco.....no. nessun problema, sarà un’operazione di lifting, ciclopica e meritoria, ....includiamo anche il museo...d’altronde è una splendida struttura, che si incastra a perfezione...>>

"...mah! .. sempre al completo eh!"

"vuoi salire anche tu?"

"non dire str....no grazie, stammi bene!"

una operazione senza precedenti su cui stavano per mettere le mani, due grosse imprese internazionali, un pulviscolo di piccole imprese locali, professionisti, docenti, politici.

accidenti! le due meno cinque! Sonia deve essere arrivata.

più bella che mai. un vestito la copriva senza nasconderla, con ingenua dolcezza mi donò le sue labbra, un gesto semplice, ma ogni volta diverso e intenso, forte come Lei. in auto era scattosa, leggera come ogni sua azione, posata e decisa. guidava sempre Lei. con la sua C3 decappottabile, piena di colori nel suo interno e alcuni suoi disegni all’esterno, scivolavamo per le strade della città vecchia e dissestata.

tutti lo chiamavano “il Verdi”, in realtà era “verdi”, i “verdi”, perché ristorante vegetariano e alternativo, meta di studenti e artisti, nessun politico, tanto meno imprenditore. ricordo che, quando si avviarono all’apertura, lei diede una mano disegnando alcune pareti interne e a me, ne chiese “due”, per sponsorizzarlo. di li a poco divenne una meta di pellegrinaggio cittadino. restava aperto da mezzogiorno fino alle tre, quattro, del mattino successivo, un vero laboratorio artistico e culturale. ho visto nascere alcune band, gruppi di cabaret pronti ad improvvisare. molto frequentato da scrittori, giornalisti e da qualche “maitre a pensé” nell’accurato esercizio di elucubrazioni mentali. nel breve tragitto, mi parlò dei due amici e del perché voleva che io li incontrassi. ragazzi di Padova, usciti dall’accademia delle belle arti di Venezia. conducevano un laboratorio sperimentale sull’arte figurativa, espressa con ologrammi tridimensionali, grazie all’ausilio di software innovativi.

"ciao ragazzi, benvenuti a Cagliari!"

"ciao, io sono Ennio"

"ciao,.. Renzo"

Sandro, il proprietario, ci accompagnò al tavolo, <>. mi avvicinò e compresi. il progetto di Ennio e Renzo era interessante, l’idea stava nell’allestire un laboratorio gemellato con quello di Padova e sviluppare, con la facoltà di ingegneria di Cagliari, metodi e sistemi sperimentali per la rappresentazione di opere pittoriche su ologrammi. Sonia si mostrò entusiasta. era attratta dalla interazione autore-osservatore, per cui diveniva possibile agire direttamente sugli oleogrammi in sinergia con l’osservatore. mi feci portatore dell’iniziativa nelle locali sedi istituzionali e presso gli amici, cui non sarebbe dispiaciuto finanziare l’iniziativa culturale. salutai. Sonia si trattenne con loro e io feci chiamare un taxi. Sandro, nel posare il telefono dopo la chiamata dell’auto, mi disse: <

"figurati! Sandro, una chiamata come le altre..."

"no Roby, non era una come le altre...qui in tanti sono seduti intorno a quel piatto e alcuni hanno messo a rischio molto, molto di più rispetto a quanto già hanno..."

"evidentemente pensano di riuscire almeno a quadruplicare...buon per loro...sinceramente è un buon affare...sai però cosa non va?"

"si lo so. ma ti voglio bene. per quello ti chiedo di voltare lo sguardo,..., per questa volta..."

"più che voltarmi devo diventare orbo! magari se in un’altra vita rinasco cieco, riuscirò..., ma non oggi caro Sandro! quindicimila persone si troveranno sparigliate sul territorio, senza diritti. questo è inaccettabile, sotto qualsiasi profilo. ne riparleremo nella prossima vita, orbo io e sordo tu!! ciao bello!"

con i taxi spesso percorriamo vie in un senso di marcia differente, inverso. capita di acquisire una diversa prospettiva. la visuale del contesto colta attraverso una visione invertita, rovesciata, offre l’opportunità di scoprire particolari invisibili nell’altro senso di marcia, rimossi dalla quotidiana attenzione, che più banalmente, agisce con uno sguardo programmato dei luoghi conosciuti. sono nato a Cagliari e giuro di averla percorsa in lungo e in largo, soprattutto a piedi, per quella passione che, da sempre mi ha permesso di cogliere, con fortuna, momenti e azioni dissonanti. una sorta di carpe diem fotografico, con il quale ho dato impulso al mio agire nei momenti decisivi. fui tra quelli che, quel Borgo così come fu organizzato e costruito, avrebbero voluto vederlo trasformato, radicalmente ridisegnato nei particolari. ho sostenuto interventi tesi a ridarne colore e sapore, ma non riuscivo a pensare ad un Borgo privo della sua originalità, dei suoi abitanti. è stato ed è il Borgo dei pescatori e non potevano essere espulsi, ancora una volta da un luogo, culla del loro vissuto. solo in futuro, forse e auspicabilmente, luogo di tutti. conoscevo persone che, nell’abitarlo umilmente, con grande dignità conducevano le loro giornate, mai certe. vissute con una emarginazione interiore, percepibile nel loro essere, in ogni azione. frequentai le scuole medie in cui alcune classi ospitavano ragazzi di S.Elia. li distinguevi per la loro umiltà o per l’eccessiva aggressività. comunque emarginati e, sottovoce, derisi. i politici li usavano come clientes. un grande bacino di voti cui elargire qualcosa, prima e dopo le elezioni. senza un progetto se non quello di renderli dipendenti e vincolati a quel meschino potere cui bramivano, per poi abusarne all’ombra dei loro ruoli istituzionali.

negli anni sessanta vi fu un fatto eclatante durante la visita pastorale di Paolo VI. lo stesso Pontefice volle spingersi all’interno del Borgo, ma la sua presenza fu salutata con un lancio di sassi effettuato da alcuni ragazzi. non si mostrarono entusiasti della benedizione elargita da quel regnante pro tempore, cosparso d’oro nei vestiti, troppo distanti da quelli umili del Cristo, cui si faceva interprete. umile e vero, era sicuramente il parroco di S.Elia che, ogni giorno nella sua missione quotidiana, riusciva a trattenere ancora per poco i ragazzi dall’imboccare una via senza ritorno. quello stesso parroco soccorreva, psicologicamente e talune volte, finanziariamente, gli abitanti che, malgrado tutto, erano disposti ad ascoltarlo.

"dottore siamo arrivati..."

"...Efisio, finiscila con questo dottore, quanto ti devo?"

"dieci, dottò!"

"...tieni,...,Efisio, cosa sai tu di S.Elia?"

"...dottò, è una vera schifezza! cosa vuole che sappia, pieno di ladruncoli, spacciatori, delinq..."

"si, si, va bene. lo sai, che sono solo alcuni, ai quali piace poco lavorare. conosci il Borgo,no? ricordo bene?"

"si, dottore io sono nato a S.Elia, ho vissuto lì. due miei fratelli stanno ancora lì. sono pescatori, onesti, ma è difficile anche per loro..."

"secondo te, riuscirebbero a vivere da un’altra parte in città, verso la periferia distante. dal mare e dal centro..."

"non credo dottore, i ragazzi per quanto bravi, vogliono stare lì. paridi chi scetti ingunisi si poridi biviri! almeno così dicono loro, io sono andato via senza rimpianto, ho deciso così..."

"...appunto hai deciso,..., tu hai scelto,...,ciao Efisio"

"arrivederci dottò!"

una scelta, senza essere sradicato. la sua volontà ha determinato il cambiamento, non un sopruso, non un’imposizione.

sembrava una manovra pianificata con cura, attraverso un complesso intreccio di relazioni vincolanti, la cui trama pareva sostenersi da quella osannata crescita economica. su essa si incentrava la sopravvivenza capitalista, “pro rata” a seconda della posizione occupata dal “soggetto”. chi fruiva di una rendita di posizione e chi legato a costoro, non vedeva altra scelta se non la “cooperazione”. tutti gli altri , “dipendenti”, operavano una scissione tra le finalità del proprio lavoro, per i quali erano pagati a contratto, e il lavoro in sé. prestatori d’opera privi della consapevolezza del proprio operato, cui erano stati abituati dai datori di lavoro e dai sindacati corporativi. niente di più e niente di meno di quanto era riuscito a travasare loro lo standardizzato processo istruttivo, in un reiterato esercizio cumulativo di nozioni slegate.

i cittadini cagliaritani non condividevano e non osteggiavano quest’operato. l’impianto mediatico regionale aveva acquisito un’apparente pluralità, ma di fatto aveva esclusivamente il compito di porre sotto osservazione quelle operazioni non condivise. escludendo tutte le altre parimenti illecite, ma concordate. una situazione difficile in cui anche la malavita organizzata riusciva a restar viva. una grande opportunità per il riciclaggio del denaro sporco.

in fin dei conti avrei potuto anche io cogliere l’opportunità, con una fornitura plurimilionaria di pannelli fotovoltaici e ricoprire i metri quadri resi disponibili da quella folle edificazione. l’azienda non navigava nell’oro, tutti lo sapevano. le banche stavano sempre in agguato. se solo avessi cercato di oppormi a quel disegno, il primo atto sarebbe stato la chiusura del credito. successivamente il rientro dei debiti che, fisiologici, facevano parte della normale fluttuazione di cassa e a cui non avrei potuto far fronte in tempi rapidi. soprattutto se gli stessi debitori avessero operato un “programmato” ritardo dei pagamenti. stare fermo, inerte di fronte a questa operazione, avrebbe significato uno scontro feroce con quel principio di onestà, cui la coerenza mi legava. in passate occasioni, ignorai operazioni in cui mi trovai coinvolto e tra le quali, indifferentemente, passavo attraverso, da ignavo. altri tempi, in cui il mio pensiero era un tutt’uno con quello in auge per una necessaria “governance”. in quella condivisione, accettai implicitamente le regole di amoralità, cui seguivano azioni totalmente in contrasto con qualsiasi idea di legalità. in parte e solo in parte, finalizzate alla funzionalità di una macchina efficientemente oliata, attraverso cui veniva decantato il raggiungimento di obiettivi più favorevoli per la collettività. metodi ai quali veniva associata un’aurea di necessità, se non proprio di legalità. un modello di governance illusorio, che degenerò rapidamente fino ad una totale ingovernabilità. cercai, per la mia parte, di porvi rimedio con pezze e aggiustamenti, ma nei fatti privi di alcun effetto. muovere contro questo progetto, significava mettere a rischio l’attività dell’azienda, lo stipendio di venticinque dipendenti e la sopravvivenza delle loro famiglie. fiananco l’incolumità familiare, che non potevo intendere circoscritta solo alla mia persona.

Carissimo Lettore, nel ringraziarti per la grande attenzione dedicata a questo mio fantasioso racconto, voglio precisarti che, in nessun caso i miei riferimenti sono da attribuirsi a fatti reali o a situazioni conosciute; nessuno dei fatti narrati infatti può essere ricondotto a situazioni reali, esistite o esistenti. identicamente deve intendersi per tutti i nomi utilizzati, nella individuazione dei personaggi, delle aziende o delle testate giornalistiche, che sono da considerarsi di pura fantasia. il richiamo all’Isola, al suo nome: Sardegna, nell’attribuzione di società o entità economiche, risulta necessario e imprescindibile, in quanto legati al territorio in cui si sviluppano i fatti narrati. altresì gli intrecci con avvenimenti nazionali ed internazionali, unitamente ai nomi di personaggi reali, sono inventati per collocare la narrazione in uno specifico contesto storico, senza però esserne realmente parte; ovvero i richiami, alle istituzioni e agli uomini esistiti od esistenti e da essi incarnate, per il ruolo avuto sul piano politico e istituzionale, sono da ritenersi frutto di pura fantasia e immaginazione. in ultimo, è mio dovere sottolineare che, in nessun caso l’intero manoscritto o parte di esso, può costituire una dichiarazione di accusa verso qualcuno o qualcosa, sia in modo specifico e circostanziato, che generalizzato, se non nello spazio cui ognuno di noi concede alla fantasia nell’interpretazione della realtà e viceversa.

maurizio ciotola

Emergenza Covid-19. “A rischio la tenuta sociale. Servono risorse e un reddito di dignità a burocrazia zero”

A sostenerlo è il primo cittadino di Cagliari, Paolo Truzzu. “Il Governo - attacca Truzzu - dia subito risorse ai comuni, altrimenti sarà a rischio la nostra tenuta sociale. Ho centinaia di segnalazioni di enorme disagio. Ci sono situazioni difficilmente gestibili. Siamo alla fine del mese, la quarantena dura ormai da molte settimane, la gente resta a casa e l’economia è ferma: non ci sono i soldi per pagare le bollette, gli affitti, i materiali per le lezioni a distanza, incombenze di ogni genere. So di famiglie che centellinano gli euro per fare la spesa, in una situazione di grande dignità e nel rispetto delle regole imposte dalla quarantena per prevenire i contagi, ma qui dobbiamo fare in modo che la gente più bisognosa abbia di che nutrirsi. Mi scrivono genitori che non hanno i soldi per permettere ai figli di seguire le lezioni a distanza, per compare anche la cartoleria necessaria per gli studi. C’è anche un problema di pari opportunità educative che francamente non può essere ignorato”.

La preoccupazione del sindaco é evidente. Il Comune cerca di fare la sua parte ma i rischi che tutto questo non possa bastare sono elevati.

“In questo lungo e drammatico periodo abbiamo fatto umanamente l’impossibile - sottolinea Truzzu - abbiamo messo in campo una grande organizzazione con tutti i servizi dell’Amministrazione a disposizione del cittadino. Abbiamo rinviato tasse e tributi locali, stretto accordi con diverse associazioni di volontariato laiche e legate alla Chiesa, alle associazioni di categoria, per fornire pasti gratis, fare e consegnare la spesa. Abbiamo messo a disposizione le nostre strutture dei servizi sociali per dare aiuto psicologico. Senza contare l’enorme aiuto arrivato dai cittadini comuni che si sono messi a disposizione nel dare aiuto ai più bisognosi. Ma da soli - insiste il primo cittadino - con le nostre sole forze non riusciamo. Le difficoltà sono diverse: dalle partite iva, al commercio, ai liberi professionisti, fino ai soggetti ai margini della povertà: l’appello che faccio al Governo è muoversi immediatamente. Se da un lato serve rimandare ogni scadenza, contrattando con le banche, dall’altro, senza risorse fresche, non potremo garantire i servizi essenziali che sono il Tpl, i servizi sociali,la raccolta dei rifiuti, il contrasto complessivo alla povertà. Serve, entro pochi giorni, una grande iniezione di liquidità e una sorta di assegno di dignità che può essere quantificato anche in 1.000 euro, a burocrazia zero, con un click, per tutti. Dobbiamo aiutare i nostri concittadini a superare la buriana e dobbiamo farlo insieme: Governo, regioni, comuni. Sto studiando misure emergenziali da mettere in campo per venire incontro soprattutto alle situazioni peggiori, ma da soli è impossibile farcela: occorre che il Governo si muova quanto prima”.

Cagliari. Mercati civici: un numero telefonico per richiedere il servizio a domicilio

L'Assessorato alle Attività produttive, Turismo e Sviluppo del territorio informa che per venire incontro alle esigenze di quanti, in questi giorni complicati, non possono uscire dalla propria abitazione, da sabato 28 marzo sarà attivo un numero telefonico per la prenotazione e la consegna a domicilio della spesa nei mercati civici cittadini di San Benedetto, Via Quirra, Is Bingias, Sant’Elia e Santa Chiara. Chiunque volesse fare la spesa in uno dei mercati cittadini, quindi, potrà chiamare il numero telefonico 070.677.7777 tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 13 (ma si sta lavorando per estendere il servizio) e chiedere che gli sia fornito il numero di telefono di un commerciante dei mercati che ha dato la propria disponibilità a effettuare le vendite con consegna a domicilio, ivi compreso quello del proprio fornitore di fiducia, qualora avesse aderito a questa iniziativa. La prenotazione della spesa non dovrà essere fatta al numero telefonico dedicato ma direttamente al numero del commerciante che sarà fornito dall'operatore che risponderà al telefono. Alla telefonata verrà applicata la normale tariffa praticata dall'operatore telefonico di chi chiama. L'emergenza Covid-19 che sta mettendo a dura prova tutto il sistema produttivo del Paese, ha colpito anche il tessuto commercaile cittadino. Per questo motivo il settore del commercio sta rapidamente riprogrammando le proprie abitudini passando dalla vendita diretta dei prodotti alla vendita con prenotazione da casa e consegna a domicilio delle merci. Questo sta avvenendo anche nel settore dei generi alimentari che, benché tenuti aperti dai vari decreti che si sono susseguiti, risentono enormemente del calo della clientela per effetto del dovere di ciascuno di uscire dalla propria abitazione soltanto per limitatissime ragioni e, anche i quei casi, per una sola volta nella giornata.

"E' un servizio indispensabile da parte dei mercati civici - sottolinea l'assessore alle Politiche Produttive Alessandro Sorgia - che abbiamo voluto incentivare con questa iniziativa, raggiungendo direttamente le persone presso le proprie abitazioni con prodotti freschi e di alta qualità. Sono sicuro - conclude Sorgia - che saranno tantissime le famiglie che usufruiranno di questa importante opportunità".

Cagliari. Caso Covid-19 alle Poste, le misure adottate dall'azienda

A seguito della notizia riguardante il caso della lavoratrice impiegata nella sede di via Brenta, positiva al Coronavirus, arriva la replica di Poste Italiane. L'azienda precisa infatti di aver posto in essere, nei tempi previsti e con le dovute modalità, il protocollo prescritto dalla normativa in essere. Nello specifico, la dipendente in questione é stata sottoposta alla misura cautelativa dell’isolamento, così come gli altri dipendenti che potrebbero avere avuto contatti con la stessa. L’Azienda precisa inoltre che il dipendente in questione svolgeva la propria attività lavorativa all’interno di un’area amministrativa, senza la presenza diretta di altri soggetti, separata dalle altre aree presenti all’interno della struttura di Poste Italiane sita in via Brenta. Un'area senza alcun collegamento o accesso diretto all’ufficio postale di Cagliari 15, di via Simeto dotato, già da alcuni giorni, di pannelli di plexiglass per ogni sportello aperto al pubblico. Misura adottata a tutela dei dipendenti e dei clienti dell’ufficio postale. In aggiunta ai suddetti provvedimenti, una ditta specializzata ha provveduto ad effettuare - nella giornata di giovedì 25 - la sanificazione dell’intera struttura, ivi compresi i locali dedicati agli addetti al recapito, allo smistamento della corrispondenza e, separatamente data la diversa collocazione, dell’ufficio postale di Cagliari 15, sito in via Simeto.

Cagliari. Luna Rossa dona visiere di protezione per i sanitari degli ospedali cittadini

L’Amministrazione del Comune di Cagliari ha accolto immediatamente la richiesta di alcuni operatori dell’ospedale Santissima Trinità alla ricerca di visiere di protezione che aiutassero a svolgere il lavoro in sicurezza in questo delicatissimo momento. Il sindaco Paolo Truzzu ha contattato personalmente il management di Luna Rossa Prada Pirelli verificando la possibilità che il team avesse a disposizione o potesse addirittura costruire in tempi brevissimi le visiere. Con enorme spirito di collaborazione i tecnici del team si sono messi immediatamente al lavoro. Con tutto il materiale a disposizione sono state costruite 50 visiere, che sono state consegnate agli operatori degli ospedali locali.

“Quando siamo stati interpellati dal comune per venire in supporto degli ospedali locali ci siamo subito attivati. Abbiamo realizzato in tempi record oltre 50 visiere protettive per il personale medico e sanitario, impegnato nella cura e nell’assistenza dei malati di Covid-192", così Max Sirena Team Director di Luna Rossa. Tutto il team si è reso immediatamente disponibile, dai ragazzi dello shore team che hanno realizzato le visiere, al personale degli uffici che ha curato la parte logistica - conclude Sirena - Questo vuole essere un messaggio di gratitudine, da parte nostra, verso le persone che stanno dando ogni giorno il massimo in questa sfida piena di difficoltà”.

Cagliari. Rilevato un caso di positività Covid - 19 tra i dipendenti delle Poste

A lanciare l'allarme è la sigla sindacale Slc Cgil che annuncia lo stato di agitazione dei dipendenti di Poste Italiane impegnati presso gli uffici recapito di via Brenta. Infatti è proprio lì che è stato registrato un caso di positività al Covid 19. Per il dipendente in questione è scattato il protocollo di isolamento mentre sono state attivate le procedure di sanificazione dei locali. Per questo motivo, in via precauzionale, la direzione degli uffici ha disposto la chiusura degli uffici. Intanto i rappresentanti di Slc Cgil hanno richiesto un confronto con l'azienda per chiarire come si intende affrontare la situazione.

Covid-19. Cresce la paura nelle strutture residenziali per anziani

Cresce anche in Sardegna la paura per il rischio di contagio all'interno delle strutture residenziali per anziani. Diversi sono i casi di contagio già rilevati in numerose strutture operative in diverse zone della penisola. In Sardegna il caso più eclatante é quello della Casa Serena di Sassari, cui si aggiunge anche quello riscontrato recentemente a Bitti. La paura degli operatori, degli utenti e dei familiari è palpabile, nonostante tutte le misure di sicurezza implementate, compatibilmente con la tipologia di servizio ed i mezzi a disposizione dei soggetti che lo gestiscono. Si tratta infatti di strutture caratterizzate da un basso o moderato livello assistenziale e quindi non preparate a gestire un'emergenza che richiede specifiche competenze mediche e attrezzature dedicate. Elementi ad oggi assenti, o difficilmente reperibili sul mercato, a partire dai più semplici dispositivi di protezione individuale per gli operatori. A ciò si aggiunge la mancanza di protocolli chiari ed inequivocabili sul comportamento da adottare in presenza di utenti affetti da sintomatologia influenzale e sospetta positività al Covid -19, fondamentali per il coordinamento con il resto delle parti coinvolte (servizio 118/ unità di crisi/MMG/ strutture ospedaliere). Si pensi ad esempio al caso, abbastanza frequente, della dimissione ospedaliera di un utente che debba essere nuovamente inserito in comunità. Perché non viene fatto il tampone prima di accoglierlo nuovamente all’interno della comunità anziani? Oppure il caso dell’anziano con sintomatologia influenzale e sospetto Covid 19 che già risiede presso la struttura, ma verso il quale non vengono effettuati i tamponi. Perché? Stesso discorso per gli operatori socio assistenziali impegnati nella gestione del servizio, che andrebbero sottoposti periodicamente alla prova del tampone in quanto potenziali veicolo di contagio. Insomma, una situazione di caos generale che rischia di esplodere e che richiederebbe un intervento, chiaro, deciso e soprattutto urgente da parte delle istituzioni sanitarie, chiamate a definire adeguati appositi protocolli operativi, accompagnati dalla previsione di apposite risorse economiche per dotare le strutture delle necessarie apparecchiature mediche, oltre alle competenze sanitarie del caso. E' infatti impensabile (e rischioso) che il gestore privato dei servizi in questione - le cui capacità e competenze operative sono commisurate ai requisiti normativi previsti per la tipologia di servizio in essere - possa accollarsi responsabilità e impegni economici rilevanti che esulano dal proprio ruolo (e impegni contrattuali). Sulla delicata situazione si sono espresse anche diverse associazioni di categoria, l'Anci Sardegna e alcune sigle sindacali. Il problema è ormai evidente a tutti. Ora occorre agire e, soprattutto, fare presto. Federico Cheri

Cagliari. Ulteriori misure per la prevenzione del contagio

Con propria ordinanza n. 19 del 25 marzo 2020 il sindaco Paolo Truzzu ha disposto nuove misure di contrasto per il rischio di contagio. Nello specifico:

È vietato ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dal territorio comunale, nonché all’interno del medesimo territorio, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio o residenza. Non è consentito lo spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza.

Sono vietati gli assembramenti di più di 2 persone nei luoghi pubblici. Deve comunque essere garantita la distanza di sicurezza dalle altre persone.

Ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è fatto obbligo di rimanere presso la propria residenza o domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante.

E' fatto divieto assoluto di mobilità dal proprio domicilio o residenza per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus.

Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità di cui al DPCM 11 marzo 2020, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività; tutti gli esercizi di vendita di generi alimentari, market e minimarket dovranno uniformarsi alla chiusura serale non oltre le ore 21.00. Fatte salve le farmacie e le parafarmacie, le edicole ed i tabacchini, è vietata l’apertura nella giornata di domenica di ciascuna settimana di vigenza della presente ordinanza degli esercizi commerciali di qualsiasi dimensione per la vendita di generi alimentari esentate dalla sospensione disposta con l’art. 1 del DPCM 11.3.2020, compresi gli esercizi minori interni ai centri commerciali, ferme restando le altre restrizioni relative alla vendita al dettaglio di cui all’anzidetto DPCM dell’11.3.2020.

Sono altresì sospesi tutti i mercati settimanali scoperti cittadini, sia per il settore merceologico alimentare che non alimentare. Sono chiusi i distributori automatici cosiddetti “h24” che distribuiscono bevande e alimenti confezionati compresi quelli posti nelle aree di servizio e di rifornimento carburante e con eccezione di quelli ubicati all’interno delle strutture pubbliche e private, purché abbiano esclusivo accesso dalla struttura ospitante e non siano dotate di ingressi autonomi e diretti sulla pubblica via (ad esempio non esaustivo: uffici pubblici e privati, ospedali, caserme, etc.).

Sono bloccate le slot machine e gli altri apparecchi di cui all’art. 110 del T.U.L.P.S. di cui al R.D. 18 giugno 1931 n. 773 e disattivati monitor e televisori da parte degli esercenti al fine di impedire la permanenza degli avventori per motivi di gioco all’interno dei locali. Restano aperte le edicole, le farmacie, le parafarmacie e i tabaccai. I tabacchini dovranno uniformarsi con orario di apertura non antecedente alle ore 8.00 e chiusura non successivo alle ore 18.00; è fatta eccezione per quelli dislocati nelle stazioni ferroviarie e stazioni di servizio situati lungo la rete stradale di cui all’art. 1 comma 1 lett. 2 DPCM dell’11 marzo 2020 e per le rivendite speciali, che potranno derogare anticipando il solo orario di apertura ma attuando l'orario di chiusura non successivo alle ore 18.00. Deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro ed è fatto obbligo di limitare l’accesso all’interno dei locali ad un solo componente del nucleo familiare, salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone.

Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie); sono consentiti i servizi di mensa e del catering continuativo su base contrattuale, i servizi resi nell’ambito di strutture pubbliche e private, strutture sanitarie e sociosanitarie e di sostegno alle fasce fragili della popolazione. Devono essere in ogni caso rispettate le misure previste dall’accordo Governo Parti Sociali del 14.03.2020. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e di protezione personale sia per l’attività di confezionamento che di trasporto. Sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all’interno delle stazioni ferroviarie, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante.

È vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle aree gioco ed ai giardini pubblici ed alle aree cani. E' consentito, con obbligo di esibizione, ove richiesta dalle forze dell’ordine, della documentazione comprovante il luogo di residenza, effettuare l'uscita con l'animale di compagnia per le sue necessità fisiologiche, nelle immediate vicinanze della residenza e comunque entro il raggio di 200 metri.

Sono sospese le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri. La celebrazione dei matrimoni nella casa comunale è consentita con la sola presenza degli sposi, dei testimoni e del celebrante.

Con specifico riferimento ai mercati civici cittadini, al fine di assicurare il rispetto della distanza minima fra le persone all’interno degli stessi, in aggiunta al contingentamento degli ingressi dei clienti, il quale è regolato con direttiva del dirigente del Servizio e deve essere finalizzato a un ulteriore contenimento degli accessi, dispone:

- che il dirigente del Servizio non conceda, nelle corsie, spazi per attività ulteriori rispetto a quelle attualmente autorizzate e provveda alla immediata sospensione di tutte le concessioni integrative di spazi nelle corsie;

- che per ciascun venditore possano essere contemporaneamente presenti non più di due clienti; limite ridotto a non più di un cliente nei box delle corsie centrali del mercato di San Benedetto e in quelli della piccola dipendenza;

- che all'interno di ciascun posteggio sia consentita la presenza di un solo operatore, salvo i casi in cui la presenza di un secondo operatore non sia necessaria per effettuare le consegne a domicilio.

Con specifico riferimento al Servizio Parchi e verde, si dispone che lo stesso:

- direttamente ovvero mediante le ditte appaltatrici incaricate, provveda alla chiusura al pubblico delle aree cani con segnalazione del divieto;< p/>

- provveda in città allo svolgimento delle attività di pulizia e svuotamento dei cestini portarifiuti, all'approntamento di una squadra di reperibilità e pronto intervento in materia di verde cittadino;

- proceda con le attività già programmate di igienizzazione delle pensiline del trasporto pubblico locale dell’azienda CTM e dell’arredo urbano;

- garantisca la sola custodia dei parchi cittadini e le attività tese a garantire la loro sicurezza e il benessere animale;

- garantisca la pulizia e manutenzione della zona attualmente frequentata nel Cimitero di San Michele e sospenda il servizio nei Cimiteri di Pirri e di Bonaria; - mantenga aperti al pubblico i bagni di piazza Ingrao e piazza Costituzione;

- prosegua il trattamento per la lotta al punteruolo rosso.

Con specifico riferimento ai servizi inderogabili di Stato civile, si dispone:

- che siano garantiti, con attività in presenza, i seguenti servizi essenziali e/o indifferibili inerenti le dichiarazioni di nascita e di morte e le autorizzazioni di polizia mortuaria. Tutte le prestazioni essenziali relative al Servizio Stato Civile normalmente svolte nella sede della Municipalità di Pirri saranno, da oggi, garantite nella sola sede al Palazzo Civico di Piazza De Gasperi n.2 -via Sonnino; - che siano chiusi gli Uffici di Città, compresa la Municipalità di Pirri, l’Anagrafe centrale e l’Ufficio Elettorale e che le relative attività vengono svolte in modalità telematica;

- che i cimiteri siano chiusi al pubblico, ma vengano garantiti il servizio di trasporto, ricevimento, cremazione, inumazione e tumulazione delle salme e delle ceneri;

- che in occasione delle tumulazioni l’accesso sia consentito ai parenti più stretti del defunto, esclusivamente nel rispetto delle disposizioni che fanno divieto dello svolgimento di cerimonie funebri e in osservanza delle misure di prevenzione imposte, nella misura massima di 5 persone.

Con specifico riferimento al Servizio igiene del suolo si dispone che lo stesso,

- provveda alla sanificazione, prioritariamente, delle aree prospicienti ospedali, ambulatori, centri commerciali, mercati ed ipermercati, punti vendita di generi alimentari, farmacie, parafarmacie, banche ed uffici pubblici, in conformità al Parere reso dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) del 18 marzo 2020, recante “Disinfezione degli ambienti esterni e utilizzo di disinfettanti (ipoclorito di sodio) su superfici stradali e pavimentazione urbana per la prevenzione della trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2 del 17 marzo 2020” nonché alle “Indicazioni tecniche del Consiglio del Sistema Nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (SNPA) relativamente agli aspetti ambientali della pulizia degli ambienti esterni e dell’utilizzo di disinfettanti nel quadro dell’emergenza CoViD-19 e sue evoluzioni”, approvate dal Consiglio del SNPA il 18 marzo 2020 nell’ambito dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

Sottoscrivi questo feed RSS

giweather joomla module