BANNER 300X250

Cagliari. Sella del Diavolo a rischio

In evidenza Cagliari. Sella del Diavolo a rischio
E' quanto denunciano le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra. In particolare le due associazioni - protagoniste una ventina di anni fa della realizzazione del sentiero naturalistico ed archeologico finalizzata alla riscoperta e la fruizione pubblica della Sella del Diavolo - evidenziano una situazione di pericolo per promontorio demaniale militare cagliaritano, dovuta all'apertura di nuovi sentieri, taglio della macchia mediterranea per realizzazione di nuove piste da cross, erosione progressiva, danneggiamento della vegetazione protetta. Una situazione che minaccia la Sella del Diavolo, sempre più frequentata da parte di tanti escursionisti, non sempre attenti ai valori naturalistici dell’area. Da qui la richiesta delle associazioni ecologiste per una regolamentazione non più procrastinabile. Esigenza già manifestata al Comune di Cagliari, al Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, al Ministero per i Beni e Attività Culturali e il turismo, al Servizio Tutela della Natura della Regione Autonoma della Sardegna e al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. Ad oggi - sottolineano le associazioni - non c’è stato alcun intervento concreto, nonostante la Sella del Diavolo, sulla carta, è un’area naturalistica super-tutelata.

"Il Comune di Cagliari - attaccano le associazioni ecologioste - è il soggetto titolare della gestione dei due siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e finora si è distinto per la sua ignavia". Nei prossimi giorni il GrIG – che domenica 15 novembre 2020 ha promosso una delle tante escursioni guidate per far conoscere con una semplice ed apprezzata passeggiata le bellezze e i valori della Sella del Diavolo – provvederà a una specifica istanza di chiusura al traffico ciclistico della Sella del Diavolo rivolta al Comune di Cagliari, al Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare (Ministro e Direzione generale Protezione della Natura), al Ministero per i Beni e Attività Culturali e il Turismo (Ministro, Direzione generale e Soprintendenza cagliaritana Archeologia, Belle Arti e Paesaggio), al Servizio Tutela della Natura della Regione autonoma della Sardegna e al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, coinvolgendo la Commissione Europea e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, rispettivamente per gli aspetti concernenti la violazione degli obblighi comunitari di tutela dei S.I.C. e le problematiche di ordine penalistico.

"Si tratta di un’area di grandissima importanza naturalistica, non di un circuito ciclistico - precisano le associazioni - un po’ di buon senso e di vigilanza sono d’obbligo".

Ultima modifica ilVenerdì, 20 Novembre 2020 19:14

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

giweather joomla module