Cagliari. Storia di uno sfratto ritenuto ingiusto

In evidenza Cagliari. Storia di uno sfratto ritenuto ingiusto

"Il 10 dicembre corrente subirò lo sfratto tramite Ufficiale Giudiziario dalla mia residenza, nonostante non abbia ancora avuto l'esito di un mio reclamo, depositato presso il Tribunale collegiale di Cagliari nel giugno del corrente anno e con udienza tenutasi il 10 novembre, avverso la decisione - non corretta - di un giudice del Tribunale di Cagliari, in quanto non sono stati presi in alcuna considerazione né la documentazione da me prodotta agli atti del giudizio ed attestante il mio possesso di diritto sull’immobile, nè sono stati sentiti i testimoni da me indicati a conferma di quanto da me dedotto negli atti difensivi. Ho anche presentato una certificazione medica attestante il mio precario stato di salute a causa di una depressione insorta nel mese di agosto 2019 proprio a causa delle vicissitudini del processo in questione".

E' la storia della signora Maria Rosaria Gaviano, che ci scrive per cercare di mettere in luce una vicenda che la coinvolge personalmente e che la porterà a perdere la casa in cui dimora. La controparte della sig.ra Gaviano è un signore cagliaritano con il quale nel luglio 2014 avrebbe raggiunto un accordo per la cessione della concessione demaniale sulla casa contesa in giudizio. Una casa nella quale la signora risiede dal mese di settembre 2014, a seguito della immissione nel possesso proprio da parte dello stesso imprenditore che - a quanto asserito dalla signora Gaviano - avrebbe posseduto l’immobile in questione senza alcun titolo. Di fatto - come tiene a specificare la signora - pur essendo residente nell'abitazione contesa, non vi avrebbe dimorato da diverso tempo e, in aggiunta, avrebbe ricevuto anche uno sfratto dall'Ente demaniale competente per morosità, "quindi non aveva alcun titolo per prendere accordi con altri" - sottolinea la signora Gaviano.

Da qui l'appello della stessa per evitare lo sfratto e vedersi riconosciuti i suoi diritti: "nonostante tutto, non posso avere soddisfazione per i miei diritti, non ho capacità economica per reperire un altro immobile dove vivere, non so nemmeno come e dove sistemare i miei animali e rischio seriamente di essere costretta a stare in strada pur avendo corrisposto all'imprenditore una ingente somma di denaro al fine di acquisire la concessione della casa".

Purtroppo non abbiamo avuto l'opportunità di sentire anche la controparte (e per questo motivo abbiamo omesso i suoi dati identificativi). Ad ogni modo, ogni volta che si presentano situazioni di questo tipo sarebbe utile utilizzare un pò più di buon senso per cercare di trovare delle soluzioni il meno traumatiche possibile, soprattutto quando si tratta di persone deboli e sole, in un periodo, quello natalizio, che rende il tutto ancora più amaro. Una storia triste che meriterebbe un'approfondimento. Per questo motivo, chi avesse qualcosa da aggiungere o volesse contribuire a risolvere il problema della signora Maria Rosaria è invitato a contattare la nostra redazione.

Ultima modifica ilMercoledì, 04 Dicembre 2019 15:26

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