Intervista a Francesca Zaru, candidata con la lista "Cagliari - Città d'Europa"

In evidenza Intervista a Francesca Zaru, candidata con la lista "Cagliari - Città d'Europa"

Nell’incontrare i candidati al Consiglio del Comune di Cagliari, abbiamo intervistato Francesca Zaru, socialista, quarantuno anni, ingegnere, candidata con la lista “Cagliari - Città d’Europa”, che sostiene Francesca Ghirra Sindaca.

D: Un giudizio sintetico sull’amministrazione uscente

R: "E'positivo. L’aspetto più importante è che, nell’arco degli otto anni vi è stata una continuità sull’idea di città, che nelle due legislature ha trovato modo di prender corpo, svincolata da personalismi. Forse in alcuni casi, come per le opere pubbliche, sarebbe stato necessario un iter più celere per la loro realizzazione, ma cercheremo di recuperare".

D: Ritieni Cagliari una capitale europea, sul piano culturale, turistico attrattivo?

R: "Sul piano turistico possiamo affermare di essere sulla buona strada. Il flusso dei turisti da tutto il mondo è evidente. Il richiamo che la città di Cagliari ha nel contesto europeo, di cui ho avuto modo di verificare personalmente, è grande. Sul piano culturale sono state impegnate risorse importanti. La presenza di personalità internazionali è parte di questo impegno. Per altro vi sono iniziative in corso che non hanno visto ancora il loro compimento, come nelle periferie".

D: Castello potrebbe divenire un borgo medioevale, interamente pedonalizzato, realizzando i servizi necessari per la sua vivibilità?

R: "E'stato sviluppato un ottimo piano regolatore per il centro storico. I costi di recupero sono considerevoli, questo è evidente. La riqualificazione del centro storico e di Castello in particolare, deve avvenire attraverso una condivisione, sul piano delle risorse, tra Comune e cittadini. L’incidenza dei costi sui singoli cittadini è importante, per cui ritengo sia necessario mettere a disposizione fondi, nelle forme e nei modi adeguati, per chi deve intervenire sui propri immobili. Ma non solo. Penso ad uno sportello dedicato all’assistenza dei cittadini, per quanto riguarda la complessità normativa che contraddistingue questi interventi. Bisogna riportare i giovani in centro, per una possibile idea di condivisione socioculturale con i già residenti, di età più avanzata. Agevolare la riapertura delle botteghe, magari anche attraverso un vantaggio fiscale, in una precisa formula da studiare".

D: La periferia è sempre più abbandonata a se stessa, sul piano urbanistico e dei servizi, quanto su quello dei progetti culturali

R: "Partiamo dal fatto che, purtroppo anche alcune parti del centro sembrano periferia. Sono partiti importanti progetti sociali per l periferie, altri devono prendere il via, come già è scritto sul programma politico della coalizione. Per Sant’Avendrace è previsto un piano di riqualificazione di cui è già stata avviata la progettazione a livello di fattibilità. E Sant’Avendrace è sicuramente una ricucitura importante con il centro cittadino, costituendo il naturale accesso alla città. A Sant’Elia, abbiamo un Borgo che è stato in parte riqualificato, il Villaggio dei pescatori ed il Lazzaretto, rimane certo il problema degli imponenti edifici popolari. ma questo punto dovrà essere necessariamente affrontato con determinazione e piena condivisione, ben oltre la maggioranza che scaturirà in Consiglio, per trovare una adeguata soluzione. Il rifacimento dello Stadio potrebbe dare il via a questo importante intervento, con una riqualificazione per cui rifiutiamo qualsiasi idea di gentrificazione. Un fenomeno pianificato in altre grandi città, dove si avviano le espulsioni allo scopo di riqualificare e aumentare il valore delle aree".

D: Il centro di Cagliari ha subito una gentrificazione?

R: "Non solo il centro, ma la città in generale. Cagliari è piccola, e per quanto concerne la mia esperienza da ingegnere, il valore degli immobili mantiene un alto e costante valore per l’intera area cittadina".

D: ... E nel senso per cui le abitazioni sono state sostituite da B&b e ristorazione?

R: "Non è vero, non nella totalità, almeno. In parte vi è stata la creazione di B&b e ristorazione, ma nel primo caso molti locali erano in abbandono, mentre la ristorazione è sorta, grazie ad una imprenditoria giovane, laddove erano presenti altre attività commerciali. E'invece necessario che vi siano più sportelli legati al mondo dei servizi, che in troppi casi sono stati accentrati altrove".

D: La viabilità urbana non sembra aver raggiunto un buon livello, cosa ritieni sia necessario fare?

R: "Devo dirti che personalmente io mi reco al lavoro utilizzando l’autobus o a piedi. non abito distante dal mio luogo di lavoro, ma è anche vero che l’utilizzo dei mezzi pubblici è legato ad un aspetto educativo e culturale. Indubbiamente per chi viene da fuori e prende l’auto, sarebbe necessario avere agevolazioni sul biglietto degli autobus, sicuramente per i lavoratori che attualmente sono esclusi. dobbiamo realizzare dei parcheggi di scambio, da cui è possibile avviarsi verso il centro cittadino utilizzando i servizi pubblici. Per quanto riguarda la mobilità cittadina è necessario pensare a degli autobus di minor dimensioni, elettrici e soprattutto con linee dai percorsi più brevi. Potrebbero girare anche la notte, almeno durante i week-end, anche su chiamata. del resto oggi questo sarebbe possibile grazie allo sviluppo delle “app” sugli smartphone. Anche le piste ciclabili ovviamente, ma non così come le attuali, prive di continuità. Perché non svilupparle per il collegamento tra le sedi universitarie. Tanti studenti abitano tra Is Mirrionis e San Michele, perché non devo consentire loro di raggiungere le sedi di studio, in sicurezza attraverso una pista ciclabile, utilizzando la strada e i marciapiedi, quando le dimensioni lo permettono".

D: Cagliari non è una città vivibile per i portatori di handicap

R: "Purtroppo non posso che confermare. Per ogni attraversamento pedonale deve esistere una rampetta, è una questione di civiltà prima ancora che di soddisfazione delle norme. Non si può neppure dire, non ho i fondi o non il tempo. perché un bilancio comunale deve includere, senza esitazione alcuna, questi interventi. non ci sono solo le persone disabili che usufruirebbero dell’abbattimento delle barriere, ma anche gli anziani, i genitori con i passeggini. E'vero che sono stati realizzati rifacimenti in alcune parti della città, ma non è possibile aspettare sempre questi interventi. Il comune dovrebbe dotare tutte le aree commerciali della rampetta sul marciapiede, del pulsante di chiamata per l’accesso nei locali commerciali. E sempre l’amministrazione comunale dovrebbe portare avanti una campagna in tal senso e fornire gli strumenti per l’installazione di questi importanti accessori, sostenendo l’onere. Per quanto riguarda tutto ciò che concerne l’abbattimento delle barriere in ambito privato, deve essere compiuta una semplificazione, aprendo uno sportello interamente dedicato. Questo tipo di richieste per i cittadini che affrontano già uno svantaggio, non può seguire l’iter burocratico generale, ma deve avere un canale privilegiato".

D: Chiaramente vincerete?

R: "Spero di si. Al di là della polemica sull’immondezza, su cui non è pensabile condurre una campagna elettorale, dal momento che rientra nella normale amministrazione. Ritengo invece vincente invece per l’organicità del programma della nostra coalizione, attraverso cui esprimiamo una chiara visione complessiva di città, che purtroppo dall’altra parte non vedo. Abbiamo una meta precisa e tutte le parti della coalizione dialogano fra loro per concorrere al raggiungimento di questo obiettivo".

Maurizio Ciotola

Ultima modifica ilMartedì, 11 Giugno 2019 20:23

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

giweather joomla module