Intervista a Roberto Loddo, candidato nella lista “Sinistra per Cagliari” a sostegno di Francesca Ghirra Sindaca

In evidenza Intervista a Roberto Loddo, candidato nella lista “Sinistra per Cagliari” a sostegno di Francesca Ghirra Sindaca

Roberto Loddo ha 38 anni, giornalista e direttore de "il manifesto sardo", testata on line, legata al quotidiano “il manifesto”, redattore di “Ondecorte”, portale radiofonico di informazione del terzo settore, membro dell’A.S.A.R.P. (Associazione Sarda per l’Attuazione della Riforma Psichiatrica) e Presidente della Cooperativa sociale “il giardino di Clara”. Roberto è candidato alle elezioni per il Consiglio Comunale di Cagliari con "Sinistra per Cagliari" che sostiene il candidato sindaco Francesca Ghirra.Lo abbiamo incontrato per chiedergli qual è la sua idea per Cagliari.

D: Un giudizio sintetico sull’amministrazione uscente

R: "Parto da ciò che manca e che si può e si deve ricostruire. Le politiche sociali. La relazione tra le periferie e l’eguaglianza. Questi sono aspetti su cui non si è lavorato abbastanza. Noi de “il manifestosardo” e dell’associazione A.S.A.R.P., ci siamo sempre battuti per proporre delle soluzioni. La nuova coalizione della sinistra e dei progressisti deve ripartire da qui. Potenziare i servizi sociali, non avere paura di utilizzare la parola assistenzialismo. Perché essere poveri non è una colpa. Come dice Pietro Ciarlo, nel definire l’assistenzialismo come la forma più nobile dell’eguaglianza. Nel potenziare i servizi sociali si può contribuire a ridurre il divario esistente tra la Cagliari del centro e della periferia. Tra i cittadini che vivono all’interno del benessere e quelli che ne sono esclusi, divenendo nei fatti dei “non cittadini”.

D: Possiamo già chiamare Cagliari capitale europea, sul piano culturale, turistico e attrattivo, o quali sono le azioni necessarie perché lo divenga?

R: "Nelle capitali europee gli strumenti dell’inclusione sociale funzionano. Le capitali europee sono capitali dell’accoglienza. Per costruire una capitale europea dell’accoglienza, devi potenziare i progetti Sprar (Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati), i progetti che sostengono i cittadini rifugiati, i richiedenti asilo e che sostengono le comunità degli stranieri, le comunità dei nuovi italiani, quanto dei non ancora italiani. Si deve sostenere il diritto alle culture differenti e alle religioni differenti. E'necessario risolvere il problema della moschea e quello della comunicazione tra le differenti culture. Questo è possibile grazie al potenziamento degli esistenti centri di quartiere, la cui preziosa funzione ha necessità di esser potenziata. Capitale europea lo si diventa se si aprono i porti all’accoglienza e li si chiude al transito di strumenti di morte, e alle attività militari".

D: "Gli spazi come l’ex carcere di Buoncammino, l’ex Caserma Ederle, l’ex base aeronautica di Monte Urpinu, e altri, sono inutilizzati e sembra non esservi un progetto per integrarli nel tessuto urbano

R: "Da presidente di una cooperativa di tipo “B”, che si occupa di inserimenti lavorativi per persone con svantaggio sociale, sofferenza mentale, ho sempre ritenuto che i luoghi causa di dolore e sofferenza, devono essere gestiti, governati, utilizzati dai protagonisti di quel dolore e quella sofferenza. L’ex carcere di Buoncammino, potrebbe essere utilizzato da cooperative sociali di ex detenuti ed ex tossicodipendenti. Un esempio è l’ex manicomio di Cagliari, che è stato trasformato secondo quest’ottica, in una cittadella della salute, dove con l’A.S.A.R.P. gestiamo uno spazio importante. A Cagliari sono assenti gli strumenti di partecipazione dei cittadini, per contro c’è una grande vivacità culturale, del mondo del volontariato e della solidarietà, che però non riesce a trovare luoghi e spazi, sedi adatte che invece, queste strutture potrebbero offrire".

D: Castello potrebbe divenire un borgo medioevale, interamente pedonalizzato, realizzando i servizi necessari per la sua vivibilità?

R: "Nella riqualificazione di Castello devi garantire, quello che ritengo sia l’aspetto più importante, ovvero evitare la gentrificazione, l’espulsione dei cittadini originari per lasciare spazio a B&b e ricettività varie. Un modello a cui si dovrebbe guardare è quello di Bari vecchia. Se tu arrivi nella Bari vecchia per l’ora di pranzo, trovi gli abitanti, i popolani che costituiscono l’anima del centro storico. Apparecchiano tavoli all’aperto, arrostiscono sotto i tuoi occhi. Si vive un senso di comunità e partecipazione meraviglioso. Prima degli interventi di recupero nella Bari vecchia era impossibile entrare, a causa dell’incidenza della malavita. L’intervento di riqualificazione, non incentrato sulla gentrificazione, ha consentito agli abitanti della Bari vecchia di continuare a vivere li, con modalità differenti, fino a costruirsi un reddito attraverso le attività ricettive, di cui sono gestori, con uno stupendo senso di appartenenza".

D: Cagliari città europea della cultura. Dopo la partecipazione al concorso del 2016 per l’aggiudicazione fallita, tutto si è arenato. cosa è possibile fare per raggiungere questo obiettivo?

R: "Questo è possibile se si riparte da una prospettiva orizzontale e non verticale. Quando parlo di delega “verticale” intendo il demandare a grandi organizzazioni culturali, iniziative altisonanti con cui si portano i grandi nomi. Invece è necessario che le piccole organizzazioni culturali siano riconosciute, soprattutto nelle periferie. delegando a questo compito i cittadini del luogo. Dobbiamo saper valorizzare ciò che esiste sul territorio cittadino, piuttosto che portare il grande personaggio, con un evento che non contribuisce allo sviluppo di un tessuto sul territorio. Un esempio è quello di Gianni Mascia, con la sua “scuola popolare di poesia per la pace” e con il “Festival premio Emilio Lussu che, a Is Mirrionis e per l’intera Città, continua a seminare ed intessere importanti relazioni aperte all’esterno.

D: Cagliari non è una città vivibile per i portatori di handicap

R: "Non solo. E'una città non vivibile anche per coloro che hanno uno svantaggio sociale, una sofferenza. Per chi vive un handicap, una sofferenza mentale, Cagliari ha la necessità di costruire un tessuto capace di accoglierle. Non solo in termini di abbattimento delle barriere, quanto di partecipazione politica. Come tutte le persone, coloro che vivono uno svantaggio sociale costituiscono un soggetto politico, e come tali devono essere trattate. Ad esempio, attraverso le consulte sulla disabilità, strutture che devono essere partecipate e vissute come strumenti di consultazione popolare. Ove oltre a prendere in esame elementi di vantaggio architettonico, è importante valorizzare l’aspetto dell’orientamento alla guarigione, e se irreversibile, attraverso il potenziamento di strumenti come il diritto ad una casa, ad un reddito e a un lavoro. Prerogative che possono essere anche della città, attraverso la creazione di strumenti innovativi, tra cui il potenziamento dei servizi sociali e per la persona".

D: Riuscirete a vincere?

R: "Io sono contrario alla retorica, al “dobbiamo vincere le destre”, non ho mai creduto a questi motti sterili. Ritengo che il centrosinistra a guida Pd è fallito, come sono falliti in Europa il Pse e il PPe, a causa dell’adozione nei loro programmi delle politiche dell’austerità e neoliberiste. Per questo sostengo Francesca Ghirra, in una coalizione dei progressisti e della sinistra, non a guida Pd. Conduciamo e vogliamo attuare politiche differenti, in cui sono assenti elementi di neoliberismo. Abbiamo un’attenzione particolare per le tematiche ecologiste, impersoniamo il riequilibrio dei generi, avversando qualsiasi tipo di azione sessista. siamo portatori di una visione umanitaria, dell’affermazione del rispetto dei diritti umani. Insomma dei temi che hanno da sempre contraddistinto la sinistra, quella non incline alle spinte neoliberiste".

Maurizio Ciotola

Ultima modifica ilLunedì, 10 Giugno 2019 18:21

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