Intervista a Donato Forcillo candidato al Parlamento Europeo per il M5S. Di Maurizio Ciotola

In evidenza Intervista a Donato Forcillo candidato al Parlamento Europeo per il M5S. Di Maurizio Ciotola
Abbiamo deciso di intervistare Donato Forcillo, candidato alle elezioni del Parlamento Europeo, nel collegio Sardegna-Sicilia. Per la sua giovane età, 32 anni; per i suoi curricula, due lauree in scienze economiche, con lode, dottorato di ricerca in economia politica conseguito tra le università di Cagliari e Londra, 20 borse di studio e un lavoro in una delle più grandi aziende energetiche europee. E in particolar modo per il suo piccolo capolavoro, il cosiddetto “reddito energetico”, varato durante l’incarico da Assessore al Bilancio del Comune di Porto Torres, a guida del Movimento Cinque Stelle. Accordo che ha incominciato a destare interesse al comune di Milano, alla Regione Puglia e in Commissione Europea. D) Quanto la Sardegna è distante dall’Europa? R) "Siamo isolani, stanchi di essere isolati. L’Europa tiene distante la Sardegna, l’esempio più evidente è la bocciatura della continuità territoriale. E'necessario dare giusto risalto alle peculiarità specifiche della Sardegna, in quanto Isola e minoranza etnica. E'necessario pensare una continuità territoriale che non si fermi a Roma e Milano, ma valga per l’intera Europa. Non un sistema che garantisca solo i sardi, ma chiunque. Com’è possibile altrimenti pensare ad uno sviluppo in ambito turistico se non incentiviamo i loro arrivi? Dev’essere realizzato un “ponte”, solido e duraturo, con l’Europa. Un ponte costituito ovviamente da voli aerei e rotte navali". D) Cos’è per te l’Unione Europea e perché ti sei candidato per divenirne un protagonista in termini parlamentari? R) "L’Unione Europea è un’opportunità cui non possiamo rinunciare. E'uno spazio geografico e culturale che consente la crescita dei cittadini europei. Ho vissuto a Dublino e Londra, girato per ventisette paesi europei in un contesto culturale variegato, nella piena condivisione di esperienze professionali e culturali, cui nessuno può pensare di porvi un argine, annullandole. Ma vi è un’Europa della finanza, delle lobby, dell’austerity, che non è quella pensata dai padri fondatori, in cui invece le opportunità di condivisione, crescita e di conoscenza, costituivano le basi fondanti. D) Nel 2025 ci sarà il "fase out" che determinerà l’abbandono del carbone come fonte energetica primaria. I due poli energetici dell’Isola, che utilizzano il carbone non sembrano intenzionati a convertire il ciclo di alminetazione. In che termini porterai, se eletto, queste problematiche al Parlamento Europeo? R) "Fuor di retorica, noi ci preoccupiamo principalmente dei posti di lavoro. detto ciò, E'necessario lavorare perché il fase out del 2025, non determini la chiusura delle centrali esistenti. E'evidente che il gas naturale non potrà essere l’unica fonte energetica primaria per l’Isola. Il gas è da considerare necessario nella prima fase di transizione, che ci condurrà inevitabilmente a realizzare un sistema energetico totalmente sostenuto dalle fonti rinnovabili. Questo è un obiettivo realizzabile e verso cui tenderemo". D) Cos’è il reddito energetico? R) "E'un progetto nato a Porto Torres. Attraverso un bando pubblico, una gara internazionale, è stata affidata la fornitura e la manutenzione di impianti fotovoltaici, che su richiesta, vengono installati nelle abitazioni scelte attraverso una lista di merito economico/reddituali. Le installazioni e la loro manutenzione, sono finanziate da un fondo costituito dall’amministrazione comunale. L’energia prodotta e consumata dalla famiglia che usufruisce dell’installazione, contribuisce ad un abbattimento dei costi per le loro personali esigenze energetiche. mentre l’energia prodotta in eccesso e scambiata con la rete, grazie ad un accordo tra il comune di Porto Torres e il Gse, garantisce un ricavato che viene direttamente versato all’amministrazione comunale. Con tali importi reintegriamo il fondo originario per l’installazione di ulteriori pannelli fotovoltaici. Il progetto ha destato l’attenzione della Regione Puglia e del comune di Milano, che si stanno predisponendo per adottarlo nei rispettivi ambiti di competenza". D) La Sardegna per dimensioni infrastrutturali è associabile ad un laboratorio tecnologico e sociale, di immediato riscontro reale. E ipotizzabile un impegno Europa/regione Sardegna affinché la nostra Isola diventi un laboratorio permanente? R) "Investire in Sardegna, evitare la fuga dei tanti ragazzi che dopo anni di studio, con costi sostenuti dalle nostre Scuole e Università, vanno a produrre altrove, costituisce una condizione di carattere primario. Nell’Isola esistono molteplici realtà, ma non un sistema a rete capace di renderle attive sul mercato internazionale, attraverso una necessaria condivisione. Noi per poter riuscire a far partire il progetto relativo al “reddito energetico”, abbiamo dovuto investire tempo e risorse, avviare un bando europeo, affinare procedure, che oggi restano esclusivo patrimonio del Comune di Porto Torres. Non è ammissibile che questa situazione resti tale, sul piano esperienziale e procedurale. Le scarse risorse disponibili necessitano di una messa in condivisione a rete, tra le stesse amministrazioni locali e tra queste e le istituzioni nazionali ed europee. Noi Sardi quando siamo in giro per il mondo riusciamo ad intessere solidi legami, che ci sicuramente rafforzano. Ma è anche vero che l’attrazione verso la nostra Terra è altrettanto forte, a volte irresistibile. Per questo dobbiamo creare i presupposti nell’Isola per uno sviluppo sostenibile e compatibile, attraverso cui valorizzare le professionalità costruite negli anni di studio e di lavoro, nell’Isola e in giro per il mondo. I presupposti e le potenzialità non mancano, dobbiamo dare forza e attuazione, attraverso progetti di medio e lungo termine. Questi sono i nostri intenti, il mio progetto, che sono convinto di riuscire portare a compimento". Maurizio Ciotola
Ultima modifica ilDomenica, 19 Maggio 2019 14:42

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