Un Governo perfettamente inserito nella mediocrità trentennale da cui il Paese è stato umiliato e defraudato. Di Maurizio Ciotola

In evidenza Un Governo perfettamente inserito nella mediocrità trentennale da cui il Paese è stato umiliato e defraudato. Di Maurizio Ciotola
I punti del contratto di Governo tra Lega e Movimento 5 stelle non prevedono, e del resto come potrebbero, l’imponderabile, gli eventi drammatici, i disastri naturali e quelli determinati da imperizie umane. Pochi di noi conoscono le chiose del contratto, le note a corredo del testo principale, ma visto che dal suo inizio questo governo sembra essersi attestato su un atteggiamento di matrice sensazionalista, non dissimile da quelli che lo hanno preceduto, votato alla spettacolarizzazione, ma soprattutto determinato da annunci virtuosi e sottoscrizioni deplorevoli, non riusciamo ad intravedere i termini di una svolta. La gara dei due protagonisti, in perenne campagna elettorale, non giova al Paese, né sul piano reale del fare, né tanto meno su quello delle idee da realizzare, che sembrano proiettate a separare, frantumare, aizzare una società già logora, a causa dei venticinque anni di malgoverno e continue frodi. Una frantumazione sociale, reale, cui le parole violente ed insulse dei protagonisti attuali, sembrano voler accentuare ed esacerbare. In questa mediocrità, radicata da una costanza di tre decenni, la competenza cara ai tanti si è posta al servigio prezzolato di una delinquenza politica e di quella celata nei mercati finanziari, con cui i partiti a discapito delle istituzioni, sembra abbiano stretto un patto d’acciaio. Un accordo con cui è minata e sostituita qualsiasi ragionevolezza sociale, fino a surrogare i primari diritti dell’uomo, per rispondere a bilanci mai trasparenti in cui i “tagli” finanziari vengono effettuati nei confronti dei più deboli e dei senza voce. Il 14 agosto, neppure un mese fa, una struttura imponente e centrale nella viabilità del Paese, si è sgretolata portandosi via quarantatré vite umane e determinando quasi seicento sfollati, oltre all’immobilità di aziende operanti nell’area sottostante quel ponte, il ponte Morandi sul Polcevera. Solo oggi iniziamo a leggere i primi nomi degli indagati, cui non è stato neppure espresso un avviso di garanzia, ma nel segno di una “efficienza” ed “amore” per la propria terra, una serie di soggetti ha da subito incominciato a calcare l’acceleratore per la ricostruzione di quel ponte, del simbolo costituito, non certo della viabilità nel rispetto dei cittadini e dell’ambiente. Un’efficienza scatenata da un’emergenza, ovvero ciò in cui i predatori di questo Paese sono più capaci, false e mendaci ricostruzioni su cui è distolto il controllo degli affidamenti e l’erogazione finanziaria, ove i tecnici nelle certificazioni sono chiamati ad omettere ciò che viene realizzato e su come viene effettuato. Qualcuno ritiene utile indagare come il ponte Morandi fu realizzato cinquant’anni fa e sicuramente rileverebbe irregolarità, ma pochi oggi decidono di penetrare il sistema di scambio esistente nell’ambito delle costruzioni, delle manutenzioni delle infrastrutture statali in gestione diretta o in concessione. E'stato un triste spettacolo quello cui abbiamo assistito l’altro dì, dove il Presidente della Regione Liguria, il Sindaco di Genova, l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia e l’architetto, nonché Senatore a vita, Renzo Piano, hanno voluto mostrare l’efficienza del Paese del non fare o del fare male. E'stata sconveniente la presenza dell’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia e l’incomprensibile idea di un nuovo ponte. Il ponte sul Polcevera permetteva il transito di milioni di veicoli sopra le abitazioni di tanti genovesi, rendendo invivibile il loro quotidiano, travolto da rumori in qualsiasi ora della giornata, ma soprattutto dalle tonnellate di particelle inquinanti che ammorbavano l’aria sottostante. Più di uno studio di ingegneri ed architetti ha espresso un altro tipo di idea, non un ponte ma un tunnel, capace di contribuire sostanzialmente ad una riduzione del rumore e dell’inquinamento dell’area, lasciano una sky line naturale, non più antropizzata da una bruttura in sospensione. Il Movimento Cinque Stelle a nostro dire sembra ispirarsi o forse è espressione, di quelle porzioni della democrazia cristiana e del partito comunista di matrice gesuita, verso cui certo non esprimiamo avversione, ma che è stato sempre legate ad un becero pragmatismo antitetico a qualsiasi umanesimo rivoluzionario, cui i sostenitori dello stesso movimento sembravano ispirarsi. Maurizio Ciotola
Ultima modifica ilLunedì, 10 Settembre 2018 19:03

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