La Strage di Genova. Di Maurizio Ciotola

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38 morti, 20 dispersi, 11 feriti e 600 persone evacuate, costituiscono una strage, in ogni caso. Il responsabile della strage non è il ponte Morandi o lo stesso progettista, che fece realizzare l’opera negli anni sessanta. E questi responsabili non sono ignoti. Chi esercisce una rete autostradale ha degli oneri specifici, dei compiti precisi ed è soggetto ad una sorveglianza altrettanto attenta. È evidente che, l’attenzione di chi esercisce e di chi sorveglia è venuta meno, non sappiamo se ignorata o mascherata, questo forse, lo rileveranno le indagini. Certo è che, chi esercisce una struttura adibita al transito di uomini e mezzi, la cui sicurezza per la viabilità deve essere garantita, non può certo ignorare le condizioni strutturali in cui essa grava e i necessari interventi per poterla esercire in sicurezza. Se questo non è possibile, la chiude al transito e trova altre soluzioni; in merito alle conseguenze dell’eventuale impatto per la collettività sarà l’amministrazione locale o statale a prevedere vie alternative o se forte di una sicurezza certa ed inequivocabile, imporrà la riapertura del viadotto. Questo non è avvenuto, il servizio di Autostrade per l’Italia, in merito alla porzione specifica ha continuato ad esser svolto con la relativa richiesta di pedaggi, a garanzia di una remunerazione priva di garanzia su quanto veniva venduto. Ovvero il “prodotto” offerto dalla società Autostrade non solo non era rispondente alle clausole previste, ma ha determinato una strage, evidente ed inequivocabile. Uno Stato efficiente e di diritto, perché il diritto non è solo e sempre quello degli “altri”, dei potenti, delle grandi lobby, ma anche quello dei cittadini, che questo nostro Stato sorreggono con i loro sacrifici e le loro morti, ha il compito di scioglier il rapporto contrattuale con la società che non ha offerto le garanzie richieste, con un evidente aggravio. Il diritto individuale, il principio di innocenza cui dovrà esser riconosciuto fino all’eventuale condanna, dei soggetti ritenuti responsabili di questa strage, non può e non deve fare il paio con la revoca immediata della concessione alla Società Autostrade per l’Italia, causata dal venir meno degli elementi di fiducia tra Stato e Società Autostrade garante dell’esercizio. Il tempo e i processi, quanto le commissioni d’inchiesta ministeriale e parlamentare, sapranno produrre atti, capi d’imputazione e condanne, in merito alle responsabilità penali e oggettive dei tecnici incaricati che non hanno saputo svolgere il loro lavoro. La risoluzione di un contratto di affidamento, in questo caso di una concessione, prescinde dalle responsabilità penali degli individui, che nell’esercizio della somministrazione del servizio sono incorsi. Non vi sono le condizioni fiduciarie tra Stato e la proprietà, che nel controllare la società Autostrade, non ha saputo tutelare e garantire la sicurezza su ciò che ha in affidamento, e per cui esercizio i termini fiduciari assumono un’importanza centrale. Da troppo tempo oramai assistiamo a gestioni finanziarie di apparati industriali o di servizi, cui l’avvicendarsi delle proprietà impone adeguamenti finanziari privi di piani industriali. In venticinque anni di massimizzazione degli utili, con relativa riduzione dei costi di gestione, mancati adeguamenti salariali e riduzioni degli interventi di sviluppo e manutenzione, questo nostro Paese è giunto al collasso e non in modo indolore; generando morti, il più delle volte stragi, non sempre eclatanti, riguardanti esclusivamente quella popolazione, che non partecipa ai dividendi e non ha saccheggiato il Paese, ma nel silenzio ha continuato a sorreggerlo. Se vi è una giustizia, questa non può prescindere dalle malversazioni poste in atto da tanti nell’esercizio delle loro funzioni, una strage come questa avrà i suoi colpevoli, ma nell’immediato e in assenza di fiducia verso la società che gestisce le Autostrade, lo Stato ha il dovere di impedire che vi siano altri colpevoli e soprattutto altri morti. Maurizio Ciotola
Ultima modifica ilVenerdì, 17 Agosto 2018 17:07

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