"Da le celle a le stelle". Di Maurizio Ciotola

In evidenza "Da le celle a le stelle". Di Maurizio Ciotola
Dal percorso di una studentessa della facoltà di Architettura di Cagliari, Alice Salimbeni e dalla prof.ssa Barbara Cadeddu, relatrice della sua tesi di laurea, nasce una importante iniziativa per il carcere minorile di Quartucciu, in Sardegna. Sei mesi all’interno dell’Istituto Penale minorile, nell’ambito di un progetto sviluppato dalla prof.ssa Cadeddu dell’Università di Cagliari, hanno reso possibile la nascita di questa importante iniziativa, che verterà sulla ridefinizione degli spazi all’aperto all’interno dell’istituto di pena, destinati agli stessi detenuti. Alla tesi della Salimbeni, incentrata sulla ridefinizione di questi luoghi, nella loro spazialità, seguirà l’impegno della stessa laureanda e dei suoi colleghi volontari, in cooperazione con i detenuti, per la realizzazione materiale. I laboratori disponibili nell’istituto di pena diverranno una grande fabbrica, che partorirà il materiale finito, da utilizzare nella realizzazione del progetto della Salimbeni, che insieme ai suoi colleghi di facoltà, nonché ai ragazzi del carcere, opererà per realizzarli e montarli. Dopo i sei mesi passati all’interno dell’istituto di pena con i ragazzi, il cui dialogo continuo ha permesso lo sviluppo di questo progetto, Alice e i suoi colleghi si rendono conto di aver maturato una esperienza istruttiva, culturale e conoscitiva, che non ha eguali nell’ambito del percorso istruttivo inteso in senso canonico. Una grande intuizione cui la prof.ssa Barbara Cadeddu, ha saputo rendere parte essenziale nel percorso istruttivo e di crescita dei suoi allievi. Condurli in spazi nati e pensati con l’obiettivo di escludere dalla società parti della stessa, che ospitano i rigettati per inadempimento a regole e norme, ha permesso loro di cogliere la "frattura" di quel filo continuo tra l’Umanità e l’opera costruens di cui essa si ammanta, divenendo parte. Spazi ove la sospensione con cui si pratica l’esclusione temporale dalla società, disattendono i principi di una società civile cui la nostra Costituzione impone e per i quali, diversamente e in contrasto con essi, lo Stato non dispone. Una iniziativa, che necessita di risorse economiche, da reperire su base volontaria, per cui oltre agli stessi colleghi di corso si sono resi disponibili per la loro raccolta, musicisti, artisti e cittadini. Alice è emozionata, ci trasferisce lo stato d’animo dei ragazzi detenuti. Comprende in modo significativo l’importanza della definizione degli spazi in quel luogo di costrizione. Ha ben chiaro il ruolo di recupero su cui l’architettura incide, per quelle che sono le esigenze materiali ed immateriali, in una possibile reintegrazione nella società del minore. Edumondo, la libreria di Marina Boetti in via Sulis, nell’ospitare questo primo incontro tra cittadini e promotori, guidati da Alice e dalla professoressa Cadeddu, ci ha offerto la possibilità di conoscere e contribuire materialmente allo sviluppo dell’iniziativa, dopo una bellissima performance della cantante Chiara Effe. Del progetto, "da le celle a le stelle" troviamo rilevante traccia sulla pagina facebook, ove si annunciano iniziative ed appuntamenti nelle case dei tanti cittadini disposti ad ospitare gli artisti, in serate dedicate alla raccolta dei fondi necessari alla realizzazione dell’ambizioso progetto. Il 10 dicembre alle 19:00, alla ex Manifattura Tabacchi di Cagliari, vi sarà il concerto finale: "dai diamanti non nasce niente", in cui interverranno alla sua apertura, Mark A. Crace, Chiara Effe, il Duo Faber, per seguire con “ In te unde De Faber”, con Battista Dagnino, Gerardo Ferrara e Tonino Macis. Insieme ad Alice Salimbeni, alla prof.ssa Barbara Cadeddu, ringraziamo per questa meravigliosa iniziativa, i volontari Giulia Zaini, Elisa Cocco, Elena Sanna, Martina Loi, Emanuele Demartis, Maura Serra, Martina Pinna, Raffaele Argiolas, Matteo Delussu, Ilaria Galici, Enrico Nicolotti, la grafica Beatrice Schivo e tutti coloro che renderanno possibile questo meraviglioso progetto per portare i ragazzi del carcere di Quartucciu, "da le celle alle stelle". Maurizio Ciotola
Ultima modifica ilMartedì, 05 Dicembre 2017 21:04

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