Cagliari. Più regole per la fruizione della Sella del Diavolo

In evidenza Cagliari. Più regole per la fruizione della Sella del Diavolo
A richiederlo sono le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra che denunciano una ormai massiccia fruizione pubblica dell'area da parte di tanti escursionisti più o meno attenti ai valori naturalistici dell’area. In particolare, le associazioni mettono in evidenza il caso dei tanti, troppi, ciclisti in mountain bike, spesso poco attenti agli escursionisti a piedi e, soprattutto, incuranti dei danni al fondo naturale in calcare e alla vegetazione. "Purtroppo - si legge nella nota stampa degli ecologisti - sono ormai frequenti i tagli alla macchia mediterranea per aprire nuovi percorsi. Addirittura sono state patrocinate dal Comune di Cagliari manifestazioni sportive con percorsi di centinaia di mountain bike". A sottolineare l'importanza dell'area sotto il profilo ambientale, le associazioni ricordano che la Sella del Diavolo - demanio militare – ramo Esercito e ramo Marina - è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e in parte con vincolo idrogeologico (regio decreto n. 3267/1923 e s.m.i.). In particolare sono presenti i due siti di importanza comunitaria (S.I.C.) “Torre del Poetto” (codice ITB042242) e “Monte S. Elia, Cala Mosca e Cala Fighera” (codice ITB042243) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna e la flora, ed è prevista quale riserva naturale regionale “Capo S. Elia” (legge regionale n. 31/1989 – Allegato A). A maggior tutela dell'area, l'associazione fa inoltre notare che il piano di gestione dei S.I.C. “Torre del Poetto” e “Monte S. Elia, Cala Mosca e Cala Fighera”, approvato con decreto Assessore Difesa Ambiente Regione autonoma Sardegna n. 3 dell’11 febbraio 2011 prevede, quali prescrizioni e indirizzi specifici, il divieto di apertura di nuovi sentieri e il mantenimento di quelli esistenti “solo al fine di una loro percorribilità pedonale”. In questo senso il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra hanno nuovamente chiesto (30 novembre 2017, una prima richiesta è stata effettuata il 13 febbraio 2017) al Comune di Cagliari (soggetto gestore dei S.I.C.), al Ministero dell’Ambiente (Ministro e Direzione generale Protezione della Natura), al Servizio Tutela della Natura della Regione autonoma della Sardegna e al Corpo forestale e di vigilanza ambientale l’adozione delle opportune misure di salvaguardia e difesa delle condizioni naturalistiche della Sella del Diavolo, fra cui la limitazione dell’accessibilità con mountain bike. "Si tratta di un’area di grandissima importanza naturalistica - si sottolinea nella nota stampa delle associazioni - non di un circuito ciclistico. Un po’ di buon senso e di vigilanza".
Ultima modifica ilGiovedì, 30 Novembre 2017 18:41

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