Il Pd e lo storytelling di Eugenio Scalfari. Di Maurizio Ciotola

In evidenza Il Pd e lo storytelling di Eugenio Scalfari. Di Maurizio Ciotola
Il più abile costruttore di Storytelling nell’Italia di quest’ultimo trentennio è sicuramente Eugenio Scalfari. Grandi storie il cui problema però sta sempre nell’epilogo finale della loro “narrazione”. Dal grande avvio, le “narrazioni” di Scalfari, si contorcono su se stesse e nel protrarsi di un “narrare” dispersivo, non giungono mai alla fine, almeno per mano dello stesso autore, che lascia più o meno deliberatamente agli altri la “decapitazione” finale del protagonista. Forse anche per l’ex sindaco di Firenze ed ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, finirà così, una bella storia che, aggrovigliatasi su se stessa per la insufficiente chiarezza del vero obiettivo finale, terminerà senza onori e glorie. Per altro, Scalfari è riuscito a ridare vita al suo nemico di sempre, Silvio Berlusconi, dato per finito in un’altra sua “narrazione” non conclusa, più o meno deliberatamente. Il fondatore de “La Repubblica”, forse unitamente al suo editore, ha da sempre voluto esser un protagonista della vita politica del Paese, un significativo co-produttore. Più Scalfari procederà nell’indirizzare “questa” storia già finita, più per Matteo Renzi, ancora giovane, sarà difficile riprendere un profilo politico di statura nazionale e soprattutto affidabile. Ognuno di noi, in modo più o meno evidente ha un cosiddetto “chiodo fisso”, cui alle volte neppure crediamo, ma esso in quanto ossessione, fa parte del nostro essere. Pensiamo che, attraverso lo storytelling del Partito democratico, cui in tanti si sono innamorati, seppur non più in giovane età, lo stesso Scalfari contribuisca, in quanto “narratore” di spicco e di riferimento a rendere gli attuali capitoli aggiuntivi, privi di appeal. Il Pd di oggi non sembra esser il partito dei moderati democristiani e neppure della storica area di sinistra della Dc, tanto meno un’area progressista, ma più che altro un’area liberista allo sbaraglio, come si suol dire, con poche idee e confuse. Neppure la legge elettorale, la cui forzatura è stata comunque inaccettabile, potrà garantire un futuro allo stesso partito, che ha azzerato la dialettica democratica per farla approvare. Il suo varo è stato un po‘ come rivolgere la “pistola” verso la propria tempia, dopo averla inizialmente puntata su soggetti distinti con l’intento di eliminarli. Le avvincenti storie del dott. Scalfari, in taluni casi molto belle e sicuramente sofisticate, risultano per gli stessi protagonisti che crea e di cui narra, poco comprensibili, generando così un groviglio nella storia, che tra errori di interpretazione e di attuazione, si conclude sempre in farsa, troppo spesso però con un’accezione drammatica per il Paese e per i suoi personaggi. Come si dice in Oriente, dobbiamo lasciar scorrere ciò da cui siamo attraversati, senza trattenere e lasciar che venga attratto solo ciò che è saliente, perché altrimenti con le dighe innaturali è possibile generare continui straripamenti devastanti, dai quali in pochi potranno salvarsi. Maurizio Ciotola
Ultima modifica ilMartedì, 14 Novembre 2017 21:08

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