Catalogna e franchismo spagnolo. Di Maurizio Ciotola

In evidenza Catalogna e franchismo spagnolo. Di Maurizio Ciotola
Giudicare la scelta indipendentista del popolo catalano, che cerca di andare oltre il regno spagnolo non è argomento cui noi oggi intendiamo addentrarci, un po’ per incompetenza e un po’ per il rispetto della scelta del popolo catalano. Certo è che una scelta vi è stata, inequivocabilmente, accompagnata e seguita dalla discesa in piazza, per le vie, per le calle de Barcelona, senza un approccio violento da parte dei manifestanti, i quali forti della propria ragione non hanno temuto la violenza opposta dal potere dominante di Madrid. Abbiamo assistito tutti, inermi e inerti, alla violenza con cui la Guardia Civil ha agito, per chiara volontà del regnante, del parlamento spagnolo e di un governo per niente incline al dialogo e capace di comprendere la realtà mutata del regno, che vuole ostinarsi a governare con l’impiego della violenza, da cui forse la giovane democrazia spagnola, non si è ancora affrancata. In una Europa in cui è tenuta ai margini la Turchia, per incompatibilità democratiche, la cui violenza contro il dissenso non pare dissimile da quella esercitata in questi giorni in Catalogna, il silenzio delle istituzioni proprie dell’UE e quelle dei Paesi membri, è stato devastante, umiliante, violento. Se la Catalogna diverrà una repubblica indipendente o resterà vincolata in quanto “unità” autonoma del regno di Spagna, questo lo dirà il tempo; certo è che non il referendum per l’indipendenza ha minato le già deboli basi dell’Ue, quanto l’ennesima assenza di posizione politica in merito ad un fatto, in cui la libertà è stata soppressa con violenza. L’ombra del franchismo nelle istituzioni, la presenza della casa regnante, che di Franco è stata complice e del franchismo è stata parte, unitamente ad una costituzione incapace di riconoscere le ragioni di un popolo, quello catalano, per cui vengono messi sotto accusa i suoi democratici rappresentanti, non costituiscono elementi condivisibili in un contesto democratico e liberale cui è ancorata l’idea dell’Ue e i suoi regolamenti. Non un processo fatto su basi costituzionali così compromesse come quelle spagnole, potrà esser soggetto Puigdemont e gli altri rappresentanti della Catalogna, quanto un confronto in un contesto europeo in cui gli stessi rappresentanti catalani e le istituzioni spagnole dovranno trovare un accordo democratico, capace di emendare la Spagna dal fascismo franchista di cui ancora avvertiamo l’eco. Maurizio Ciotola
Ultima modifica ilGiovedì, 02 Novembre 2017 20:03

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