Non accadrà nulla. Di Maurizio Ciotola

In evidenza Non accadrà nulla. Di Maurizio Ciotola
Non è accaduto niente quando, anche di fronte alle proteste, hanno modificato l’età pensionabile, portandola più o meno indiscriminatamente, per gli uomini e per le donne, alla soglia dei settant’anni di età. Non è accaduto niente quando, in un susseguirsi di governi a maggioranze differenti, si è smantellato un welfare, che si sorregge in parte e solo, per i lavoratori i cui contratti collettivi presentano un maggior potere di contrattazione, o per coloro che hanno un lavoro autonomo e la possibilità di dirottare una parte del reddito verso le assicurazioni e provvedere con onerose integrazioni. Non è accaduto nulla nel momento in cui le aliquote fiscali, in virtù della moltiplicazione degli enti a cui versare i tributi, Stato/Regione/Comune, la loro sommatoria ha sovrastato, quasi raddoppiato, il prelievo fiscale complessivo. Cosa è accaduto quando hanno cancellato dallo statuto dei lavoratori l’art. 18? Nulla, niente che potesse indurre il legislatore ad un ripensamento. Nulla è accaduto dopo che, le banche rese fallimentari da incompetenti e farabutti, sono state salvate con ingenti quantitativi di denaro, resi disponibili dallo Stato, grazie al prelievo predatorio attuato sui suoi contribuenti. Nulla accade dopo che vengono condannati responsabili della p.a. o delle istituzioni, nelle istituzioni, delle società partecipate dallo stato, di quelle che determinano disastri ambientali e morti sul lavoro. Niente avviene dopo che, con cadenza ininterrotta alcuni servizi giornalistici, sottopongono all’opinione pubblica i misfatti di una parte della classe dirigente, che è tesa a proteggersi e reiterare se stessa ad oltranza, indifferentemente da quanto viene denunciato, perché appunto, sanno che nulla accade. Nulla rimuove la maleducazione sconcertante, che si espande per divenire abitudine e consuetudine tra la gente, di ogni età e istruzione e niente vien fatto per arginarla e superarla. Niente è accaduto dopo venticinque anni di pieno conflitto di interessi, di un premier politico e le sue aziende televisive, editoriali, assicurative, bancarie. Nulla pare accada con la disoccupazione a due cifre e la fuga dei giovani dal Paese, quegli stessi giovani in cui investiamo per poi esser indifferenti alle loro capacità conseguite, pur di garantire la filiazione di un nepotismo con pochi eguali sul pianeta. Niente si muove e nessuno avvia una risoluzione per una delle massime incompiute e freno per l’economia, di cui la burocrazia costituisce l’ostacolo primario, nonché una funzione ideale per le organizzazioni malavitose, poco avvezze alla trasparenza. Niente sembra smuovere il cittadino medio di fronte alle incompiute o agli sprechi, agli scandali, cui la responsabilità evidente è di una classe politica priva di progettualità. Niente accade quando vengono sottratte al Paese le proprietà dei “gioielli” imprenditoriali, che concorrono nel mondo con soggetti economici di immani dimensioni, veicolando ovunque l’italianità. Nulla accade quando l’amministrazione comunale applica le aliquote massime per i tributi dovuti dal cittadino, in una evidente carenza di servizi e degrado architettonico, di cui un’insondabile bilancio comunale non vuole chiarire l’inefficienza palese, derivante dal rapporto tra contributi versati e servizi offerti. Nulla pare accadrà dopo che sarà approvata la nuova legge elettorale finalizzata al mantenimento di una classe politica, da cui gran parte della popolazione è stata portata alla fame. Nulla accadrà dopo la rimozione del governatore della Banca d’Italia, che ha reso esplicite le responsabilità dei banchieri e degli istituiti preposti ad agire dopo le sue segnalazioni, onde evitare la bancarotta delle stesse banche, poi salvate con i soldi dei contribuenti. Nulla accadrà dopo che in questo pavido Consiglio regionale, solo figuratamente in molti si sono stracciate le vesti di fronte ad una riforma sanitaria squilibrata e nei fatti incoerente con le problematiche di una territorialità devastata dall’assenza delle infrastrutture. Niente accade se scopriamo attraverso una commissione di inchiesta parlamentare, che lo Stato italiano nel richiedere un servizio militare inidoneo a qualsiasi prassi e regola, devastando la sicurezza e la salute dei suoi “figli”, nega e non riconosce agli stessi, questa sua mancanza di fronte alle loro invalidità o peggio ancora, alle loro morti. Nulla accade quando i giornalisti nell’espletare il loro mestiere, che non è quello del dattilografo, denunciano fatti e tentativi messi in atto dalle istituzioni, per mano dei loro attori politici a danno della collettività. Nulla accadrà quando verranno a prenderci per condurci in uno spazio privo di libertà e capacità di azione, perché saremo rimasti soli, inerti, di fronte alle già avvenute demolizioni sociali ed economiche, culturali, che hanno coinvolto gli altri e preceduto la nostra. Maurizio Ciotola
Ultima modifica ilDomenica, 22 Ottobre 2017 20:51

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