Macomer. Comitato contro apertura Centro di Permanenza e Rimpatrio di migranti

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La decisione di di aprire il Centro di permanenza e rimpatrio (Cpr) a Macomer, non piace a diverse persone. Per dare voce a tutti quelli che non sono d'accordo con quanto stabilito durante il recente vertice in Prefettura a Cagliari, è nato un comitato contro la struttura che sorgerà nell'ex carcere. A farne parte, un gruppo di cittadini indipendenti, supportati da Destra sociale Sardegna, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Movimento Cristiano Forza Popolare, Riformatori Sardi e Movimento Zona Franca. Alla base della contrarietà al Cpr, motivi legati sostanzialmente alla sicurezza del centro del Marghine. "Una ennesima scelta scellerata per la sicurezza della nostra città - sottineano i rappresentanti del comitato. Un sindaco diligente e rispettoso della sua comunità mai avrebbe sottoscritto accordi vincolanti per il nostro territorio a poco più di sei mesi dalla scadenza del proprio mandato, vincolando così il suo successore e la comunità a fare i conti con una bomba sociale che potrebbe creare gravissimi problemi in tema di sicurezza". Il comitato insite, affermando che "se il sindaco avesse optato per un referendum consultivo, avrebbe capito che la cittadinanza non desidera il Cpr. La vecchia casa circondariale di Bonu Trau non è adatta ad ospitare, per esempio, i clandestini algerini in attesa di rimpatrio, motivo per cui il primo cittadino ha annunciato importanti lavori di adeguamento per 2,5 milioni di euro. Macomer". Timori sono stati espressi anche per il rischio di evasione e libera circolazione per le strade dei migranti, con tutte le conseguenze del caso.
Ultima modifica ilGiovedì, 19 Ottobre 2017 20:49

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