Le testate nucleari non sono un deterrente, ma una minaccia per l’umanità. Di Maurizio Ciotola

In evidenza Le testate nucleari non sono un deterrente, ma una minaccia per l’umanità. Di Maurizio Ciotola
Kim Jong-un è l’ennesimo dittatore tenuto in “vita” dai giocatori dello scacchiere internazionale, verso cui si è rivoltato nel momento in cui le stesse superpotenze hanno tolto lui il sostegno indiscusso. Ovvero nella rivisitazione geopolitica in corso, Kim, in quanto appartenete ad una dinastia e corpo reazionario cogente, non è più confacente al disegno pianificato, per Stati Uniti e Cina. La Corea del Nord si trova, similmente, di fronte a quelle che sono state le azioni avviate nel nord Africa, con la rimozione dei dittatori non più allineati, e a quanto è accaduto nel medio oriente a partire da Saddam Hussein e sta accadendo in Siria per Bashar al-Assad. In questa "richiesta" di abdicazione la differenza sta nella detenzione da parte della stessa Corea del Nord, di testate nucleari in grado di raggiungere gli Stati Uniti ed eventuali altri paesi circostanti e vicini. Kim, di fronte ad una eventualità di intervento del “gendarme mondiale”, non rinuncerebbe all’utilizzo dell’unico strumento attraverso il quale potrebbe comunque determinare la morte di alcuni milioni di americani sul suolo statunitense. E'uno scenario che abbiamo già visto in passato, di cui l’esempio più conosciuto fu il posizionamento delle testate nucleari sovietiche a Cuba. Con la differenza sostanziale che, il confronto diretto della minaccia nucleare in quel contesto è sempre avvenuta tra le uniche due superpotenze, in cui esercitavano un loro peso non solo i guerrafondai o i folli invasati. La Cina sta cercando di operare nel contesto coreano, per riuscire a disarmare il “grilletto” carico su cui preme il dito un Kim Jong-un, che intende "vendere cara la pelle". La contrattazione tra Cina e Corea del Nord è una trattativa diretta tra Cina e il dittatore coreano, che non è disposto a cedere il passo, ovvero fuoriuscire dal suo ruolo per rendere possibile l’accordo tra Cina e Usa sulla sua rimozione, nell’indifferenza russa. Una rimozione che non pregiudicherebbe l’esistenza della Corea del Nord e non avvierebbe una eventuale unione con quella del Sud, almeno nel breve e nel medio termine. Altresì sarebbe funzionale all’indebolimento del controllo russo su Pyongyang o più verosimilmente conforme ad uno scambio subito da Mosca, sull’opzione di controllo sulla Siria e Corea del Nord. Certo è che Kim Jong-un è solo, con tutto ciò che questo isolamento può comportare sul piano della pericolosità di una reazione convulsa e non auspicabile. Un contesto che fa riemergere alla cronaca la pericolosità degli armamenti nucleari, sul loro indiscusso carico devastante che sarebbe oggi, ma lo era già ieri, in grado di annientare la vita umana sulla Terra. Dobbiamo trarre da questi eventi la spinta e l’energia per riuscire a far mettere al bando, sul piano internazionale, l’utilizzo e il possesso delle armi nucleari, quali vero male assoluto per l’umanità. Maurizio Ciotola
Ultima modifica ilMartedì, 18 Aprile 2017 07:56

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