Il problema dell'Italia... secondo gli olandesi

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Da giorni nel nostro Paese imperversa la polemica sull'atteggiamento mostrato da alcune nazioni europee (i cosiddetti falchi) verso le richieste di aiuto alla UE, provenienti da diversi stati membri, Italia in primis. Un dibattito che attraverso i vari social viene seguito con interesse anche dall'estero. Soprattutto in Olanda, Paese "falco", che più degli altri ha mostrato un comportamento molto rigido verso le proposte avanzate dal Governo Italiano.

Al di là dei ragionamenti più superficiali e scontati, i sudditi della casa reale, ora guidata dal Re Willem-Alexander van Oranje-Nassau, si producono in vere e proprie analisi economiche e sociali, cercando di individuare i veri problemi che attanagliano il Bel Paese. Interessante, a questo proposito, l'analisi effettuata da Han de Jong, ex Chief Econimist del colosso finanziario ABN Amro, ora attivo nella produzione di analisi economiche e finanziarie, attraverso il sito "Crystalcleareconomics.nl".

Secondo de Jong il vero problema dell'Italia non è l'elevato debito pubblico, che ha raggiunto il 135% del Pil, bensì la negativa crescita economica del Paese. Nell'argomentare questa tesi, si addentra in un difficle paragone tra la situazione olandese e quella italiana. Nel 2019 - si legge nella sua analisi - l'economia olandese è cresciuta di oltre il 15% rispetto al 2010. Quella italiana solo del 2%. Una differenza ascrivibile (sempre secondo De Jong) solo in parte alle differenze demografiche tra i due Paesi, ma che in realtà va attribuita al fatto che l'Italia non ha mostrato alcuna dinamica di crescita e non certo a causa della politica fiscale. In particolare - sottolinea De Jong - il debito pubblico italiano è passato dal 119% del PIL nel 2010 al 135% nel 2019. Se l'economia dell'Italia fosse cresciuta allo stesso ritmo di quella olandese - sostiene l'economista - il rapporto debito/PIL italiano sarebbe rimasto stabile. Da qui la conclusione: il problema dell'Italia non sono le finanze pubbliche, ma la mancanza di crescita economica. Per questo motivo, la ricetta proposta dall'ex-ABN Amro è quella di concentrare l'attenzione su politiche in grado di promuovere le dinamiche di crescita, condizione fondamentale per evitare una vera e propria debacle dal punto di vista economico, finanziario e politico.

Le reazioni all'analisi di De Jong, provenienti da alcuni suoi connazionali, sono diverse e di varia natura. Molte di queste, ancora una volta, incentrate sull'antipatico paragone tra chi rispetta le regole (l'Olanda) e chi no (l'Italia). Alcuni puntano su argomenti triti e ritriti, sostenendo che il vero problema della crescita economica italiana - diversamente da quanto accade nei Paesi Bassi - è da ricercare nell'assenza di stimoli da parte delle relazioni sociali, nell'evidente fenomeno dell'economia sommersa e nella dilagante corruzione. Altra criticità emersa nel dibattito, la differenza tra un sistema legale che funziona bene (in Olanda) e uno afflitto da diverse lacune (in Italia).

A parte le divergenti opinioni personali, possiamo essere d'accordo sul fatto che il nostro Paese non cresca. Ma il paragone tra Olanda e Italia è un filino azzardato, viste le enormi differenze tra le due nazioni. Basterebbe prendere in considerazione le diverse situazioni demografiche. E' evidente che una nazione con 60 milioni di abitanti presenti difficoltà maggiori per chi governa, rispetto ad una realtà (quella dei Paesi Bassi) che conta poco più di 17 milioni di abitanti. A ciò bisognerebbe aggiungere anche le diverse vicende storiche, culturali e sociali che hanno attraversato la storia dei due Paesi. Tutto questo senza trascurare l'appeal del controverso sistema fiscale dei Paesi Bassi, grazie al quale è possibile attrarre importanti risorse, fondamentali per agevolare il lavoro di chi governa il Paese.

Ringraziamo quindi gli amici olandesi, sempre interessati alle vicende italiane e solerti nell'indicarci la strada giusta, ma attenzione a non paragonare pere con mele......

Federico Cheri

Ultima modifica ilLunedì, 13 Aprile 2020 17:47

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