Meteo. In arrivo la pioggia

Arriva anche in Sardegna un fronte di maltempo e condizioni di instabilità con piogge sparse e diffuse anche a carattere di rovescio o temporale. Ad essere interessati i settori meridionali e orientali dell'isola. Possibili forti raffiche di vento. Per questo motivo la Protezione Civile della Sardegna ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse, con codice di criticità ordinaria (Gialla) per piogge e evento sino alle 15 di martedì 21 gennaio.
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Lavoro. Quattrocento posizioni aperte al Club Esse

Con l'avvicinarsi della stagione estiva, la catena alberghiera italiana Club Esse si prepara ad assumere quattrocento persone nei settori direzione, ricevimento, cucina, servizio sala e bar, economato, housekeeping. Posizioni aperte anche per l'intrattenimento, l'animazione sportiva e l'assistenza bagnanti. La catena possiede nell'isola 12 i villaggi estivi, in gestione o in proprietà. In particolare, le assunzioni sono rivolte prioritariamente a personale alberghiero locale, in maniera tale da valorizzare i territori e le loro competenze, tradizioni e sapori tipici. Per questo motivo sono state aperte le selezioni di personale, attraverso un apposito tour di selezione che prevede diverse tappe nell'isola. Tra queste anche l'international Job Meeting, al quartiere fieristico del 28 e 29 gennaio. Tutte le informazioni sulla campagna di assunzioni sono consultabili sul sito del gruppo www.clubesse.it.
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Sassari. Lascia i domiciliari per andare al night

Protagonista dell'episodio, accaduto qualche giorno fa, un anziano di 86 anni, agli arresti domiciliari per ricettazione. I Carabinieri della stazione di Valledoria lo hanno trovato in un night club in compagnia di due donne straniere. Comparso davanti al giudice per la convalida del fermo, l'anziano è stato nuovamente rispedito ai domiciliari. Ora il rischio è quello di finire in carcere con l'accusa di evasione. In questo senso dovrà affrontare l'apposito processo. Tuttavia, considerando l'età dell'uomo, appare improbabile una eventuale carcerazione.
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Cagliari. Controlli sul commercio ambulante

Prosegue l'attività di vigilanza sui venditori ambulanti nell'ambito cittadino. La Polizia Municipale, in sinergia con la Guardia di Finanza, anche questa settimana ha operato una serie di controlli in diversi quartieri, dedicando particolare attenzione alle zone dei mercati cittadini, E'stata verificata la correttezza della concorrenza nello svolgimento del commercio ambulante e della vendita di frutta e verdura. I controlli, anche a tutela della salute dei consumatori, sono stati effettuati a Marina Piccola, nel quartiere del Poetto, in via Sant'Alenixedda, nel quartiere di San Benedetto e in via Quirra nel quartiere di Is Mirrionis, nell'ambito di una più ampia programmazione di attività d’intervento. A fronte di numerose attività risultate regolari sono state accertate varie violazioni alla normativa di settore. A Marina Piccola un esercente abusivo effettuava la vendita di oggettistica senza le prescritte autorizzazioni, nella via Sant'Alenixedda un venditore ambulante di frutta e verdura esponeva alla vendita la merce sul marciapiede senza il regolare titolo abilitativo. Entrambi sono stati sanzionati e nei loro confronti e' stato disposto il sequestro della merce. Per i prodotti alimentari,dopo il previsto controllo da parte dell'ATS Sardegna ASSL di Cagliari, che ne ha certificato la non tracciabilità e, quindi, la mancanza di requisiti di “sicurezza alimentare”, si è proceduto alla distruzione, non potendo, per tali limiti, essere ceduta in beneficenza. Dai controlli svolti nella via Quirra non sono emerse irregolarità. I servizi di controllo proseguiranno anche nelle prossime settimane.
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Jennifer Lopez a Cagliari

Benvenuta Jennifer Lopez a Cagliari, città del sole e delle mille bellezze decantate da turisti e scrittori, città della vita eco-sostenibile e del mare ad un passo, uno, dal centro città. Una città a km 0 dalla natura. Ma benvenuta Jennifer. Lo è anche a Casteddu, la sua alter ego popolare, città delle opere d'arte cangevoli ad ogni angolo di strada, da Is Mirrionis a Sant'Elia, passando per il centro storico e nei quartieri di serie A come San Benedetto. Ogni angolo un'opera d'arte estemporanea. Frutto della fantasia e dell'impazienza anonima. Forse anche del rifiuto delle regole e della protesta vibrata verso un'amministrazione incapace. Incapace di che cosa? Ma è presto detto. Per esempio di queste presunte opere d'arte in sacchetto che campeggiano ad ogni angolo di strada. Sarà stupita e contenta, l'avvenente star nel constatare quanto bravi siano cittadini e amministratori a far sì che il gesto folk o pop del "lancio del sacchetto di monnezza", tanto caro alla nostra città possa essere di contorno ai selfie immancabili che suggellerebbero la sua presenza a Cagliari da futura residente. Bravo Truzzu, sindaco un pò grigio, in una città che sta diventando davvero un pò più grigia. Senza voler fare confronti con la precedente amministrazione rossa, che grazie a Dio di problemi e colpi di coda ne aveva fatti tanti, frutto di una supponenza di taluni assessori, primo fra i quali proprio il birbantello Zedda. Ma Truzzu ci aveva lasciato in campagna elettorale un pizzico di speranza in più. Speravamo in un politico che avesse recepito il decisionismo di Delogu e la vista alta di Salfer, al secolo Salvatore Ferrara, cui si deve forse l'unica opera significativa di questi decenni: l'asse mediano, che con la restituzione del porto senza transenne alla città (Delogu) rappresenta il massimo delle opere pubbliche di questi ultimi decenni. E così Jennifer Lopez dovrebbe scegliere il capoluogo per la sua residenza italiana. Certo, è un invito a tinte forti, quello del grigio Paolo. Diremo anzi multicolore, vista la varietà cromatica dei sacchetti trasparenti, che assieme a tv d'antan, divani letti e riletti, giubbotti di vera finta pelle, fanno colore assieme agli immancabili wc e ai copertoni di tutte le misure. Certo ne parlano tutti i giornali di questa improbabile proposta, di questo invito a costo zero che ha lanciato il capoluogo nel gossip internazionale. Che evidentemente non conosce bene i guai di Casteddu. Casteddu non è On Line: bisogna cercarla su Google o Youtube per vederla. Non si vede la "Sua Maestà del Col. - pardon - dell'Anfiteatro, ridotto ad una selva oscura. Non si vede lo spreco della necropoli di Tuvixeddu. Si vedono eccome le canne, non nei gradini di Castello, accese di nascosto dai giovanissimi. Parliamo delle canne che hanno invaso il Poetto. Spiaggia che chi tocca muore. Lo sanno certi politici e Truzzu e company ne fanno tesoro. "Portiamole via !", "No, lasciamole li : serviranno per dire che siamo rispettosi del corso della natura". "Oppure facciamo dei Pinnettu dove cuocerci dentro del porcettu arrosto per fare da degna scenografia alle foto di Jenny ad una versione di Temptation Island made in Golfo degli Angeli ?!?!?!" Sia serio caro Paolo, con lei questa teoria di parvenus di cui si è circondato, pronti al silenzio quando ordina (se ordina lei ...naturalmente, anche se certe voci.........bah verificheremo) e bearsi dall'alto della loro esperienze nei settori cui sono chiamati ad operare (tranne qualcuno), nelle sedie che occupano. E salutace a Jennifer che chissà se sa dov'è situata Cagliari e la Sardegna sul mappamondo.

Su connottu

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"Craxi doveva morire, come Moro". Dalla tesi di Marcello Sorgi sul suo libro: “presunto colpevole”

Osannare i defunti è una pratica assai diffusa nel nostro Paese, soprattutto quando questo atteggiamento postumo è strumentalizzato per un fine improprio.

Ritengo che le ricorrenze costituiscano l’occasione per una riflessione serena e dialogante, perché la ragione cui la storia non mancherà di riconoscere, non assumerà maggior valenza se strappata dalle “mani” di chi ancora intende occultarla.

Oggi ricorre il ventesimo anno dalla scomparsa del leader socialista, Bettino Craxi, di cui per le azioni politiche condotte e per i progetti politici portati avanti sul piano nazionale ed internazionale, la storia già riconosce statura e onori.

Il sistema politico italiano, ma non solo, negli anni della repubblica sorta dalle ceneri di un disastro bellico, maturato da una dittatura ventennale ambigua e trasformista, si è trovato a dover fare i conti con gli oneri di mantenimento di quelle importanti entità “partito”, attraverso la cui pluralità la democrazia si afferma.

I partiti e tutto ciò che allora intorno ad essi si muoveva, in una elaborazione intellettuale e tecnica del progetto politico condiviso, avevano un costo cui dover far fronte attraverso le risorse disponibili.

Le elaborazioni politiche, frutto di in un continuo confronto tra organi tecnici e politici, permettevano l’affinarsi del progetto sociale e di governo, cui i partiti definivano nelle loro linee programmatiche.

Un lavoro certosino e di lento posizionamento, il cui riconoscimento ammetteva nuovi consensi, per eroderne altrettanti.

Con il fine esplicito di riuscire democraticamente a proporsi alla guida del Paese e delle organizzazioni politiche sovranazionali, in cui partiti convergevano sul piano internazionale.

Ciò che si è voluto impedire è il riconoscere Bettino Craxi, il “Politico”, l’allievo di Pietro Nenni, cui il vivere era un vivere politico, frutto di quella concezione della “politique d’abord”, ovvero la “politica innanzitutto”.

Per questo averlo avvilito e soprattutto essere riusciti a distorcere la sua figura, come è avvenuto una volta avviato il circo mediatico-giudiziario, faceva parte dell’obiettivo principale di quella falsa rivoluzione.

Lo sconfinamento attraverso l’espressione violenta, nei confronti dei partiti della prima repubblica e di quello socialista in particolare, è stato il colpo più duro cui poteva esser sferrato allo stesso Craxi.

Gli anni del circo mediatico-giudiziario, per cui le forche pendevano in ogni piazza del Paese, a emulazione di quelle esposte in Parlamento dai leghisti, sono stati tali anche grazie al grande martellamento mediatico, cui oltre ai gruppi editoriali avversi e conosciuti, vi è stato quello del Cavaliere Berlusconi.

Demolita la politica di quella partitocrazia congelata, Berlusconi con un balzo improvviso, divenne Presidente del Consiglio nel 1994 assemblando una coalizione di destra.

Chiamò anche a far parte del suo governo quell’Antonio Di Pietro, dimessosi dalla magistratura dopo aver restituito i cento milioni ricevuti, per l’acquisto della sua Mercedes, dal banchiere e collettore di tangenti Pacini Battaglia.

Governo a cui Di Pietro, in preda ad una iniziale esitazione, rifiutò di prender parte dopo il “suadente” richiamo del suo ex capo Saverio Borrelli, ma quella mano tesa del cavaliere fece sobbalzare dalla sedia lo stesso Bettino Craxi, oramai in esilio ad Hammamet.

Fu un fatto che troppi cercano di dimenticare, ma che unitamente ad altri seguiti negli anni, tra cui la negazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul finanziamento illecito ai partiti, concorse a far emergere la compromissione di Berlusconi, con la cosiddetta falsa rivoluzione messa in campo dal circo mediatico-giudiziario.

Negli anni, Forza Italia e il suo presidente/padrone, Berlusconi, condurrà una politica d’intesa con chi come la Lega ed An, hanno contribuito all’espressione violenta di quella che fu Tangentopoli.

Lo stesso Cavaliere avviò con l’opposizione diessina e popolare, in un tessuto organico e politico, accordi in antitesi alle formali contrapposizioni dichiarate in campagna elettorale.

Durante la demolizione strutturale del Paese e della politica, come ulteriore punto a sostegno della tesi che lega i fatti esposti, ricordiamo l’evoluzione di Finivest in Mediaset S.p.a., grazie all’advisor Nomisma di cui Romano Prodi è fondatore, oltre che ex presidente.

Il Cavaliere negli stessi anni, nella permanenza del conflitto d’interessi, decuplicherà le sue ricchezze, garantendo l’avallo e la gestione delle operazioni di decapitazione del sistema politico ed economico esistente.

In ultimo, Berlusconi non andò mai a trovare Bettino Craxi ad Hammamet, se non in occasione del suo funerale.

Oggi grazie al libro scritto da Marcello Sorgi, sugli ultimi giorni di Craxi, “Presunto colpevole”, emerge un fatto che ci aiuta a chiudere il cerchio.

Il suo saggio inizia e avvia il tema che dominerà l’intero libro, con la domanda rivoltagli dall’ex Premier inglese Tony Blair, in merito alla morte di Bettino Craxi.

Blair chiede il perché Craxi, di cui era estimatore politico pur non avendolo conosciuto, fu lasciato morire in quel modo.

Come mai in un Paese democratico, occidentale e tra quelli più sviluppati sul piano economico e sociale, chiede sempre Blair, è stato possibile che un suo ex primo Ministro e statista, non fu salvato, ma lasciato morire in quel modo e in quelle condizioni.

Sorgi fa un’associazione e porta avanti la tesi, per cui Craxi è morto come Moro, in una convergenza di destini politici, cui il nostro Paese non avrebbe mai potuto aprire e non ha aperto.

La morte di Moro e quella di Craxi sono sullo stesso piano.

Del resto, i destini dei due politici, diversissimi e appartenenti a due diverse generazioni, si incrociarono quando Moro fu rapito, durante la sua lunga prigionia, fino all’assassinio, cui Craxi e la componente autonomista socialista volle scongiurare fino all’ultimo.

Moro doveva morire, così come Craxi.

La loro scomparsa dallo scenario politico e istituzionale, ha interrotto l’evoluzione democratica del il nostro Paese, nell’ambito di una propria autonomia e sovranità.

Sorgi descrive bene nel suo libro, i tentativi che furono intrapresi dai figli e dai politici in quegli ultimi mesi del 1999.

Le complicazioni cliniche di Bettino, imponevano altri sistemi sanitari con cui trattare la malattia che lo aggrediva e che di lì a poco, lo avrebbe condotto alla morte.

I molteplici tentativi videro impegnati lo stesso presidente del Consiglio di allora, D’Alema, ma soprattutto vi fu l’importante iniziativa di Andreotti, che come lui stesso dichiarò al figlio Bobo, doveva esser portata avanti sul piano della riservatezza.

In ottemperanza alla nota efficienza, della prassi da sempre adottata dallo stesso Senatore a vita.

Andreotti richiese l’incontro con il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, per poter affrontare le modalità con cui riuscire a permettere il rientro in Italia di Craxi, per curarsi da uomo libero.

Pur trattando il fatto sotto la veste della cronaca politica, Sorgi mette in evidenza l’ingresso a gamba tesa di Berlusconi che, venuto a conoscenza di tale iniziativa, decise di andare al congresso del partito socialista, ove espresse pubblicamente e grossolanamente la richiesta al capo dello Stato, per un intervento a sostegno di Craxi.

Richiesta espressa secondo una formalità, cui lo stesso Presidente della Repubblica, per le sue funzioni, non poteva che respingere al mittente.

Il Capo del partito della Libertà, cavalcò quella drammatica situazione, sorpassando e rendendo impraticabile e oramai inutile l’iniziativa del Sen. Andreotti.

Un fatto cui “ieri” avremmo tutti potuto interpretare come cieco opportunismo da parte dello stesso Cavaliere.

La solita esuberanza mediatica finalizzata alla crescita del suo consenso politico, quanto a sostegno della sua lotta contro la giustizia, che nulla aveva e niente ha di politico.

Oggi è ben chiaro invece che, l’aver “sorpassato” e reso inutile l’iniziativa di Andreotti, nascondeva un fine, cui lo stesso Berlusconi era ben consapevole: rendere impossibile il rientro di Bettino Craxi in Italia ed in Occidente.

Per questo oggi dopo vent’anni è difficile accettare e vedere ad Hammamet, sulla tomba del grande leader socialista e di sinistra Bettino Craxi, quegli stessi soggetti politici che prima lavorarono per abbatterlo, fino alla violenza, e poi cavalcarono le sue idee sul piano propagandistico con fini impropri, ma in realtà senza mai attuarle nelle loro azioni di governo.

Maurizio Ciotola

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Cagliari. Comunità cristiano ortodossa del patriarcato di Mosca: cerimonia del battesimo delle acque per Epifania con bagno in mare

Domenica 19 gennaio alle 15:30, a Calamosca, la comunità cristiano ortodossa del patriarcato di Mosca celebrerà la suggestiva cerimonia del battesimo delle acque per Epifania con il bagno rituale in mare. Nei paesi di provenienza della comunità immigrata ortodossa appartenente al Patriarcato di Mosca (Ucraina, Russia, Bielorussia, Moldova etc.) l’Epifania o meglio “il Battesimo” (Kreshenie) è una ricorrenza molto sentita con rituali che possono apparire qui in Sardegna pittoreschi, come ad esempio il rito della benedizione dell’acqua con il bagno nelle acque gelate, quando sulle superfici ghiacciate dei laghi vengono effettuati dei fori a forma di crocefisso, e dopo la benedizione dell’acqua i fedeli più coraggiosi si immergono nell’acqua gelata per ripetere la tradizione del battesimo di Cristo. A causa della differenza fra calendario giuliano (seguito dalla liturgia ortodossa) e calendario gregoriano (quello civile attualmente in vigore) l’Epifania ricadrà domenica 19 gennaio (ossia il 6 gennaio del calendario giuliano). Anche in assenza della neve e dei laghi ghiacciati, a Cagliari, nella spiaggia di Calamosca, non mancherà il rito della benedizione delle acque e l’immersione in mare, in un’acqua se non gelata, come nell’Europa Orientale, pur sempre fredda del mare invernale sardo. Dopo la preghiera e la benedizione, quindi, i più coraggiosi a seguito di padre Nikolay Volskyy parroco ortodosso si immergeranno in acqua per il plurisecolare rito. Nella tradizione ortodossa e orientale l’Epifania è la festa del battesimo di Gesù nel Giordano, per questo fin dal sec. IV s’introdusse, per questa ricorrenza, la benedizione dell’acqua e l’immersione. Alla cerimonia molto sentita e partecipata parteciperanno anche alcune autorità consolari dei paesi di tradizione ortodossa accreditati in città fra i quali il Console onorario bielorusso Giuseppe Carboni.
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Un disco a 377 giri in bicicletta. L'avventura di Sebastiano Dessanay

Non tutti i sardi conoscono i meandri della Sardegna, Sebastiano Dessanay ha realizzato un viaggio in bicicletta col suo fidato ukulele in 377 tappe in terra sarda, solo, senza un' équipe e senza un soldo, per trarre ispirazione musicale dai luoghi, dalle persone, dalle esperienze che confluiranno in un disco e in libro. L’avventura è durata 14 mesi, con momenti duri di lotta del pedale, attraverso le strade provinciali sarde impervie con salite inospitali che lo hanno costretto, a volte, a spingere la bici in sterrati sotto la pioggia battente o ad affrontare i cani pastore che magicamente si ammansivano a suono della voce alta o al solo fermarsi e al moderno traffico veloce, senza pazienza e rispetto per i ciclisti. Tutto questo mentre nel suo passaggio incontrava la vera accoglienza sarda, fatta da un panorama umano magari all’inizio un pò diffidente, ma poi incuriosito dall’impresa e dall’affetto sincero.

"Per assorbire esperienze dirette, vere, per trarre ispirazione dai paesaggi e dalle persone che incontravo non ho letto libri, non ho portato con me la mia musica preferita” - racconta Sebastiano - tutto il tempo del passaggio in bicicletta è stato incentrato sulle forti impressioni dell’anima nuragica arcaica e nuova che dava adito alla composizione di piccoli brani, che io chiamo frammenti, ispirati dai luoghi e dalle persone incontrate nel lungo tragitto. A Dorgali Zietto propone "il giro delle 10 chiese" ma temo per un attimo che sia il "giro dei 10 tzilleri” e nella cantina ricca di biciclette, consegna i canti del bisnonno Pasquale Dessanay e racconta di Bacchisio detto “Pentolino" che inventò il cinema sonoro ma avrebbe ingenuamente venduto il brevetto ai fratelli Lùmiere.”

A Cuglieri Sebastiano viene ospitato da una famiglia amante degli ukuleli: il padre li costruisce e la piccola figlia li suona a testimoniare la convivialità, un video dove il viaggiatore e la bimba intonano knockin on heavens door, visibile sul blog di Sebastiano, che racconta a tappe tutto il percorso: 377 proget.com.

“A Jerzu un uomo ascolta la mia conversazione al bar e mi offre 30 euro per un B&B". E così Sebastiano trova sempre ospitalità presso gli abitanti dei paesi, siano essi sindaci, assessori o normali cittadini. Molte volte grazie a un appello su Facebook, perché il ragazzo ha portato con sé il suo ukulele, il suo talento e la consapevolezza che la nostra isola rende sacra l’accoglienza.

Le Affinità elettive si trovano sempre. “Anche a Luogo Santo, un operatore turistico ha compiuto il giro dei 377 paesi ma lo ha fatto in machina e negli anni; il campione regionale di montainbike, Paolo Massenti, vive a Guasila, Cosimo Lai di Sinnai, usa la bicicletta da tutta una vita e poi a Sant’Antioco l’unica tessitrice al mondo di bisso, Chiara Vigo, crea per me una corda da suonare. E si palesa una ragazza coi sandali che, camminando ore e ore da Sant’Antico, festeggerà con Zietto il nostro eroe all’arrivo al comune di Cagliari il 21 Dicembre 2019. Ci sono momenti allegri, un amore conosciuto nell’impresa, momenti tristi, la notizia della perdita della nonna di 103 anni e momenti di stupore. Sono arrivato al mare dopo 40 giorni ed era come vederlo la prima volta”

377 tappe vissute in concerti organizzati al suo arrivo in case comunali, biblioteche, saloni parrocchiali, scuole e centri per anziani e un fiorire di storie raccontate e da raccontare. L'unico momento di palco organizzato e incontro col suo vero strumento, l’intrasportabile contrabbasso, a Berchidda ad Agosto ospite Big del festival di Paolo Fresu, che già l’aveva visto venti anni fa nel 2000 suonare al Belvedere in qualità di vincitore della borsa di studio dei seminari di Nuoro Jazz. Proprio da Nuoro, città delle sue origini in cui visse il bisnonno, grande vate, ha inizio l’Odissea pedalata che lo porterà dopo circa 434 giorni nella sua città Cagliari dove verrà festeggiato in comune dal Sindaco e dai concittadini con un concerto sovvenzionato dal playCar & Bike Sharing e un banchetto offerto dalla Conldiretti . Geologo Paleontologo, ha lasciato fossili, per votarsi anima e cuore al jazz contemporaneo e sperimentale. Per 12 anni ha vissuto e insegnato musica a Londra e a Birmingham U.K. alla Royal Conservatorie, nello stesso istituto dove ha conseguito il Master nel 2009, dove tuttora collabora con le band I Decibel e I Propellor. Con Ed Bennett e Paul Dunmall al sax ha inciso Dzama Storie nel 2010 e sempre figlio degli Decibel Ensemble: Togethernees, anno 2018, in tournè nel regno Unito ed Irlanda. I Propellor sono un gruppo di 10 elementi in cui spiccano Mc Neill & Heys. La musica di Sebastiano arriva anche ai Festival Internazionali, perfino all’University of Nebraska, nel 2011. A casa sua al Frontiers Festival di Birmingham, appena fresco di Master (2009) e l’anno successivo a casa nostra all’European Jazz Expò 2012. E poi a casa di Shakespeare al Festival di Stratford von Avon edizione 2012 e a casa della sirenetta, Integra Festival Copenhagen 2011 e tanti altri nel mondo dove l’arte è all’avanguardia. Aspettiamo che l’ispirazione dei paesaggi sardi e le esperienze umane avute prendano corpo e vita nel nuovo disco e nel libro di prossima uscita e speriamo che un giorno anche le 30 mila foto, mai banali, anzi, specchio della Sardegna arcaica e moderna vista secondo l’ottica di Sebastiano, si rendano fruibili per un vasto pubblico.

Coros

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Sassari. Manifestazione di insegnanti precari contro il Decreto scuola 2019

La loro contrarietà al Decreto scuola 2019 è nota. Un decreto che ha la colpa di cancellare ogni speranza di stabilizzazione e di lavoro dei docenti sardi precari. Per questo motivo un centinaio di insegnanti precari si ha manifestato davanti alla sede dell'Ufficio scolastico regionale contro il provvedimento, considerato "crimine di Stato" in quanto generatore di ulteriore precariato. Ad organizzare la manifestazione i "Coordinamenti dei precari della scuola autoconvocati". I coordinatori sottolineano come il decreto rischi seriamente di "creare una moltitudine di esodati", penalizzando la Sardegna con le sue 5 mila cattedre vacanti, probabilmente assegnate a docenti non sardi. Tra le soluzioni suggerite dal Coordinamento, quella dell'istituzione di appositi percorsi di abilitazione riservati ai precari della scuola in Sardegna, nel rispetto delle leggi regionali, in grado di considerare la residenza nell'isola quale criterio per l'accesso ai concorsi della pubblica amministrazione.
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