Comunicazione in tempo di crisi. Lettera aperta al sindaco di Cagliari Paolo Truzzu

La campagna di comunicazione del primo cittadino, Paolo Truzzu, continua a sucitare diverse reazioni tra i cittadini. Di seguito pubblichiamo quanto ricevuto da Stefano Deliperi, presidente dell'associazione ecologista Gruppo di Intervento Giuridico Onlus.

"Egregio signor Sindaco,

le scrivo questa lettera aperta perché – piaccia o non piaccia a lei e a me – è il sindaco della Città dove sono nato, dove vivo e che amo moltissimo. Come a lei piace, userò toni schietti e duri. Molto probabilmente non leggerà nemmeno quanto le scrivo, ma ci provo ugualmente. La sua campagna di presunta informazione su rischi e comportamenti legati alla tragica epidemia di coronavirus COVID 19 fa acqua da tutte le parti. Fuori tempo (con toni diversi avrebbe avuto un senso a fine febbraio-inizio marzo), colpevolizzatrice della cittadinanza, priva di informazioni utili. Proveniente, fra l’altro, da chi solo un paio di settimane fa incitava a vivere la città. Se lo ricorda?

Cartelloni, video, interviste disegnano una cittadinanza irresponsabile, fonte di contagi a dismisura, bisognosa di essere istruita come un bambino dell’asilo. A Cagliari i contagi sono pochissimi (97 in tutta la Città metropolitana al 28 marzo 2020, non risultano reperibili dati cittadini ufficiali), i residenti in larghissima maggioranza si stanno comportando con grande senso di responsabilità, pochissime le auto in circolazione.

Afferma senza alcuna fonte dei dati che "a Cagliari ancora oggi entrano ogni giorno 57mila macchine” (L’Unione Sarda, 26 marzo 2020), dandosi anche la zappa sui piedi, visto che i veicoli in ingresso a Cagliari non sono certo dei cagliaritani che lì già vivono. Senza contare che molte persone continuano a recarsi al posto di lavoro, viaggiano i trasporti pubblici e i rifornimenti alimentari.

Insulta e inveisce contro chi la critica, mostrando di non comprendere nemmeno la natura del cagliaritano: più strilli come un caporale di giornata e più ti prendono per i fondelli, senza usare ipocriti francesismi, e rincara la dose sul palcoscenico di Barbara D’Urso: si faccia una panoramica delle reazioni sul web e sui social network e avrà un’idea su cosa ne pensano i cagliaritani.

Altro che “acide commentatrici” e “confusi giovanotti”, sono centinaia e centinaia di suoi concittadini, ci sono parecchi suoi elettori.

Lei pensa che suoi predecessori come Paolo De Magistris o, in tempi più recenti, Mariano Delogu si sarebbero comportati nello stesso modo?

Faccia, invece, qualcosa di utile e apprezzabile. Per esempio, promuova e coordini un servizio facilmente attivabile dagli interessati di espletamento e consegna a domicilio della spesa per le tante persone anziane e poco o nulla autosufficienti che vivono in Città. Non può essere limitato ai pochi mercati civici. Coinvolga strutture della grande distribuzione, servizi comunali e associazioni del volontariato. Istituisca un numero verde e lo faccia conoscere, questo sì, con una campagna di informazione capillare.

Farà qualcosa di estremamente utile, rientrante nelle competenze comunali di assistenza sociale e, magari, migliorerà anche la sua considerazione fra i cagliaritani.

Con i più cordiali saluti e auguri per la nostra Città".

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Emergenza Covid-19. Le Unità Speciali territoriali per la cura a domicilio dei pazienti positivi al virus

Ne ha parlato anche il Prog. Galli nella sua intervista pubblicata oggi su L'Unione Sarda dove, tra le altre cose, esorta le istituzioni regionali a prendere in considerazione il potenziamento dei servizi medici territoriali per evitare il ricorso - molto spesso tardivo - alle cure ospedaliere.

In alcune zone della penisola questo messaggio è già stato recepito e sta dando buoni frutti. E' il caso di Piacenza dove, su iniziativa di un medico oncologo, dott. Luigi Cavanna, è stato attivato un servizio "porta a porta" per cercare di assistere e curare a domicilio le persone risultate postive al Covid-19. In sostanza, il dott. Cavanna e alcuni suoi assistenti hanno allestito un piccolo team che, dotato di un saturimetro, un ecografo portatile e un sacchetto di farmaci, ha iniziato a girare casa per casa per cercare di individuare precocemente i casi di coronavirus, trattandoli subito presso il loro domicilio, evitando così che gli stessi peggiorassero e finissero ricoverati in ospedale.

Una iniziativa che nel giro di due settimane, lavorando quotidianamente, ha consentito di abbatte notevolmente il ricorso al ricovero ospedaliero. Ricovero che rappresenta molto spesso una via senza uscita in quanto arriva quando il quadro clinico è già compromesso. A conferma di ciò è stato rilevato che chi si rivolge al pronto soccorso lo fa troppo tardi, decorsi diversi giorni (in media 15) con febbre e tosse, per poi arrivare alle difficoltà respiratorie.

Al fine di evitare di giungere a questo punto, il team del dott. Cavanna ha iniziato a trovare domiciliarmente i pazienti Covid-19, fin dai primi giorni di malattia, provando in tal maniera ad anticipare l’evoluzione del virus. L’identificazione veloce della patologia, ma soprattutto le cure con gli antivirali, possono infatti portare ad una svolta della situazione. E così, dopo una prima fase di interventi rivolti principalmente ai pazienti oncologici, la ricerca è stata estesa anche ad altri pazienti.

Considerando che in Sardegna non si è ancora giunti ai livelli di criticità che stanno vivendo molte realtà lombarde e venete, e quindi si è potenzialmente in tempo per prendere adeguate contromisure, il sistema adottato a Piacenza dal dott. Cavanna potrebbe rappresentare una mossa vincente, peraltro già replicata in diverse zone del Nord Italia.

Oltre ad offrire un valido aiuto ai pazienti e alle strutture ospedaliere, eviterebbe anche il ricorso a forme di assistenza domiciliare non adeguate e quindi molto pericolose. Circostanza che si stà già manifestando in diversi comuni della Sardegna dove viene richiesto agli operatori privati del terzo settore - generalmente cooperative sociali incaricate dai servizi sociali comunali a svolgere i tradizionali servizi di assistenza domiciliare di carattere socio assistenziale, come igiene del personale, preparazione pasti, pulizie ecc - di attivare il servizio anche a favore di utenti risultati positivi al Covid-19. Utenti che in alcuni casi sono stati "abbandonati" da chi dovrebbe svolgere il servizio di assistenza domiciliare integrata (ADI), per i quali occorrono apposite competenze medico-infermieristiche, unitamente ad una formazione specifica sui rischi, che gli operatori dei tradizionali servizi di assistenza domiciliare (generalmente Oss) non possiedono. Si pensi ad esempio alla formazione sull’utilizzo di dispositivi di protezione individuale di III categoria (Mascherine FFP3) o alle competenze specifiche per l'esecuzione delle procedure di prevenzione previste dai protocolli Covid-19. A ciò si aggiunge la grave problematica della irreperibilità sul mercato di adeguati DPI.

La domanda a questo punto è: perché non attivarsi immediatamente come ha fatto il dott. Cavanna a Piacenza e come hanno fatto in altre zone del Nord Italia? Come mai autorità sanitarie, istituzioni regionali e locali hanno ancora preso in considerazione tale modalità operativa?

Non è necessario inventarsi niente, basta vedere quanto previsto dal Decreto Legge 9 marzo 2020, n. 14 - "Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all'emergenza COVID-19" (GU Serie Generale n.62 del 09-03-2020).

Federico Cheri

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Il master plan. Cagliari, S.Elia, la cittadinanza negata (II° e III° cap.)

II. Sonia

era già notte, nostra figlia Shara, stava dai nonni a Villasimius. Sonia sempre affascinante da perdere la testa, nuda in barca, illuminata dalla fluttuante luna, mi fece dimenticare rivoluzioni e abbandoni, tradimenti e odio. riuscii a baciare ogni millimetro del suo corpo giocando con quella bianca luce, risucchiata dalla sua pelle oramai scura. mi alzai, erano appena le sei e nel silenzio del mattino salpai con quella meravigliosa donna che, nel rendermi padre per la seconda volta, riuscì a ridar colore alle mie giornate, da troppo tempo avvolte in logiche spietate. Sonia aveva una viva memoria di Julia. ricordava il suo pancione alla maturità e il fascino di quella ragazza, invidiata dalla scuola intera. mi raccontò di aver avuto modo di conoscermi in quegli stessi anni, forse a casa di Fabrizio o Giulio, ma non ricordavo gran che. dieci anni fa la incrociai in un ristorante di Roma, grazie a una comune amicizia. una elegante fricchettona, bella e sveglia. dopo cena mi portò in Trastevere riuscendo a farmi entrare scalzo in alcuni locali, dove da anni non bazzicavo più. dormii, si fa per dire, nel suo appartamento-studio, pieno di tavole fresche o bianche, fotografie, pietre scolpite, sbozzate, accennate. ho sentito i vent’anni svaniti tra cazzate e tormenti, ho udito grida di gioia e di dolore, che liberavano la mia mente e il mio corpo dal gesso in cui lo avevo immobilizzato e all’interno del quale si era nascosto, isolandosi in apnea.

ho ripreso a respirare, senza capirne il motivo.

probabilmente perché non vi è nulla da capire, se non vivere con una forte consapevolezza.

al timone della barca, quella mattina avvertivo l’aria fresca, intensa, sferzare la pelle. quindici giorni in solitudine sul mare, per mare. quando il sole era già alto la vidi sbucare dalla coperta, semi nuda con quei neri capelli arruffati: <>

"in paradiso!" dissi senza togliergli gli occhi di dosso.

"smettila, sciocchino! da quanto è che andiamo?", "due o tre ore..."

"lo prendi un caffè?"

"veramente vorrei far colazione! oltre a governare una barca devo domare una pant... ahi! ...ehi! sono al timone, non puoi! via, via!! cicci dai che non riesc..."

a quarantotto anni un bacio non è più un contatto duale, isolato, diventa una fusione del corpo e dell’anima.

a quarantotto anni, dopo un rapporto fallito, un processo subito e una folle corsa tra “squali”, ipocriti e arrivisti, riuscire ad amare con il cuore è un vero successo. un beneficio, come lei è solito ripetermi.

"Sharetta come stai? oggi vai dalle tue amichette? e la nonna come sta? aspetta che ti passo il papy tuo..."

"ciao principessina!! quanti baci mi dai? cinque? solo? ah! volevo ben dir..."

Sonia mi strappò il telefono dalle mani: "...al tuo papy cinque! e a alla tua mamma??? due?? se ti acchiappo traditrice!!!"

"mi passi il nonno? ciao Mario. come va? va! come vuoi che vada con la tua cara figlia...., mi hai affidato una belva! è sc........mmmhhhh!"

"Papà! non ascoltare questo bugiardo farabutto!... piuttosto come sta la mamma? e Sharetta?...dai... quindici giorni passano in fretta e io non posso tornare...questo pirata mi ha sequestrato...!!!"

tra uno scherzo e l’altro, soste in splendide insenature e attracchi nei piccoli porticcioli, arrivammo a Villasimius più selvaggi dei naufraghi. Shara nel vederci al porto si lanciò sulla barca travolgendoci. la madre di Sonia, Francesca, inorridì nel vederci in quelle condizioni e non si astenne dal pronunciare una delle sue osservazioni, sentenze senza appello.

III. il Master Plan

14 settembre 2011, rientro in ufficio, l’azienda è già in attività dal 1°, Giovanna mi porta le carte per le solite firme. una lettura alle email, niente di interessante. dopo qualche minuto mi passa una telefonata del nostro avvocato: l’abbiamo spuntata sul contenzioso con il comune di Cagliari.

"Giovanna, mi cerchi “l’architetto”, per cortesia?".

due lauree, uno sprint senza paragoni, a lei di fatto affidavo la società nei momenti di pausa e di assenza.

"signor Roberto, non risponde! probabilmente è impegnato in qualche riunione, il dott. Andrea in questi giorni dovrebbe trovarsi in Giappone, Tokyo se non..."

"...ricordi bene...figuriamoci! d’accordo, richiamalo, se riesci..."

"...ho il dott. Melis in linea, in attesa, ..."

"passamelo, grazie...Paolo ciao! si, sono tornato oggi, no il cellulare era spento, lo sai, quando sono con la famiglia, voglio riuscire a staccare da tutto. non so niente, dimmi..."

Paolo Melis, un caro amico ed ex compagno di liceo, aveva l’incarico di assessore all’Urbanistica al comune di Cagliari. usava parlarmi spesso delle operazioni in gestazione in Consiglio comunale o delle

“pratiche” in corso patrocinate dallo stesso sindaco. quella mattina mi espose il “movimento” in atto, finalizzato al “recupero” dell’unica area di possibile sviluppo del comune, fronte mare: Sant’Elia.

"chi tira le fila?"

"Pes in Consiglio, Murgia in Giunta, Piras tra gli edili..."

"Piras non conta un cazzo! lo sai anche tu, per una operazione del genere..., demolizione di un quartiere popolare di 15000 abitanti... o sono i soliti “prenditori” locali o, come credo, questa volta la colata di cemento ce la portiamo da Roma o Milano..."

"Pes sta facendo affari con Congiu, e distintamente difendono Impredil su casi differenti..."

"...stanno chiudendo il cerchio nel silenzio, vedrai che, domani, il quotidiano dei cagliaritani incomincerà ad aprire altri fronti, neutrali sull’attività del Comune..."

"sig. Roberto c’è dott. Andrea in linea..."

"....scusa Paolo ti richiamo, ho Andrea in linea, se non lo acchiappo adesso...., a dopo. Andrea! dove sei?!"

"... a Toronto, per una gara, mi ci hanno spedito direttamente da Tokyo..."

"va bene! diamine, ma hai un cellulare normale ed un satellitare, li tieni sempre spenti!...anche la notte..."

"papy la notte....dormo"

"non dirmi stronzate! tu hai sempre dormito meno di me...la notte!"

"e bravo! aveva ragione la mamma a raccontarmi..."

"non rompere i coglioni, tu e la mamma! Lei se ne andata perché così ha voluto...fine".

"va bene, dai... scusa, scherzavo. è la prima volta che vengo a Toronto; è incantevole, ma troppo seria!"

"uhm...,dimmi, cosa sai dell’operazione in corso a Cagliari su S.Elia?"

"solite menate, vogliono spazzare via il quartiere popolare per realizzarne uno residenziale da urlo, ho visto il master plan nello studio di Freeman a Londra, bella operazione, ma a quanto ho capito di

popolare non vogliono neppure più sentire l’odore...d’altron..."

"d’altronde cosa??!!... dobbiamo finirla di trattare la povera gente come materiale di risulta!! ma chi ti mette in testa certe idee?? la sociologa di casa o quegli stronzetti per cui lavori?? cerca di stare con i piedi per terra..."

"dai adesso non farmi i tuoi soliti discorsi,...,era solo una boutade.... scusa, ...ma adesso ti devo lasciare,...ha suonato un collega con cui devo..">

"... piantala. a Toronto è quasi mezzanotte. paraculo vedi di finirla, buona serata..."

dopo architettura a Venezia, iniziò a lavorare in uno dei più grandi studi di Milano. lo abbiamo esageratamente viziato, ha sempre avuto tutto, troppo. ovviamente molto affetto e poche carezze, che un padre o una madre hanno il dovere di donare ai loro figli. Andrea fino ai suoi dieci anni ha vissuto tra la casa dei miei zii e quella dei nostri vicini di casa, che avevano un figlio, suo coetaneo e compagno di classe. tanta attività sportiva e un limitatissimo rapporto con i genitori, impegnati fino alla sera, tra lavoro e studio, mia moglie, lavoro e goliardate, io. quando Julia si trasferì a Milano, riuscii a vederlo una volta al mese, in qualche caso ogni due. successivamente solo per le vacanze. una settimana a natale e dieci o quindici giorni d’estate, fino ai suoi diciotto anni. successivamente molto meno, purtroppo.

"sig. Roberto c’è sua moglie al telefono..."

"grazie Giovi, vai a pranzo. ci vediamo nel pomeriggio. ... Ciao bella, dove sei?"

"in auto... passo a prenderti. andiamo a pranzo insieme a due amici di Venezia, ci aspettano al Verdi alle due"

"e Sharetta?"

"dai nonni a Villasimius, andiamo a prenderla nel pomeriggio"

"ok. e tu?"

"io cosa? Roby"

"tu come sei vestita...?"

"e dai su,..., finiscila, guarda..., i miei amici sono un po’ partic..."

"ho capito sono gay! bella mia se continuiamo così, vedrai, prima o poi, tra me e loro nasce una storia!..."

"neanche se ti vedessi riuscirei a crederti! anzi vedi di fare meno smorfie con le “scienziate“, che girano in azienda, sempre intorno..."

"ascolto le loro idee, nient’altro... alle due meno un quarto qui da me, bacio."

"Ciao Lucio, come stai?"

"bene grazie, tu Roby?"

"ça va. il sindaco, invece?>

"mah! credo bene, un poco preoccupato, come sempre, anche se il “gallo” a Roma è completamente fuori di melone..."

"beh diciamo che, dovreste mandarlo in un ospizio... e non da solo..."

"purtroppo è ben saldo sul Suo scranno... per la fortuna...di alcuni.."

"appunto. alcuni, pochi, sempre quelli, con un piede sulla sua barca e l’altro su quella di baffetto,..., a proposito, ma il nostro primo cittadino si sta guadagnando la candidatura in Senato?"

"può darsi, non vedo perché no..."

"ovviamente. diciamo che, se ci sono i numeri... mi pare siate già alla conta.."

"mah. sappiamo dalla ultime elezioni quanti sono, più o meno..."

"il collegio non doveva esser destinato a De Lussu?"

"cambio di programma, Sandro De Lussu non si è reso disponibile e allora ...non rimaneva che Eugenio..."

"uhm...bene...ma...in due mesi non riuscite a vararlo quel progetto..."

"perché?! guarda i numeri in Consiglio ci sono tutti, maggioranza, assenze dell’opposizione, a compensare i tre in disaccordo, che non verranno neppure ri-candidati alle prossime amministrative, ...come vedi..."

"qualche giornalista può sempre ricercare la sua gloria..."

"non credo...da noi..."

"...i giornali nazionali..."

"figurati, piatto ricco.....no. nessun problema, sarà un’operazione di lifting, ciclopica e meritoria, ....includiamo anche il museo...d’altronde è una splendida struttura, che si incastra a perfezione...>>

"...mah! .. sempre al completo eh!"

"vuoi salire anche tu?"

"non dire str....no grazie, stammi bene!"

una operazione senza precedenti su cui stavano per mettere le mani, due grosse imprese internazionali, un pulviscolo di piccole imprese locali, professionisti, docenti, politici.

accidenti! le due meno cinque! Sonia deve essere arrivata.

più bella che mai. un vestito la copriva senza nasconderla, con ingenua dolcezza mi donò le sue labbra, un gesto semplice, ma ogni volta diverso e intenso, forte come Lei. in auto era scattosa, leggera come ogni sua azione, posata e decisa. guidava sempre Lei. con la sua C3 decappottabile, piena di colori nel suo interno e alcuni suoi disegni all’esterno, scivolavamo per le strade della città vecchia e dissestata.

tutti lo chiamavano “il Verdi”, in realtà era “verdi”, i “verdi”, perché ristorante vegetariano e alternativo, meta di studenti e artisti, nessun politico, tanto meno imprenditore. ricordo che, quando si avviarono all’apertura, lei diede una mano disegnando alcune pareti interne e a me, ne chiese “due”, per sponsorizzarlo. di li a poco divenne una meta di pellegrinaggio cittadino. restava aperto da mezzogiorno fino alle tre, quattro, del mattino successivo, un vero laboratorio artistico e culturale. ho visto nascere alcune band, gruppi di cabaret pronti ad improvvisare. molto frequentato da scrittori, giornalisti e da qualche “maitre a pensé” nell’accurato esercizio di elucubrazioni mentali. nel breve tragitto, mi parlò dei due amici e del perché voleva che io li incontrassi. ragazzi di Padova, usciti dall’accademia delle belle arti di Venezia. conducevano un laboratorio sperimentale sull’arte figurativa, espressa con ologrammi tridimensionali, grazie all’ausilio di software innovativi.

"ciao ragazzi, benvenuti a Cagliari!"

"ciao, io sono Ennio"

"ciao,.. Renzo"

Sandro, il proprietario, ci accompagnò al tavolo, <>. mi avvicinò e compresi. il progetto di Ennio e Renzo era interessante, l’idea stava nell’allestire un laboratorio gemellato con quello di Padova e sviluppare, con la facoltà di ingegneria di Cagliari, metodi e sistemi sperimentali per la rappresentazione di opere pittoriche su ologrammi. Sonia si mostrò entusiasta. era attratta dalla interazione autore-osservatore, per cui diveniva possibile agire direttamente sugli oleogrammi in sinergia con l’osservatore. mi feci portatore dell’iniziativa nelle locali sedi istituzionali e presso gli amici, cui non sarebbe dispiaciuto finanziare l’iniziativa culturale. salutai. Sonia si trattenne con loro e io feci chiamare un taxi. Sandro, nel posare il telefono dopo la chiamata dell’auto, mi disse: <

"figurati! Sandro, una chiamata come le altre..."

"no Roby, non era una come le altre...qui in tanti sono seduti intorno a quel piatto e alcuni hanno messo a rischio molto, molto di più rispetto a quanto già hanno..."

"evidentemente pensano di riuscire almeno a quadruplicare...buon per loro...sinceramente è un buon affare...sai però cosa non va?"

"si lo so. ma ti voglio bene. per quello ti chiedo di voltare lo sguardo,..., per questa volta..."

"più che voltarmi devo diventare orbo! magari se in un’altra vita rinasco cieco, riuscirò..., ma non oggi caro Sandro! quindicimila persone si troveranno sparigliate sul territorio, senza diritti. questo è inaccettabile, sotto qualsiasi profilo. ne riparleremo nella prossima vita, orbo io e sordo tu!! ciao bello!"

con i taxi spesso percorriamo vie in un senso di marcia differente, inverso. capita di acquisire una diversa prospettiva. la visuale del contesto colta attraverso una visione invertita, rovesciata, offre l’opportunità di scoprire particolari invisibili nell’altro senso di marcia, rimossi dalla quotidiana attenzione, che più banalmente, agisce con uno sguardo programmato dei luoghi conosciuti. sono nato a Cagliari e giuro di averla percorsa in lungo e in largo, soprattutto a piedi, per quella passione che, da sempre mi ha permesso di cogliere, con fortuna, momenti e azioni dissonanti. una sorta di carpe diem fotografico, con il quale ho dato impulso al mio agire nei momenti decisivi. fui tra quelli che, quel Borgo così come fu organizzato e costruito, avrebbero voluto vederlo trasformato, radicalmente ridisegnato nei particolari. ho sostenuto interventi tesi a ridarne colore e sapore, ma non riuscivo a pensare ad un Borgo privo della sua originalità, dei suoi abitanti. è stato ed è il Borgo dei pescatori e non potevano essere espulsi, ancora una volta da un luogo, culla del loro vissuto. solo in futuro, forse e auspicabilmente, luogo di tutti. conoscevo persone che, nell’abitarlo umilmente, con grande dignità conducevano le loro giornate, mai certe. vissute con una emarginazione interiore, percepibile nel loro essere, in ogni azione. frequentai le scuole medie in cui alcune classi ospitavano ragazzi di S.Elia. li distinguevi per la loro umiltà o per l’eccessiva aggressività. comunque emarginati e, sottovoce, derisi. i politici li usavano come clientes. un grande bacino di voti cui elargire qualcosa, prima e dopo le elezioni. senza un progetto se non quello di renderli dipendenti e vincolati a quel meschino potere cui bramivano, per poi abusarne all’ombra dei loro ruoli istituzionali.

negli anni sessanta vi fu un fatto eclatante durante la visita pastorale di Paolo VI. lo stesso Pontefice volle spingersi all’interno del Borgo, ma la sua presenza fu salutata con un lancio di sassi effettuato da alcuni ragazzi. non si mostrarono entusiasti della benedizione elargita da quel regnante pro tempore, cosparso d’oro nei vestiti, troppo distanti da quelli umili del Cristo, cui si faceva interprete. umile e vero, era sicuramente il parroco di S.Elia che, ogni giorno nella sua missione quotidiana, riusciva a trattenere ancora per poco i ragazzi dall’imboccare una via senza ritorno. quello stesso parroco soccorreva, psicologicamente e talune volte, finanziariamente, gli abitanti che, malgrado tutto, erano disposti ad ascoltarlo.

"dottore siamo arrivati..."

"...Efisio, finiscila con questo dottore, quanto ti devo?"

"dieci, dottò!"

"...tieni,...,Efisio, cosa sai tu di S.Elia?"

"...dottò, è una vera schifezza! cosa vuole che sappia, pieno di ladruncoli, spacciatori, delinq..."

"si, si, va bene. lo sai, che sono solo alcuni, ai quali piace poco lavorare. conosci il Borgo,no? ricordo bene?"

"si, dottore io sono nato a S.Elia, ho vissuto lì. due miei fratelli stanno ancora lì. sono pescatori, onesti, ma è difficile anche per loro..."

"secondo te, riuscirebbero a vivere da un’altra parte in città, verso la periferia distante. dal mare e dal centro..."

"non credo dottore, i ragazzi per quanto bravi, vogliono stare lì. paridi chi scetti ingunisi si poridi biviri! almeno così dicono loro, io sono andato via senza rimpianto, ho deciso così..."

"...appunto hai deciso,..., tu hai scelto,...,ciao Efisio"

"arrivederci dottò!"

una scelta, senza essere sradicato. la sua volontà ha determinato il cambiamento, non un sopruso, non un’imposizione.

sembrava una manovra pianificata con cura, attraverso un complesso intreccio di relazioni vincolanti, la cui trama pareva sostenersi da quella osannata crescita economica. su essa si incentrava la sopravvivenza capitalista, “pro rata” a seconda della posizione occupata dal “soggetto”. chi fruiva di una rendita di posizione e chi legato a costoro, non vedeva altra scelta se non la “cooperazione”. tutti gli altri , “dipendenti”, operavano una scissione tra le finalità del proprio lavoro, per i quali erano pagati a contratto, e il lavoro in sé. prestatori d’opera privi della consapevolezza del proprio operato, cui erano stati abituati dai datori di lavoro e dai sindacati corporativi. niente di più e niente di meno di quanto era riuscito a travasare loro lo standardizzato processo istruttivo, in un reiterato esercizio cumulativo di nozioni slegate.

i cittadini cagliaritani non condividevano e non osteggiavano quest’operato. l’impianto mediatico regionale aveva acquisito un’apparente pluralità, ma di fatto aveva esclusivamente il compito di porre sotto osservazione quelle operazioni non condivise. escludendo tutte le altre parimenti illecite, ma concordate. una situazione difficile in cui anche la malavita organizzata riusciva a restar viva. una grande opportunità per il riciclaggio del denaro sporco.

in fin dei conti avrei potuto anche io cogliere l’opportunità, con una fornitura plurimilionaria di pannelli fotovoltaici e ricoprire i metri quadri resi disponibili da quella folle edificazione. l’azienda non navigava nell’oro, tutti lo sapevano. le banche stavano sempre in agguato. se solo avessi cercato di oppormi a quel disegno, il primo atto sarebbe stato la chiusura del credito. successivamente il rientro dei debiti che, fisiologici, facevano parte della normale fluttuazione di cassa e a cui non avrei potuto far fronte in tempi rapidi. soprattutto se gli stessi debitori avessero operato un “programmato” ritardo dei pagamenti. stare fermo, inerte di fronte a questa operazione, avrebbe significato uno scontro feroce con quel principio di onestà, cui la coerenza mi legava. in passate occasioni, ignorai operazioni in cui mi trovai coinvolto e tra le quali, indifferentemente, passavo attraverso, da ignavo. altri tempi, in cui il mio pensiero era un tutt’uno con quello in auge per una necessaria “governance”. in quella condivisione, accettai implicitamente le regole di amoralità, cui seguivano azioni totalmente in contrasto con qualsiasi idea di legalità. in parte e solo in parte, finalizzate alla funzionalità di una macchina efficientemente oliata, attraverso cui veniva decantato il raggiungimento di obiettivi più favorevoli per la collettività. metodi ai quali veniva associata un’aurea di necessità, se non proprio di legalità. un modello di governance illusorio, che degenerò rapidamente fino ad una totale ingovernabilità. cercai, per la mia parte, di porvi rimedio con pezze e aggiustamenti, ma nei fatti privi di alcun effetto. muovere contro questo progetto, significava mettere a rischio l’attività dell’azienda, lo stipendio di venticinque dipendenti e la sopravvivenza delle loro famiglie. fiananco l’incolumità familiare, che non potevo intendere circoscritta solo alla mia persona.

Carissimo Lettore, nel ringraziarti per la grande attenzione dedicata a questo mio fantasioso racconto, voglio precisarti che, in nessun caso i miei riferimenti sono da attribuirsi a fatti reali o a situazioni conosciute; nessuno dei fatti narrati infatti può essere ricondotto a situazioni reali, esistite o esistenti. identicamente deve intendersi per tutti i nomi utilizzati, nella individuazione dei personaggi, delle aziende o delle testate giornalistiche, che sono da considerarsi di pura fantasia. il richiamo all’Isola, al suo nome: Sardegna, nell’attribuzione di società o entità economiche, risulta necessario e imprescindibile, in quanto legati al territorio in cui si sviluppano i fatti narrati. altresì gli intrecci con avvenimenti nazionali ed internazionali, unitamente ai nomi di personaggi reali, sono inventati per collocare la narrazione in uno specifico contesto storico, senza però esserne realmente parte; ovvero i richiami, alle istituzioni e agli uomini esistiti od esistenti e da essi incarnate, per il ruolo avuto sul piano politico e istituzionale, sono da ritenersi frutto di pura fantasia e immaginazione. in ultimo, è mio dovere sottolineare che, in nessun caso l’intero manoscritto o parte di esso, può costituire una dichiarazione di accusa verso qualcuno o qualcosa, sia in modo specifico e circostanziato, che generalizzato, se non nello spazio cui ognuno di noi concede alla fantasia nell’interpretazione della realtà e viceversa.

maurizio ciotola

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Corpo Forestale. Covid-19: oltre 11.300 controlli dal 14 marzo

Prosegue l’azione di controllo da parte del Corpo Forestale e di vigilanza ambientale della Regione Sardegna per vigilare sul rispetto delle regole stabilite per l’emergenza epidemiologica da Covid-2019. Nella giornata del 27 marzo sono stati effettuati 596 controlli (dal 14 marzo sono oltre 11.300): 147 nell’area di Cagliari, 52 Iglesias, 39 Oristano, 179 Sassari, 86 Tempio, 56 Nuoro, 37 Lanusei. Sono state sanzionate 9 persone (8 a Cagliari, 1 a Sassari), segnalate alla Magistratura. Inoltre, sono stati controllati i passeggeri di tre traghetti sbarcati nello scalo di Porto Torres. L’inosservanza delle Ordinanze del Presidente della Regione comporta le conseguenze previste dall’articolo 650 del Codice penale, con arresto fino a 3 mesi e sanzione.
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Sanità. Assunzioni di medici, infermieri, oss e tecnici per fronteggiare l'emergenza Covid-19

“Per fronteggiare l’emergenza Covid-19 stiamo rafforzando il nostro sistema sanitario intervenendo con il massimo sforzo organizzativo e tempestiva operatività. L’assunzione di quasi seicento diverse figure professionali serve a dare risposte immediate nel territorio, soprattutto dove si stanno manifestando particolari situazioni di criticità, come sta avvenendo nel nord Sardegna e in alcune case di riposo per anziani”.

Ad annunciarlo é il presidente della Regione, Christian Solinas, commentando le 586 assunzioni straordinarie di personale sanitario in Sardegna, tra infermieri (il 47% del totale), medici e specializzandi (il 16 e l’8%), oss, tecnici di laboratorio e altre figure (il restante 29%).

“Continua a esserci una maggiore incidenza di casi positivi - ha aggiunto il presidente Solinas – nella parte settentrionale della Sardegna. Per questo stiamo orientando lì grande parte della nostra attenzione, assicurando risorse sufficienti sia in termini di dispositivi di protezione individuale sia di tecnologia. Per fronteggiare e circoscrivere la diffusione del virus e restituire serenità alla popolazione, ancora di più nel Sassarese, bisogna chiudere il più in fretta possibile la mappatura completa con i tamponi di tutto il personale sanitario, un’operazione che sta procedendo speditamente. Poi in altre parti dell’Isola abbiamo un’altra emergenza che stiamo condividendo con molte regioni d’Italia e diversi Stati: il contagio nelle case di riposo per anziani, che si diffonde molto velocemente colpendo i soggetti più esposti e deboli. Anche in questo caso la nostra attenzione – conclude il presidente della Regione – resta altissima”.

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Olbia. Proroga delle misure restrittive fino a Pasqua

Chiusura alle 18.30 nelle giornate feriali di tutte le attività alimentari e chiusura totale nei giorni di domenica fino al 12 aprile. Uniche esclusioni, le farmacie e parafarmacie, attività di commercio al dettaglio di tabacchi, giornali e periodici. E' quanto disposto dal sindaco di Olbia, Settimo Nizzi che, attraverso un'apposita ordinanza, che batte sul tempo il probabile provvedimento di ulteriore proroga del Governo. L'ordinanza del primo cittadino prevede in ogni caso che sia sempre garantita la distanza interpersonale di 1 metro, anche l'eventuale modulazione dell'orario di apertura delle attività commerciali. Sempre vietata ogni forma di assembramento". E per quanto riguarda il futuro, sarà l'evolversi della situazione epidemiologica a determinare provvedimenti successivi.
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Emergenza Covid-19. “A rischio la tenuta sociale. Servono risorse e un reddito di dignità a burocrazia zero”

A sostenerlo è il primo cittadino di Cagliari, Paolo Truzzu. “Il Governo - attacca Truzzu - dia subito risorse ai comuni, altrimenti sarà a rischio la nostra tenuta sociale. Ho centinaia di segnalazioni di enorme disagio. Ci sono situazioni difficilmente gestibili. Siamo alla fine del mese, la quarantena dura ormai da molte settimane, la gente resta a casa e l’economia è ferma: non ci sono i soldi per pagare le bollette, gli affitti, i materiali per le lezioni a distanza, incombenze di ogni genere. So di famiglie che centellinano gli euro per fare la spesa, in una situazione di grande dignità e nel rispetto delle regole imposte dalla quarantena per prevenire i contagi, ma qui dobbiamo fare in modo che la gente più bisognosa abbia di che nutrirsi. Mi scrivono genitori che non hanno i soldi per permettere ai figli di seguire le lezioni a distanza, per compare anche la cartoleria necessaria per gli studi. C’è anche un problema di pari opportunità educative che francamente non può essere ignorato”.

La preoccupazione del sindaco é evidente. Il Comune cerca di fare la sua parte ma i rischi che tutto questo non possa bastare sono elevati.

“In questo lungo e drammatico periodo abbiamo fatto umanamente l’impossibile - sottolinea Truzzu - abbiamo messo in campo una grande organizzazione con tutti i servizi dell’Amministrazione a disposizione del cittadino. Abbiamo rinviato tasse e tributi locali, stretto accordi con diverse associazioni di volontariato laiche e legate alla Chiesa, alle associazioni di categoria, per fornire pasti gratis, fare e consegnare la spesa. Abbiamo messo a disposizione le nostre strutture dei servizi sociali per dare aiuto psicologico. Senza contare l’enorme aiuto arrivato dai cittadini comuni che si sono messi a disposizione nel dare aiuto ai più bisognosi. Ma da soli - insiste il primo cittadino - con le nostre sole forze non riusciamo. Le difficoltà sono diverse: dalle partite iva, al commercio, ai liberi professionisti, fino ai soggetti ai margini della povertà: l’appello che faccio al Governo è muoversi immediatamente. Se da un lato serve rimandare ogni scadenza, contrattando con le banche, dall’altro, senza risorse fresche, non potremo garantire i servizi essenziali che sono il Tpl, i servizi sociali,la raccolta dei rifiuti, il contrasto complessivo alla povertà. Serve, entro pochi giorni, una grande iniezione di liquidità e una sorta di assegno di dignità che può essere quantificato anche in 1.000 euro, a burocrazia zero, con un click, per tutti. Dobbiamo aiutare i nostri concittadini a superare la buriana e dobbiamo farlo insieme: Governo, regioni, comuni. Sto studiando misure emergenziali da mettere in campo per venire incontro soprattutto alle situazioni peggiori, ma da soli è impossibile farcela: occorre che il Governo si muova quanto prima”.

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Cagliari. Mercati civici: un numero telefonico per richiedere il servizio a domicilio

L'Assessorato alle Attività produttive, Turismo e Sviluppo del territorio informa che per venire incontro alle esigenze di quanti, in questi giorni complicati, non possono uscire dalla propria abitazione, da sabato 28 marzo sarà attivo un numero telefonico per la prenotazione e la consegna a domicilio della spesa nei mercati civici cittadini di San Benedetto, Via Quirra, Is Bingias, Sant’Elia e Santa Chiara. Chiunque volesse fare la spesa in uno dei mercati cittadini, quindi, potrà chiamare il numero telefonico 070.677.7777 tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle ore 13 (ma si sta lavorando per estendere il servizio) e chiedere che gli sia fornito il numero di telefono di un commerciante dei mercati che ha dato la propria disponibilità a effettuare le vendite con consegna a domicilio, ivi compreso quello del proprio fornitore di fiducia, qualora avesse aderito a questa iniziativa. La prenotazione della spesa non dovrà essere fatta al numero telefonico dedicato ma direttamente al numero del commerciante che sarà fornito dall'operatore che risponderà al telefono. Alla telefonata verrà applicata la normale tariffa praticata dall'operatore telefonico di chi chiama. L'emergenza Covid-19 che sta mettendo a dura prova tutto il sistema produttivo del Paese, ha colpito anche il tessuto commercaile cittadino. Per questo motivo il settore del commercio sta rapidamente riprogrammando le proprie abitudini passando dalla vendita diretta dei prodotti alla vendita con prenotazione da casa e consegna a domicilio delle merci. Questo sta avvenendo anche nel settore dei generi alimentari che, benché tenuti aperti dai vari decreti che si sono susseguiti, risentono enormemente del calo della clientela per effetto del dovere di ciascuno di uscire dalla propria abitazione soltanto per limitatissime ragioni e, anche i quei casi, per una sola volta nella giornata.

"E' un servizio indispensabile da parte dei mercati civici - sottolinea l'assessore alle Politiche Produttive Alessandro Sorgia - che abbiamo voluto incentivare con questa iniziativa, raggiungendo direttamente le persone presso le proprie abitazioni con prodotti freschi e di alta qualità. Sono sicuro - conclude Sorgia - che saranno tantissime le famiglie che usufruiranno di questa importante opportunità".

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Regione. "Tirocini in smart working per mantenere livello di produttività delle aziende"

“La Regione vuole consentire alle imprese di mettere in campo qualsiasi azione per tutelare la propria attività produttiva, anche durante questo periodo di emergenza sanitaria ed economica”.

Lo ha dichiarato l’assessore regionale del Lavoro, Alessandra Zedda, commentando l’inserimento del ‘lavoro agile’, smart working, ai tirocini formativi extracurriculari sospesi per effetto dell’emergenza COVID-19 e che per natura necessitano di un importante apporto del tutor aziendale per il pieno svolgimento delle attività formative inserite nel progetto.

“La soluzione in smart working - ha proseguito l’esponente della Giunta Solinas - è uno strumento adottato da molte realtà italiane per ridurre al minimo le possibilità di contagio e per mantenere stabile il livello di produttività secondo le esigenze delle imprese, ma è anche la misura che permette ai tirocinanti di rimanere attivi e di continuare a percepire l’indennità mensile prevista per tutto il corso del tirocinio”.

Per i tirocini con obiettivi formativi raggiungibili tramite questa modalità lavorativa, il datore di lavoro ospitante definisce condizioni e modalità di svolgimento del percorso tali da garantire il rispetto delle disposizioni vigenti a livello nazionale e a livello regionale in relazione all’emergenza epidemiologica COVID–19. Il datore di lavoro inoltre deve fornire al tirocinante le attrezzature necessarie e il supporto telefonico o mediante altri strumenti (mail, ecc.), assicurando il costante rapporto di tutoraggio a distanza. Tale modalità di lavoro deve essere definita fra le parti e inserita nel piano formativo in caso di avvio di nuovo tirocinio. In caso di percorsi già avviati deve essere sottoscritto un addendum al progetto formativo già esistente e le attività devono svolgersi nel rispetto del principio della compresenza di tirocinanti e tutor/legale rappresentante del soggetto ospitante anche se a distanza, della simultaneità delle attività legate al progetto di tirocinio e della verifica periodica delle attività formative svolte e degli apprendimenti conseguiti da tirocinanti. Le disposizioni di cui alla presente determinazione si applicano a tutte le operazioni cofinanziate dal POR Sardegna FSE 2014/2020, a solo titolo esemplificativo: percorsi IeFP, ITS, Tutti a Iscola Linea A, percorsi di formazione continua, percorsi di affiancamento e supporto consulenziale (es. Tutti a Iscola Linea C, Imprinting), progetti integrati (es. Green and Blue Economy), con esplicita esclusione di formazione laboratoriale, stage e tirocini curriculari. Le suddette attività a distanza devono svolgersi nel rispetto del principio della compresenza di partecipanti e docenti/consulenti, della simultaneità della lezione/consulenza e della verifica periodica degli apprendimenti dei partecipanti.

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